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Erotika
Cantautore · Cap. 2
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Capitolo 2 di 7 19 min di lettura

Cantautore 2

La nascita di un artista

geniodirazza
1 anno fa · 281 letture · 0

Cantautore 2

Cominciarono mesi durissimi, per Mario, straziato da un amaro senso di colpa e dall’ira contro sua moglie che non riusciva a ridurre a buonsenso un episodio ormai lontano e che non aveva inciso sui loro rapporti; rivolse le sue premure ad un’avvocatessa che aveva conosciuto, dalla quale apprese che era stata moglie di un avvocato da cui si era separata perché adultero incallito; tra l’altro, rivelò che, all’Università, l’aveva tradita anche con Chiara, che aveva vissuto una stagione di sesso forse non conclusa.

La notizia lo sconvolse, perché molti dubbi accantonati tornavano ad affacciarsi prepotenti; ebbe la certezza dell’infedeltà di sua moglie prima e dopo il matrimonio; anche la paternità genetica di Laura entrò in discussione; dovendo sottoporsi a controlli della prostata per piccoli problemi, chiese uno screening e il risultato lo prostrò per un tempo assai lungo; i suoi spermatozoi risultavano inadatti alla fecondazione e questo metteva in forse la paternità; ma a quel punto, la figlia era sua per vita vissuta.

Incontrava Nadia, l’avvocatessa, solo una o due volte a settimana; lei viveva e lavorava nel capoluogo; lui aveva intensificato, con Sabrina, il lavoro di ricerca sulla poesia con i suoi studenti e con quelli che, pur usciti dal liceo, lo frequentavano assiduamente; Laura si lamentò più volte di sua madre che teneva ormai atteggiamenti al limite della volgarità e che spesso si portava a casa l’avvocato suo amante che non esitava a girare dappertutto in mutande, con profonda noia della ragazza.

Un pomeriggio che trascorsero nel piccolo appartamento del padre, Laura gli confidò che in un diario che portava sempre gelosamente con se raccoglieva tutte le cose che la colpivano, compresi alcuni tentativi di componimento poetico di cui un poco si vergognava ma che le sarebbe piaciuto sottoporgli per avere il giudizio di una persona di qualità e di sicura esperienza.

“Ragazza mia, ‘mio padre’ e ‘oggettività’ nella stessa frase sono un ossimoro; non puoi sperare che, con l’amore che provo per te, io possa essere obiettivo nel giudizio. Sono felice e ansioso di leggere cose tue, ma non aspettarti un giudizio sereno; ti voglio troppo bene per sperarlo!”

“Io so che sei capace di essere spietato e obiettivo anche con tua figlia; se però tu non te la senti, a chi posso fare leggere i miei scritti per avere un parere?”

“Bada che Sabrina è una persona meravigliosa con cui ho una grande sintonia; lascia stare le stupidaggini che sono state dette su un incontro di amore adolescenziale, in macchina; nacque dall’empito per una meravigliosa serata di poesia; lei potrebbe leggere lucidamente; se neppure lei ti convince, ci sono giovani poeti e cantautori che possono benissimo fare questa cosa … “

“Papà, sai perfettamente che adoro Ogrò e la sua scrittura; conosco a memoria tutti i suoi testi; mi fanno impazzire; puoi fare leggere i miei tentativi ad Ogrò?”

“Se lo conoscessi, forse glielo chiederei; conosco Mario Rossi, mio ex studente, bravissimo poeta e che, per quel che ne so, si accompagna con la musica o almeno con la chitarra; se ci tieni, ti faccio parlare con lui.”

“Se ci tengo!?!? Tu hai voglia di scherzare. Te lo chiedo per favore; fai leggere i miei testi a questo tuo pupillo?”

“Stammi a sentire; c’è un localino assai simpatico, molto semplice, non di lusso come quelli che ama tua madre; si chiama ‘la taverna dei poeti’ perché giovani poeti e cantautori improvvisano serate di musica e di poesia; io ci vado spesso e mi aggrego, con Sabrina ti dico subito ad evitare equivoci; se vuoi, chiedi a tua madre di farti restare stanotte; andiamo a mangiare qualcosa alla taverna e aspettiamo a vedere chi viene; sceglierai a tua fiducia chi leggerà i tuoi scritti segreti.”

“Niente segreti; appena avrò avuto un parere esterno, leggerai tutto, anche l’intimo che nessuno conosce; siamo d’accordo?”

“Telefona a tua madre; tra poco si va, perché si cena presto, poi si guarda lo spettacolo.”

“Ciao, mamma; posso restare stanotte da papà? Vorremmo cenare insieme … Aspetta che chiedo ...Papà, mamma chiede se può cenare con noi … “

“Di’ a tua madre che non ho mai cacciato nessuno; mi fa piacere cenare con voi.”

“Okay, mamma; noi ci avviamo; sai dov’è? ... Bene, raggiungici.”

La taverna era quasi vuota, in prima serata; in un angolo, alcuni ragazzi accordavano le chitarre; salutarono affettuosamente il prof e guardarono con curioso interesse la ragazza che uno di loro conosceva come sua figlia.

“Laura, ti andrebbe una carbonara? La fanno stupendamente!”

“Va benissimo, per me; prendiamo un po’ di vino?”

“Anche gli alcoolici? Questo è traviamento di minori … “

“Senti, vecchio bacucco; in discoteca bevo anche qualche superalcolico …”

“Qualche?!?!”

“Smettila, papà; lo so che ti fidi e sai che puoi fidarti; ordina il vino e non rompere; questo è il mio diario … !

“E quello è il mio pupillo. Carlo, vieni un momento?”

“Ciao, prof; tu sei sua figlia?”

“Si, Laura; tu sei il cantautore di cui papà si fida?”

“Te l’ha detto lui? E’ vero, canto le mie poesie.”

“Io ho scritto alcune cose; volevo un giudizio tecnico dal tuo prof, ma lui teme che mio padre non sarebbe obiettivo … “

“Quindi passa a me la patata bollente di stroncarti … “

“Proprio così … “

“Dammi il quaderno e ordina la cena; prima che abbia finito di mangiare, prometto di darti una risposta.”

“Grazie, sei gentilissimo … “

“Sono solo il pupillo di tuo padre; l’hai detto tu … “

“Ma io sono innamorata di mio padre … “

“Perfetto; se saremo concordi, ti innamorerai anche del tuo fratellone putativo. Buon appetito.”

“Grazie, dolcissimo fratellone!”

Prima che avessero il tempo di ordinare, entrò Chiara, meravigliosa come sempre, leggermente stonata in quell’ambiente boheme; salutò il marito, baciò la figlia e si sedette compunta; chiese cosa mangiassero e rifiutò la carbonara per una insalata di stagione; mentre consumavano quanto richiesto, Laura fu attirata dal movimento dei ragazzi sul palco che si accordarono per cominciare a suonare; dopo poco si levarono note da lei immediatamente riconosciute.

“Papà, senti, questa è una canzone di Ogrò … “

“Devo desumere che ti piace … “

“A te no?”

“Certo, tutto quello che scrive Carlo mi piace a prescindere .. “

“Che stai dicendo? Carlo ed Ogrò sarebbero la stessa persona?”

“No; Ogrò è il titolo di un film che parla di un rivoluzionario spagnolo, non proprio raccomandabile; Carlo l’ha scelto come pseudonimo; non so se siano identici, ma spero che il mio ragazzo sia più ragionevole e dotato di buonsenso; ha pubblicato da poco un volume dei testi con un disco annesso; so che sta andando bene … “

“Bene!?!?! Papà, la smetti di farmi sorprese? E’ in testa a tutte le classifiche; Ogrò legge i miei scritti e tu mi prendi in giro?”

“No, amore mio; si tratta di subreptio, secondo il diritto canonico; non ti ho detto tutta la verità per lasciarti il piacere di scoprirla per conto tuo; Carlo leggerà i tuoi scritti, ti farà sapere e, dopo, li leggerò con più gusto anche io.”

Intanto avevano cambiato motivo e Laura era interdetta.

“Piccola, che ti succede? Non la conosci, questa? Meraviglia!!! C’è un brano di Ogrò che Laura non conosce … “

“Papà, tu sei pazzo e i tuoi alunni sono da manicomio; questo è un testo mio e lui lo sta cantando … Ti rendi conto cosa significa?”

“Significa che ha letto, che ha apprezzato e, col talento che ha, ci ha messo della musica intorno; lasciami ascoltare; se è piaciuta a lui, ho il dovere di apprezzarla … “

Laura era scattata come una pantera verso il palco; montò su e abbracciò il ragazzo che la guardava con occhi languidi mentre proseguiva nell’esecuzione; la tirò per un braccio vicino a se e la invitò a cantare insieme; lei colse il motivo e, ricordando a memoria il testo, cantò con lui; quando si spense l’ultima nota, i due si stavano abbracciando fra i complimenti degli altri giovani evidentemente contenti di quel che avevano suonato.

Rimasto solo a tavola con sua moglie, Mario volle fare chiarezza.

“Chiara, dobbiamo parlare a quattro occhi di qualcosa che sarebbe incauto portare in aula, con avvocati e giudici presenti.”

“No; non dovremmo nemmeno incontrarci e cenare insieme; quel che vuoi dirmi, deve passare per il mio avvocato!”

Non le rispose e le passò un documento che lei lesse.

“Oh, dio; che significa ‘sterile’?”

“Significa che ho una debolezza congenita che mi impedisce di riprodurre … “

“Che comporta questo?”

“Ci sei o ci fai? Questo documento dice che Laura non è mia figlia; testimonianze di compagni di studio dicono che al tempo dell’università eri l’amante del tuo avvocato, all’epoca promesso sposo di quella che sarebbe diventata sua moglie; accertamenti ulteriori dicono che la vostra relazione continua e che oggi disturba persino tua figlia. E’ lui il padre genetico?”

Prima di andare avanti…

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