Sono inginocchiata ma è come se mi tremassero le gambe. Sono troppo eccitata… Mi sento gli occhi di tutti i presenti addosso, anche se sono nascosta tra le poltroncine, i loro sguardi sono come fasci di luce che mi puntano nel buio, sui loro volti le espressioni di disgusto, imbarazzo, rabbia, mi additano, mi chiamano “troia” e “mignotta”.
Mi disprezzano e allo stesso tempo vorrebbero scoparmi, ma non possono. Io sono solo di Andrea. Sono solo del suo cazzo…
Il malessere cresce nelle mie viscere, una sensazione di stanchezza che nasce nella mia figa lasciata a bocca asciutta… per modo di dire. Infilo la mano libera nei pantaloni e nelle mutandine intrise di desiderio e mi tocco.
Le piccole labbra sono calde, bagnate, come quando Andrea me la lecca. Mi penetro con due dita: la figa è una fornace, rigurgita desiderio. Il clitoride è fuori dalla sua tana, lo sfioro con il polso ed è come picchiarmi su una ferita aperta. Chiudo gli occhi e mi fotto, immagino che Andrea abbia due cazzi e il secondo mi stia scopando la figa con forza.
Dal mio inguine proviene un suono viscido più rumoroso del pompino.
Tremo all’idea di essere scoperta da Erica… sono stordita dall’eccitazione. Lei è alle mie spalle, esclama: “cosa state facendo?”, si eccita, mi bacia, infiliamo la mano nelle mutandine l’una dell’altra…
…il mio fiato è mozzato dallo stordimento che quell’immagine mi provoca.
La mano che stringe i miei capelli mi lascia e si appoggia sotto il mio mento. Mi solleva la testa dal mio adorato lecca-lecca al gusto di maschio.
«Ehi…» sussurra Andrea.
Apro gli occhi. Lui mi fa segno di alzarmi.
Non vuole sborrarmi in bocca? Perché?
«Siediti. Voglio che mi seghi e mi limoni».
Non capisco, ma eseguo sempre gli ordini del mio padrone. Sono la sua troia. Lui poi mi premia a casa. Mi fa bagnare il letto con lo squirto.
Mi siedo sulla sua gamba sinistra, gli afferro il cazzo e infilo la lingua nella sua bocca.
Adesso mi vedranno davvero mentre faccio sesso con il mio padrone, ma non me ne fotte nulla. Voglio che quei due anziani si arrapino come dei diciottenni e si mettano a sessantanove. Voglio la vecchia che urla di piacere mentre l’altro la possiede con forza.
Andrea mi cinge dietro la schiena con un braccio e duella con la mia lingua, la spinge di lato, la coccola, la accarezza, la ama. Sto sbavando desiderio sui suoi pantaloni, glieli sto macchiando. Più glieli macchio, più mi arrapo…
Il mio movimento di mano è automatico. Adoro il suo cazzo, lo venero. Ma la sua lingua è qualcosa di divino, qualunque punto del mio corpo stia leccando…
Si ferma, la sua lingua si accascia nella sua bocca. Respira profondamente con il naso, il suo cuore rimbomba attraverso le mie tette dure per l’eccitazione. Stacca le sue labbra dalle mie e mi bacia il collo, come fa spesso quando viene.
Come fa quando lo faccio venire.
Il profumo deciso della sborra che viene spuzzata dal suo cazzo si solleva tra noi. Spero in un fazzolettino e non per terra o sullo schienale della poltroncina davanti alla sua. Non lo farebbe: è uno stronzo, mi scopa come una troia, mi tratta come una sua proprietà quando siamo nel privato, ma in pubblico non lo dimostra mai.
È stronzo solo con me.
Prendo il suo viso con le mani e lo bacio sulle labbra. Mi fa sentire sempre così orgogliosa farlo godere, così donna. «Grazie, amore».
Lui sospira, nella scarsa luce in bianco e nero che riflette dallo schermo appare rilassato e felice. «Grazie a te, gioia». Mi restituisce il bacio.
Lancio un’occhiata agli anziani dietro di noi. L’uomo sta dormendo, la donna ha il volto illuminato dal telefono. Hanno perso l’occasione. Spero non diventeremo così anche noi, noiosi e privi del brio di vivere.
Mi alzo dalla gamba di Andrea e mi siedo sulla mia poltroncina. Noto con dispiacere che non è rimasta nessuna macchia… Lui si rimette il cazzo nei pantaloni, nell’altra mano ha un grosso fazz—
Stringo le palpebre… quello nell’ombra non è un fazzoletto! Sgrano gli occhi: è il secchiello dei popcorn.
Fisso Andrea, che me lo passa. Sui fiocchi di mais ci sono delle strisce gelatinose che luccicano nel riflesso delle immagini in fondo alla sala. Nascondo la risata dietro ad una mano. «Sei venuto sui popcorn?»
Lui sorride, quel sorriso bastardo che mi fa venire voglia di fargli un altro pompino. «Ti lamentavi che non c’era il condimento».
«Sei scemo…» Scuoto la testa. Prendo un popcorn, lo intingo in uno schizzo e lo porto alle labbra. Cartone, sale e sborra. È migliorato, e parecchio.
Avvicino la bocca al suo orecchio. «La prossima volta, ti squirto nella Coca!»
Un sorriso sornione appare sul suo volto. So già che ci proverà davvero.
Dobbiamo venire al cinema più spesso, è così divertente, anche se c’è un film di Capitano Godard.
«Scusate…» Erica si infila nella nostra fila di poltroncine. «Pensavo foste quei due su lì, ma poi ho notato che eravate qui».
Ha in mano una confezione grande di popcorn e una bibita. «La prossima volta però facciamo la sera». Si siede al mio fianco. «Volevo far mettere il burro sui popcorn ma sono senza, al chioschetto…» Guarda i miei e fa un cenno. «Tu però ce ne hai, Michela».
Sollevo un fiocco. La sborra risplende nella luce proiettata alle nostre spalle. Lo metto in bocca e lo mastico. Un prurito alla figa ancora bagnata si intensifica. Sorrido e accenno ad Andrea. «L’ha portato lui di nascosto».
Le porgo il secchiello.
Erica allunga una mano, afferra un paio di popcorn, li solleva e lo sperma si allunga in filamenti gelatinosi. «E dove lo nascondeva, nelle mutande?» Ride alla sua stessa battuta.
«Ti piace il mio ragazzo?»
Lei si ferma con la mano a pochi centimetri dalle labbra. Mi guarda confusa. «Ma… ma certo: Andrea è un gran bel ragazzo». Si mette in bocca i popcorn. Un po’ di gelatina le resta sul labbro inferiore.
Getto un’occhiata al mio uomo, sogghignando. Lui fissa a occhi spalancati Erica che si lecca la sua sborra dal labbro.
«Che sapore strano…» La ragazza prende un’altra manciata e se la ficca in bocca. «Non è burro, vero? Peccato sia poco perché mi piace». Si lecca la punta delle dita.
Le faccio l’occhiolino. «Se aspetti un momento, ne mettiamo dell’altro. Magari lo aiutiamo insieme a spargerlo sui popcorn». Poi se vieni a casa con noi vedrai quanto ne potremo avere.
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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.
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Uno dei primi racconti che rileggo ancora con molto...gusto 🍿
Grazie Salina 🥰😘