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Erotika
Cantautore · Cap. 7
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Capitolo 7 di 7 22 min di lettura

Cantautore 7

La logica conclusione con la prevedibile concilizione degli opposti

geniodirazza
1 anno fa · 233 letture · 0

A fine serata, parteciparono alla cena che era stata allestita in loro onore; la grande abilità diplomatica di Francesco, favorita dall’eleganza dei modi di Mario e dal fascino indiscutibile delle loro donne, conseguì contatti di grande interesse; Laura non si risparmiò una frecciatina a sua madre e le sottolineò che, come le aveva detto la settimana precedente, assentarsi dalla cena sarebbe stato un errore gravissimo, imperdonabile per suo padre, come continuava ad indicare Mario; lei le sorrise con amore.

Il ritorno a casa con tre macchine ebbe il carattere della scampagnata in famiglia, nonostante l’ora tardissima; le tre suite furono ancora una volta sede precostituita per copule infinite, con entusiastica attività di tutti i protagonisti che celebravano così la materializzazione di un grande successo; il giorno seguente furono costretti tutti a poltrire a letto fin quasi ad ora di pranzo e tutti recavano chiari i segni di una ‘notte brava’ con tanto sesso e tanto amore.

La serata all’hotel, con la presentazione del romanzo, era prevista per la fine della seconda settimana; il sabato successivo era fissata una serata in altra località vicina; nei giorni che mancavano, riuscirono spesso a sbracarsi al sole, senza perdere di vista l’impegno a realizzare quanto prospettato con le signore della neonata associazione, che era già stata registrata; tutti si diedero una decisa frenata e cercarono di non trovarsi travolti dalla passione e dal sesso ogni giorno; ma copularono molto, tutti.

Sabrina si trovò un giorno da sola con Chiara sotto l’ombrellone e non resistette alla voglia di scandagliarne lo stato d’animo.

“Come ti senti, Chiara, in questa convulsione di amori, ex amori, odi viscerali e recuperi di affetti? Non sei sconvolta?”

“No, amica cara; con Francesco sto assai meglio di quanto dichiaro e di quel che può sembrare; è il mio uomo ed abbiamo un figlio che è la luce dei nostri occhi; se la tua domanda è più intrigante e si riferisce al tuo compagno, posso assicurarti che una fiammella è rimasta del nostro grande amore, come lui racconta; ma è qualcosa di puramente intellettuale, un sentimento dolce di nostalgia del passato e di impegno per il futuro.

Non sento il bisogno dei suoi baci, delle sue carezze, del suo sesso; per quelli, sono felice con mio marito; ma non posso nascondere a me stessa che saperlo consonante con me su certi progetti, su certe ipotesi, mi riempie di orgoglio, prima che di affetto; quella che sta nascendo qui è la copia della ‘figlia mongoloide’ della libreria; ma è tutt’altra cosa; ha l’imprinting di Mario, ma la struttura è mia e di Francesco; sono felice di avere ritrovato Mario, ma mi accontento di questo.”

“Vuoi dire che non desideri vederlo ancora o venire da noi per qualche manifestazione?”

“Sabrina, fissiamo qualche punto; sai che quest’hotel è una certezza; conosci la suite; sappi che quella è a vostra disposizione, tua, di Mario e dei tuoi figli, in qualunque momento dell’anno vogliate approfittarne per venirci a trovare; l’anno prossimo terremo qui la chiusura del festival; so che ci tenete molto; se venite a stare con noi il tempo che desiderate, fatelo anche senza avvertire; questo per quello che riguarda i vostri movimenti; per i miei, certo che mi piacerebbe tornare sul luogo del delitto.

Ma devo fare i conti con molte cose; e Mario c’entra come i cavoli a merenda; parti da un dato; Francesco non si schioda da qui nemmeno per andare a raccogliere oro a piene mani da una fonte miracolosa; lui è abituato a dirigere dalla sua scrivania un’ira di dio di cose senza fare un passo; dovrei venire da sola o, al massimo, con mio figlio; ma anche i miei movimenti sono vincolati all’hotel, perché partecipo notevolmente alla gestione.

In un periodo di ‘stanca’ dell’attività potrei fare un blitz, ma non mi va di correre per stare poche ore; pensare di andare in un albergo, da sola, mi fa tristezza; tu stai coi figli; da sola con Mario sarebbe un bel problema; non so se Laura potrebbe ospitarmi; se tu e il tuo uomo viveste insieme, sarebbe già più semplice; ma so che stai in casa coi figli all’università che ti raggiungono al fine settimana, se si ricordano; insomma, dovrei studiarmi tutto per bene, prima di decidere.”

“Scusami se ho avviato questo discorso, ma sento la voglia di rivelarti alcune cose; la prima è che Mario ha cominciato a scrivere un altro romanzo; se tu venissi da noi per qualche giorno, lo obbligheremmo a farti leggere per dire la tua; questo è il primo motivo per cui ti vorrei a casa nostra per qualche giorno; del suo nuovo lavoro siamo a conoscenza lui, io ed ora tu; se ti riuscisse di venire a trovarci, potremmo parlare della nuova pubblicazione; è chiaro che lui non ne sa niente.

L’altra cosa che devo confessarti è che, al ritorno a casa da questa vacanza, abbiamo deciso che andiamo a vivere insieme; lo faremo nella casa che fu vostra; Laura andrà ad occupare quella che ora è la mia casa; sarebbe tua figlia ad ospitare te, tuo figlio e tuo marito, se vi riuscisse di venire insieme; egoisticamente, è te che voglio vicina, nella nostra casa, nel suo studio; non mi preoccupo di eventuali pruriti o di ritorni di fiamma; sai come ci siamo amati per anni prima di uscire allo scoperto.

So che puoi amarlo letterariamente; io avevo un marito indegno; tu hai un marito favoloso; io fui cacciata da casa; Francesco ti ucciderebbe se tu parlassi di abbandonarlo; so che puoi venire a trovarci, salutare di nuovo la figlia mongoloide, nata vostra e divenuta ora ‘nostra’, anche tua dopo le alleanze editoriali, e vivere per una sera quell’atmosfera, senza nessun Antonio che venga a turbare i nostri equilibri; per questo, insisto con l’amica e con l’editrice perché venga ad aiutarmi a far tirare fuori il manoscritto.”

“Il discorso è diverso, specie se tu vai a stare col tuo compagno e mia figlia può ospitarci; ne parlo a Francesco e a novembre mi ritaglio almeno una settimana, per venire a rompervi l’anima nel freddo della città; non credo di doverti confessare quanta nostalgia ho dei miei posti; come minimo, vorrei andare alla taverna dei poeti, snodo vitale di tutta la nostra storia, se ancora esiste e fa quell’attività.”

“C’è, è molto vivace ed oggi Laura e Carlo ne sono soci di maggioranza; che stupida!, ho dimenticato di parlarti di un posto fondamentale; sai che fu lì che per la prima volta feci sesso con Mario?”

“Non era successo in auto, quella volta di cui parlò il giornale?”

“No, fu una serata di romanticismo poetico, quello di cui mi parlavi poco fa … “

“Insomma, tutto è cominciato da un equivoco?”

“Per me, quella sera fu più intensa e determinante di tante altre esperienze.”

Per fortuna, Laura arrivò in quel momento e pose fine alle confidenze; Chiara non seppe tacere.

“Che ne diresti se trovassi una settimana per venire a trovarti e cenare alla taverna dei poeti?”

“Dico che verremmo a prenderti per portarti in braccio, dopo il terremoto di questi giorni.”

“Carlo, sei sicuro di volerlo?”

“Se fosse necessario, ti cederei il mio posto nel letto di Laura, per averti a tavola con me e cantarti le ultime cose … “

“La smettete di emozionarmi, fuori e dentro lo spettacolo? Tra voi due, tuo padre e la sua compagna non fate che stendermi tappeti trionfali; non credo di meritarli; ma vorrei tanto rivedere la libreria, la taverna, casa vostra e tutto quello che appartiene a un passato doloroso ma dolcissimo.”

“Mamma, concorda con Francesco, organizzati e vieni; mi piacerebbe ripercorrere con te i nostri luoghi.”

“Francesco, giusto tu! Stavo valutando con Sabrina la possibilità di andare una settimana da mia figlia; in novembre posso assentarmi … “

“Vuoi andare da sola?”

“Ma tu abbandoneresti il posto di comando?”

“Se vai in pellegrinaggio, io ho il dovere di essere con te; o sarei di troppo, per le tue rimpatriate?”

“Non sei di troppo; sei solo uno stupido amore mio, se sei geloso … “

“Allora si va insieme, se per te va bene.”

“Mario, Sabrina mi ha detto che devo visitare il tuo studio perché hai qualcosa da farmi leggere. E’ vero che al ritorno decidi finalmente la convivenza con la tua donna?”

“Sabrina, sai essere molto odiosa, in certi momenti; che motivo avevi per parlare di certi segreti?”

“Due, amore mio; il primo è che, se vengo a stare con te, Chiara, Francesco e il bambino possono stare con Laura e Carlo senza andare in albergo, fanno famiglia se proprio vuoi; il secondo è che Chiara è anche la tua editrice di riferimento ed ha diritto di seguire lo sviluppo dei tuoi scritti, anche se sei così scorbutico; ma quello che domina su tutti è che l’amore letterario è altra cosa dall’amore astratto e dal sesso; lei è la persona più idonea a seguirti mentre scrivi. Laura, che ne dici?”

“Dico che mio padre può anche tenermi nascosti i suoi scritti; il problema è suo; io gli faccio leggere tutto, anche quello che so che non merita; a mamma non puoi nascondere niente, per il vostro passato e per il futuro editoriale. Mamma, Francesco, vi aspettiamo a casa nostra e non accetto rifiuti; vi voglio troppo bene!”

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geniodirazza

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