Sarò la vostra puttana!

Capitolo 5 - Adesso le cose diventano molto interessanti!

Capisco la tua rabbia e disappunto, ma non serve a niente. Vedrai, troveremo il modo di fargli capire quanto è stupido!

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pennabianca

8 ore fa

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E l'alba quando il profumo del caffè arriva alle mie narici e, quando apro gli occhi, mi guardo un attimo intorno e realizzo dove sono. Nuda, mi alzo dal letto e mi dirigo in cucina, dove trovo Bruno e mio padre che stanno facendo colazione. Subito si alzano in piedi, mi abbracciano, mi danno un bacio, augurandomi buongiorno. Bruno mi offre una tazza di caffè, mentre mio padre mi prepara delle fette biscottate con burro e marmellata. Mi siedo in mezzo a loro e vedo subito che sotto i leggeri pantaloncini che indossano, le loro mazze si stanno già gonfiando.
«Buongiorno, amore mio, spero che ti sei riposata. Ammirare il tuo corpo nudo è come rivedere tua madre, che adorava far colazione nuda in mezzo a noi: diceva che era il modo più bello per iniziare una giornata. Le piaceva far gonfiare i nostri membri, perché questo le dava autostima. Questa mattina, insieme a te, vorrei vuotare la nostra camera matrimoniale. Giuseppe mi ha chiesto di non smontare i mobili della camera, perché vorrebbe comprarli in quanto son migliori dei suoi, che sicuramente sono da buttare e, insieme alla camera, vorrebbe anche la cucina e tante altre cose presenti in questa casa che ci pagherebbe a parte, oltre il prezzo fissato per la casa. Da principio questa cosa mi dispiaceva un po', poi ho riflettuto: erano cose comprate insieme a tua madre e, se qualcun altro continuava ad usarle, era come se la sua scelta risultasse gradita anche da altre persone e questo, In fondo, non fa altro che allargare il cumulo dei suoi ricordi, che così non si spegnerà mai. Svuotare il contenuto degli armadi, sarà la cosa più dolorosa per me, perché ci saranno tante cose che mi ricorderanno lei.»
I suoi occhi si riempiono di lacrime, mentre parla e, allora, mi alzo in piedi, lo abbraccio e lo bacio, stringendolo con forza al mio seno. Faccio rapidamente colazione e, quando vado a vestirmi, lui mi chiede di non farlo: vuole che resti nuda.
«Rimani nuda, perché ci son tante cose nell'armadio di tua madre, che potrebbero star bene anche indossate da te; potrai provarle all'istante e scegliere quelle che possono esser conservate e quelle che dovranno esser comunque cestinate.»
Assieme a loro, apro l’armadio della camera da letto. Molti degli abiti di mia madre, che aveva la mia stessa taglia, sono in perfetto stato e decido di conservarli, ma ciò che mi stupisce è quando mio padre apre un'anta, che era chiusa la chiave e, all'interno, trovo un vero tesoro, costituito da abiti meravigliosi di un intrigo sconvolgente: perizomi, reggiseni bellissimi, calze autoreggenti con pizzo, tutine in rete, alcune parrucche e tanti altri accessori, che lei usava per le sue serate speciali, in cui si trasformava nella loro provocante puttana! Piero mi guarda ed i suoi occhi si riempiono di lacrime; mentre accarezza quelle cose, la sua voce è rotta dall'emozione.
«Guarda, Bruno, e dimmi se anche tu ricordi tutte le volte che hai visto Giulia indossare queste cose; quante esperienze e momenti indimenticabili ci ha regalato, insieme a tua moglie Flavia, quando indossava questi completini da troia e si trasformava in tutt'altra persona.»
Anche gli occhi di Bruno si riempiono di lacrime ed io li abbraccio e li tengo stretti a me; prometto loro che farò in modo di attenuare quel dolore.
«Vi prego, non fate così! Se tutto questo vi strappa il cuore, andatevene. Provvederò io a metter via tutte le cose che sono contenute qua dentro e vi prometto che cercherò di esser degna della persona che le indossava e, per farlo, mi trasformerò nella vostra puttana e, sperando di esser in grado di emularla, cercherò di regalarvi ancora emozioni quanto più intense possibili.»
Essi mi baciano ed abbracciano, poi Bruno mi guarda e, con una voce ancor più malinconica, mi parla con una certa tristezza.
«Quello che stiamo facendo oggi qui, è quanto dovrò fare anche a casa mia. Non avendola messa in vendita, non ho mai pensato di dover mettere via le cose di Flavia. Ma ora mi rendo conto che anch'io dovrò affrontare questo momento e avrò piacere se, quando succederà, tu sarai presente insieme a me, aiutandomi a metter via i ricordi di lei, le sue passioni, che sono contenute, come in questo caso, in un'anta del mio armadio.»
Lo guardo, lo bacio e gli prometto che può contare su tutta la mia assoluta disponibilità.

Li spingo fuori dalla camera; anche se un po' malincuore, se ne vanno e, mentre essi impacchettano tutto ciò che è contenuto nei mobili della sala, io, uno dopo l'altro, controllo ogni singolo oggetto contenuto nell'armadio e mi rendo conto che mia madre aveva un gusto davvero particolare, sia nel vestire, che nel trasformarsi in troia. Passa circa un'oretta e li vedo tornare; ho quasi completato l'operazione di svuotamento dell'armadio. Piero si compiace con me, poi mi prende per mano e seguito da Bruno, percorriamo il breve corridoio e, giunti davanti ad una porta, adiacente al bagno, la apre: essa dà accesso ad un piccolo ripostiglio che, a suo tempo, fu trasformato in una comoda scarpiera.
«Se nell'armadio c'erano i suoi indumenti, qui, oltre alle scarpe, diciamo di tutti i giorni, ci troverai anche quelle che indossava a completamento delle sue mise sexy. Sono contenute in quelle grosse scatole, che vedi lì in fondo.»
Entro e, una dopo l'altra, comincio a controllare le scarpe. Anche in questo caso si rivela vantaggioso il fatto che io e lei calzavamo lo stesso numero; molte sono in buono stato e decido di tenerle, altre dovranno solo essere buttate. Per ultimo lascio quelle contenute nelle grosse scatole e quando le apro, rimango letteralmente affascinata dal loro contenuto. Ci sono scarpe e stivali di una bellezza incredibile: scarpe col tacco altissimo di ogni forma e colore, addirittura, un paio, anche trasparenti. Poi ci sono degli stivali che quando li indosso, mi arrivano al ginocchio e, avendo un tacco proibitivo, mi inarcano il culetto in maniera davvero sconvolgente. Essi mi osservano, mi fanno fare qualche passo lungo il corridoio ed il mio sculettare li eccita; d'un tratto mi abbracciano, uno davanti, l'altro dietro, e sento i loro superbi membri, premere contro di me. In quel momento mi sento calda e vogliosa, per cui mi inginocchio e li impugno entrambi; comincio a passarli e ad alternarli in bocca, mentre loro iniziano a godere del piacere della pompa che sto loro eseguendo.
«Piero, ma lo senti come ce lo sta succhiando! Piero, è proprio un'esperta bocchinara! Credimi, per certi versi, riesce ad esser superiore a quelle due gran puttane delle nostre mogli! Ti rendi conto che lei, da sola, tiene testa a due maiali come noi?»

Mio padre annuisce e poi, d'un tratto, mi fa sollevare e, sempre mentre indosso quegli stivali da troia, mi piegano a 90 gradi e, con un affondo secco, me lo spinge tutto dentro, facendomi sussultare.
«Puttana, ti sfondo! Ti apro in due, come una cozza! Mi fa impazzire chiavarti così! Anna, sei una puttana! Anna, diccelo che sarai la nostra puttana!»
Ho un orgasmo istantaneo. Sbrodolo così in fretta, che mi sfilo il cazzo dalla bocca ed urlo il mio piacere.
«Sì, maiale! Dai, fammi venire! Fate venire la vostra puttana! Certo, che sarò la vostra puttana! È questo che voglio: esser la vostra puttana. Con due maiali come voi, è certo che farete di me la più grande puttana con cui abbiate mai potuto misurarvi.»
Mentre godo, Bruno mi solleva, mi abbraccia, mi solleva da terra e, aiutata da mio padre, mi tiene sospesa a mezz'aria e, con una mossa alquanto acrobatica, me lo infila nel culo. Mi tengono sospesa a mezz'aria e mi sfondano entrambi i buchi, mentre io esplodo nel delirio più totale.
«Sì, così! Spaccatemi tutta! Siete qualcosa di sconvolgente! Due maiali meravigliosi! Dei porci che adorano sfondare una puttana come me!»
Grazie al loro vigore, alla loro prestanza fisica, raggiungo due orgasmi in rapida successione, poi, delicatamente, mi rimettono con i piedi per terra ed io, dopo essermeli tolti dai buchi, mi inginocchio davanti a loro e pretendo che mi gratifichino dei loro succhi.
«Adesso sborratemi in bocca! Voglio bere la vostra sborra, fino all'ultima goccia! Coraggio, Bruno, sborrami in bocca! Dai, sborra in bocca a questa puttana di tua nuora!»
Lo impugno e lo sego velocemente; d'un tratto, lui appoggia una mano sulla mia testa ed io reggo la punta stretta fra le labbra; poco dopo la mia bocca si riempie della sua crema prelibata, che ingoio fino all'ultima goccia. Spremuto per bene quello di Bruno, mi giro verso quello di mio padre e lo esorto a far lo stesso.
«Dai, Piero, adesso tocca a te! Sborrami in bocca anche tu! Dai, sborra in bocca a questa puttana di tua figlia! Dai, che sei un porco anche tu, che gode a riempir la bocca di sua figlia. Me lo hai detto tu che lo hai sognato tante volte e quindi, adesso, puoi farlo: riempimi la bocca con il tuo piacere!»

Serro anche il suo tra le labbra e subito dopo diverse e copiose bordate di crema, vanno a gonfiare le mie guance. Anche in questo caso lecco e ingoio fino all'ultima goccia; poi mi sollevo e li bacio entrambi. Restiamo per un lungo istante abbracciati, poi essi tornano ad impacchettare altre cose, mentre io seleziono tutto quello che voglio tenere per me e mi rendo conto che, anche in questo caso, mia madre aveva dei gusti veramente eccezionali. Giunta l'ora di pranzo, ordiniamo delle pizze da asporto e continuiamo a metter via, una dopo l'altra, tante cose e, nel tardo pomeriggio, mi giunge una chiamata da mio marito. Lo tratto in maniera alquanto fredda, ma lui nemmeno se ne accorge. Mi dice che, essendo l'ultimo giorno del corso, questa sera andranno a festeggiare tutti insieme e che sarà di ritorno l'indomani. Io mi rendo conto che mi sta ancora mentendo spudoratamente, ma fingo di star al gioco ed evito accuratamente di dirgli che non sono a casa, ma che sono in compagnia di mio padre ed il suo, e sto svuotando l'appartamento dei miei genitori. Tutta la conversazione è stata ascoltata in vivavoce sia da mio padre che da Bruno, che mi guardano e notano il mio viso tranquillo e sereno, mentre ascolto le bugie che mi rifila mio marito. Appena chiusa la telefonata, Bruno fa un gesto quasi di stizza, di rabbia.
«Cazzo! Spezzerò le ossa a quel fesso! Accidenti, voglio andare al fondo di tutta questa storia e capire quanto ascendente può essersi accaparrata quella puttanella, che lo ha tanto ammaliato. Anna, stai tranquilla che questo suo tradimento lo pagherà a caro prezzo!»
Lo guardo e scuoto il capo, cercando di calmarlo.
«Dai, calmati Bruno: a che serve arrabbiarsi? Non ti farà per niente bene. In fondo, con il vostro sostegno, è già pareggiato il conto; l'unica cosa che mi dispiace, è questo esser presa in giro da lui, convinto che io sia così stupida da non aver capito che sta passando un weekend con quella puttana della sua direttrice. Non voglio che gli fai del male, perché, anche se mi ha tradito, io lo amo. Capisco la tua rabbia e disappunto, ma non serve a niente. Vedrai, troveremo il modo di fargli capire quanto è stupido!»
Piero mi abbraccia e mi dice che son una donna strepitosa, proprio come mia madre e questo mi riempie ancor più di orgoglio.

«Anch'io, una volta, ho fatto una sciocchezza con l’impiegata di una caserma dove ero distaccato e, quando tua madre se n'è accorta, ha saputo farmi capire che stavo sbagliando di grosso: ha semplicemente preso uno sconosciuto qualunque e si è fatta sbattere da lui facendo in modo che io potessi vederla e, in quel modo, mi ha fatto capire che ero uno stupido, perché, con quello sconosciuto, tua madre ha dimostrato di esser una troia scatenata! Dopo di che, mi ha chiesto di valutare se potesse esser lei a darmi più piacere, rispetto all'altra; praticamente mi mise davanti ad una alternativa: se l'altra riusciva a superarla in lussuria, allora avrei dovuto optare per lei; ma se tua madre fosse stata almeno uguale, se non superiore a lei, allora mi sarebbe convenuto continuare a star con lei! È stato in questo modo che mi ha fatto convenire che stavo facendo una stupidaggine, perché tua madre era di gran lunga superiore all'altra, sia per bravura a letto, sia per fantasie erotiche che, con il tempo, abbiamo sviluppato e messo in atto assieme. Credo sia questo il modo che dovresti adottare per far capire a tuo marito che sta sbagliando e di brutto. Tu sei una femmina calda come poche e son sicuro che quella sciacquetta, con cui ora sta scopando, non vale neanche la punta degli stivali che indossi!»
Continuiamo ad impacchettare le tante cose che ci sono in casa e molte non fanno altro che riportarmi a dei ricordi, che mi emozionano oltremodo. Mi rendo conto che sto mettendo via i ricordi di una vita e, a sera, siamo quasi a buon punto; allora entrambi decidono che ci possiamo permettere una cena di tutto rispetto. Piero prenota presso un ristorante che conosce benissimo, mi esorta a farmi una doccia ed indossare qualcosa di elegante e provocante, perché vuole portarmi a cena insieme a Bruno e far crepare di invidia chiunque mi guardi.

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