“Rina, quarant’anni d’amore … “
“E tu hai il coraggio di chiamarlo amore? Finché mi hai tenuta in clausura potevo anche credere al millantatore che si professava genio incompreso; ora che ho smesso gli abiti della monaca, so cosa è l’amore e mi fa schifo pensare che l’ho vissuto da imbecille per tanti anni; non ti sei accorto che anche i miei vestiti sono diversi? Sono un’altra donna, una nuova femmina; e non ti perdono niente. Vattene al bar, tra i tuoi simili, e lasciaci essere famiglia, vera e piena d’amore, nonostante la tua tirannia stupida ed ottusa.”
Quando lui fu uscito, inevitabilmente quasi scoppiava a piangere; Vittoria la strinse a se, le accarezzò i capelli e la sollecitò a calmarsi, a non pensarci più; Nilde era decisamente sbigottita.
“Questo è il male che ti ho fatto?”
“No; Rina sfogava solo il suo dolore; tu ci mettevi un bel carico di troiaggine, di umiliazione, di offese, di furto … “
“Non riesci a perdonare?”
“Scherzi? E’ da anni che ti ho perdonato tutto; da quando ho incontrato Vittoria sono quasi tornato ad amarti, come madre della donna che amo; ma non sperare che certe cose si dimentichino; restano incise nel sangue, nel cuore, nella memoria, nella vita; sarà così anche per tua madre; tra qualche giorno avrà perdonato, ma non dimenticherà mai.”
“Riuscirai a darmi ancora qualche briciola del tuo amore?”
“Nilde, non sono capace di tradire; se do a te una briciola d’amore, l’avrò sottratta a quello che devo a Vittoria; te lo ripeto, chiedi a tua figlia; visto che l’hai capito, mi ha chiesto di fare l’amore con Rina; siamo stati felici tutti e tre; se me lo chiedesse ancora, lo rifarei; ma solo se lo vuole con me; vale anche per te; sei una bella donna; devi anche essere diventata brava, a letto; ma se non me lo impone Vittoria, non le farò mai il torto di tradirla.”
“Quanto sono stata imbecille; un uomo come te, capace di amare con tanta passione e con tanta lealtà avrebbe potuto essere il mio compagno perfetto; e invece … “
“Non valgono i rimorsi e i rimpianti; conta riuscire a vivere; tra qualche settimana avremo la nostra casa, vicino a questa e anche alla tua; se proprio ne hai voglia, parla con Vittoria; io non ti negherei mai un poco d’amore; se ne senti il bisogno, è il momento, anche per te come è stato per tuo padre, di abbassare la cresta … “
“L’hai capito che mia figlia è peggio di mio padre? Mi ci vuole troppa forza, per farle una simile richiesta … “
“Lo hai capito che ho piegato tuo padre e tua figlia è già mia moglie, anche se manca il certificato? Anche lei sa che deve piegarsi. Sei tu che non vuoi cogliere i segnali; mi ha spinto in braccio a te perché potessimo baciarci in questo periodo non facciamo l’amore ed evitiamo le occasioni per eccitarci; lei sa che mi piace fare sesso e ti ha già scelto come compagna di letto per essere tradita, ma con sua madre e la mia ex moglie; adesso spetterebbe a te il passo successivo.
Io posso solo fare il pesce in barile e aspettare che la madre spieghi alla figlia cosa sia successo fra noi, per poi farle dichiarare che avrebbe piacere di saperti fra le mie braccia; da come mi parla, in certi momenti da perfino la sensazione che vorrebbe essere presente almeno idealmente … “
“Ma che dici?”
“Dico che quando tua madre ha urlato di piacere, tua figlia, dall’altra camera, le ha suggerito come soffocare gli urli in un bacio; se facessi sesso anche con te, lei sarebbe tra noi ed io amerei lei attraverso di te … “
“Ed io amerei mia figlia attraverso il mio ex marito; siete terribili, ma anche terribilmente eccitanti e innamorati.“
“Adesso vogliamo smetterla di amoreggiare o decidiamo di fare scattare la gelosia di nonna e nipote contro madre ed amato?”
“Cosa succederebbe, nel caso?”
“Che ti dovrei respingere platealmente, per dire a Vittoria che intendo sempre sposarla e che l’amore con te lo farei solo se me lo chiedesse lei apertamente.”
Si allontanò ancheggiando e andò ad abbracciare la figlia.
“Sei maledetta, tu … “
“Perché, mamma?”
“Forse solo perché hai saputo essere quello che avrei potuto e dovuto, ma non ho saputo volere essere io … “
“Se tu ora fossi mia figlia e io tua madre, che mi diresti?”
“Io non ne ho il coraggio; se avessi il tuo, ti direi di andare a recuperare quel coccio di vetro, almeno solo per vedere come è fatto un vero diamante; ma non so se sarebbe il migliore consiglio; perché potrebbe solo acuire le nostalgie, i rimorsi, i rimpianti, il senso di un fallimento … “
“Mamma, è proprio in questo che siamo cresciute diverse; io invece ti dico che alla prima occasione devi metterti alla prova; devi andare a letto col marito che hai respinto, farci l’amore più estremo che conosci e chiederti poi se ne è valsa la pena, visto che da recuperare non c’è più niente … forse … “
“Visto che stiamo parlando chiaro, la grande strigliata che mi hai dato l’altra volta mi ha fatto proprio male; non hai nessuna colpa; è stata la coscienza ad usare lo scudiscio; quello che volevo dirti è che non ho trovato più la voglia di fare sesso; andassi a letto con un uomo, adesso, sarebbe arrivarci da vergine, anche se si trattasse di mio marito, ipotesi più assurda che irreale; capisci che con Elio sarei di nuovo la ragazzina che si lasciò deflorare senza sapere cosa fosse? E se poi me ne innamoro?”
“Se te ne innamori, sono cavoli tuoi; soffri le pene di tutte le ragazze che si innamorano di un uomo irraggiungibile; al massimo, cominci a pensare anche tu ad una spartizione, come sembra che faccia già nonna Rina … “
“Nonna Rina? Che dici?”
“Dico che ha realizzato il primo vero grande amplesso della sua vita; non l’hai sentito che si sente finalmente donna e femmina? E’ stato il sesso di Elio a svegliarla; adesso lei non vuole solo assaggiare; vorrebbe ancora gustare; lo farà, perché, a conti fatti, io ho ancora un paio di mesi prima del parto; possono essere un’eternità, se l’amato è a portata di mano; poi una soluzione si troverà e, Vittoria per Vittoria, potrebbe sempre inventarsi notti da passare nel letto al posto mio … “
“Scusa, Vittoria; il tuo è cinismo? E’ trasgressione pura? E’ lussuria? E’ libidine? E’ gioco intellettuale? Ti rendi conto che parli di cedere un marito come un giocattolo, va bene alla nonna, comunque ad un’altra donna? Non tieni conto delle complicazioni?”
“Mamma, io parlo di amore! Il giocattolo di cui tu parli è un salsicciotto bello consistente, ma comunque uguale a tanti; quello a cui mi riferisco io è la passione che c’è dietro; nonna vuole bene ad Elio che l’ha fatta uscire dai suoi abiti e l’ha infilata in quelli nuovi; Elio ricambia il suo affetto perché è mia nonna e sa che, attraverso di lei, ama comunque me; io voglio bene a nonna e desidero che sia felice, con quel salsicciotto che non si consuma con l’uso.
Ma soprattutto amo Elio ed amo sentirlo in sintonia con me; se gli proponessi di fare io una copula fuori del matrimonio, amando lui attraverso il corpo dell’altro, so che non si tirerebbe indietro per mera gelosia; io non lo chiedo perché non ne ho bisogno; se nonna ne ha bisogno, né io né lui ce la sentiamo di rifiutare, perché è un gesto d’amore.”
“Non nego che è un discorso affascinante, meraviglioso; se lo avessi saputo fare alla tua età, saresti sua figlia e non sua moglie. Ma adesso una domanda devi farmela fare. Quanto mi ami, dopo quello che hai scoperto di me?”
“Perché continui a giocare a nascondino? Se tu senti veramente il bisogno di ricucire una verginità che non esiste più, io non mi oppongo, anzi ti invito a farlo; da Elio, mi aspetto che faccia l’amore con te, ma avendo me nella testa; sapermi amata attraverso mia madre mi gratificherebbe; non so cosa rappresenterebbe per te essere il surrogato di tua figlia; so perfettamente che rischiate di ritrovarvi innamorati, perché la verginità e la gelosia sono solo fatti mentali, prescindono dal contatto fisico.
Ma la cosa meravigliosa è che sarebbe un banco di prova decisivo; se la nostalgia di te dovesse cancellare l’amore per me, potrei soffrirne, ma mi renderei conto che è meglio perdere un amore che elemosinarne uno zoppicante; se scopre che alla fine mi ama anche al di sopra di te e delle memorie di cui sei portatrice, ne sarei arcifelice perché il nostro amore risulterebbe davvero inossidabile.
