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Erotika
Farsi una famiglia · Cap. 5
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Capitolo 5 di 5 16 min di lettura

Farsi una famiglia 5 Felice conclusione

Scoprono che la nonna ha trovato un amante interessante ed utile; salta fuori qualche marachella della giovane Vittoria, ma tutto rientra nei limiti dell'accettabilità; anche la madre Nilde trova un amante soddisfacente; danno vito ad un'impresa ediluzia in cui tutti sono coinvolti ed alla fine formano una bella famiglia aperta.

geniodirazza
1 anno fa · 383 letture · 0

Farsi una famiglia 5

Nell’ambito del mio lavoro, mi capitava spesso di trovarmi a rispondere ad inviti per lo meno stravaganti; era successo proprio la sera che, a Madrid, ero andato alla festa di un giovane stilista ed avevo incontrato Vittoria; stavolta l’invito era in una casa in collina, nei pressi della città, per una cena riservata a pochi intimi; chiamammo una babysitter per il bambino, che ormai contava quattro mesi, e ci andammo io, Vittoria e sua madre Nilde.

L’obiettivo era discutere un progetto di lavoro di grossa entità a cui mi avevano chiesto di partecipare associandomi all’impresa che lo aveva progettato; era per un villaggio turistico a Bali che mi intrigava per le enormi possibilità che offriva; non conoscevo l’anfitrione e neppure capivo come fosse arrivato ad individuarmi; comunque, ero animato delle migliori intenzioni perché la cosa mi appariva assai interessante in prospettiva.

Parcheggiammo in un viale alberato e bussammo al portone d’ingresso della residenza; all’apertura a scatto, entrammo in una vasta sala con eleganti mobili per lo più bassi; su un tavolino, notai immediatamente una grossa foto con vari personaggi; a destra del gruppo, spiccava Vittoria, un poco più giovane, con accanto uno skipper, si vedeva dalla tenuta, che ricordavo vagamente di avere intravisto sfarfalleggiare intorno alla modella la sera della festa a Madrid.

Chiesi a Vittoria, senza indicare la foto, se Bali le suggeriva qualcosa da dirmi; mi guardò quasi stupita; entrò una coppia di persone mature e per poco non ci venne un colpo quando riconoscemmo, nella donna, Rina, la nonna di Vittoria; il maschio che l’accompagnava mi risultava conosciuto ma l’avevo notato al centro della foto; guardai con intenzione mia moglie; ebbe un sobbalzo, ma si riprese immediatamente e si atteggiò a cortesia.

“Rina, che diavolo ci fai qui?”

Lui si era affrettato prendere la foto e a portarla via, cambiando all’improvviso direzione.

“Perché ti meravigli, Vittoria? Non mi avevi detto tu stessa, di cercarmi un amante dell’età giusta? Armando è il mio amore.”

Rientrò il suo amico e la andò a stringere; ci guardammo un po’ sorpresi.

“Bene; è per questo che ci hai invitato a cena qui?”

“No; è Armando che deve parlarti del progetto di un centro turistico a Bali.”

“Beh, io non ti conoscevo ma avevamo già avuto contatti per via della mia industria di costruzioni; avevo parlato ad alcuni amici del mio progetto per Bali e mi avevano fatto il tuo nome come procacciatore di azionisti per creare la società … “

Gli chiesi se l’amico che gli aveva parlato di me era lo stilista madrileno; confermò; tornai a guardare Vittoria ma non batté ciglio; gli chiesi se c’entrasse anche un giovane ed aitante skipper; esitò molto poi esplose.

“Si, c’entra anche John, l’ex ragazzo di tua moglie … “

Rimasero tutti sbalorditi; Vittoria abbassò lo sguardo.

“Rina, prima che questo colloquio vada avanti, portati da un’altra parte il tuo amore; andate anche a copulare; ci vediamo tra un’oretta … “

“Elio, aspetta; non prendere cappello;forse la cosa si spiega più semplicemente di come tu adesso la vedi; anch’io sono rimasta affascinata dal progetto … “

“Rina, l’ho visto, il suo progetto; e non mi dispiace; ma qui sono altre le cose da chiarire.”

Si allontanarono e Vittoria partì all’assalto.

“Io non ti ho chiesto delle tue storie prima di me; tu non mi hai chiesto delle mie; hai visto bene che quella sera ero con John, quando ti ho avvicinato ed è nato tutto … “

“Non ti sto contestando il tuo passato; quello che mi interessa è il presente; tuo nonno mi rifilò il bidone di una moglie che non sapeva cosa fosse il sesso e mi trovai con un matrimonio fallimentare; tua madre mi ha frodato letteralmente con una figlia non mia alla quale per venti anni ho pagato la sopravvivenza; perché dovrei credere che tu, la terza generazione, non voglia rifilarmi un altro bidone?

Ti ho chiesto fino a due minuti fa se avevi qualcosa da dirmi; anche se l’idiota l’ha nascosta, ho visto la foto di Bali con te, John e Armando; avete fatto finta di non conoscervi; non è stata una presa per i fondelli? Cosa avete da nascondere? Perché non hai parlato quando eri in tempo? Capisci che stai per comportarti esattamente come tuo nonno e come tua madre? Ti rendi conto che mi hai imposto tirannicamente che devo amare certe donne che tu hai deciso? Sono il tuo zerbino?

E, in conseguenza, il quesito più grave è quello che riguarda tuo figlio; domani faccio gli esami del DNA perché voglio la certezza che stavolta, se pago, lo faccio per mio figlio e non per un altro individuo.”

“QUESTO NON DEVI NEMMENO PENSARLO; è nostro figlio; è mio ed è tuo; ti ho nascosto certe cose perché non abbiamo mai parlato del nostro passato; ma da quando ti ho incontrato ho vissuto solo con te e per te; ora farò lo stesso per mio figlio, se decidi di andartene per gelosia retroattiva; ma sarà per un figlio che è mio e tuo; tu sei il padre; vi amo tutti e due con tutte le mie forze e non accetto che tu abbia dubbi; fatteli sciogliere per legge, perché è giusto.

Ma vivi con me e con lui; non far crescere nostro figlio da solo, come ho dovuto fare io!”

“Non sto mettendo in discussione il passato e neppure il presente; non mi interessa cosa fossi e cosa facessi prima di incontrarmi; sono convinto che mi ami veramente; ma poiché chi si è scottato con l’acqua calda teme anche l’acqua fredda, adesso mi farai il favore di non costringermi a chiedere in tribunale la prova di paternità; a quel punto, il matrimonio sarebbe già andato a rotoli; ti chiedo di fare gli esami insieme, concordi, perché qualunque dubbio sia fugato.

Per quanto riguarda le colpe, una ce l’hai ed è gravissima; hai voluto impormi il tuo controllo anche sul sesso; hai preteso di farmi amare chi volevi tu; accettavi di essere tradita ma solo con tua madre e con tua nonna; come minimo, è stata una mortificazione alla mia libertà di arbitrio e di giudizio; questo non lo potresti contestare mai e in nessun modo.”

“Dici una cosa vera chiamandola con un nome falso; domani faremo i test e tu saprai che mio figlio è anche e unicamente tuo figlio; non esiste dubbio possibile; ti ho costretto a dimostrarmi devozione, è vero; ma quello che tu consideri limitazione di libertà è proprio questo, la richiesta di una devozione totale; ho una brutta storia, alle spalle, più di quello che tu stai immaginando, forse, ed ho sofferto molto i tradimenti.

Anche lo skipper che tanto ti ossessiona, quell’imbecille senza nerbo che piantai in asso quella sera per andare via con te, perché mi ero innamorata; non mi chiedere come o perché ma uscii da quell’edificio che già ti amavo; lo sai poi com’è andata; anche quell’imbecille, quella sera, mi dimostrò quanto fosse difficile avere la fedeltà di un uomo; per questo, ti ho sottoposto a quelle prove che non ti sono affatto dispiaciute, per quel che mi risulta.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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