«Come racconti tutto a mio padre? Scusa, che c'entra mio padre?»
Lui mi guarda e mi sorride, parlando tranquillamente.
«Anna sta calma, che è tutto a posto! Con la complicità che abbiamo tra noi due, con tutto quello che abbiamo fatto insieme alle nostre mogli, era ovvio che avessi informato tuo padre di ciò che è successo tra me e te. Rilassati, perché anche lui vuole il tuo bene e devi sapere che, più di una volta, mentre chiavava Flavia o tua madre, ha gridato il tuo nome, mentre veniva dentro di esse. Se io ho desiderato tanto il tuo corpo, lui sogna di far sesso con te da non so quanto tempo. Naturalmente puoi anche ignorare questo suo desiderio e nessuno ti costringerà a far nulla che tu non voglia, ma, se c'è una persona al mondo che ti adora, in specie dopo la morte di tua madre, è tuo padre.»
Lo guardo un po' sconvolta, perché non avevo mai riflettuto su questo aspetto del loro rapporto e mi rendo conto che, effettivamente, tutto ha un senso. Anche in questo caso, prendo atto di tanti piccoli dettagli accaduti in passato, tanti momenti, tanti abbracci e tante situazioni, che avrebbero dovuto, in qualche modo, farmi capire quanto fosse alto il suo interesse nei miei confronti; adesso hanno un senso. Rifletto molto su questo aspetto e mi sento tranquilla e serena. Non so come reagirò, quando mi troverò davanti a lui, ma di una cosa sono certa: non ho nessuna intenzione di negargli il mio amore. Bruno guida veloce, il traffico è relativo, così finalmente giungiamo a casa e, quando entro dentro, trovo mio padre che mi accoglie con un'aria un po' triste.
«Finalmente siete arrivati! Pensavo avreste fatto più in fretta, ma, evidentemente, avete trovato traffico!»
Bruno porta la valigia nella camera degli ospiti ed io resto un attimo a parlare con mio padre.
«Abbiamo fatto prima che abbiamo potuto, ma spiegami perché c'è tutta questa fretta.»
Lui è seduto davanti a me e, quando mi son seduta ed ho accavallato le cosce, ho visto i suoi occhi brillare di piacere nel vedere che indossavo una gonna corta. Consapevole di quello che mi ha detto Bruno, scavallo le cosce in maniera lenta, affinché lui possa vedere che non indosso intimo.
Lo vedo deglutire, perché si è reso conto che ho la passera al vento.
«Anna vedi… Giuseppe, il nostro vicino, vuole il prima possibile questa casa, perché intende trasferirsi lui qui, mentre l'appartamento affianco il figlio ha intenzione di ristrutturarlo completamente, in quanto è munito del terrazzo molto più grande del nostro. Capisco che non sarà una cosa facile, ma, in ogni caso, ho già prenotato un'azienda di traslochi e tutto quello che porteremo via sarà trasportato entro lunedì sera. Martedì, dovrai venire con me a firmare, perché, dopo la morte di tua madre, sei diventata erede di parte di questa casa e quindi, nell'atto di vendita, figurerà anche il tuo nome.»
Per tutto il tempo ha continuato a fissare le mie cosce, che io ho, volutamente, tenuto leggermente divaricate e, quando mi alzo in piedi, lui si avvicina a me e mi chiede se va tutto bene. Sto per rispondere, quando dietro di lui si materializza Bruno, che spiega realmente come stanno le cose.
«Certo che va tutto bene! Questa sera tua figlia mi ha regalato un'emozione sconvolgente! Ricordi Giulia quanto si divertiva a far il car sex? Credimi, Anna è una femmina che sa stare allo stesso livello di Giulia! Questa sera ha fatto impazzire un camionista, mentre giocava con me dentro l'auto a farsi sbattere come una puttana da strada! Ha sostenuto il suo ruolo in maniera spettacolare! Avresti dovuto vedere come si era eccitata e quanto si sia immedesimata nella parte. Come ti ho detto al telefono, tua figlia è la perfetta erede di tua moglie! Piero, ti assicuro che la troia che è dentro di lei sta emergendo in tutto il suo splendore! L'unica cosa che mi fa rabbia è che quel fesso di mio figlio corre dietro ad una puttanella, senza immaginare che razza di femmina ha dentro casa! Le ho raccontato anche tutto della nostra complicità con le nostre donne, dei nostri giochi e ti assicuro che lei, se fossimo stati un po' più intraprendenti, non avrebbe sfigurato insieme a mia moglie ed a sua madre!»
Mio padre mi guarda con occhi veramente carichi di ammirazione. È vicino a me, io lo abbraccio e lo stringo a me, premendo il mio seno contro il suo petto.
«Papà, Bruno mi ha riferito quanto hai desiderato il mio corpo e, dopo, ho capito tante cose, i tanti messaggi che mi hai lanciato in passato, che non ho mai raccolto, e mi dispiace di non aver preso atto del tuo desiderio per me molto prima, ma, se vuoi, possiamo sempre recuperare il tempo perduto.»
Lui si gira, guarda Bruno che annuisce e, con un sorriso, mi guarda di nuovo e allora, senza dir niente, mi inginocchio davanti a lui e, mentre lui è letteralmente sbalordito, apro rapidamente i suoi pantaloni, infilo dentro la mano e vi trovo un bel cazzone grosso. Lo impugno che non è ancora completamente duro, ma sento che sta rapidamente lievitando nella mia mano e, ben presto, le mie dita non riescono più a cingerlo. È effettivamente come ha detto Bruno: decisamente più grosso del suo, ma, sicuramente, un po' più corto. Senza nessuna esitazione, spalanco la bocca e riesco solo a farne entrare in gola una minima parte. Dopo essersi ripreso dallo stupore, appoggia le sue mani sul mio capo e subito prende a godersi il mio lavoretto di bocca.
«Oh, sì, che meraviglia! Non sai quanto ho sognato questo momento! Non sai quante volte tua madre me lo ha preso in bocca e mi ha detto di chiudere gli occhi ed immaginare che fossi tu a succhiarmelo, come stai facendo ora! Amore, sei una bocchinara stupenda! Quando Bruno mi ha riferito che gli avevi fatto un bocchino meraviglioso, sono rimasto senza parole. Brava, continua così, prendine in bocca più che puoi, fammi impazzire nella tua bocca!»
Me lo lavoro alla grande! Mentre con una mano lo impugno, con l'altra, dopo aver abbassato i suoi indumenti, gli accarezzo le palle, che sono molto più grosse di quelle di Bruno. Scivolo con la lingua lungo tutta l'asta e poi, quando raggiungo le due grosse sfere, le lecco e le inglobo in bocca, le succhio muovendo la lingua per accarezzarle e questo manda mio padre in visibilio.
«Oh sì, amore mio! Anche tua madre faceva così! Bruno, hai ragione: troia la madre, ma più troia la figlia! Amore mio, da come lo tieni in bocca, sembra che tu non abbia fatto altro in vita tua!»
Lo sento duro e palpitante e, nonostante, abbia spalancato al massimo la bocca, neanche la metà riesce a penetrare e lui, ad un certo punto, me lo sfila, mi fa sollevare e la sua bocca si incolla alla mia. Mi bacia con passione, con ardore, con tutto il desiderio a lungo represso. Limoniamo come due innamorati, mentre le sue mani accarezzano il mio corpo. Mi stringe i seni ed io apro i bottoni della camicetta; lui si ritrova le mie splendide mammelle davanti alla bocca. Un attimo dopo le sue labbra fameliche si impossessano di uno dei capezzoli, me lo succhia e me lo morde facendomi gemere di piacere. Anche Bruno non è rimasto inattivo; lo sento appoggiarsi dietro di me e premere con il suo pacco il solco delle mie natiche. Allunga le mani in avanti, mi sfila la camicetta e, un attimo dopo, anche la minigonna cade a terra. Guarda mio padre e, con un cenno del capo, gli indica la camera da letto degli ospiti.
«Piero, andiamo di là, nella camera da letto dove voi ci ospitavate! Ricordi quante volte abbiamo scopato le nostre donne su quel letto e quante volte Giulia ti ha fatto chiudere gli occhi ed immaginare che, mentre la scopavi ed io le sfondavo il culetto, lei ti invitava ad immaginare che al suo posto potesse esserci Anna? Dai, andiamo di là e, finalmente, realizziamo questa sua fantasia!»
Mi sollevano come una piuma e, un attimo dopo, mi trovo adagiata su quello che era il letto matrimoniale di mia madre e, stranamente, sento una forte emozione nel vedere questi due maschi che in un attimo sono nudi e, con i loro scettri duri, ora si accingono a farmi impazzire! Le loro bocche fameliche, esplorano ogni centimetro del mio corpo e indugiano a lungo sia sui miei seni che sui miei buchi. Bruno mi divora il buchetto posteriore, mentre Piero si dedica principalmente a lavorarmi la patatina, che trova ancora colma del seme di Bruno e, nonostante questo, me la divora e mi strappa due orgasmi uno dopo l'altro, che urlo a bocca piena, mentre ingoio uno dei due meravigliosi scettri che mi svettano davanti alla faccia.
«Vengo, mi fate venire! Vengo! Siete dei demoni! Mi fate venire! Prendetemi! Vi voglio dentro di me!»
Sono inesorabili. Li voglio dentro di me, ma loro indugiano e continuano a masturbarmi, ad eccitarmi, facendomi impazzire a loro piacimento. Ad un tratto, riesco a montare su Piero, impugno il suo grosso randello, lo appoggio sullo spacco della mia fica e, lentamente, me lo faccio scivolare dentro. È enorme!
