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Erotika
Sarò la vostra puttana! · Cap. 7
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Capitolo 7 di 8 17 min di lettura

Si scopre davvero tanto troia!

Anna sei più puttana di tua madre! Anna sei anche più troia di Flavia e ti assicuro che, ad esserlo più di lei, ce ne voleva davvero tanto!

pennabianca
4 mesi fa · 2.9k letture · 0

Il tempo di farmi una doccia e mi ritrovo nel letto insieme a loro due, che mi baciano, mi abbracciano e ci addormentiamo felici. Anche questa volta, all'alba, sento il profumo del caffè e, nuda, mi reco in cucina e li trovo che stanno facendo colazione. Mi baciano, mi abbracciano e mi offrono la colazione. Hanno l'aria più serena, più felice e questo mi fa immensamente piacere. Mentre mangio una fetta biscottata, si rompe e mi cade in mezzo ai seni e si ferma sulla mia coscia. Piero mi guarda, mi passa un tovagliolino, mentre Bruno ride a crepapelle. Piero lo guarda senza capire, mentre Bruno, senza dir niente, si alza in piedi, mi viene di fianco e subito vedo il suo splendido pacco gonfio, sotto la stoffa dei pantaloncini. Dopo averlo guardato in faccia e sorriso, infilo la mano sotto l'elastico, li abbasso, e mi trovo la sua splendida verga davanti alla bocca. Piero ci guarda senza capire, mentre io inizio un bel bocchino e Bruno che, dopo aver appoggiato una mano sul mio capo, per assecondare il ritmo della pompa, si gira verso Piero e, ridendo, gli dice che tutto è cominciato così!
«Anche l'altra volta, le era caduta una fetta biscottata tra i seni e lei, dopo averla raccolta, ha fatto quello che sta facendo in questo momento e, quindi, visto che era già cominciato, perché non ti avvicini anche tu e le dai anche il tuo da succhiare? In fondo è così brava che, mentre ne succhia uno, può anche succhiarne due!»
Sollevo gli occhi, essi vedono che i miei brillano di piacere, mentre ora tengo quelle due splendide mazze davanti alla bocca e mi diverto molto a lavorarle con la lingua, scivolando lungo quelle aste e scendendo a lambire anche le loro grosse palle, che già sembrano di nuovo piene di crema prelibata e che desidero ingurgitare tutta. Lì alterno in bocca e, impegnandomi ad oltranza, mi accorgo che Bruno è prossimo all'orgasmo; allora allungo una mano sul tavolo, prendo una fetta biscottata e sfilandomi il membro dalla bocca, lo sego velocemente e quando lui viene, faccio schizzare la crema direttamente sopra la fetta biscottata. Bruno mi guarda stupito, mentre Piero ride divertito!

«Non è possibile! Bruno, ti rendi conto? Anche Anna ha fatto la stessa cosa che aveva fatto Giulia quella mattina che abbiamo fatto colazione, mentre eravamo in vacanza in Corsica! Ti ricordi? Te lo ha succhiato alla stessa maniera ed ha spalmato la tua crema sulla fetta biscottata, mentre Flavia, con la mia crema, ci ha corretto il caffè! Non è possibile! Io non credo che Anna abbia mai visto sua madre fare una cosa del genere, intanto ora che l'ha fatta in maniera così spontanea e naturale, veramente mi viene da credere che Giulia vive dentro di lei!»
Metto in bocca la fetta biscottata e me la gusto assaporando per bene il piacere che provo nel sentirla ben ricoperta della crema di Bruno, poi mi dedico a quello di Piero e, dopo averlo succhiato bene, quando lo sento pronto a venire, allungo la mano e, anziché prendere la fetta, prendo la tazzina del caffè e lo faccio schizzare dentro. Lui ride divertito, mentre io lo spremo fino all'ultima goccia e poi con il cucchiaino mischio la sua sborra con il caffè, per poi berlo con golosità. Nel vedermi così troia, impazziscono di piacere.
«Mamma mia, che spettacolo! Anna sei fantastica! Anna sei più puttana di tua madre! Anna sei anche più troia di Flavia e ti assicuro che, ad esserlo più di lei, ce ne voleva davvero tanto!»
Mi alzo in piedi, li bacio, li abbraccio e, soddisfatta, ci mettiamo ad impacchettare le ultime cose rimaste; a metà mattinata, d'improvviso, squilla il mio cellulare. È Paolo che, rientrando a casa, non mi ha trovato!
«Pronto, amore, dove sei? Sono appena rientrato e non ho trovato nessuno; posso sapere dove sei?»
Ho messo il telefono in vivavoce, e sia Bruno che Piero mi guardano in silenzio, aspettando la mia risposta.
«Sono andata a far una passeggiata! Sai, avevo voglia di chiarirmi un po' le idee, dopo aver scoperto che mio marito mi ha rifilato un mucchio di bugie!»
Lui resta per un attimo in silenzio, poi fa una mezza risata e cerca, in qualche modo, di capire se sto scherzando o meno.
«Amore, sei sempre la solita burlona! Dai, non scherzare: dimmi dove sei che ti raggiungo!»
Guardo i miei due uomini e poi continuo a parlare con lui.

«Non puoi raggiungermi, perché sono molto lontana e non so neanche se tornerò a casa, questa sera. Devi sapere che anch'io ho passato un magnifico weekend a divertirmi con due splendidi maschi, che si sono alternati a penetrare il mio corpo ed a farmi godere in maniera sconvolgente. Spero che tu ti sia divertito con quella puttanella della tua direttrice! Credo che, in due giorni, ti avrà spremuto meglio di un limone! Spero che sia così, perché, per quanto mi riguarda, mi son divertita moltissimo!»
Lui rimane in silenzio, mentre vedo gli occhi di Bruno e Piero che brillano di felicità. Paolo cerca un'ultima disperata difesa.
«Anna, ammetto che al corso c'era anche lei, ma ti assicuro che tra di noi non c'è stato assolutamente nulla!»
La sua voce trema e non è neanche troppo convinto mentre parla, così cerco di andare più a fondo.
«Dunque c'era anche lei al corso? Quando pensavi di dirmelo? Dopo che ti ha detto che dovevi chiudere la telefonata con me per andare a ballare con lei? Era quello il momento di dirmi che c'era anche lei al corso? Oppure me lo volevi dire venerdì, quando tutti gli altri sono tornati al lavoro e tu e lei avete preso ancora un giorno di ferie? Credi che non l'ho scoperto che venerdì non hai lavorato e non hai fatto il corso neanche sabato, perché eri intento ad apprendere tecniche sicuramente molto più interessanti nel letto con lei, piuttosto che dietro una scrivania! Questa sera non torno a casa e, forse, neanche domani e, se mi gira, forse torno martedì, quando mi sarò divertita e saziata di ogni piacere, che la mia mente possa concepire! Anche a me piace far dei weekend alquanto erotici e, se a te non sta bene, puoi benissimo far le valigie e andare a dormire da quella puttanella, che ti ha tenuto con sé in questi giorni.»
Senza aggiungere altro, chiudo la comunicazione e, sia Bruno che Piero, mi vengono vicino, mi abbracciano e si complimentano con me per il mio sangue freddo. Io, in realtà, mi sento uno straccio e anche loro se ne accorgono, ma ribadiscono che è stata la scelta migliore! Suona di nuovo il telefono e vedo che è di nuovo Paolo; non rispondo. Passano diversi minuti, poi è il telefono di Bruno che suona e, quando vede che è il numero di suo figlio, risponde facendoci segno di restare in silenzio.

«Ciao Paolo, come va?»
Lui risponde un po' confuso e poi, prendendola un po' alla larga, cerca di capire se Bruno sa dove io fossi andata.
«Ciao papà, son tornato dal corso ma non ho trovato nessuno a casa, nemmeno te, posso sapere dove siete o, meglio, sai dirmi dove è andata Anna?»
Bruno fa un mezzo sorriso sornione e poi gli risponde.
«Anna? Non saprei, perché io son partito insieme a Piero e siamo qui in casa sua, perché deve sgomberare l'appartamento in quanto lo ha venduto. Per quello che ne so, Anna, venerdì mattina, quando si è alzata è andata al lavoro e poi io non so dove sia andata, perché, come ti ho detto, non sono a casa.»
Lui resta in silenzio e poi saluta suo padre in maniera sbrigativa. Passa un altro po' di tempo e di nuovo squilla il mio cellulare; vedo che è sempre lui, ma continuo a non rispondere. Continuiamo ad impacchettare le ultime cose e prepariamo tutto quello che dovrà esser spedito dal corriere, mentre poi metto un po' in ordine tutte le cose che devono esser lasciate, perché saranno acquistate da Giovanni. La sera chiamo a Paolo. Lui risponde immediatamente.
«Ciao, Paolo, ho visto che mi hai ripetutamente cercato, ma non avevo il cellulare con me, perché ero intenta a divertirmi a modo mio. Posso sapere per quale motivo ho trovato tutte queste tue chiamate sul mio cellulare, quando ti ho detto chiaramente che, fino a martedì, è possibile che non torno?»
Sento che fa un profondo respiro, poi prova ad alzare un po' la voce.
«Anna, adesso basta! Questo scherzo di pessimo gusto è durato anche troppo! Se hai voluto prenderti una vacanza, mi sta bene, ma dimmi almeno dove sei? Dimmi perché mi accusi ingiustamente di cose che non ho mai fatto!»
Vedo i miei due uomini che mi guardano ed io, con un mezzo sorriso beffardo, gli chiedo se il collega che ho visto in banca era con lui al corso e lui prontamente mi risponde di sì.

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