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Erotika
Farsi una famiglia · Cap. 4
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Capitolo 4 di 5 20 min di lettura

Farsi una famiglia 4

Lui scopa con molto piacere con l'ex moglie; durante la gestazione della gravdanza della ragazza, scopa con madre e nonna senza limiti; quando la moglie ritorna nel ieno dlele funzioni, col bimbo nao, si divie tra le tre on molta lucidità

geniodirazza
1 anno fa · 402 letture · 0

Farsi una famiglia 4

Vittoria era rimasta come incantata a guardarci; non si capacitava che fossimo stati ostili per tanti anni e all’improvviso, in una semplice copula alla missionaria, scattasse tra noi un feeling così importante; le accarezzai il viso e, con lo sguardo, le chiesi se avesse problemi; si allungò a baciarmi, dolcemente, e mi sussurrò a fior di labbra un ‘ti amo’ che valeva una vita; si accorse che anche Nilde era rimasta imbarazzata e la attirò a sé.

“Mamma, sono felice di quel che vedo; forse rimpiango anche io di non essere nata da questo amore; ma, perdonami, sono felicissima che Elio sia il mio amore e il padre di mio figlio.”

“Vittoria, se un mio momento di felicità dovesse procurarti pena, dimmelo e sparisco immediatamente … “

“Nilde, hai solo ripetuto quel che già sapevate; tira fuori quello che non conoscete di voi; più vi amate, più mi amate, più siamo imperturbabilmente felici.”Andai in bagno, aprii la cassetta dei farmaci e presi il gel lubrificante; Nilde mi aspettava ansiosa; ma più di lei sembrava fremere sua figlia, in attesa di conoscere cosa potesse determinare quel nostro riavvicinamento; mi stesi accanto alla mia ex moglie e le suggerii di ripensarci, perché non era indispensabile che la penetrassi analmente, se doveva farsi male; sua figlia mi mandò al diavolo affettuosamente e urlò che non ero io a possederla, ma piuttosto lei che mi catturava in ogni parte del corpo.

“Stupido, amala fino a farla svenire; è lei che vuole sentirsi tua finché non l’avrai consumata d’amore. Ora tu le fai sentire quale paradiso si può toccare facendosi possedere da te in ogni parte del corpo; poi ti lascerà anche dormire … se non le monta la voglia di tenerti dentro tutta la notte.”

Le pizzicai delicatamente la vulva, a mo’ di rimprovero; sua madre si girò sul letto e si mise carponi esponendo alla mia vista il suo sedere meraviglioso; mi inginocchiai dietro di lei e presi a leccarla delicatamente, partendo dal coccige, attraverso tutto il perineo e arrivando al monte di venere; nel percorso, infilai la lingua nell’ano perlustrandolo fin dove mi era possibile; da lì, passai alla vulva, mentre con le dita forzavo l’ano e l’abituavo allo spessore di tre dita; lo sfintere si rilassava e lasciava entrare.

Quando mi resi conto che era pronta e che desiderava essere violata, la feci girare di nuovo supina; mi guardò come a chiedere perché; il suo retto era stato ampiamente percorso e la posizione preferita da tutti, anche da lei, era a pecorina; le chiesi se davvero voleva portarsi un ricordo vivo di quella sera e del mio sesso; mi assicurò che era quello che più desiderava; sapeva che potevo dilatare anche un tunnel come il suo, con la mia dotazione, ma desiderava almeno ricordarsi quel momento.

Quasi ironicamente, le domandai ancora se voleva guardare il lenzuolo e il cuscino, mentre io violavo il suo intestino o se preferiva guardare me che le usavo violenza; capì e sollevò le reni portando in alto il sedere; la figlia le adattò sotto i fianchi tutti i cuscini; presi i piedi e li incrociai dietro al mio collo; lubrificai a lungo, abbondantemente, con dolcezza, prima l’ano e il canale rettale, poi il mio sesso e appoggiai la cappella all’ano; Vittoria afferrò l’asta e la guidò nel corpo della madre.

Mi sorrideva e mi faceva cenno di sì con la testa, finché la penetrazione avveniva senza dolore; alla prima fitta, mi fermò col gesto della mano, respirò a fondo e mi fece segno di spingere; guardava con amore il volto preoccupato di Vittoria, mentre le lacrime scivolavano dagli occhi e stringeva i denti in una smorfia di dolore; sentivo l’asta che scivolava nel retto finché l’osso pubico colpì il suo, perché non c’era altro da far entrare nel corpo; le sciolsi i piedi e li portai sul letto, mi piegai a guardarla negli occhi e finalmente la baciai, mentre la verga le trapanava il retto gonfiandosi d’amore.

“Vittoria, è il momento più bello della mia vita!”

“Anch’io ti amo con tutta me stessa, mamma; sono felice di vederti pacificata con te stessa.”

“Elio, lo so che non è corretto, ma in questo momento sento di amarti insieme a mia figlia; vedo che non c’è bisogno che te lo dica; te lo prova il mio corpo che ti imprigiona … Oh dio, che mi succede perché sto godendo tanto? Tu non ti muovi e io godo … come è possibile?”

“Nilde, non c’è bisogno che mi muova, se il tuo corpo fa tutto. Come hai detto? Non sono io che mi prendo il tuo sedere; è il tuo corpo che risucchia in sé il sesso e strappa il mio orgasmo; anch’io sto godendo; fra poco urlerò da matti.”

“E’ vero, sto per urlare con te … ti sento … baciami Elio, baciami e soffochiamo le urla!!!”

L’orgasmo fu simultaneo e i due urli paralleli si persero, per fortuna, nelle gole, nelle bocche, nelle labbra unite, sigillate fra di loro; piombai su di lei mentre un fiume di sperma mi scorreva dentro il sesso e si scaricava nel suo intestino; ogni spruzzo era per lei un orgasmo diverso, un urlo nuovo che si perdeva nella mia bocca.

Andò in bagno per liberarsi dello sperma ricevuto; poi ci andai io e mi rinfrescai il sesso sul bidet; quando tornai nel letto, mi si accoccolò contro e, per un tempo che mi appare meravigliosamente eterno, restai ad ascoltare il suo respiro lieve e dolce; si riprese solo un attimo per dirci che si sentiva in paradiso, che era stato un momento d’amore sublime; Vittoria le accarezzò a lungo il viso.

”Lo so, mamma, ho provato spesso queste sensazioni e so che il mio uomo è l’amante migliore del mondo … “

“… puoi farlo, vita mia, … Puoi senz’altro aggiungere che è inspiegabile come e perché io abbia distrutto questo gioiello per prendermi tanti fondi di bottiglia … Ma non ci sono risposte, purtroppo per me!”

Mi staccai dolcemente; ero provato dalla sessione amorosa e me ne andai nella camera degli ospiti; Nilde mi raggiunse dopo un poco, per avvertirmi che Vittoria si era addormentata e ronfava regolarmente; ma era fin troppo chiaro che era una scusa per venire a letto con me, da sola; si stese supina al mio fianco; era nuda e bellissima ma ero stanco.

“Elio ti ricordi perché arrivammo alla rottura? Non dico i motivi generale; cosa nello specifico turbava i nostri incontri?”

“Il tuo rifiuto a sperimentare la posizione a 69. Immagino che poi l’abbia sperimentata e che ti sia anche piaciuta … “

“Non posso negarlo; l’ho praticata spesso e non mi è dispiaciuta … diciamo che mi è rimasto l’interrogativo del sapore della tua mazza; l’abilità della lingua la conoscevo già forse anche allora, sei sempre stato molto bravo a dare piacere con la bocca, dovunque; il sapore della mazza non l’ho mai avuto.”

“Nilde, non l’avrai neanche adesso.”

“Perché mai?”

“Per tre motivi, almeno, visto che già abbiamo copulato abbastanza; il primo è che, se Vittoria non è d’accordo, non permetto neppure che mi tocchi l’asta; l’abbiamo concordato e non intendo deflettere di niente dall’impegno; il secondo è che questo non è stato un incontro né casuale né unico; è chiaro che l’avete meditato all’interno della ripresa di affetto tra te e tua figlia; sai bene e so anche io che torneremo a incontrarci, forse più a lungo, forse con più intensità, addirittura con amore.”

“Non c’è stato amore, in questo incontro?”

“Si che ce n’è stato! Forse anche troppo, per due divorziati; ma io, e soprattutto Vittoria, abbiamo avuto coscienza progressiva che non sarebbe stata una sola occasione; sei assai meno slabbrata di quanto credevo; forse hai passato un periodo di astinenza; l’unico motivo può essere che non vuoi essere odiata da tua figlia; hai chiuso bottega, come si dice in gergo, e stai aspettando di capire finalmente l’amore che c’è tra me e tua figlia; questo vuol dire che sperimenteremo ancora.”

“Il terzo motivo?”

“Se scopriamo qui tutte le carte, ci mancherà la voglia di trovarci ancora; se restano cose da scoprire, cercheremo più intensamente di ritrovarci.”

“A te farebbe piacere ritrovarmi ancora nel tuo letto?”

“Con Vittoria? Si, senza esitazioni; su richiesta di Vittoria? Certamente; alle spalle di Vittoria? MAI. Calcola che anche farti stare qui è in parte tradire gli impegni, perché il fratellino potrebbe svegliarsi e tu sei comunque una donna di grande fascino: quindi, se non vogliamo rovinare tutto, vai ad abbracciare tua figlia; ti assicuro che lei gode moltissimo a sentirsi come protetta dall’abbraccio e sa dare tanto calore, nel letto; fai conto che sei andata in bagno e torna da lei.”

“Anche un bacio è tra i tabù del rapporto?”

Prima di andare avanti…

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