E l'alba quando il profumo del caffè arriva alle mie narici e, quando apro gli occhi, mi guardo un attimo intorno e realizzo dove sono. Nuda, mi alzo dal letto e mi dirigo in cucina, dove trovo Bruno e mio padre che stanno facendo colazione. Subito si alzano in piedi, mi abbracciano, mi danno un bacio, augurandomi buongiorno. Bruno mi offre una tazza di caffè, mentre mio padre mi prepara delle fette biscottate con burro e marmellata. Mi siedo in mezzo a loro e vedo subito che sotto i leggeri pantaloncini che indossano, le loro mazze si stanno già gonfiando.
«Buongiorno, amore mio, spero che ti sei riposata. Ammirare il tuo corpo nudo è come rivedere tua madre, che adorava far colazione nuda in mezzo a noi: diceva che era il modo più bello per iniziare una giornata. Le piaceva far gonfiare i nostri membri, perché questo le dava autostima. Questa mattina, insieme a te, vorrei vuotare la nostra camera matrimoniale. Giuseppe mi ha chiesto di non smontare i mobili della camera, perché vorrebbe comprarli in quanto son migliori dei suoi, che sicuramente sono da buttare e, insieme alla camera, vorrebbe anche la cucina e tante altre cose presenti in questa casa che ci pagherebbe a parte, oltre il prezzo fissato per la casa. Da principio questa cosa mi dispiaceva un po', poi ho riflettuto: erano cose comprate insieme a tua madre e, se qualcun altro continuava ad usarle, era come se la sua scelta risultasse gradita anche da altre persone e questo, In fondo, non fa altro che allargare il cumulo dei suoi ricordi, che così non si spegnerà mai. Svuotare il contenuto degli armadi, sarà la cosa più dolorosa per me, perché ci saranno tante cose che mi ricorderanno lei.»
I suoi occhi si riempiono di lacrime, mentre parla e, allora, mi alzo in piedi, lo abbraccio e lo bacio, stringendolo con forza al mio seno. Faccio rapidamente colazione e, quando vado a vestirmi, lui mi chiede di non farlo: vuole che resti nuda.
«Rimani nuda, perché ci son tante cose nell'armadio di tua madre, che potrebbero star bene anche indossate da te; potrai provarle all'istante e scegliere quelle che possono esser conservate e quelle che dovranno esser comunque cestinate.»
Assieme a loro, apro l’armadio della camera da letto. Molti degli abiti di mia madre, che aveva la mia stessa taglia, sono in perfetto stato e decido di conservarli, ma ciò che mi stupisce è quando mio padre apre un'anta, che era chiusa la chiave e, all'interno, trovo un vero tesoro, costituito da abiti meravigliosi di un intrigo sconvolgente: perizomi, reggiseni bellissimi, calze autoreggenti con pizzo, tutine in rete, alcune parrucche e tanti altri accessori, che lei usava per le sue serate speciali, in cui si trasformava nella loro provocante puttana! Piero mi guarda ed i suoi occhi si riempiono di lacrime; mentre accarezza quelle cose, la sua voce è rotta dall'emozione.
«Guarda, Bruno, e dimmi se anche tu ricordi tutte le volte che hai visto Giulia indossare queste cose; quante esperienze e momenti indimenticabili ci ha regalato, insieme a tua moglie Flavia, quando indossava questi completini da troia e si trasformava in tutt'altra persona.»
Anche gli occhi di Bruno si riempiono di lacrime ed io li abbraccio e li tengo stretti a me; prometto loro che farò in modo di attenuare quel dolore.
«Vi prego, non fate così! Se tutto questo vi strappa il cuore, andatevene. Provvederò io a metter via tutte le cose che sono contenute qua dentro e vi prometto che cercherò di esser degna della persona che le indossava e, per farlo, mi trasformerò nella vostra puttana e, sperando di esser in grado di emularla, cercherò di regalarvi ancora emozioni quanto più intense possibili.»
Essi mi baciano ed abbracciano, poi Bruno mi guarda e, con una voce ancor più malinconica, mi parla con una certa tristezza.
«Quello che stiamo facendo oggi qui, è quanto dovrò fare anche a casa mia. Non avendola messa in vendita, non ho mai pensato di dover mettere via le cose di Flavia. Ma ora mi rendo conto che anch'io dovrò affrontare questo momento e avrò piacere se, quando succederà, tu sarai presente insieme a me, aiutandomi a metter via i ricordi di lei, le sue passioni, che sono contenute, come in questo caso, in un'anta del mio armadio.»
Lo guardo, lo bacio e gli prometto che può contare su tutta la mia assoluta disponibilità.
Li spingo fuori dalla camera; anche se un po' malincuore, se ne vanno e, mentre essi impacchettano tutto ciò che è contenuto nei mobili della sala, io, uno dopo l'altro, controllo ogni singolo oggetto contenuto nell'armadio e mi rendo conto che mia madre aveva un gusto davvero particolare, sia nel vestire, che nel trasformarsi in troia. Passa circa un'oretta e li vedo tornare; ho quasi completato l'operazione di svuotamento dell'armadio. Piero si compiace con me, poi mi prende per mano e seguito da Bruno, percorriamo il breve corridoio e, giunti davanti ad una porta, adiacente al bagno, la apre: essa dà accesso ad un piccolo ripostiglio che, a suo tempo, fu trasformato in una comoda scarpiera.
«Se nell'armadio c'erano i suoi indumenti, qui, oltre alle scarpe, diciamo di tutti i giorni, ci troverai anche quelle che indossava a completamento delle sue mise sexy. Sono contenute in quelle grosse scatole, che vedi lì in fondo.»
Entro e, una dopo l'altra, comincio a controllare le scarpe. Anche in questo caso si rivela vantaggioso il fatto che io e lei calzavamo lo stesso numero; molte sono in buono stato e decido di tenerle, altre dovranno solo essere buttate. Per ultimo lascio quelle contenute nelle grosse scatole e quando le apro, rimango letteralmente affascinata dal loro contenuto. Ci sono scarpe e stivali di una bellezza incredibile: scarpe col tacco altissimo di ogni forma e colore, addirittura, un paio, anche trasparenti. Poi ci sono degli stivali che quando li indosso, mi arrivano al ginocchio e, avendo un tacco proibitivo, mi inarcano il culetto in maniera davvero sconvolgente. Essi mi osservano, mi fanno fare qualche passo lungo il corridoio ed il mio sculettare li eccita; d'un tratto mi abbracciano, uno davanti, l'altro dietro, e sento i loro superbi membri, premere contro di me. In quel momento mi sento calda e vogliosa, per cui mi inginocchio e li impugno entrambi; comincio a passarli e ad alternarli in bocca, mentre loro iniziano a godere del piacere della pompa che sto loro eseguendo.
«Piero, ma lo senti come ce lo sta succhiando! Piero, è proprio un'esperta bocchinara! Credimi, per certi versi, riesce ad esser superiore a quelle due gran puttane delle nostre mogli! Ti rendi conto che lei, da sola, tiene testa a due maiali come noi?»
