Dopo aver goduto, mi sono distesa al suo fianco, lui ha lasciato che la mia testa si appoggiasse al suo petto. Mi accarezzava i capelli, mi ha stretto a sé ed un sospiro è uscito dalla sua bocca. Lentamente il respiro è tornato normale e mi son ricordata la frase che ha detto mentre mi scopava.
«Che volevi dire quando mi hai detto che ero meglio di mai madre?»
Lui sorride e, scherzando, mi dice che forse è meglio che dimentichi quella stupida battuta. Sollevo gli occhi e lo guardo.
«Non voglio dimenticare la battuta, voglio semplicemente una spiegazione. Immagino, dopo quello che abbiamo appena vissuto, di avere diritto a condividere con te qualche segreto.»
Lui scuote un po' il capo, poi un po' controvoglia, mi risponde:
«Il punto è che non mi va di parlare di persone che non ci sono più. Sia tua madre, che mia moglie, erano due persone eccezionalmente conturbanti.»
Mi sollevo e lo guardo dritto negli occhi, poi, con voce ferma, ma pacata, lo invito a continuare ed a raccontarmi tutta la storia. Lui fa un profondo respiro, poi, senza guardarmi negli occhi e con voce alquanto malinconica, mi racconta ogni cosa.
«Quando voi due vi siete fidanzati e noi quattro ci siamo conosciuti, è successo che, tra di noi, si è formata subito una certa simpatia, che, ben presto, si è trasformata in amicizia, che ci ha portati ad avere incontri sempre più frequenti. La prima vera vacanza è stata quella volta che siamo andati via nella barca che mi ha prestato il mio ex collega. Niente di particolare, una piccola barca a vela di una decina di metri, che ci ha permesso di passare una decina di giorni lungo le coste della Dalmazia. Non ricordo bene come avvenne, ma la prima sera, mentre eravamo all'ancora in una splendida baia, sotto un cielo meravigliosamente stellato, e stavamo cenando, un po' per scherzo e un po' perché forse lo volevamo tutti, tua suocera e tua madre hanno iniziato ad elogiare i nostri comportamenti sessuali. Giulia, tua madre, asseriva che tuo padre era un vero stallone, capace di farla godere moltissimo, ininterrottamente. Naturalmente Flavia ribatteva che invece io ero un vero toro da monta, capace non solo di farla godere molto ed a lungo, ma anche di farla eccitare in maniera sconvolgente. Tra una battuta e l'altra, Il vino scorreva a fiumi e, ad un certo punto, le due donne son giunte alla conclusione che l'unico modo per stabilire chi dei due fosse davvero il migliore, era quella di provarli. La cosa divertente era che discutevano tra loro come se noi due non ci fossimo, scambiandosi confidenze su quanto eravamo bravi a farle godere. Giulia metteva in evidenza il fatto che tuo padre era molto bravo a farla godere con la lingua, leccando sapientemente la sua patatina, fino a portarla ad un piacere intenso, estremo. Ovviamente Flavia replicava che anch'io ero un ottimo amante e, grazie al fatto che le mie mani sono un po' più grandi del normale, quando la masturbavo, lei godeva come se la stessi chiavando. Mentre loro continuavano a parlare, io e tuo padre, le guardavamo convinti che, alla fine, tutto questo si sarebbe concluso in un solo mucchio di chiacchiere tra donne, invece, ad un certo punto, le due donne ci hanno trascinato sotto coperta, nella cabina più grande, quella con il letto matrimoniale e, senza troppi indugi, si son spogliate completamente nude e ognuna di esse ha preso a spogliare il marito dell'altra. Avevamo tutti e quattro una sbronza da paura e non so per qual motivo, ad un certo punto, abbiamo cominciato a ridere come dei pazzi e, non ci crederai, la cosa ci ha fatto talmente divertire che non siamo riusciti a combinare niente. Senza rendercene conto, ci siamo addormentati tutti e quattro nudi, sopra quel letto, senza scambiarci neanche un bacio. Alla mattina, però, le cose sono decisamente cambiate. Ricordo di essermi svegliato e di aver visto Flavia che lo stava succhiando a tuo padre; così, senza nessun problema, ho allungato una mano e l'ho infilata fra le cosce di tua madre che, pur restando ad occhi chiusi, mi ha lasciato fare, probabilmente convinta che fossi tuo padre. Mi son disteso ed ho infilato la mia testa fra le sue cosce, iniziando a leccarle la farfallina; lei, dopo aver allungato una mano ed impugnato il mio membro, se lo è portato alla bocca e, solo quando ne aveva infilato quasi la metà in gola, ha aperto gli occhi e, di colpo, si è staccata, ha emesso un grido di stupore, guardandomi sconvolta. Tutti e quattro ci siam fermati ed ho visto lo sguardo che si sono scambiate lei e Flavia; poi, un attimo dopo, tua madre ha ripreso a succhiarmi il membro con una semplicità e serenità sconvolgente. È stata quella la prima volta che abbiamo iniziato a giocare tutti e quattro assieme. Sia tua madre che mia moglie, si son rivelate esser, a letto, delle femmine calde e vogliose e ci hanno fatto impazzire di gioia, ripetutamente. Col tempo, poi, non è rimasta una cosa solo circoscritta a noi, perché, ogni volta che andavamo in vacanza insieme, ci siamo sempre inventati qualche gioco nuovo. Molto spesso era l'esibizionismo e, in questo, tua madre era veramente una maestra. Tante volte si è divertita a provocare un'infinità di gente, ma la cosa che amava di più era quando ci trovavamo in autostrada: amava mostrarsi nuda ai camionisti che stavo sorpassando e questo gioco la faceva sbrodolare copiosamente. Flavia, invece, era più troia. A lei piaceva molto masturbare i maschi che si eccitavano per lei e, soprattutto, le piaceva farsi schizzare addosso. Una volta, su una spiaggia nudista, ne ha fatti radunare una dozzina intorno a sé e, dopo averli succhiati tutti, li ha fatti schizzare sul suo corpo, facendoselo ricoprire di crema. Col tempo, abbiamo anche sperimentato lo scambio di coppia e, in più di un'occasione, abbiamo partecipato a delle feste private, organizzate da qualche coppia che avevamo appena conosciuto e, ti assicuro, che tua madre, spesso e volentieri, assurgeva a vera regina della festa. Quello che non mi spiego, è stato il tuo comportamento di questa mattina: anche se mi ha fatto impazzire sentire le tue labbra sul mio membro, mi son chiesto se avessi avuto dei problemi con mio figlio e, se ci sono, vorrei esserne messo al corrente.»
Ho ascoltato con molto interesse le sue parole e, mentalmente, ho ricollegato tanti piccoli episodi che avevo notato, ma che, presi singolarmente, non erano per me comprensibili, mentre ora, invece, ascoltando le sue parole, tutto aveva un senso, un significato. Lo guardo e vedo che si aspetta una risposta alla domanda appena formulata, così cerco di non esagerare.
«Non è che le cose tra me e tuo figlio non vadano bene, è soltanto che, in questo periodo, il lavoro, forse, ci assorbe un po' troppo e tra noi si è creata qualche piccola incomprensione.»
Bruno mi guarda e mi rendo conto che non sono riuscita ad essere convincente, infatti lui scuote il capo e mi chiede ulteriori spiegazioni.
«Anna, tu mi hai chiesto di esser sincero con te, di raccontarti cose che riguardavano i tuoi genitori, ed io l'ho fatto; ora ti chiedo di tenere la stessa sincerità con me.»
Faccio un profondo respiro e gli dico quello che mi brucia dentro.
«Come ti ho detto, non è che le cose non vanno bene, ma, ultimamente, Paolo è stato trasferito a questa nuova sezione informatica, che è diretta da una bella donna. Angela, così si chiama, è una donna sulla quarantina ben portati, con un bel seno, ma anche il resto del corpo è quanto mai provocante: ha delle cosce molto lunghe che, ovviamente, fascia con calze velate e, ai piedi, calza sempre scarpe con il tacco alto. Insomma, anche se non lo voglio ammettere, sono gelosa. Scoprire che non mi ha detto che lei era al corso con lui ed averlo sentito al telefono, con lei che gli diceva di lasciar perdere la telefonata e di andare a ballare, mi ha fatto bollire il sangue ed è per questo che, se non fosse successo quello che è avvenuto questa mattina, mi sarei vestita, sarei uscita e l'avrei data al primo che avrei incontrato per strada. Evidentemente il destino aveva già deciso per me ed ora son contenta di non averlo fatto; non sono affatto dispiaciuta di esser entrata nel tuo letto e di essermi fatta sbattere da te, come l'ultima delle troie. Ora non so cosa penserai di me, ma ti assicuro che, dopo quello che mi hai raccontato sulla intimità scambiata con mia madre, essermi trovata ora qui tra le tue braccia, a godere con te, nello stesso modo in cui ne godeva mia madre, mi hai in qualche modo fatto sentir orgogliosa. È vero che non ho la certezza che mio marito mi stia mettendo le corna con la sua direttrice, ma, è anche vero che, probabilmente, sono degna figlia di mia madre e, dentro di me, c'è un'altra Anna, una donna diversa, che adora sentirsi troia e che tu, questa sera, hai fatto emergere; ora, per vero, mi sento un po' intimorita all'idea di doverla gestire. Bruno, ti prego, aiutami! Tu, in qualche modo, hai scoperchiato il mio vaso di Pandora ed io non so come fare a gestire tutta questa libidine che ho percepito mentre ero su di te e mentre ti sentivo dentro, che mi chiavavi come una puttana!»
Mi guarda, sorride, mi attira a sé e mi bacia. La sua lingua gioca con la mia e le sue mani indugiano ancora sul mio corpo, facendomi eccitare di nuovo, mentre io mi spingo alla ricerca del suo membro, che sento già turgido e, così, mi piego verso il basso e lo prendo in bocca. Lo lecco, lo succhio, come se fosse la cosa più normale del mondo; lui geme dal piacere.
