“Non è un problema che ti riguarda ... “
“Chiara, per favore, abbassa la cresta; con questa rivelazione, posso denunciarti per frode continuata; per sedici anni ho mantenuto come mia una tua figlia nata fuori del matrimonio. Se vuoi la guerra, hai già perso.”
Lei si allontanò a cresta ritta, ma solo per salvare la faccia; doveva telefonare ad Antonio prima di dare risposte; Laura era tornata da suo padre felice come una pasqua e non smetteva di abbracciarlo e di sbaciucchiarlo.
“Papà, mamma dov’è finita?”
“Sta telefonando al suo avvocato … “
“E’ successo qualcosa che devo sapere?”
“Qualcosa è successo ma forse dovrei tacertelo … “
“Senti, adesso più che mai ho bisogno di un riferimento vero e forte; anche se fosse qualcosa che mi potrebbe fare male, ti prego di usare quella lealtà che chiami sempre a fondamento dei rapporti … “
“Permettimi una piccola premessa; tu stai leggendo Fedro, conosci la favola del cane e dell’agnello?”
“Stai per dirmi che sei mio padre anche se mia madre mi ha concepito con un altro?”
“Si; sei veloce di intuizione! Ricordi le analisi per la prostata? Ho saputo che sono sterile dalla nascita; non posso averti concepito io; ho saputo che tua madre aveva sin dall’università un amante che ha mantenuto fino ad oggi. Voglio e devo dirti che mi sento ancora più tuo padre, ora che so di non poter avere figli miei; conta poco di chi fosse lo spermatozoo che ha vinto la corsa; ti ho sentito mia dal primo vagito e mi fermo a quello; il pregresso riguarda la mancanza di coscienza di tua madre … ”
“Ho letto Fedro; come al solito, usi la letteratura per insegnare la vita; io so, perché me ne hanno parlato, che mi hai cambiato i pannolini, preparato le pappe e cullata quando piangevo; so che mia madre si nascondeva dietro il suo impegnativo lavoro per non badare a me e alla casa; io so, perché c’ero, che aspettavo al cancello della scuola che mi venissi a prendere per fare i compiti insieme; so che mi hai seguito e protetto come un angelo custode per tutti questi anni.
So che sei mio padre, perché con te sto esaminando la scelta per l’università; so che amo la poesia perché tu ce la fai amare; so che scuoti il mondo perché io sia felice come stasera; tu sei mio padre, ad onta di qualunque evidenza scientifica; non ti azzardare a pensare di passare l’affidamento ad altri; se mia madre vuole farsi sbattere, perdonami papà ma a questo punto il bon ton mi offenderebbe, lo faccia lontano da me; io vengo a vivere con te, se mi accetti.”
“Non esasperare lo scontro; sta parlando con il suo avvocato che oltretutto è ben altro che quello; lascia che torni e comunichi le sue scelte; già manca di autostima; se la offendi, la distruggi.”
Chiara aveva chiuso la telefonata.
“Mario, ho parlato col mio avvocato; dice che è opportuno che io ritiri la richiesta di assegno per la figlia; in mancanza di questo, possiamo ritirare l’istanza e scegliere la separazione consensuale davanti a un giudice di pace, se vogliamo … “
“Che ti ha detto per vostra figlia?”
“Rifiuta ogni responsabilità; dice che potevo anche avere altri amanti e averla concepita con un altro … non sono riuscita a controbattere niente … sono stata più vigliacca di quel verme … per favore, non farmi altro male; sono al limite … “
“Chiara, nessun male; non ho voluto scatenare lo scandalo; cerca di capire che mi ha ucciso sapere che non sono in grado di concepire un figlio mio; per fortuna, l’amore di Laura mi riempie da sempre il cuore; ma devo attaccarmi a questo, se non voglio crollare perché impotente.”
“Non sei impotente; la sterilità è un’altra cosa; se consideri lo schifo di un vigliacco stallone che si nasconde dietro la viltà per nascondere la sua miseria, tu diventi ancora più immenso, più padre, più uomo vero; sono io che devo fare i conti con la mia incapacità di vedere le cose nella giusta luce.“
“Papà, mamma, smettetela di stracciarvi i panni; io stasera sono qui per provare la mia autostima; tu, mamma, non puoi demolirmi con i tuoi dubbi; e tu, papà, non azzardarti ancora una volta a dire che non hai figli; io sono tua figlia, anche per compromessi, ma tua figlia; la libreria è vostra figlia, la più delicata e difficile; l’avete costruita col sangue e l’avete allevata coi sacrifici e con l’amore; perché non la prendete a paradigma?”
“Perché la mia stupidità ha ucciso anche quella; la sto buttando via con l’acqua sporca, anzi con l’acqua che io ho sporcato e che non si recupera più … “
“Chiara, ma che dici? Che farai, se chiudi la libreria? Come vivrai?”
“Il mio ineffabile avvocato mi ha suggerito di chiedere lavoro a un istituto privato … “
“Tu devi essere pazza … Sai quali trattamenti schiavistici si praticano in quegli istituti, dove ti pagano una miseria per un lavoro massacrante? Sai che quel lavoro è male considerato ai fini dell’assegnazione di cattedre nelle scuole pubbliche? Se cominci adesso, con più di quindici anni di ritardo, non sarai mai stabilizzata.”
“Che posso fare in alternativa?”
“Continui con la libreria, ti inventi altre situazioni; è un pilastro della cultura cittadina, ormai; non puoi buttarla con l’acqua sporca … “
“Vedi, Mario, il problema è in questo; cosa mi sono mai inventata io? Fai finta di ignorare che c’eri tu, dietro ai progetti? E’ stato questo che mi ha fatto male, da sempre; all’apparenza ero io la padrona di casa, quella che reggeva tutto; per gli altri era automatico attribuirmi tutti i meriti, anche l’esibizionismo della bella signora che organizza; ma io sapevo che, senza di te, la recita si smontava; è stato per questo che ho cominciato ad odiarti.
Più ti amavo, più mi faceva rabbia la tua bravura, ti odiavo e ti umiliavo; anche la serata terribile del concepimento di Laura è nata così; ho voluto essere più realista del re, più furba di te e ti ho ingannato, per quindici anni; è criminale, non devi dirmelo tu; è da ragazzina non cresciuta; un certificato medico ha scoperto il gioco; come posso rimediare a tanti errori?”
“Non buttando il bambino con l’acqua sporca; se veramente hai voglia di recuperare, comincia a riparare il riparabile … “
“Perché fai lo gnorri? Per riparare, la prima cosa sarebbe rappezzare la separazione; se non sei con me, la libreria è un peso; se sei con me, possiamo sostenerla; sai bene che non frutta moltissimo; ma per fortuna c’era il tuo stipendio che ci garantiva e c’erano gli eventi; ma, per quelli, servivi tu; la tua moglie imbecille ha preteso la separazione perché una sera hai pomiciato con un’amica in macchina, come due ragazzini; ha ignorato che ti aveva affibbiato la figlia di un altro; si può riparare questa rottura?”
“Mamma, è certo che si può riparare; se tu la smetti con le corna, puoi anche chiedere a tuo marito una separazione in casa; viviamo insieme, mettete sotto un tappeto le colpe e la vita precedente; ricominciate da soci, da amici, da collaboratori ma dormite separati e non vi portate a casa gli amanti … è così difficile accettarlo?”
“Dopo avere toccato con mano quanto poco valgono gli amanti, preferisco votarmi alla clausura, se mio marito non vuole più darmi amore … “
“Ancora usi la tua intelligenza per giocare di fino e ribaltare le colpe? Non è tuo marito a negarti amore; tu non ne hai mai provato, perché assai prima di conoscerlo avevi dato tutto all’altro che non hai mai dimenticato né cacciato benché tutti ti dicessero che era un verme indegno, a cominciare dalla ex moglie che ha avuto il coraggio di cancellarlo.”
“Hai parlato anche con Nadia?”
“Mi ha detto molte cose; ma ho parlato con molte persone; prima, non pensavo neanche per un momento di indagare nella vita di mia moglie, perché me ne fidavo ciecamente; poi tutti gli altarini sono emersi e ci ho fatto la figura dell’imbecille cornuto e contento.”
“Papà, ti prego … “
“Laura, non è un giudizio; sono fatti puri e semplici … tu sai che non ho una relazione ma una storia importante; sì, sono abbastanza leale da dirlo; se si tratta di sopravvivenza economica, posso anche pensare di essere vicino a mia figlia che amo e accettare la separazione in casa; ma devo anche mantenere l’appartamento che abito da solo, per incontrare una donna e fare l’amore; la mia ineffabile signora che cosa ha in mente per se?”
