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Erotika
Farsi una famiglia · Cap. 3
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Capitolo 3 di 5 19 min di lettura

Farsi una famiglia 3

Vengono regolate tutte le pendenze economiche, i due innamorati organizzano il mtrimonio, ma l'ex moglie pretende qualche attenzione dall'ex marito ed ora quasi genero.

geniodirazza
1 anno fa · 408 letture · 0

Piuttosto, sento di poter consigliare a te e a nonna Rina di cercarvi un amore corrispondente; non è facile, perché uomini come Elio non se ne stampano più; però se tu trovi un quarantenne o un cinquantenne che ti stia bene come ‘amante nell’armadio’ per colmare il bisogno d’amore che tuo marito non riempie, intreccia una storia valida e duratura, non la copula di una sera; lo stesso vale per nonna; se riesce a risultare interessante ad un sessantenne ancora valido, fa bene a cancellare una vita monacale con un amante da usare come antidoto, quando le va.”

“Amore mio, con la stessa brutalità ti dico che mi sembra, la tua, la difesa del tuo amore senza offendere nessuno; se ti turba l’idea della spartizione, dillo con franchezza e nessuno ti giudica; ma se io mi rivolto per una mezz’ora almeno in un letto col mio primo amore e scopro in lui quello che ho cercato inutilmente altrove, allora posso anche mettermi in panchina ed aspettare che tu abbia un’emicrania, un fastidio alla schiena, per consolare il tuo amore con la mia passione.

Aggiungici pure che faremmo, tutti e due, l’amore anche con te, lui attraverso me e io attraverso lui, perché siamo innamorati soprattutto di te; allora capirai che è assai più logico e forse giusto, per te, farti tradire con tua madre anziché con una tizia qualsiasi; per me, prendermi per amante tuo marito piuttosto che un tizio qualsiasi; vale anche per nonna Rina; ed ora capisco anche il suo sentirsi femmina; un’ora al mese di amore ad alto livello compensa di centinaia di masturbazioni nell’attesa; ma Elio è da amare, veramente; e non sarà qualche masturbazione a turbare la memoria di un’ora d’amore.”

“Se credi che mi spaventi l’idea che mamma e nonna possano desiderare mio marito per qualche tempo, stai sbagliando; io sono felice se siete felici; so che Elio fa per me qualsiasi cosa; in conclusione, concupiscilo appena ti capita, prova la sua generosità anche in amore; poi mi dirai; se dobbiamo decidere per una spartizione serena e logica, io ci sto; sei mia madre e ti voglio un mondo di bene; se posso aiutarti a riempire un vuoto che hai causato, sono con te.”

“Forse sei la figlia che io ed Elio avremmo voluto; per la milionesima volta, posso solo disprezzarmi per avere buttato il diamante che ho creduto vetro. Comunque vadano le cose, sono contenta che almeno tu sia uscita da una situazione terribile con un amore così leale e intenso, con un figlio già in arrivo e con una bella famiglia; se potrò farne parte integrante, sarà solo buona sorte per me, una volta tanto.”

----

Non passò molto tempo prima che ci consegnassero l’appartamento prenotato; dopo una sola settimana, il contratto d’acquisto era chiuso e in un’altra settimana furono realizzate le necessarie lavorazioni per renderlo praticabile immediatamente; la trasformazione dei locali e il trasferimento impegnò, naturalmente, tutti e quattro noi e fu oggetto di lunghe e spesso futili discussioni sui colori delle pareti sui mobili e sulle mille stupide occasioni che si presentarono.

Assai volentieri, lasciai che se ne occupassero le tre donne che si davano un gran da fare per la scelta delle tende, dei decori, dei lampadari e delle mille altre cose che mai avrei immaginato esistessero e potessero dare vita a tante discussioni; il punto cruciale, quando finalmente fu tutto pronto, rimaneva quello di inaugurare il talamo nuziale, visto lo stop che ci eravamo imposti per lo stato di gravidanza di Vittoria; Rina, a proposito, accennò al rito di portare in casa la sposa in braccio.

Non accettò repliche; anche se non avevamo ancora celebrato la cerimonia, fece osservare che quella era per noi la casa matrimoniale; volle, e non ebbi difficoltà a farlo, che sollevassi la mia prossima moglie in braccio e la portassi fino alla camera, sul letto; la baciai sulla fronte, sempre per ottemperare al rito; ed avrei dovuto farci l’amore quella stessa sera; Vittoria si oppose recisamente; vidi uno scambio di sguardi che mi preoccupò; sospettavo fortemente che Nilde si proponesse al posto della figlia.

Fu così; la madre di mio figlio mi disse fuori dai denti che dovevo farle fare l’amore attraverso sua madre, nel talamo nuziale; se non ce l’avessimo fatta a dormire in tre, potevo trasferirmi sul letto in camera degli ospiti; ma la copula matrimoniale andava fatta, con la variante che lei avrebbe solo assistito e partecipato con pochi movimenti innocui per il figlio; salutammo Rina che tornava a casa; Nilde tirò fuori una delle camicie da notte della figlia; andò in bagno a struccarsi e si stese sul letto.

“Vai a fare quello che devi fare; poi vieni … e portati tanto amore.”

Aiutò la figlia a spogliarsi nuda; forse vide per la prima volta la donna meravigliosa che era diventata, per di più con un pancione che era dolcissimo da ammirare, da palpare per sentire il bambino, come se davvero il feto potesse già comunicare alla nonna il suo amore; mi stesi al suo fianco e mi girai su un lato; trovai immediatamente il corpo caldo, che mi dava scosse in tutte le fibre; allungai la mano e incontrai quella di Vittoria che intrecciò le dita e mi trasmise la sua passione; di colpo si ritirò.

“Se mi faccio coinvolgere, rischio di colare come una fontana e non voglio emozioni, per il nostro bambino.”

Nilde mi prese la testa e mi costrinse a girarmi dalla sua parte; la bocca vogliosa mi assorbì le labbra nelle quali infilò la lingua e cominciò a copularmi in bocca; risposi con un entusiasmo di cui neanche quasi mi ritenevo capace; la spinsi sotto di me e le montai addosso; cercò con una mano il sesso e lo accompagnò alla vagina; resasi conto che eravamo già alla copula vera e propria, Vittoria mi prese di nuovo una mano e me la strinse; sua madre unì la sua in una stretta a tre.

Quando il calore avvolse la cappella, sentii il sangue affluire, il pene gonfiarsi e cercare quasi autonomamente il percorso all’utero, mentre io mi perdevo sui suoi seni, sul ventre teso e piatto, sul viso che scoprivo con la punta delle dita; la sentii gemere dolcemente mentre i muscoli del canale vaginale accarezzavano l’asta che entrava; fu una penetrazione lenta, delicata, progressiva, tutta dolcezza; non parlavamo perché non potevamo dirci l’amore, mentre il sesso arrivava a colpire la cervice.

“Elio, è divino fare l’amore con te; tu non cavalchi come tutti i maschi del mondo, tu mi accarezzi tutta, dentro e fuori; vorrei sciogliermi in umori, in sesso, in amore, per darti tutto; non so se altre donne abbiano mai conosciuto un amore così; non ho vergogna a confessarti che ricordavo queste emozioni, anche se era passato tanto tempo; e le cercavo in tutti i rapporti; ma ho trovato sempre e solo mazze che mi slabbravano, mi violentavano mentre io inseguivo dentro di me i ricordi di quell’amore.

Se tu mi sbattessi come fanno tutti, sarei sventrata a quest’ora, col batacchio che ti trovi; e invece mi sento sollevata dolcemente dagli angeli verso il paradiso del godimento … ecco, amore, sto avendo un orgasmo, uno di quelli grossi … tappami la bocca … è troppo bello, è troppo tutto … ti amo, ti amo e godo, godo, goooodooooo … non uscire, ti prego, resta ancora dentro di me fammi godere ancora, dammi ancora tanto amore … dio come ti amo!”

Sembrava svenuta, tanto intenso era il languore che la prese; per un attimo mi preoccupai, poi lei mi accarezzò il viso, mi sussurrò un ‘grazie’ e si accoccolò contro di me; presi a carezzarla da capo e non mi stancavo di sentire sotto le dita la morbidezza dei seni e del ventre, la spigolosità del monte di venere e la dolcezza della vulva grondante; mi chinai a succhiarle i capezzoli; mi chiese tregua ancora per un momento; la presi in giro.

“Sei tanto esperta e crolli per così poco!”

“Poco tua zia! Mi hai strappato l’anima dalla vagina, mi hai svuotato; va in bagno e nella cassetta dei farmaci prendi il gel lubrificante; almeno una cosa voglio che tu me la prenda, anche se sono certa che con la tua mazza rischi davvero di farmi male; ma questa forse per noi potrebbe essere l’unica occasione e voglio che un ricordo del tuo amore, del tuo sesso, mi resti.”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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geniodirazza

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