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Erotika
Una coppia felice · Cap. 3
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Capitolo 3 di 6 27 min di lettura

facciamo come sempre...

facciamo quello che facciamo

metzenbaum
1 anno fa · 501 letture · 0

“dai… continua…” mi incalzò eccitatissima da questa deriva.

“continua che mi voglio toccare… voglio… godere, e venire mentre racconti di come le hai aperto il culo!”

“Gioia, non c’è molto da dire… gliel’ho messo nel culo e…” cercai di dirle, per stemperare un po’ la tensione ma non me lo permise.

“no, continua! l’hai fatta gridare?” mi incalzò.

“eh, eccome…” risposi, “l’avranno sentita in tutto l’hotel…”

si sgrillettava furiosamente.

“ha… sofferto?” mi chiese ancora, ormai al colmo del piacere.

“mi ha detto di sì…”

“e… le hai aperto quel culo da puttana?” ringhiò e ormai in pieno climax le diedi quello che voleva.

“certo, le ho aperto il culo e le ho fatto male, e quando le ho tolto il cazzo ce l’aveva così aperto che…”

“AH! SI’! VENGO!” gridò, “SI’! VENGO, SBORRO, SI’ CHE BELLO! CHE bello… che bello…” continuò con la voce che scemava, fino a diventare un sussurro impercettibile, e poi silenzio.

le diedi il suo tempo per recuperare e poi le baciai i capelli sentendola mugolare.

“ti ho raccontato tutto” continuai, “poi se n’è andata in taxi e io sono tornato a casa…” conclusi.

“oddio…” mugolò, “mi fa male la pancia, mi fa male la figa, mi fanno male le gambe…” ridacchiò, “ma… quante volte sono venuta oggi?”

“cinque, credo…”

“è… è stata una delle cose più… eccitanti che abbia mai sentito, sai?” mi disse, “se non saprai più come farmi venire basterà che me la racconti ancora…”

ridemmo insieme, eravamo diventati due deviati pervertiti e ne eravamo consapevoli e… felici di esserlo!

“e comunque è incredibile” le dissi, “siamo ancora ‘succubi’ di quella donna, te ne rendi conto?”

“io sono appena venuta pensando a che le hai aperto il culo” mugolò, “non so se è esserne succube ma… boh, se lo dici tu…”

restammo in silenzio e l’unica cosa che si sentiva erano i nostri respiri.

e pensai a Stella, a Enrico e ai suoi denti rotti e ai punti di sutura, e pensai a Renato e Cinzia, alla promessa fatta e alle cose che ci avevano raccontato, e di nuovo a Stella.

impossibile dimenticare una donna così, nel bene e nel male, se ci hai avuto a che fare una volta ce l’hai nel sangue per sempre, soprattutto se ce l’hai come nemica.

ma sapevo anche che se l’avessimo ricontattata… sarebbe tornata da noi, la sua rabbia e la sua furia al momento del distacco quella sera tragica non era dovuta a quello che avevo fatto a suo marito, era solo frustrazione perché le avevo sconvolto i piani… di quello ne ero certo.

forse Gioia la odiava per qualcosa di diverso, ma lei mi odiava perché le avevo rovinato tutto, e avevo scelto Gioia e non lei.

e mai scelta fu più azzeccata perché Stella è una che ti prende, ti assaggia, ti mastica e poi ti sputa via, e tu pensi di essere importante per lei ma alla fine scopri di essere solo una pedina che lei fa girare a suo piacimento sulla scacchiera della sua vita.

ma in quanto a donna…

quante cose un uomo sogna di poter fare con una donna così, una come Stella può cambiarti la giornata con un sorriso o te la può cambiare non facendolo quel sorriso.

non nego che mi ero fatto già dei film in testa con noi due come protagonisti, magari coinvolgendo altri, o altre, coronando quel sogno che avevo che era un rapporto a tre, o a quattro.

ma Gioia… Gioia la odiava profondamente.

o anche quello era solo un gioco? un gioco a cui giocavano solo loro due?

e… se Stella tornava? e se… se si intrometteva di nuovo nella nostra coppia? ma sarebbe stato tutto da buttare o… o che cosa? ma che cazzo pensi?

e arrivò quell’idea balorda, una di quelle che mi arrivano improvvisamente chissà da quale recondito angolo del mio cervello e… non si schiodano più.

“e… se la invitiamo da noi per qualcosa a tre?” pensai.

e quasi mi misi a ridere!

Gioia impazzirebbe, a prescindere da Stella che sembrava odiare con tutta sé stessa, non toccherebbe mai una donna, anche quando guardavamo i porno e vedeva scene a tre o lesbo faceva smorfie e diceva “che schifo, mi farebbe venire il vomito leccare una figa!” e quando le dicevo che alla fine non sarebbe stato così complicato nè immorale farlo si voltava verso di me e mi diceva “giusto, perché se lo dovessi fare insieme ad un’altra coppia tu glielo succhieresti a quell’altro, vero?”

e quella domanda SEPPELLIVA la conversazione!

e me l’aveva sempre detto, seria o ubriaca che fosse, che se fossimo mai finiti a fare qualcosa in tre non avrebbe mai voluto una seconda donna ma un secondo uomo insieme a noi, mai e poi mai avrebbe “toccato” il corpo di un’altra femmina.

il vero problema era che io non ci pensavo minimamente ad una cosa a tre con un altro cazzo, mai e poi mai! e che diamine!

e questo preludeva tra di noi ogni intesa su sesso a tre.

da ragazzi, appena fidanzati a diciannove o vent’anni, avevamo fatto sesso nella stessa stanza con un altra coppia di amici ma senza sfiorarci né parlarci, ognuno si faceva i fatti suoi coperto dal lenzuolo e limitandosi solo a qualche gemito, e in altre circostanze sempre da ragazzi avevamo fatto sesso in discoteca, sulle poltroncine, lei sopra di me che si muoveva lentamente completamente coperta e con gente che andava e veniva senza badare a noi, ma era una cosa normale per le discoteche della fine degli anni novanta.

ma con un altro uomo in mezzo a noi… no, non poteva funzionare.

e… se invece Gioia me lo proponeva? se… dopo lo scambio c’era quello? come avrei reagito? accettando, come per lo scambio, o mi sarei opposto?

le mie vedute si erano allargate, era innegabile, ma… quello? non ero di certo preparato a condividere la mia donna o una qualsiasi donna (una Stella qualsiasi, ad esempio) giocandoci sopra con un altro uomo…

così come Gioia aborriva il contatto con un’altra femmina così io aborrivo il contatto con un altro maschio, forse eravamo molto ‘talebani’ in questo modo di vivere il sesso, ma… perché cambiare?

e la domanda immediatamente successiva era “perché non farlo, invece?”

e se fosse questo il passo successivo per la nostra coppia? e se fosse davvero l’ultima frontiera, l’ultimo ostacolo prima della pace dei sensi?

e… se fosse proprio Renato quello che… poteva… quello con cui avrei potuto… condividere Gioia? o che mi avrebbe permesso di condividere sua moglie Cinzia insieme a lui?

troppa carne al fuoco, troppi pensieri nella mia mente ancora frastornata da quello che era successo recentemente.

“amore… dormi?” mi senti chiedere.

“n-no, non dormo…” le risposi.

eravamo ancora abbracciati, e allora Gioia si staccò e guardò l’ora, erano le quattro e mezza.

“cosa… facciamo?” mi chiese, un po’ dubbiosa.

doveva evitare il sole ma non solo lei, così ci pensai e le proposi di prenotare un’altra escursione, quella serale lungo la costa con la motonave.

non era molto convinta, sbuffò e rispose “dai, ci pensiamo…”

poi si alzò e si stiracchiò, ancora nuda, mi abbracciò e mi stampò un bacione sulla bocca, tutta sorridente.

“vado a fare la cacca” sentenziò, “almeno ci provo…” aggiunse ridacchiando perché purtroppo per lei ad ogni cambio di clima o di ambiente le arrivava un po’ di stitichezza.

prese con sé una rivista francese e si fermò sulla porta del bagno, mi fece la linguaccia facendomi ondeggiare le tette davanti e quando finsi di alzarmi per agguantarla cacciò un grido e si chiuse dentro, con la chiave.

“se ti serve il bagno dimmelo adesso” la sentii dire, “perché potrei stare dentro mooooolto tempo, ok?”

“ok, tranquilla…

“ti lovvo…” ridacchiò, e poi la sentii sedersi sul water e fare pipì, e per non intromettermi anche in quelle sue pratiche private uscii sul terrazzino.

il caldo era notevole ma comunque sopportabile grazie alla brezza che veniva dal mare: inspirai profondamente facendo il pieno perché di lì a due giorni saremmo ritornati in città e quell’aria carica di sentori salmastri mi sarebbe mancata, ma il sole sulla pelle bruciava ancora troppo e allora rientrai, mi distesi sul letto e dopo essermi stiracchiato presi il telefono.

mandai un paio di messaggi a Sara che rispose subito, la mia cucciola stava bene ed era felice e questa era la cosa più importante.

ci saremmo visti ad agosto e non vedevo l’ora, chattammo ancora qualche minuto e poi la salutai, e mentre controllavo qualche stato di Whatsapp… mi si fermò il cuore.

avevo tre messaggi non letti da parte di… Stella.

“oh cazzo…” sussurrai.

e di nuovo sentii la rabbia montare.

fine capitolo 3

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metzenbaum

scrittore per gioco e per passione...

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