Vai al contenuto
Erotika
Cantautore · Cap. 7
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 7 di 7 22 min di lettura

Cantautore 7

La logica conclusione con la prevedibile concilizione degli opposti

geniodirazza
1 anno fa · 233 letture · 0

“Puoi aspettare fino a dopopranzo o affidiamo Valerio a una ragazza?”

“No, dopo pranzo andiamo a riposare ma non ti darò requie … Spero che il piano nobile, con tre suite occupate da ospiti rumorosi e vogliosi, non crei scandalo in piazza … “

Ne fecero, di rumore, le tre coppie, travolte da un’insperata evoluzione di progetti considerati irreali e risultati persino semplici; Francesco e Chiara diedero vita alla kermesse più intensa; la presenza in albergo di Mario eccitava la donna, anche se teneva a freno la fantasia; suo marito era decisamente scatenato all’idea che Chiara operasse un transfert mentre copulava con lui; arrivò a chiederle i particolari delle loro copule; ma dovette arrendersi all’idea che si erano amati molto, specie poeticamente.

Ricordando che la moglie aveva sottolineato che in lui c’era una componente del padre naturale di sua figlia, venne istintivamente indotto ad usare tutta la passione, la violenza e la forza che metteva nei loro amplessi; le sfilò solo l’abitino che copriva il costume, spostò laccetti ed aggredì la vagina con una penetrazione che riassumeva tutto il suo amore, tutto il desiderio e la violenza di un maschio possessivo; lei lo favorì aprendosi al piacere; Mario era ben lontano dai suoi pensieri mentre godeva.

Mentre si rilassavano tra una cavalcata e l’altra, sentirono urla quasi disumane che provenivano dalle altre abitazioni; Francesco ipotizzò che fosse Laura ad urlare, forse perché Carlo la stava penetrando analmente e con la stazza del suo membro la stava sfondando; Chiara scattò quasi spaventata dall’idea che sua figlia fosse stuprata con tanta violenza dal suo maschio; lui la derise e le chiese quanto aveva urlato nelle copule anali; lei confessò di non essersene mai resa conto.

Di colpo, lui infilò l’asta nel retto e forzò lo sfintere fin quasi a farle male; lei urlò, ma era piacere quello che esprimeva perché il fallo che percorreva, quasi delicatamente ma con forza, il canale rettale le dava al tempo stesso una sensazione di violento stupro e di amore infinito; i suoi gemiti si fecero sempre più dolci finché lo incitò urlando a sfondare, a farla godere; quando si adagiò contro le sue natiche, il marito le chiese se si era resa conto di avere interrotto la siesta sulle navi in lontananza; risero.

Per due ore si scatenarono nelle copule più varie e si diedero tanta di quella passione che ne uscirono con il corpo snervato e squassato dagli orgasmi, urlati a piena voce fin nella reception dove molti, che sapevano, sorrisero sornioni mentre rassicuravano gli ospiti che erano cose normali; Chiara non ebbe remore, né pudore, ad affermare che era l’amplesso più ricco, più vero, più passionale che avesse mai praticato e che era felice di essere sua moglie.

Nella suite a fianco, Mario mantenne il solito aplomb; ma il dubbio che qualche turbamento tra lui e Chiara avesse intaccato la fiducia della compagna lo indusse ad essere particolarmente intenso e forte negli assalti; copulò a lungo, complice anche la condizione di benessere in cui era piombato; soprattutto, però, si preoccupò di prestare la massima attenzione alle emozioni di Sabrina e ne seguì con ansia i numerosi orgasmi, quasi divertito dagli urli di lei che gareggiavano con quelli di Chiara.

Quando lei si rese conto che il compagno la stava quasi prendendo in giro paragonando le reazioni delle due donne, gli chiese se normalmente lui faceva urlare così tanto la ex moglie; le ribatté che non era nel suo stile cavalcare una donna per farla urlare; preferiva farla godere in silenzio e raggiungere l’orgasmo spesso senza quasi muoversi; mentre lo diceva, l’aveva presa per i seni e, da dietro, la aveva infilata in vagina lasciando che fosse il membro a gonfiarsi di passione e il canale vaginale a mungerlo.

Quando si sentì irrorare l’utero dallo sperma che lui espulse a fiotti, Sabrina confessò timidamente che era stata lei ad innescare la gara a distanza per superare Chiara anche nell’urlare il piacere; poi aveva ricordato che la ex moglie era stata svezzata e ingravidata da Antonio, che usava il sesso come un ariete e che era stato stupido gareggiare; ma, sorridendo, aggiunse che non era affatto male copulare con violenza e godere facendolo sapere a tutto il mondo.

Laura era al settimo cielo; l’armonia registrata tra sua madre, il suo ex marito e la sua compagna; l‘equilibrio tra i vari protagonisti del progetto tutto da elaborare; la coscienza che nasceva qualcosa che li univa al di là dei certificati, le dava un’infinita gioia che, come sempre, si trasferiva al sesso e la portava a desiderare di copulare come non aveva mai fatto col suo uomo, che a sua volta era in brodo di giuggiole per le prospettive di lavoro in un campo che amava e dove era dominatore.

Ne nacque una sessione amorosa dove veramente tutti i sentieri del piacere venivano percorsi e si caricavano di una passione sconfinata che ne esaltava l’oggettiva lussuria; la voglia di lei si fece infinita, il desiderio di Carlo di favorirne gli orgasmi le provocò punte di piacere che la facevano urlare come un agnello sgozzato, tanto da impressionare sua madre, a due appartamenti di distanza, e il padre putativo, che copulava nella suite a fianco.

Le ‘grandi manovre’ si protrassero a lungo; solo verso le cinque e mezza, Francesco decise di rinfrescarsi dalle battaglie amorose e di scendere al posto di lavoro; subito dopo chiamò Chiara e Mario per avvertirli che le persone con cui avevano parlato prima di pranzo erano di nuovo lì ed attendevano di scambiare ancora opinioni con loro; Mario un poco sbuffò perché si stava crogiolando nel piacere di starsene nudo a fianco alla compagna, altrettanto nuda, a giocherellare coi sessi.

Chiara scattò più rapidamente; quel progetto la vedeva grande protagonista e verificarne lo sviluppo rapido le dava fiducia ed energie per impegnarvisi con tutta se stessa; per prudenza, bussò alla porta di sua figlia e l’avvertì dell’evoluzione; anche i ragazzi erano molto tesi al nuovo progetto e si precipitarono in sala, dove una delegazione di studenti ed insegnanti aspettava di presentare l’ipotesi già elaborata per la nuova iniziativa.

Ci furono inevitabilmente le congratulazioni a Mario, per il romanzo, e a Carlo e Laura per le performance poetiche; si sedettero ad un tavolo e le competenze furono definite; a Chiara fu affidato il compito di strutturare l’associazione coordinandosi con i tre presidi presenti; a Francesco fu chiesto di ottemperare a tutti gli obblighi amministrativi per registrare l’iniziativa; a Mario chiesero suggerimenti operativi per ‘costruire’ un calendario annuale ed eventi speciali estivi.

In un’altra sala, Laura, Carlo e Sabrina parlavano con insegnanti e studenti esaminando moltissimi testi e facendo una dura selezione; furono fatti venire in tutta fretta i musicisti e alcuni brani furono proposti in musica; quando Francesco si affacciò per sentire lo stato dei lavori; Carlo gli comunicò che, sulla base della visione degli elaborati, la kermesse in spiaggia poteva anche prevedersi per una serata della settimana ultima del loro soggiorno; ulteriori approfondimenti non potevano che confermare.

Per l’ipotesi della edizione di un antologia, era un poco presto, ma si poteva parlarne anche con Alessio; Laura non perse l’occasione per celiare con il suo uomo al quale chiese a che punto fosse la sua scalata per sostituire il ‘prof’ nel ruolo di guida dei nuovi gruppi; lui la rimbeccò chiedendole se si sentiva già più forte di Sabrina, che sorrideva in un angolo sorniona; Francesco guardava ammirato quella strana congerie di padri, madri e figli deputati come un miracolo della natura; amò ancor più Chiara.

Nel corso di un pomeriggio, furono definite competenze, fissate scalette e fermati gli appuntamenti per le tornate successive; nei giorni seguenti, le mattinate e i pomeriggi furono frenetici; Mario più volte protestò per essere stato invitato al mare e vedersi costretto a lavorare; di fronte all’entusiasmo delle persone più care, girò tutto in burla e dichiarò, convinto, la sua felicità per vedere nascere la ‘gemella mongoloide’ che ancora teneva viva la fiammella dell’amore spirituale con l’ex moglie.

Per fine settimana, il progetto fu pronto; il sabato i ragazzi avevano una nuova performance e ci furono tutti, compreso Alessio, fatto correre a precipizio per partecipare agli atti costitutivi, con cui si definì anche la nascita di una editrice, diretta da Laura, consociata a quella di Alessio e in grado di proporre ex novo le edizioni che sarebbero state concordate, o di riproporre in una veste grafica più ricca ed ambiziosa opere già edite, prime fra tutte il romanzo di Mario e la raccolta di Ogrò e Laura.

La serata fu entusiasmante, oltre ogni attesa; Mario fu ‘costretto’ a dialogare con gente in abbigliamento estivo ma quasi tutte persone di buona qualità culturale, firmò autografi e subì decine di selfie con ragazze sue ammiratrici, con tanto di volume in mano, al punto che Francesco sibilò, quasi, all’orecchio di sua moglie che doveva bruciare i tempi per ristampare, nella versione che voleva graficamente molto importante, la storia delle pene dei due amanti.

Carlo, in sfida indiretta col suo prof, esibì tutta la sua verve di performer per strappare almeno in parte la scena a Mario; Laura fu tutta per lui, contro suo padre putativo che vedeva, con somma gioia, sbancare la scena con la sua affabulazione e con la qualità del racconto; furono Mario e Sabrina a presentare la serata e a spiegare la storia di Ogrò e del gruppo i giovani intorno a lui; annunciarono anche la nascita di un’organizzazione analoga sul territorio.

Chiara se ne stette in disparte, abbracciata a suo marito, e versò non poche lacrime alla performance di sua figlia che denunciava le sue colpe con la dolcezza di una cantautrice di classe; per celia, Sabrina le chiese se voleva fare da annunciatrice in costume da bagno; la picchiò affettuosamente sui seni e invitò una ragazza bellissima, reginetta di bellezza nella regione, a sostituirla; Mario le sorrise sornione e le mandò un bacio che Francesco fece finta di intercettare, geloso.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 3 senza votare
Indice dei capitoli

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista