Vai al contenuto
Erotika
Telefonate pericolose · Cap. 4 — Telefonate pericolose 4 Le scorribande di Lori e di Ginevra
Aa
Dimensione testo
Sfondo
Salva

Telefonate pericolose 4 Le scorribande di Lori e di Ginevra

Mentre i 'piccioncini' a Pescara creano la loro vita e il loro benesere, quelli che sono rimasti in sede si sforzano di inventarsi un futuro, scopando, cercando nuovi amori o sempliceemente organizzandosi per diventare sempre più autonomi. Così succede a Ginevra; Loredana è più serena, convinta che prima o pi riavrà l'uomo che ama, mentre intanto sposa il fidanzato garante di benessere.

geniodirazza
1 anno fa · 4.069 parole · 18 min
259 letture

“Si, avevo intuito che quella chiacchierata in privato c’entrava; ma non voglio dirgli grazie e preferirei passarci una notte meravigliosa, ora.”

“La passerai con uno sconosciuto avendo lui in testa; cerca di scegliere uno che gli assomigli, se possiamo.”

“Così provochi il mio lesbismo latente e ti dico che vorrei te per fare l’amore con lui … “

“E chi ti dice che, se si realizza l’orgia, non ci possiamo amare anche noi due … nei limiti s’intende.”

“Lory, sei dolcissima e sono arcifelice di avere legato con te.”

“ … disse quella che mi voleva morta perché le rubavo l’amore del marito.”

Sono fortunate; quella sera stessa vanno in una cittadina a qualche decina di chilometri; Loredana sa di un pub frequentato da giovani di buona borghesia e lo indica a Ginevra che guida; entrano senza farsi troppo notare; si siedono al banco ed ordinano dei beveroni analcolici, per riempire i minuti che servono ad individuare una coppia di ragazzi ad un tavolo; sono molto eleganti nell’abbigliamento casual e i gesti li classificano come giovani di ottime maniere.

Loredana li indica senza farsi notare, scende dall’alto sedile di banco e si muove con garbo tra i tavoli, seguita da Ginevra, con l’aria di chi cerca inutilmente un posto; si ferma a bella posta accanto al loro tavolo e sono immediatamente invitate a sedersi con loro; si presentano, loro con i falsi nomi di Gaia, per Loredana, e Sonia, per Ginevra; Marco è il biondino piaciuto a Ginevra e Antonio il moro che flirta con Loredana.

Dieci minuti dopo sono in affettuosa conversazione sui temi più banali; uno dei due, quello che Ginevra ha puntato, la divora con occhi accesi e risulta perfino più bello nell’esaltazione evidente; Loredana tiene i fili del gioco e li provoca invitandoli ad uscire a prendere aria.

“Pensate di andare da qualche parte?”

“Non in città, troppa gente conosciuta; abbiamo la possibilità di un appartamento vuoto totalmente disponibile; possiamo andare là a bere qualcosa, ci vogliono pochi minuti di macchina.”

Non li lascia nemmeno pensare, si avvia all’auto e monta sul sedile posteriore, invitando Antonio a sedersi a fianco; Ginevra si mette al volante e Marco siede sul sedile del viaggiatore; appena escono di città, Loredana è già appiccicata al suo accompagnatore e lo bacia con una passione che trasmette a tutta l’auto; l’altro azzarda una carezza sul seno di Ginevra, che gli sorride, sposta la mano e mette la sua sulla patta.

“Non voglio rischiare di finire fuori strada.”

Il ragazzo si accosta e la bacia sul collo; lei si schernisce e controlla l’auto, ma intanto la sua mano esplora il sesso di lui e scopre che la dotazione è vicina a quella del suo amore; vola a lui col pensiero e fantastica di sedurlo proprio in quel modo; il biondo le poggia una mano su un ginocchio e l’accarezza fino all’anca, ma non osa andare oltre.

“Hai voglia di fare l’amore?”

“No; ti prego; per tutta la sera, non usare quella parola; voglio solo fare sesso; l’amore è da un’altra parte … “

“Sei fidanzata?”

Dal sedile posteriore risponde Loredana.

“Siamo sposate e in nostri mariti sono in viaggio, uno in Abruzzo e uno in Toscana; non vogliamo costruire una storia ma solo una serata da non dimenticare. Avete qualche problema?”

“No, assolutamente; due donne meravigliose come voi che organizzano una serata di questa portata meritano rispetto e devozione, visto che un certo termine è bandito.”

“Esatto; mi piaci un sacco e voglio fare follie. Tu che ne pensi, Sonia?”

“Io credo proprio che abbiamo imbroccato la serata giusta. Andiamo da me, naturalmente.”

“Certo, è la cosa migliore.”

Si volta a baciare Antonio, che le infila una mano fra le cosce e le artiglia la vulva; titilla così bene il clitoride che lei ha un grosso orgasmo; in un attimo, l’afrore di sesso inonda l’utilitaria e coinvolge gli altri due; Ginevra apre la cerniera del pantalone e Marco tira fuori una bestia che lei ammira con un rapido sguardo; la prende in mano e ne verifica la consistenza; le può dare molto piacere, se riesce ad imporgli le cose che ha in mente e nel cuore.

Devono quasi immediatamente ricomporsi perché sono arrivati; i ragazzi osservano la posizione della casa e l’eleganza dell’architettura; nell’interno non finiscono di guardare ammirati il mobilio e le decorazioni; Loredana deve afferrare Antonio e baciarlo ancora con foga, mentre gli struscia sul sesso il pube bollente; Ginevra avvolge Marco in un bacio sensuale e dolce; infila la lingua in bocca e per qualche minuto lo sente perso nel languore di un bacio che lei non ha dimenticato.

Sente di amare Ludovico attraverso quello sconosciuto e si abbandona al piacere di tradire per transfert tutti e due, l’uomo che ama col giovane abbordato e questo con l’amore lontano e tanto rimpianto; decide che si sarebbe amata facendo tutto quello che normalmente suo marito le imponeva e immaginando in ogni istante di farlo con lui; si avvia alla camera, siede sul letto, abbassa insieme pantalone e slip fino alle caviglie e prende in mano il sesso.

Finalmente gode pienamente la dimensione notevole e per qualche minuto lo masturba e lo accarezza tutto, dai testicoli gonfi alla cappella violacea; quando lo sente vibrare, gli chiede se ha problemi di eiaculazione rapida; la rassicura che può resistere all’infinito, se lei ama i preliminari e i giochi erotici; lo avverte che vuole proprio quelli, lunghi preliminari, dolci e sapienti, prima di un vero amplesso.

Accosta l’asta alle labbra e tira fuori la lingua per saggiare la cappella e le gocce di precum che affiorano dal meato; l’afrore del sesso la inebria e il sapore del precum la inonda di piacere; infila una mano fra le cosce per masturbarsi; Marco la ferma e sostituisce la sua; stanno a lungo così, con lei che copula in gola con la mazza dura di lui e Marco che le titilla sapientemente il clitoride passando col dito a lato del perizoma.

“Ragazzi, spogliatevi e fateci posto; questo letto è per due coppie, non solo per voi.”

Loredana è perentoria, ma Ginevra ha imparato a riconoscere i momenti in cui nasconde l’emozione dietro che urla; quello che non sa è se sia emozionata perché tradisce il fidanzato o se già sia, come lei, immersa in un doloroso e meraviglioso transfert; quando la vede stringere con forza gli occhi mentre l’altro le succhia un capezzolo, capisce che è in trance per suo marito.

Marco si spoglia velocemente e aiuta lei a liberarsi degli abiti che poggia su una poltrona; la spinge sul letto supina sussurrandole ‘ora tocca a me’ e si china sulla vagina prendendo a leccare le grandi labbra; ferma le sue mani che vogliono afferrare il sesso e le impone di stare ferma; lei si lascia andare al ricordo del cunnilinguo che Ludovico praticava con estrema maestria e si rende conto che il biondino è ben esperto, che forse ha colto il suo desiderio.

La lecca a lungo, profondamente; quando la sente godere e avverte gli umori di orgasmo in bocca per due volte, si stende a fianco; lei si siede e, piegata sul suo ventre, riprende la fellazione interrotta; gode molto a sentire tra palato e lingua scorrere l’asta con la grossa cappella che apre la strada e la mazza che scivola per tutta la lunghezza; ricorda che le amiche avevano celebrato il grosso fallo di suo marito che solleticava come una piuma; gode con forza, una volta ancora.

Non si era mai resa conto di essere multiorgastica fino a quel punto, quando faceva l’amore con il suo Vico; adesso è costretta ad ammirare la capacità di durata di quel suo amante occasionale, paragonandola a quella di suo marito che è una spanna migliore, ma che ormai appartiene all’altra; afferra la testa tra le mani e guida la leccata nei punti dove si scopre più ricettiva, fino all’ano delicato.

Marco si ferma, quando sente che gode ancora, per l’ennesima volta; le scivola addosso e accosta la cappella alla vagina; lei lo ferma, prende dal cassetto i preservativi, ne srotola uno con la bocca sulla mazza rigida, poi lo riporta protetto alla vagina; non deve cavalcare a lungo, il biondo; ha un orgasmo che forse non avrebbe dimenticato, dopo pochi colpi; poi si sdraia accanto a lei; Loredana, che ha avuto i suoi begli orgasmi e ha fatto godere in vagina anche Antonio, la carezza.

Indice dei capitoli
Cap. 5 →
Salva in una lista