Capitolo 7 - Si scopre davvero tanto troia!
Anna sei più puttana di tua madre! Anna sei anche più troia di Flavia e ti assicuro che, ad esserlo più di lei, ce ne voleva davvero tanto!
8 ore fa
Il tempo di farmi una doccia e mi ritrovo nel letto insieme a loro due, che mi baciano, mi abbracciano e ci addormentiamo felici. Anche questa volta, all'alba, sento il profumo del caffè e, nuda, mi reco in cucina e li trovo che stanno facendo colazione. Mi baciano, mi abbracciano e mi offrono la colazione. Hanno l'aria più serena, più felice e questo mi fa immensamente piacere. Mentre mangio una fetta biscottata, si rompe e mi cade in mezzo ai seni e si ferma sulla mia coscia. Piero mi guarda, mi passa un tovagliolino, mentre Bruno ride a crepapelle. Piero lo guarda senza capire, mentre Bruno, senza dir niente, si alza in piedi, mi viene di fianco e subito vedo il suo splendido pacco gonfio, sotto la stoffa dei pantaloncini. Dopo averlo guardato in faccia e sorriso, infilo la mano sotto l'elastico, li abbasso, e mi trovo la sua splendida verga davanti alla bocca. Piero ci guarda senza capire, mentre io inizio un bel bocchino e Bruno che, dopo aver appoggiato una mano sul mio capo, per assecondare il ritmo della pompa, si gira verso Piero e, ridendo, gli dice che tutto è cominciato così!
«Anche l'altra volta, le era caduta una fetta biscottata tra i seni e lei, dopo averla raccolta, ha fatto quello che sta facendo in questo momento e, quindi, visto che era già cominciato, perché non ti avvicini anche tu e le dai anche il tuo da succhiare? In fondo è così brava che, mentre ne succhia uno, può anche succhiarne due!»
Sollevo gli occhi, essi vedono che i miei brillano di piacere, mentre ora tengo quelle due splendide mazze davanti alla bocca e mi diverto molto a lavorarle con la lingua, scivolando lungo quelle aste e scendendo a lambire anche le loro grosse palle, che già sembrano di nuovo piene di crema prelibata e che desidero ingurgitare tutta. Lì alterno in bocca e, impegnandomi ad oltranza, mi accorgo che Bruno è prossimo all'orgasmo; allora allungo una mano sul tavolo, prendo una fetta biscottata e sfilandomi il membro dalla bocca, lo sego velocemente e quando lui viene, faccio schizzare la crema direttamente sopra la fetta biscottata. Bruno mi guarda stupito, mentre Piero ride divertito!
«Non è possibile! Bruno, ti rendi conto? Anche Anna ha fatto la stessa cosa che aveva fatto Giulia quella mattina che abbiamo fatto colazione, mentre eravamo in vacanza in Corsica! Ti ricordi? Te lo ha succhiato alla stessa maniera ed ha spalmato la tua crema sulla fetta biscottata, mentre Flavia, con la mia crema, ci ha corretto il caffè! Non è possibile! Io non credo che Anna abbia mai visto sua madre fare una cosa del genere, intanto ora che l'ha fatta in maniera così spontanea e naturale, veramente mi viene da credere che Giulia vive dentro di lei!»
Metto in bocca la fetta biscottata e me la gusto assaporando per bene il piacere che provo nel sentirla ben ricoperta della crema di Bruno, poi mi dedico a quello di Piero e, dopo averlo succhiato bene, quando lo sento pronto a venire, allungo la mano e, anziché prendere la fetta, prendo la tazzina del caffè e lo faccio schizzare dentro. Lui ride divertito, mentre io lo spremo fino all'ultima goccia e poi con il cucchiaino mischio la sua sborra con il caffè, per poi berlo con golosità. Nel vedermi così troia, impazziscono di piacere.
«Mamma mia, che spettacolo! Anna sei fantastica! Anna sei più puttana di tua madre! Anna sei anche più troia di Flavia e ti assicuro che, ad esserlo più di lei, ce ne voleva davvero tanto!»
Mi alzo in piedi, li bacio, li abbraccio e, soddisfatta, ci mettiamo ad impacchettare le ultime cose rimaste; a metà mattinata, d'improvviso, squilla il mio cellulare. È Paolo che, rientrando a casa, non mi ha trovato!
«Pronto, amore, dove sei? Sono appena rientrato e non ho trovato nessuno; posso sapere dove sei?»
Ho messo il telefono in vivavoce, e sia Bruno che Piero mi guardano in silenzio, aspettando la mia risposta.
«Sono andata a far una passeggiata! Sai, avevo voglia di chiarirmi un po' le idee, dopo aver scoperto che mio marito mi ha rifilato un mucchio di bugie!»
Lui resta per un attimo in silenzio, poi fa una mezza risata e cerca, in qualche modo, di capire se sto scherzando o meno.
«Amore, sei sempre la solita burlona! Dai, non scherzare: dimmi dove sei che ti raggiungo!»
Guardo i miei due uomini e poi continuo a parlare con lui.
«Non puoi raggiungermi, perché sono molto lontana e non so neanche se tornerò a casa, questa sera. Devi sapere che anch'io ho passato un magnifico weekend a divertirmi con due splendidi maschi, che si sono alternati a penetrare il mio corpo ed a farmi godere in maniera sconvolgente. Spero che tu ti sia divertito con quella puttanella della tua direttrice! Credo che, in due giorni, ti avrà spremuto meglio di un limone! Spero che sia così, perché, per quanto mi riguarda, mi son divertita moltissimo!»
Lui rimane in silenzio, mentre vedo gli occhi di Bruno e Piero che brillano di felicità. Paolo cerca un'ultima disperata difesa.
«Anna, ammetto che al corso c'era anche lei, ma ti assicuro che tra di noi non c'è stato assolutamente nulla!»
La sua voce trema e non è neanche troppo convinto mentre parla, così cerco di andare più a fondo.
«Dunque c'era anche lei al corso? Quando pensavi di dirmelo? Dopo che ti ha detto che dovevi chiudere la telefonata con me per andare a ballare con lei? Era quello il momento di dirmi che c'era anche lei al corso? Oppure me lo volevi dire venerdì, quando tutti gli altri sono tornati al lavoro e tu e lei avete preso ancora un giorno di ferie? Credi che non l'ho scoperto che venerdì non hai lavorato e non hai fatto il corso neanche sabato, perché eri intento ad apprendere tecniche sicuramente molto più interessanti nel letto con lei, piuttosto che dietro una scrivania! Questa sera non torno a casa e, forse, neanche domani e, se mi gira, forse torno martedì, quando mi sarò divertita e saziata di ogni piacere, che la mia mente possa concepire! Anche a me piace far dei weekend alquanto erotici e, se a te non sta bene, puoi benissimo far le valigie e andare a dormire da quella puttanella, che ti ha tenuto con sé in questi giorni.»
Senza aggiungere altro, chiudo la comunicazione e, sia Bruno che Piero, mi vengono vicino, mi abbracciano e si complimentano con me per il mio sangue freddo. Io, in realtà, mi sento uno straccio e anche loro se ne accorgono, ma ribadiscono che è stata la scelta migliore! Suona di nuovo il telefono e vedo che è di nuovo Paolo; non rispondo. Passano diversi minuti, poi è il telefono di Bruno che suona e, quando vede che è il numero di suo figlio, risponde facendoci segno di restare in silenzio.
«Ciao Paolo, come va?»
Lui risponde un po' confuso e poi, prendendola un po' alla larga, cerca di capire se Bruno sa dove io fossi andata.
«Ciao papà, son tornato dal corso ma non ho trovato nessuno a casa, nemmeno te, posso sapere dove siete o, meglio, sai dirmi dove è andata Anna?»
Bruno fa un mezzo sorriso sornione e poi gli risponde.
«Anna? Non saprei, perché io son partito insieme a Piero e siamo qui in casa sua, perché deve sgomberare l'appartamento in quanto lo ha venduto. Per quello che ne so, Anna, venerdì mattina, quando si è alzata è andata al lavoro e poi io non so dove sia andata, perché, come ti ho detto, non sono a casa.»
Lui resta in silenzio e poi saluta suo padre in maniera sbrigativa. Passa un altro po' di tempo e di nuovo squilla il mio cellulare; vedo che è sempre lui, ma continuo a non rispondere. Continuiamo ad impacchettare le ultime cose e prepariamo tutto quello che dovrà esser spedito dal corriere, mentre poi metto un po' in ordine tutte le cose che devono esser lasciate, perché saranno acquistate da Giovanni. La sera chiamo a Paolo. Lui risponde immediatamente.
«Ciao, Paolo, ho visto che mi hai ripetutamente cercato, ma non avevo il cellulare con me, perché ero intenta a divertirmi a modo mio. Posso sapere per quale motivo ho trovato tutte queste tue chiamate sul mio cellulare, quando ti ho detto chiaramente che, fino a martedì, è possibile che non torno?»
Sento che fa un profondo respiro, poi prova ad alzare un po' la voce.
«Anna, adesso basta! Questo scherzo di pessimo gusto è durato anche troppo! Se hai voluto prenderti una vacanza, mi sta bene, ma dimmi almeno dove sei? Dimmi perché mi accusi ingiustamente di cose che non ho mai fatto!»
Vedo i miei due uomini che mi guardano ed io, con un mezzo sorriso beffardo, gli chiedo se il collega che ho visto in banca era con lui al corso e lui prontamente mi risponde di sì.
«Dunque lui era il corso con te? E allora, mi spieghi come mai venerdì mattina, quando son passata in banca, lui era dietro lo sportello e, quando son venuta a cercarti nel tuo ufficio, il tuo collega mi ha detto che ieri in ferie? Dunque, sei proprio sicuro che ti sto accusando di cose che non hai fatto? Paolo ti conviene stare zitto! Perché ciò che dici, potrebbe davvero esser usato contro di te! Smettila di arrampicarti sopra gli specchi, perché tanto, prima di tornare, mi deve sbollire la rabbia, altrimenti potrei esser tentata di fare cose di cui poi mi pentirei amaramente. Un'altra cosa, questa faccenda è tra me e te ed io ho fatto in modo di non coinvolgere né il mio né tuo padre, quindi, ti sarei grato se la questione rimanesse esattamente fra noi due. Al contrario non so come andrebbe a finire, considerando la stima e l'affetto che loro hanno per me!»
Resta in silenzio, senza aggiunger nulla e allora io gli auguro la buona serata.
«Adesso, mi cambio ed esco a cena; spero di trovare una simpatica compagnia, per passare il resto della serata.»
Lui fa un profondo respiro e mi supplica di non farlo.
«Anna, ti prego, non farlo! Anna, sono uno stupido! Anna, ho sbagliato! Anna, ti prego torna a casa. Ti prego, torna. Ti amo!»
Io non dico niente, chiudo solo la comunicazione e poi mi avvicino ai miei due uomini e chiedo loro cosa prevede il resto della serata. Loro mi guardano e si rendono conto che sono alquanto affranta, così mi chiedono se per me va bene ordinare delle pizze e restare a casa. Consumiamo velocemente la cena, poi li prendo per mano e andiamo in camera da letto, dove mi spoglio nuda; faccio spogliare anche loro e mi sdraio nel letto, tenendomeli stretti, abbracciati a me.
«Tenetemi stretta! Questa sera ho bisogno di sentire che mi volete bene! Questa sera sono solo Anna, una donna che si sente ferita dall'uomo che ama. Vorrei far sesso con voi in maniera sfrenata, forte, appagante, fino a stordirmi, ma sarebbe solo rabbia, mentre invece a me piace scopare con voi per il puro piacere di godere.»
Mi abbracciano e mi baciano, mi fanno tante coccole ed io lentamente mi rilasso; quando mi sento rasserenata, allungo le mani ed impugno le loro mazze, che, stimolate dalla mia carezza, cominciano a prendere consistenza e a diventare belle dure. Mi abbasso e le prendo in bocca, prima una e poi l'altra e, quando sono perfettamente in tiro, faccio sdraiare Piero sotto, salgo su di lui e me lo infilo tutto dentro, fino in fondo; poi mi giro e subito Bruno intuisce il mio desiderio: lentamente scivola dentro di me attraverso il foro posteriore ed io mi sento piena, stretta tra di loro e lascio che mi scopino con calma, con dolcezza, facendomi provare tutto il piacere possibile delicatamente, senza fretta. Dopo non so quanto tempo che ho goduto tra le loro braccia, si sfilano, mi fanno girare e metter di lato; in quella posizione mi ritrovo ancora i loro membri dentro, ma a ruoli invertiti. Piero, mentre me lo spinge tutto nel culo, mi sussurra da dietro la nuca che, per come ho punito mio marito, facendogli sapere che, in questo momento, potrei esser tra le braccia di un ipotetico amante, avrà su di lui un duplice effetto.
«Il primo, sarà quello di sentirsi punito in maniera esemplare e questo gli servirà da lezione per il futuro. Il secondo effetto sarà senz'altro ancor più sconvolgente del primo. Paolo, in questo momento, starà immaginando che tu, Anna, adesso sei tra le braccia di un altro e la sua rabbia, la sua gelosia, ben presto si tramuteranno in eccitazione e sentirà gonfiarsi il membro. L'unico modo che avrà, per alleviare la sua eccitazione e scaricare la tensione, sarà quella di masturbarsi furiosamente. È una punizione giusta, ma, soprattutto, è il primo passo che porterà te, Anna, ad avere il controllo su di lui. In questo momento lui dovrà imparare ad esser un cornuto e, quando avrà imparato la lezione, allora, forse, capirà che è stato un errore quello di tradirti di nascosto e, quando avrà espiato la sua colpa, solo allora comincerà ad assaporare il piacere di aver una moglie che sa esser più troia e puttana di tante altre.»
Ascolto le sue parole e, d'un tratto, vengo presa da una folle idea. Prendo il mio cellulare e chiamo Paolo, che mi risponde all'istante. Invito Bruno e Piero di restare in silenzio, mentre io comincio ad ansimare e a godere sotto le loro spinte; poi, d'un tratto, urlo che sto godendo.
«Vengo! Siete due maiali e mi state facendo venire! Coraggio, sfondatemi tutta! Fate sentire a quel cornuto di mio marito, che mi sta ascoltando, come è capace di godere quella vacca di sua moglie.»
Il tempo di godere e poi chiudo la comunicazione. Vedo lo sguardo compiaciuto di entrambi, che annuiscono ed hanno capito quale dura lezione ho impartito a Paolo e, poco dopo, squilla di nuovo il cellulare, vedo che è lui e rispondo.
«Anna, amore, ti prego, non riattaccare! Anna, voglio sentire mentre godi! Ho sbagliato a tradirti, ma adesso voglio sentir te che stai pareggiando il conto. Anna non chiudere, fammi sentire mentre godi! E voi, maschi che state montando mia moglie, fatela urlare di piacere. Sì, ammetto che sono un cornuto, ma, vi prego, chiavate mia moglie e fatela impazzire di piacere.»
Bruno sorride e si mette una mano sulla bocca, mentre adesso Piero mi sbatte dietro con più forza ed io, mentre godo, descrivo il piacere che sto provando.
«Sì, porco, così sfondami il culo! Sbattimi il tuo bel cazzone tutto fin in fondo! Dai, porco, voglio che me lo trasformi in una voragine! Me lo devi aprire così tanto che, quando quel cornuto che sta ascoltando proverà ad infilare il suo dentro, dovrà avvertire quanto me lo hai aperto, al pari di una galleria autostradale! Sì, dai, così, sto venendo! Oddio, vengo mentre mi sfondi il culo!»
Paolo ha ascoltato tutto ed urla a sua volta, incitando il maschio di rompermi il culo, in maniera decisamente oscena!
«Sì, da bravo, spaccala tutta! Voglio che le apri il culo in maniera tale che, per il futuro, quando vorrà prenderne altri, non avrà timore di sentir dolore. Voglio che glielo sfondi così bene che, quando tornerà a casa, dovrà esser ancora aperto come una voragine! Dai, amico, fai di me un cornuto con la moglie rotta in culo!»
Sono eccitata alle stelle e, sconvolta, afferro il cazzo di Bruno e me lo faccio spingere tutto davanti.
«Dai, bel toro, fa sentire a quel cornuto che mentre il tuo amico mi sfonda dietro, tu, adesso, completerai l'opera, sfasciandomi la fica. La voglio così aperta e slabbrata, che deve restare ben aperta per almeno una settimana. Dai, non esitare che questo cornuto non aspetta altro, che di sentire che stai montando la vacca di sua moglie in contemporanea con un altro; voglio urlare per il piacere che entrambi mi farete provare.»
Bruno mi entra dentro e comincia a muoversi insieme a Piero, in perfetto sincronismo, ed io raggiungo due orgasmi in rapida successione e, mentre sto venendo per la seconda volta, sento Paolo che urla che sta, a sua volta, sborrando!
«Amore, vengo! Amore, sto sborrando per te! Amore, ti immagino stretta fra due maschi e questo mi manda ai pazzi! Sono un pazzo! Uno stupido, un fesso ad aver trascurato una donna bella come te. Ma, soprattutto, è giusto che in questo momento venga reso cornuto! Dai, amor mio, continua a farti sbattere da chi in questo momento ti sta montando. Dai, urla ancora di piacere, che desidero venire ancora, mentre sento la tua voce da troia che gode!»
Ora entrambi mi pompano alla grande ed io urlo un ennesimo orgasmo; poi li incitò a venire ed a riempirmi tutta.
«Vengo, maiali! Mi state facendo godere tantissimo! Adesso voglio che mi riempite ogni buco! Sì, voglio sentire le vostre sborrate dentro di me! Paolo, mi stanno riempiendo come un bignè! Paolo, sono piena! Ho entrambi i buchi che tracimano, da quanto sperma mi stanno pompando dentro! Paolo, se fossi qui con me adesso, te la farei leccare tutta!»
Mentre entrambi si svuotano dentro di me, mi guardano affascinati nel sentir le mie parole e, nello stesso tempo, sento la voce di Paolo che sta urlando dall'altro lato del telefono.
«Sì, amore, fatti riempire! Amore, giuro che se fossi lì con te, adesso, mi inginocchierei ai tuoi piedi e mi metterei a leccare i tuoi buchi stracolmi della loro sborra! Amore, sto venendo ancora! Sto sborrando ancora, al pensiero dei tuoi buchi dilaniati, da cui tracima la loro crema bianca!»
Restiamo tutti e tre immobili, stremati. Allora prendo il telefono e saluto mio marito.
«Bravo Paolo, adesso posso sentirmi contenta e soddisfatta nel sapere che ti sei segato e sei venuto ripetutamente, mentre ascoltavi quanto piacere ho provato con altri maschi. L'unica cosa che non saprai mai è, se son qui veramente con altri due uomini, oppure sia stata tutta una fantasia che mi è piaciuto raccontarti per punirti! Per ora, buonanotte; ci vedremo martedì!»
Non aggiungo altro e chiudo la comunicazione.
Bruno prima e Piero a seguire, mi baciano, mi abbracciano e si complimentano con me per la mia straordinaria interpretazione, con cui ho fatto impazzir di piacere mio marito, ma, soprattutto, per avergli fatto ammettere che è suo desiderio esser cornuto!
«È stata una mossa abile e strategica. Così hai iniziato tuo marito al piacere delle corna e, nello stesso tempo, gli hai impartito una sonora a lezione. Anna siamo davvero fieri di te! Tua madre sarebbe, non solo orgogliosa, ma decisamente fiera di te!»
Mi stringono e mi abbracciano con calore ed io mi sento veramente bene. Il lunedì mattina, di buon’ora, arriva il corriere e passiamo tutta la mattinata a caricare i pacchi da spedire, in pratica tutto ciò che vogliamo sia portato a casa nostra. Poco prima dell'ora di pranzo, sento Paolo e, finalmente percepisco che è realmente pentito.
«Buongiorno amore, non ti ho disturbato prima, perché ho immaginato che, avendo passato una splendida serata in compagnia di quei due uomini, questa mattina avresti voluto riposare un po' di più. Ti ringrazio per avermi reso partecipe di quel momento così speciale per te e, nello stesso tempo, così significativo per me! Amore, ho sbagliato tutto con te! Sono stato uno stupido a lasciarmi convincere da Angela a passar il weekend con lei, facendo finta di esser ancora al corso. Mi dispiace di averti ferito, di averti tradito e trovo giusto che tu abbia voluto pareggiare il conto e, se all'inizio ho avvertito forti spasmi di gelosia, in un secondo tempo ho capito che era la punizione che meritavo e, in quel momento, ho provato una forte eccitazione nell'immaginarti fra le braccia di due uomini; mi è piaciuto da matti sentirti godere; quando mi hai reso partecipe del tuo piacere, ho provato un'eccitazione ed un'emozione tale che, anche dopo aver chiuso la comunicazione, ho dovuto continuare a masturbarmi e son venuto ancora una volta pensando a te! Amore, non so dove sei, non so cosa stai facendo, ma ti assicuro che, quando tornerai a casa, per me quello sarà il momento più bello della mia vita! Prenditi tutto il tempo che vuoi, ma, ti prego, torna da me! Ho sbagliato tutto e sono molto pentito; son disposto a fare qualunque cosa tu voglia e, se vorrai continuare ad aver degli amanti, per farmi capire quale enorme errore ho fatto con te, li accetterò volentieri e, se dovrò pulire i tuoi buchi dopo che altri li avranno usati, considerò il gesto come giusta ricompensa per non avermi lasciato!»
Guardo sia Bruno e che Piero, che hanno ascoltato le parole di Paolo e, con le lacrime agli occhi, rispondo a mio marito.
«Sei uno stupido sciocco! La tua più grossa fortuna è che ti amo da impazzire, ma sono anche profondamente ferita per il fatto che tu ti sia lasciato accalappiare da quella sgualdrina da quattro soldi. Avresti meritato davvero che io ti avessi tradito con altri due uomini, ma ammetto che era solo una messa in scena, perché, in realtà, sono insieme a tuo padre e mio padre, per sgomberare la casa dei miei genitori, in quanto domani dobbiamo sottoscrivere il rogito per la vendita. Non cantare vittoria, perché non ti ho ancora perdonato, ma, devo ancora decidere se trovare veramente due maschi per farmi fare tutto quello che tu hai sentito al telefono!»
Lui urla che mi ama e che sono la donna più affidabile del mondo; aggiunge che è disposto a far qualsiasi cosa per farsi perdonare.
«Sta attento a far promesse, perché potrei prenderti in parola! Promettere ad una donna ferita che sei disposto a far qualunque cosa pur di avere il suo perdono, potrebbe esser molto impegnativo!»
Lui mi ribadisce che è disposto a qualunque sacrificio!
«Qualunque cosa, amor mio. Qualunque cosa tu deciderai che io debba fare, la farò con estremo piacere e ti assicuro non mi tirerò indietro davanti a nessuna prova, anche la più dura, anche la più impegnativa, anche la più terribile, sarà per me importante soddisfare la tua richiesta, perché sei una donna speciale ed io sono un fesso a non essermene mai accorto prima!»
Chiudo la comunicazione e vedo entrambi che ridono soddisfatti; mi baciano ed abbracciano e si complimentano con me.
«Anna, sei davvero fantastica! Flavia era contorta come te, ma tu sei ad una spanna sopra di lei! Hai praticamente stracciato tuo marito, lo hai reso disponibile a qualunque cosa e son sicuro che tu hai già in mente a quale prova sottoporre il suo amore. Adesso, poiché abbiamo un po' di tempo e, visto che non siamo molto lontani e che qui abbiamo finito, vorrei chiederti se possiamo andar a casa mia e svuotare l'armadio di tutte le cose particolari, che sono appartenute a Flavia, tua suocera.»
Il tempo di organizzarci e, circa una mezz'ora dopo, siamo a casa di Bruno.
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