Sarò la vostra puttana!

Capitolo 6 - Un altro carsex sconvolgente!

Anna, sei la quintessenza della femmina che, quando decide di trasformarsi in troia, non ce n'è per nessuno!»

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pennabianca

8 ore fa

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 Rifletto un attimo sulle sue parole e, dopo essermi fatta una doccia, decido che questa sera voglio veramente stupire questi due stupendi maschi! Vado in camera di mia madre, riapro un paio di scatole e ne tiro fuori un vestito che non è tra i completi sexy che ho messo via, ma è di una bellezza, che mi ha intrigato appena l'ho visto. È un semplice tubino elasticizzato, ma ha uno scollo davanti che ti obbliga a non indossare reggiseno e questo comporterà che la stoffa, strusciando sui capezzoli, li farà indurire e sarà inevitabile che il loro turgore si evidenzi sotto il tessuto. Quel vestito è tenuto legato al collo da un semplice fiocco e, dietro, la schiena è lasciata scoperta, fin quasi al solco delle natiche. Soddisfatta di questa scelta, riapro una delle scatole dove ho messo delle décolleté nere, con il tacco 12 ed un plateau molto alto, che mi fanno apparire ancor più strafiga. Completo Il tutto con una parrucca nera dai capelli a caschetto, che mi arrivano appena sotto il mento e mi conferiscono un'aria tipo "Valentina" di Crepax. Quando essi mi vedono, restano a bocca aperta e Bruno, dopo aver guardato un attimo mio padre negli occhi, si avvicina e si complimenta con me.
«Quando tua madre indossava questo vestito, Flavia ne aveva uno quasi simile e, ti assicuro, che entrambe ci toglievano il fiato, come hai fatto tu stasera con noi! A differenza di lei, tu, indossando la parrucca, sembri tutta un'altra persona e questo mi sconvolge ancor di più e mi eccita in maniera eccezionale! Anna, sei la quintessenza della femmina che, quando decide di trasformarsi in troia, non ce n'è per nessuno!»
Mi sento orgogliosa del suo complimento; Piero mi offre il braccio e mi invita a seguirlo e, così, insieme a Bruno, ci rechiamo al ristorante. Appena faccio il mio ingresso nel salone, loro due, sapientemente, rimangono un passo dietro di me ed io, nell'attraversare la sala da pranzo, posso gloriarmi dello sguardo ammirato di tutti i maschi presenti; leggo l'invidia feroce negli occhi delle donne che mi guardano e, sicuramente, mi definiscono una puttana, ma, nello stesso tempo, invidiano il mio incedere così sensuale che, ad ogni passo, sprizza infinita sensualità. Durante la cena, entrambi si rivelano persone affettuose e tenerissime, che mi ricoprono di tantissime attenzioni. È un continuo scambio di occhiate, di parole dolci e coccole, che mi fanno sbrodolare in una maniera pazzesca, perché mi rendo conto che chi ci osserva è consapevole del fatto che sto giocando con entrambi i maschi e questo, chiaramente, è un comportamento disdicevole, da puttana! Non mi importa di nulla, anzi, la cosa mi eccita ancora di più e, spesso e volentieri, a volte singolarmente, a volte insieme, sento le mani dei due miei maschi, che risalgono lungo le mie cosce e, quando arrivano alla mia patatina, priva di intimo, la trovano già bella umida, così le loro dita possono indugiare sul bottoncino e procurarmi continui brividi di piacere.

Finita la cena, ce ne andiamo e, invece di condurmi a casa, percorrono un lungo tratto di strada e poi si immettono sulla tangenziale che porta verso l'autostrada; d'un tratto Piero, che guida spedito, si gira verso di me che son seduta accanto a lui e, sorridendo, mi dice che vuol vedere quanto son brava a far impazzire qualche camionista. Mi bagno all'istante! Presa l'autostrada, andiamo in direzione nord e, mentre aspetto che lui faccia qualche gioco sorpassando qualche camion, come aveva già fatto Bruno, resto un attimo stupita, perché lui non fa la stessa cosa, ma si dirige spedito verso una immensa area di sosta che c'è dopo una ventina di chilometri dal casello e, appena, entrato nell'area di sosta, si dirige dinanzi a quattro tir, che sono parcheggiati un po' in disparte e, dopo aver dato alcuni colpi di clacson, mi invita a scendere.
«Scendi e mettiti in mostra davanti a loro. Voglio che sculetti davanti ai fari della macchina, che ti accarezzi fra le cosce e scopri i seni, in modo che essi possano vederti.»
Se con Bruno ho provato dei brividi di piacere, nel sentire di dover fare queste cose, provo una scarica di adrenalina che subito mi fa quasi godere. Sono terribilmente emozionata, ma anche un po' indecisa, ma, ciononostante, scendo dall'auto e faccio qualche passo, fermandomi davanti ai fari della macchina, che mi illuminano come riflettori. Vedo le luci accendersi all'interno delle cabine dei Tir e, uno dopo l'altro, scendono tre uomini, che si avvicinano a me e, subito, dalla macchina scendono sia Bruno che Piero, che si mettono ai lati ed i tre uomini si avvicinano e mi guardano, mentre io fingo di danzare come una libellula, davanti alla luce. Bruno guarda i tre uomini che mi osservano e si toccano i pacchi, che vedo già gonfi e dice loro che possono solo guardare e masturbarsi, mentre io li farò eccitare. Nessuno dei tre, si avvicina più di quel tanto che lui ha stabilito e, allora, mi inginocchio davanti a Piero e, dopo avergli estratto il cazzo dai pantaloni, già duro, inizio a succhiarlo, mentre con la coda degli occhi vedo che adesso i tre si stanno masturbando velocemente e, qualcuno mi sta incitando a succhiarlo con ancora più forza.
«Dai, troia, ingoialo tutto. Dai, facci vedere che grande bocchinara sei! Dai, zoccola, facci vedere come te lo prendi quel cazzone!»

Sono un lago tra le cosce. Sbrodolo nel sentirmi definire troia e puttana, perché mi sento esattamente così e allora, mi sollevo e, piegata sul cofano, invito Piero a prendermi da dietro e lui, dopo avermi afferrato per i fianchi e sollevato il vestito, me lo spinge dentro tutto, con una spinta decisa che mi fa letteralmente staccare da terra. Sento le grida di incitamento dei tre che, adesso, Bruno ha fatto un po' più avvicinare e così possono guardarmi un po' più da vicino, mentre Piero mi monta come una vacca. Godo ed urlo il mio piacere; poi faccio avvicinare Bruno e prendo il suo in bocca, mentre ora quei tre mi guardano da vicino e, nel vedermi ingoiare anche il suo, insistono a definirmi puttana, zoccola, tutta da sfondare. Vengo ancora e, d'un tratto, Piero si sfila, mi fa inginocchiare e subito prende a segarsi; è per poco, perché mi scarica in faccia una copiosa sborrata. Il tempo di svuotarsi, poi si sposta leggermente di lato ed invita, uno dopo l'altro, i tre a far la stessa cosa e, mentre tengo gli occhi chiusi, sento dei generosi schizzi che coprono il mio viso ed il mio corpo, mentre essi mi inondano con il loro piacere, continuando a definirmi puttana!
«Prendi anche la mia, puttana! Accidenti, quando sei zoccola!»
Si svuotano tutti e tre sulla mia faccia e poi Bruno mi passa una mano sul viso e, dopo aver spalmato la crema sulle mie guance, mi fa aprire la bocca e leccar la sua mano, che è ricoperta di tutto lo sperma che quelli mi avevano schizzato in faccia.
«Adesso lecca la mia mano, troia! Tua madre impazziva nel sentirsi schizzare addosso! Ho la netta sensazione che la tua fica sia completamente fradicia nell'aver sentito il calore della loro sborra sulla tua faccia!»
È vero, ho goduto come una maiala nel sentirmi ricoprire il viso dalla loro sborra. Uno dopo l'altro, se ne vanno ed io prendo dei fazzolettini che mi passa Piero e, dopo essermi data una leggera pulita, li guardo tutti e due, sorrido contenta. Piero è emozionato.
«Anna, figlia mia, sei stata meravigliosa! Ho letto la lussuria nei tuoi occhi ed era la stessa che leggevo in quelli di tua madre tutte le volte che faceva questo gioco. Impazziva nel sentir le sborrate in faccia! Questa sera mi hai regalato un'emozione che pensavo da dover dimenticare per sempre! Grazie a te, ogni qualvolta ti vedrò far la puttana, ripercorrerò le stesse sensazioni che provavo nel veder mia moglie che faceva la puttana per noi! Lei, dopo questo gioco, amava molto fare anche un'altra cosa e, se sei d'accordo, vorrei che tu la facessi insieme a Bruno.»
Annuisco, poi mi giro verso Bruno, che sorride, e mi apre lo sportello posteriore dell'auto; mi invita a salire insieme a lui. Appena dentro, mio padre parte e guida spedito verso la città, mentre, intanto, dietro, Bruno ha subito infilato una mano fra le mie cosce e comincia a masturbarmi, facendomi godere moltissimo, mentre io mi prendo cura del suo splendido cazzo, tenendolo a lungo in bocca. Piero mi guarda dallo specchietto e poi mi dice qual è la cosa più bella di quel gioco.
«A tua madre piaceva molto, dopo essersi eccitata con i camionisti, farmi guidare l'auto e mettersi dietro, insieme a Bruno, a scopare con lui! Le piaceva molto, perché c'era il rischio di esser vista e questo la eccitava in maniera sconvolgente. Quasi sempre, mentre facevamo questo gioco, Flavia, tua suocera, se ne stava qui davanti e si divertiva a spompinare il mio, che diventava sempre più duro, mentre vedevo tua madre dietro che faceva la troia con Bruno.»
Sono così eccitata che, senza nessuna esitazione, monto a cavallo di Bruno e, dopo essermi infilata dentro il suo splendido randello, prendo a farmi a sbattere ed urlare di piacere, incurante della possibilità che altri potessero sentimi, visto che ora siam tornati in città e, ad ogni semaforo, chiunque potrebbe vedermi mentre sto facendo la puttana con lui.
«Bravo, Bruno, sfondarla tutta! Fai godere questa puttana come facevi godere Giulia! È vero che non c'è Flavia a farmi un bocchino, ma dopo che l'avrai fatta godere, faremo a cambio: tu verrai a guidare ed io verrò dietro con lei.»
Bruno non si risparmia, mi sbatte dal basso sfondandomi e facendomi godere molto e poi, quando son prossima al piacere, mi strizza con forza i capezzoli e, mentre urlo di dolore/piacere, lui mi svuota dentro tutta la crema che c'è nelle sue palle. Sento ondate di calore riversarsi nella mia vagina ed urlo ancora per un altro orgasmo, quando, d'un tratto, Piero ferma l'auto e fa cambio di posto con Bruno. Mi ritrovo a cosce aperte, con la fica che mi cola e subito vengo penetrata dalla grossa verga di Piero, che mi sfonda subito, mentre, ad ogni spinta, schizzi di sperma fuoriescono dalla mia, ormai più che slabbrata, fighetta!

«Godi anche con me, puttana! Sei una puttana meravigliosa che adesso voglio chiavare bene ed a lungo!»
Mi sbatte come un forsennato e godo ancora, fin quando lui è prossimo all'orgasmo; allora si sfila e mi ordina di prenderglielo in bocca.
«Adesso prendimelo in bocca! Lei voleva sempre la mia in bocca! Diceva che così si sentiva molto più troia!»
Bevo e ingoio una buona quantità di crema, mentre ora Bruno è arrivato di nuovo davanti casa; mi ricompongo un po' e, una volta dentro casa nostra, loro due si voltano, mi abbracciano e mi baciano felici.
«Anna sei stata meravigliosa! Questa sera ci hai fatto rivivere emozioni che non provavamo più da tempo e, entrambi siamo molto fieri di te! Sapere di aver una nuova puttana che giocherà con noi, ci fa immensamente piacere.»
Li bacio ed abbraccio. Mi sento felice e orgogliosa di aver fatto qualcosa per loro, che li ha comunque veramente resi entusiasti. Dopo la perdita di mia madre e di Flavia, i loro occhi erano sempre tristi e spenti, mentre invece, questa sera, li ho visti sereni e felici.

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