Sarò la vostra puttana!

Capitolo 8 - La resa dei conti!

Paolo, mi avevi detto che eri disponibile ad accettare qualunque cosa, pur di dimostrarmi che eri pentito e che volevi ancora il mio amore!

P
pennabianca

8 ore fa

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Entriamo e, raggiunto l'armadio in camera da letto, lui lo apre ed io mi trovo davanti cose ancor più interessanti di quelle viste nell'armadio di mia madre. Oltre ai completini sexy, ci sono alcuni indumenti in latex, abbigliamento da mistress, frustini, manette, bavagli e tante altre cose, adatte al bondage. Guardo Bruno che mi sorride e dice che a Flavia piaceva molto la dominazione, ma non applicata su di lui e nemmeno su Piero o Giulia, ma su tutti gli altri elementi che incontrava; molte volte lei giocava a far la mistress: uno dei giochi che amava di più, era quello di umiliare qualche marito cornuto che, nelle sue mani, veniva veramente umiliato e sottomesso in maniera incredibile. Guardo tutto ciò che è contenuto nell'armadio e lo mettiamo dentro alcune scatole; trovo che ci son cose davvero interessanti, che non conoscevo affatto, ma delle quali Bruno mi spiega il loro utilizzo. Dentro di me prende forma una strana idea. Anche Flavia aveva una splendida collezione di stivali con dei tacchi a spillo altissimi e noto con piacere che posso indossarli, perché il numero della scarpa è solo di un numero superiore al mio. È sera inoltrata quando abbiamo completato di raccogliere tutte le cose e, anche in questa occasione, Bruno mi chiede di indossare uno dei vestiti di Flavia e di uscire a cena con loro due insieme. Ne scelgo uno particolarmente intrigante, costituito da un abito con una lunga cerniera, che parte da sopra e giunge ai piedi, ma che offre la possibilità di poterlo aprire da ambo i lati. Il tessuto è di lino nero e, quando lo indosso, mi rendo conto che sotto non può esser messo alcun tipo di intimo, perché il tessuto è talmente sottile che qualunque cosa sarebbe visibile e, allora, decido che va bene così; ai piedi calzo dei sandali con un tacco quasi proibitivo, non tanto per l'altezza, quanto per il fatto che è non a spillo, di più! Sembra un chiodo sottile, su cui è quasi impossibile star in equilibrio!
«Accidenti, Bruno, ma come faceva Flavia a indossare scarpe di questo tipo, riuscire a camminare e rimanere in piedi?»
Bruno ride e mi spiega che non era tanto il problema di rimanere in equilibrio su quel chiodo, ma di vedere come quel chiodo venisse poi usato durante il gioco!

«Quando voleva umiliare un maschio, indossava queste scarpe e, con la punta del tacco così sottile, si divertiva a sottomettere il maschio, andando a schiacciargli i testicoli o a pretendere che lui andasse a baciare la punta di quei tacchi, dopo che lei gli aveva letteralmente frantumato le palle! Flavia era fatta così! Quando le scattava il momento "sadismo", non era seconda a nessuno!»
Andiamo a cena in un ristorante sul mare e, mentre siamo seduti al tavolo, d'un tratto, entrano tre uomini dall'aspetto forte, massiccio e, quando stanno per mettersi seduti, immediatamente, dopo aver visto Bruno, scattano in piedi e lo salutano con estrema riverenza.
«Buonasera, signore! Qualora fosse infastidito dalla nostra presenza, per un qualsiasi motivo, tenga presente che possiamo ritirarci ed andare a consumare il nostro pasto in qualche altro posto.»
Io e Piero restiamo veramente stupiti dal modo e dal gesto repentino dei tre uomini, che, per come si presentano, non dovrebbero temer nulla, visto il loro fisico scolpito e poderoso. Bruno li osserva, poi vede che io li sto guardando alquanto incuriosita e così mi chiede se gradissi vivere un'esperienza un po' diversa dal solito. La curiosità mi fa propendere ad accettare e lui chiede ai tre uomini di sedersi al nostro tavolo. Immediatamente mi trovo davanti tre maschi dal fisico imponente. Bruno fa le presentazioni e precisa che sono tre marò del battaglione San Marco, che lui stesso ha addestrato per operazioni molto speciali e che, in più di un'occasione, ha impiegato in operazioni di cui non può rivelare nulla, ma che si son rivelati esser tre elementi di tutto rispetto. Nicola, Fabio e Stefano, questi i loro nomi, restano in silenzio ed ascoltano le sue parole, mentre con gli occhi mi divorano. Ceniamo insieme, ma loro non sono molto loquaci, mentre invece sono molto propensi ad infilare i loro occhi all'interno della scollatura del vestito e, una volta terminata la cena, Bruno li invita a seguirci. Usciamo dal locale e, anziché tornare a casa, percorriamo un discreto tratto di strada e poi, d'un tratto, lui lascia la statale e si inoltra in una piccola strada di campagna, dove, d'improvviso, si materializza un motel, quasi nascosto in mezzo al verde.

Ordina a Nicola di andar a prendere una camera e, quando torna, tutti insieme entriamo dentro e, una volta chiusa la porta, lui mi si avvicina e, guardandomi dritto negli occhi, mi fa un discorso molto semplice.
«Questi tre uomini sono addestrati a sopportare cose inimmaginabili, a mangiare cose che farebbero vomitare una capra, a sopravvivere in posti talmente estremi da far paura solo a pensarlo, ma, che tu lo creda o no, sono anche addestrati a far impazzire di piacere una donna. Conosco il loro valore, ma conosco anche quanto tu sai esser puttana e troia, quindi ti chiedo: vuoi provare a godere con loro, fin quando non saranno sazi, o fin quando tu non li avrai letteralmente sfiniti? Naturalmente puoi anche rifiutarti e potremmo semplicemente fare il classico gioco, dove io e Piero ti facciamo impazzire e loro tre si masturbano per te. Non farebbero una piega ed eseguirebbero l'ordine senza nessuna esitazione. Voglio che sia tu a decidere ciò che ti va di fare.»
Mi tremano un po' le gambe, perché mi rendo conto che sono tre giovani dall'apparente età di una trentina di anni, nel pieno vigore della loro vita e sicuramente anche in grado di far impazzire una donna come me; sento che mi sto bagnando tra le cosce e così decido di accettare la prova. Bruno ordina ai tre uomini di spogliarsi e vedo che sono tutti ben messi fra le gambe, anche se, sia quella di mio padre che quella di Bruno, risultano esser superiori per dimensioni.
«Molto bene signori, il gioco è molto semplice: fate godere questa "puttana", fin quando ne avrete voglia! Potrete possederla in ogni buco, scoparla anche tutti e tre insieme e farla godere a vostro piacimento, ma, se lei riuscirà a far venire anche uno solo di voi, il gioco lo avrà vinto lei!»
Mi sdraiano sul letto e subito tre bocche fameliche e sei mani cominciano a percorrere in lungo ed in largo il mio corpo, senza lasciar neanche un centimetro non baciato. Mi leccano, mi masturbano, mi danno i loro cazzi da leccare e da succhiare ed io, naturalmente, cerco in tutti i modi di farli venire, ma loro, quando sono sul punto di godere, cambiano il gioco, cambiano buco e, in ogni caso, si fermano, facendo sì che tutto ricominci d'accapo!

Godo ininterrottamente per almeno due ore, senza riuscire mai ad impensierire i tre maschi, che sembrano muoversi con un sincronismo perfetto. Mi penetrano ripetutamente in doppia, con il terzo ben piantato in bocca e, quando comincio a sentire la stanchezza, mentre sono sdraiata sotto uno dei tre, che mi sbatte con molto vigore, di colpo sollevo le gambe e le annodo dietro di lui, per poi assecondare i suoi movimenti e, quando mi rendo conto che è prossimo al piacere, serro con forza le gambe e contraggo i muscoli vaginali, che mungono ancora di più quel membro prossimo ad esplodere e, nonostante quello cerchi di divincolarsi, alla fine è costretto a venire dentro di me.
«Accidenti! Accidenti, questa "puttana" ci ha preso le misure! Cazzo, mi fa sborrare! Capo, purtroppo ha vinto lei!»
Sento il calore del suo seme che mi riempie la vagina, mentre, intimamente, son piena d'orgoglio e, dopo averlo fatto svuotare per bene dentro di me, mi giro verso gli altri due e lì esorto ad eiaculare anch'essi.
«Dopo quella del vostro amico, adesso voglio anche la vostra! Siete stati tre amanti fantastici, tre cazzi di tutto rispetto e per questo lascio scegliere a voi due, in quale buco volete vuotare il vostro piacere.»
Nicola si sfila, dopo esser venuto dentro la mia fica e Fabio mi chiede di girarmi, perché mi vuole schizzare nel culo. Mi penetra da dietro e mi pompa, ora, con un ritmo molto sostenuto e, ben presto, lo sento svuotare nel mio intestino.
«Fantastica! Una femmina davvero notevole! Ne ho viste poche resistere così a lungo a noi tre e mi sento molto onorato di inondare questo culo magnifico.»
Anche lui si sfila, io guardo Stefano che invece si posiziona davanti alla mia bocca e mi chiede se, gentilmente, posso regalargli uno dei miei fantastici bocchini, che ha già avuto modo di apprezzare.
«Vorrei sborrarti in bocca, perché penso che sei una femmina stupenda, ma la tua bocca e la tua gola ti rendono, a mio avviso, una succhia cazzi di prim'ordine. Venirti in gola è qualcosa che mi eccita al solo immaginarlo.»

Glielo prendo in bocca e comincio a pomparlo facendo avanti/indietro e lui mi lascia libera nella mia operazione, senza impormi alcuna costrizione e, ben presto, sento il suo membro che si gonfia tra le mie labbra, per poi esplodere nella mia bocca, riempiendomi di crema dolcissima la cavità orale; ingoio ripetutamente quei lunghi schizzi; lui sembra un idrante inesauribile che, bordata dopo bordata, continua a schizzare dentro di me. Lecco e pulisco per bene quel cazzo che mi ha fatto tanto godere e, nel contempo, mi complimento anche con lui.
«Complimenti a tutti e tre, ma, in particolare a te, Stefano, che, con la tua copiosa sborrata in bocca, mi hai veramente strabiliato! Ne ho succhiati di cazzi e molti mi hanno sborrato in bocca, ma una così abbondante come la tua, non me la ricordo proprio!»
Bruno si complimenta con loro, loro si rivestono e mi salutano scattando sull'attenti.
«Signori, attenti! Onore a questa strepitosa "puttana"!»
Ne sono orgogliosa; loro se ne vanno e, a quel punto, mi giro e vedo i miei due maschi, ancora con i loro pacchi gonfi e così, nonostante sia abbastanza stanca, mi avvicino ad essi e li accarezzo con aria da civettuola.
«Adesso che ho superato la prova, voglio la mia ricompensa! Bruno, Piero, voglio sentir i vostri membri dentro di me che mi sbattono, ma che, soprattutto, mi riempiono con la loro crema e, in qualche modo, riaffermano il vostro diritto su di me!»
Si spogliano e mi prendono in doppia, alternandosi nei miei buchi e, dopo che ho goduto più volte, mi volto e lì esorto a sborrare!
«Sono sfinita da quanto ho goduto, ma adesso voglio sentire il calore del vostro seme che riempie i miei buchi!»
Si scambiano un cenno d'intesa, prendono a pomparmi velocemente, e, insieme, mi riversano dentro tutta la loro calda sborrata! Lascio che si svuotino, poi me li porto alla bocca e li pulisco; dopo di che, mi alzo dal letto malferma sulle gambe, mi rivesto e, mentre sento che tutto cola dai miei buchi sfondati, prendo i miei maschi sotto braccio e li invito a portarmi a casa, perché sono davvero stremata.
È l'alba inoltrata, quando mi sveglio. Sento il mio corpo dolorante e, quando scendo dal letto, le mie gambe sono un po' malferme.

Bruno si accorge che sono sveglia, mi prende in braccio e mi porta in bagno, dove c'è una vasca di acqua calda già pronta, che mi riceve perché lui mi ci adagia dentro, delicatamente.
«Adesso te ne starai una mezz'ora qui a rilassarti e far riprendere il tuo corpo da tutte le fatiche fatte in queste ultime ore. Abbandonati nella rilassante schiuma di questo bagno. Più tardi vengo a prenderti, per avvolgerti in un telo di spugna, con cui ti farò un massaggio per ridare tono al tuo corpo. Sono diversi giorni che il tuo corpo viene sottoposto a monte vigorose, sia da parte mia che da Piero, per non considerare quei tre specialisti di ieri sera, che ti hanno letteralmente distrutto, quindi, adesso rilassati e dopo vedrai che ti rimetto in forma perfetta!»
Chiudo gli occhi, appoggio la testa sul bordo della vasca, dove c'è un asciugamani arrotolato e, mentre mi rilasso penso al piacere che ho provato in questi ultimi giorni, ma, soprattutto, ai grandi cambiamenti che, secondo me, si son avvicendati nella mia vita. Devo essermi assopita, perché, d'un tratto, è Bruno che mi sveglia delicatamente, mi fa alzare in piedi e mi avvolge in un telo di spugna bianco, per poi prendermi in braccio e portarmi in camera sua; mi sdraia sul letto e, dopo essersi versato sulle mani un olio profumato, massaggia il mio corpo dalla testa ai piedi, con incredibile maestria e, alla fine, mi sento fresca e ritemprata. Prendiamo tutto quello che dobbiamo portar via e torniamo a casa di mio padre, dove ci aspetta Giovanni che, dopo avermi salutato, insieme a me e mio padre fa la valutazione di tutte le cose che vanno al di là del costo pattuito per la vendita dell'immobile. Queste cose lui ce le paga con un assegno a parte e poi, tutti insieme, andiamo dal notaio e, una volta firmato il rogito, con la macchina di Bruno, riprendiamo la via di casa. È un viaggio tranquillo, molto silenzioso, perché ognuno di noi sta inseguendo i propri pensieri, ma, soprattutto, perché l’auto è piena di scatole contenenti frammenti di vita vissuta da persone, a noi tre, molto care. Giunti a casa, porto le scatole con i vestiti e le scarpe, direttamente in camera mia e, uno dopo l'altro, li sistemo nell'armadio, mentre metto scarpe e stivali in un angolo particolare della scarpiera. Dopo circa un'oretta, rientra dal lavoro Paolo e, quando mi vede, mi bacia, mi abbraccia e mi stringe a sé, manifestando una gioia immensa.
«Amore, sei tornata? Amore, mi sei mancata tantissimo! Amore, ti amo da impazzire, ho una voglia matta di far l'amore con te!»
Siamo in camera nostra, mi distende sul letto e comincia a baciarmi, poi si rende conto che la porta è aperta e dentro casa ci sono anche Bruno e Piero, quindi si ferma per un attimo, scuote un po' il capo.
«Speriamo che questa sera se ne vadano a giocare a biliardo, perché ho una voglia matta di prenderti.»
Io lo guardo, mi alzo in piedi e, mentre lui rimane ancora disteso sul letto, mi avvio verso la porta, esco sul corridoio e vedo Bruno che sta seduto sul divano. Gli faccio cenno di chiamare mio padre che è in cucina e poi rientro in camera: inizio a spogliarmi, con Paolo che mi guarda strabiliato.
«Anna, amore, che fai...? Ci sono loro, Anna, ho tanta voglia, ma…»
Mentre faccio cadere il mio vestito e resto con il solo perizoma, non avendo indossato il reggiseno, entrano dalla porta sia Bruno che Piero e vedo lo sguardo di Paolo che, stranito, guarda me e poi loro, che iniziano a spogliarsi.
«Ma, Anna... Cioè, voglio dire: Piero io... papà. Mi spiegate che succede? Anna, amore, io…»
Mi giro verso di lui e, senza dir niente comincio a spogliarlo, mentre lui, ancora incredulo, mi guarda senza capire. Il tempo di mettere a nudo anche il suo membro e, mentre glielo prendo in bocca, con un cenno della mano faccio avvicinare anche gli altri due.
«Paolo, mi avevi detto che eri disponibile ad accettare qualunque cosa, pur di dimostrarmi che eri pentito e che volevi ancora il mio amore. Ora qui le cose sono due e molto semplici: o accetti di condividermi con loro, perché è con loro che l'altra sera mi hai sentito godere, oppure prendi le tue cose e te ne vai da quella puttana di Angela! Adesso scegli, perché non c'è più tempo. Se mi condividi con loro, dovrai accettare il fatto che potranno godere con me, come se fossi la loro puttana. Dovrai accettare che possono riempirmi ogni buco a loro piacimento e, se in quel momento, ne ho desiderio, tu dovrai pulirli senza alcuna remora. Se accetti tutto questo, la nostra vita cambierà completamente e ti assicuro che, nel momento stesso in cui mi renderò conto che veramente sei pentito per quello che mi hai fatto, puoi star tranquillo che tornerai ad esser il mio maschio preferito e che, anche per te, sarò la tua puttana. Queste sono le condizioni e non sono soggette a variazioni. Devi solo decidere se accettare, oppure prender la tua valigia e andartene!»
Mi guarda un attimo smarrito, poi si gira, verso di loro e vede lo sguardo cupo di Bruno, mentre Piero è semplicemente serio. Naturalmente ha accettato e, da quel giorno, la nostra vita ha preso tutta un'altra piega. Anche Bruno ha venduto la sua proprietà ed è venuto ad abitare in pianta stabile in casa nostra.
Dopo circa un mese, mi son presa anche una bella soddisfazione con Angela, che ho finto di sorprendere a letto con mio marito e, utilizzando i frustini di Flavia, gli ho impartito una sonora lezione e, alla fine, lei, umiliata e derisa, mi ha baciato i piedi ed è diventata la mia schiava, che, di tanto in tanto, do in pasto ai miei due maschi, tanto per farle capire chi comanda! Con Paolo le cose son subito migliorate. Ha capito che aveva sbagliato e non gli ho fatto pesare più di tanto la sua punizione; col passare del tempo, abbiamo anche preso in considerazione l'idea di aver un figlio. È stato lui stesso, a chiedermi di non escludere i miei due amanti da questo progetto; e così, dopo aver sospeso la pillola, mi son fatta irrorare la vagina dalle loro copiose sborrate ed oggi, rientro a casa, scortata dai miei tre maschi, ma soprattutto perché, sia Bruno che Piero, hanno ciascuno una culla in mano, perché ha partorito due gemelle, alle quali abbiamo deciso di dare il nome di Giulia e Flavia.

Ho anche deciso di continuare ad esser la loro puttana e, appena possibile, voglio esser di nuovo ingravidata da loro, perché voglio che, in futuro, ci sia abbondanza di ricambio generazionale, perché, per maschi come questi miei, una sola puttana non può bastare!

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