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Erotika
Una coppia felice · Cap. 6
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Capitolo 6 di 6 30 min di lettura

Sempre insieme a te...

a volte è meno difficile di quanto sembra...

metzenbaum
1 anno fa · 534 letture · 2

CAPITOLO 6

sempre insieme a te…

“no, non è possibile… non anche questo, no!”

pur sconvolto da quella rivelazione non riuscii a rispondere perché Anna succhiava e pompava come una maledetta e pretendeva tutta la mia attenzione, e infatti quando mi vide distratto e con il telefono in mano, magari pensando che le facessi una foto da tenere come ricordo, me lo strappò di mano e lo gettò lontano lanciandomi un’occhiataccia quando provai a protestare per quel volo.

ma non potevo… rendere bene con quel pensiero in testa, con la consapevolezza che Gioia sapeva, sapeva che le avevo mentito e che… ma che cosa sapeva in fin dei conti? o aveva sparato a caso?

e in quei pochi istanti che ebbi a disposizione mi convinsi che era proprio così, che l’aveva buttata lì cercando di pescare il jolly: perché pensava a Stella, dopo il litigio furioso della Corsica? e… perché voleva che gliela salutassi? certo, era un modo di dire ma… no, non era possibile.

ma c’era un’altra possibilità, che Stella avesse fatto la spia…

mi stava di nuovo andando in tilt il cervello ma ma non potei concentrarmi sul problema perché ne avevo un’altro che reclamava ogni briciolo della mia attenzione, una pazza scatenata che dopo avermi succhiato il cazzo mi stava leccando mezza faccia oltre a cacciarmi la lingua in bocca!

“dai, mettiti il coso!” mi incitò, e allungando le gambe si sfilò le mutandine dai piedi e venne a posizionarsi a cavalcioni sopra di me pur restando coperta dal vestito, aspettò che l’avessi calzato a dovere e poi lo prese e se lo guidò dove voleva, lo sentii “puntare” sul morbido e infine avvertii quella tenera e calda carezza che mi avvolse fino alle palle.

quando si penetrò esalò un lungo respiro e fece qualche smorfia ma si adattò presto, e con tutto quanto sistemato cominciò a muoversi lentamente per poi accelerare il ritmo tanto da far scuotere l’auto, si puntellò addirittura con le mani sul soffitto e continuò per non so quanti… chilometri saltando così forte da schiacciarmi le palle.

era doloroso e veramente sgradevole ma evidentemente quello era il suo modo di fare sesso, e… (cosa schifosa) visto che aveva pagato per avere quello, quello avrebbe avuto.

fece i suoi comodi massacrandomi lo scroto e quando (finalmente!) smontò si piazzò sul divano mettendosi alla pecorina, si aprì le cosce sollevando il vestito e mi fece vedere la figa.

sembra quella di una ragazza di vent’anni, rosea e delicata, con la fessura appena socchiusa e le grandi labbra che erano la metà di quello che uno si sarebbe aspettato, un vero spettacolo da vedere, probabilmente ricostruita chirurgicamente e ringiovanita con qualche trucco perché era veramente… impossibile che l’avesse conservata in quel modo, soprattutto visto come faceva sesso…

il buco del culo invece è strettino e grinzoso, forse non lo usava nemmeno o anche quello era stato ricostruito, possibile.

forse si era messa in quella posizione per farmela solo vedere o forse per farsela anche leccare ma era l’ultima cosa che avrei voluto, di infilare la lingua lì dentro proprio no, adoro il cunnilingus ma… era un no secco il mio, anche se si fosse incazzata.

non me lo chiese, si mise in posizione e aspettò semplicemente il cazzo, e non la feci aspettare a lungo, glielo appoggiai e mi bastò applicare un po’ di pressione per scivolare dentro fino in fondo, avvolto in un calore incredibile: la presi per le maniglie e cominciai a darci dentro, con lei non era un gioco di seduzione o “tattile”, era sesso da guerra, quello duro!

la scopai selvaggiamente come voleva e quella cominciò a gemere “sì, così” e “non fermarti!” e ancora “oh sì, dai!” così forte da arrivare a gridarlo, e per un istante mi misi nei panni di quel ‘poveraccio’ che guidava e che si portava appresso una simile urlatrice… ma chissà a cosa aveva assistito nella sua carriera!

glielo tolsi e la rovesciai facendole aprire le cosce e sollevare le gambe, le andai sopra puntandolo con l’uso delle dita che usavo come guida e zac, ancora dentro, e in un gioco di equilibrio e di forza bruta la scopai anche da sopra: e con tutto quel movimento le uscirono le tette, non enormi ma belle sode, che però non osai toccare perché ero lì solo per eseguire degli ordini, ma quando cominciò lei stessa a strizzargliele allora lo feci anch’io, e… sorpresa sorpresa, erano rifatte.

un lavoro eccelso, praticamente invisibile se non per due piccole cicatrici nella zona inferiore, anche quelle appena accennate.

erano le prime che vedevo e che… sentivo, e pur non apprezzando quel genere di chirurgia quando ci misi sopra le mani la sensazione che provai fu… divertente, sembravano due antistress piuttosto che tette!

non esagerai e mi concentrai solo sul sesso, le feci mettere le gambe sulle mie spalle e pur in posizione poco stabile ci diedi dentro squassandole il bacino, e i suoi occhi mi dicevano tutto su come apprezzava quel genere di trattamento.

non ne aveva mai abbastanza, mi incitava a continuare e ad andare più veloce forse prendendomi per qualcuno dei suoi giovanotti più prestanti che non si stancavano mai ma… quello era il mio massimo, almeno in quei due metri quadri in cui ci stavamo muovendo, ma Anna era una furia…

non l’avevo ancora sentita raggiungere il piacere, forse era una che lo teneva riservato oppure l’asticella dell’orgasmo per lei era ad un livello che non riuscivo a raggiungere, ma questo non le impedì di provarci ancora.

mi spinse lontano da lei e picchiò il pugno sulla divisoria, questa si aprì di sole due dita e Anna ci parlò dentro.

“fermati… da qualche parte” comandò, non chiese, comandò, “un posto tranquillo, ok?”

“sì, signora” rispose lui, e mantenendo abbassato il cristallo oscurato ci condusse in qualche stradina laterale fino a che si fermò e le disse “siamo arrivati, signora”

lei non rispose nemmeno, aprì la portiera e scese ancora con le tette di fuori, si guardò attorno e poi mi fece cenno di uscire.

ero esaltato, non me ne fregava niente né delle apparenze né di qualsiasi implicazione, ero lì per scopare e lo stavo facendo senza regole o limiti.

la seguii e mi guardai attorno anch’io, eravamo in una stradina mezza buia e deserta, si sentivano solo dei cani abbaiare in lontananza.

“dai, vieni…” mugolò e prendendomi per la cravatta mi portò sul davanti, proprio sul cofano dell’auto, si mise distesa di schiena e aprì le cosce sollevando le gambe, e… cosa mi serviva, l’invito?

e ancora una volta le entrai dentro fino alle palle e ancora una volta me la scopai come voleva lei, a forza di botte secche e profonde che le facevano ballare le tette, e anche di fuori all’aperto non limitò i suoi gemiti che sicuramente si sentirono a dall’altra parte della strada dove il traffico era più intenso.

mi guardai attorno ma… ma che cosa me ne importava?

la usai e mi feci usare, eravamo lì solo per quello.

e dopo averla presa da sopra la presi da dietro, la feci girare e la schiacciai con il petto sul cofano dell’auto, le aprii le cosce e zac, ancora dentro, alle cieca.

e mentre la scopavo da dietro in un tripudio di chiappe e gemiti rauchi incrociai lo sguardo del driver, solo per un istante prima che lo distogliesse lasciandoci… privacy: e se non gliene fregava niente a lei, personaggio pubblico televisivo, doveva fregare qualcosa a me?

“COSI’!” “COSI’! NON FERMARTI!” gridò e da come si mise a gemere, ancora più forte di quando eravamo dentro l’auto capii che forse era venuta, e allora… perché non potevo farlo anch’io?

accelerai e provai a concentrarmi, dovetti immaginare che al posto di quella… mignotta che avevo sotto ci fosse qualcun’altra e finalmente ci riuscii liberandomi dentro di lei dandole le ultime botte che potevo permettermi prima di uscire da quell’altro bollente e fradicio di umori e di… abbassare la mia rigidità arrivando a perdere il preservativo appesantito sul davanti dalla quantità di roba che avevo schizzato, non un grande biglietto da visita ma quello sforzo mi aveva drenato le energie… e il primo a farne le spese fu proprio il mio affare!

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