Vai al contenuto
Erotika
Cantautore · Cap. 2
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 2 di 7 19 min di lettura

Cantautore 2

La nascita di un artista

geniodirazza
1 anno fa · 281 letture · 0

“Masturbazione fino a consumarmi; sesso solitario e saffico, se necessario; tutto tranne il sesso maschilista; solo il tuo amore potrei accettare, per riuscire finalmente a dartene anche io; è vero che avevo riversato tutto il mio amore su un caprone, negli anni universitari, prima di conoscerti; poi lui era sparito, ti avevo incontrato e mi ero votata a te anima e corpo; purtroppo, come ti ho detto, si è insinuato il tarlo della inadeguatezza e del rancore che ha ucciso ogni mia dignità; ti chiedo ancora di tornare ad apparire una coppia; aiutami a rinascere, prima che sprofondi; tieniti tutti gli amori che vuoi.

Dammi solo il tuo talento per continuare a credere di essere centrale alla vita cittadina con la nostra figlia mongoloide, la libreria; sai, è proprio come una bimba incapace di muoversi, senza di noi; se la assistiamo, se la portiamo avanti, ci da soddisfazioni; se la lasciamo sola, muore; sulla paternità di una puoi dovere ricorrere a compromessi; ma la mongoloide è mia e tua, è solo nostra; riesci a sopportare una socia imbecille, per mantenere in vita la mongoloide che ci è costata lacrime e sangue?”

“Papà, visto che anche chiamarti papà è fasullo ma mi riempie di gioia, ricostruisci una parvenza di famiglia, fallo per me; anche questa sarà fasulla ma ci farà felici, almeno a sprazzi; prometti che ci penserai prima di decidere … “

“Non devo pensarci tanto; anche sul terreno concreto, non vedo molte alternative; la libreria non può dare da vivere a due persone; abbiamo sempre fatto aggio sul mio stipendio e sugli eventi in libreria; Chiara ha ragione; la figlia mongoloide è stata da sempre il cemento per unirci e il limite della resistenza; tornerò a casa con voi da separati; mi riservo di fare l’amore se e quando ne avrò bisogno, ma nell’appartamento piccolo; se il tempo dovesse guarire le ferite, vedremo.”

Era entrata Sabrina nel locale, ma visto il fervore dei colloqui, si era tenuta distante, salutò da lontano; quando si calmarono, Mario la prese in disparte e uscirono lasciando madre e figlia a godersi l’esibizione dei cantautori; con poche battute, comunicò all’amica innamorata tutto quel che era emerso dal colloquio con sua moglie.

“Perbacco, la signora che ti riempie di corna ti ha cacciato per una pomiciatina con me; avrei voglia di ricambiarla … “

“Tuo marito e i tuoi figli che c’entrano?”

“I miei figli sono perfetti per la loro generazione; il primo mi ha detto che sono stata stupida a farlo in macchina; se ti amo, e lui sa che io ti amo davvero, dovrei inventarmi i modi per dimostrartelo; il piccolo addirittura dice che, nel caso di una copula, una lavata un’asciugata e non è stata neanche usata; dice che faccio più corna amandoti castamente che copulando come dio comanda.

A mio marito ho spiegato per filo e per segno che avevamo realizzato un’entusiasmante serata di poesia, che stavi riaccompagnandomi a casa e che, sull’onda dell’euforia, ci siamo fermati al belvedere dove è successo qualcosa; ha preteso che gli raccontassi i particolari; forse qualche problema di identità sessuale ce l’ha, ma lo nasconde bene … “

“Quindi gli hai detto che ti ho baciato?”

“Amore, guarda che ricordi male; sono stata io a ficcarti in gola la lingua sbavando dalla voglia; fosse stato per te, sarei tornata a casa a bocca asciutta.”

“Io forse ricordo male, ma l’odore del tuo seno, quello che mi è arrivato dalla scollatura del vestito quando mi sono chinato su di te è ancora fisso nella memoria; posso garantire che sapevi di casa, di letto, di neonato, di sesso, di amore … “

“La smetti di eccitarmi? Dimentichi la mano che ravanava sul tuo pene da sopra l’armatura del vestito? O ricordi di più le tue dita che sfioravano il perizoma e mi afferravano il clitoride? Giuro che ho visto gli angeli con arpe e chiarine, quando mi hai fatto scoppiare l’orgasmo.”

“Capisci che è la prima volta che parliamo ricordando?”

“Perché tu non ci sei accanto a me, quando mi consumo la vagina masturbandomi; ogni gesto, ogni emozione di quella sera è dentro di me; quando sono da sola, rifaccio mille volte lo stesso percorso e godo come una scimmia.”

“Perché non ci abbiamo più provato?”

“La storia di tua moglie dimostra che siamo due imbecilli cornuti che si fanno scrupoli con chi non ne ha … “

“E se rubassimo qui pochi minuti per rinnovare quelle emozioni meravigliose?”

“Lo sai che si chiama sveltina? Io sono qui; ma stavolta, come da adolescenti, spetta a te svezzarmi all’amore in un androne … “

“’I ragazzi che si amano si baciano in piedi’; immagino che non devo recitarti io la poesia di Prévert; è possibile che dobbiamo incontrarci sul filo della poesia, sempre?”

“Ragazzo che vuole baciarmi, io sto aspettando … “

Il bacio che si scambiarono era da adolescenti eccitati; le mani correvano sulle natiche, sui seni, fra le cosce; le bocche salivavano a fiotti e i due si mangiavano le labbra famelici; Mario aveva già scoperto il seno matronale di lei e stava succhiando i capezzoli con una voglia provata solo anni prima; lei gemeva roteando gli occhi al cielo, mentre la vagina lasciava scorrere fiumi di orgasmo; lui aveva infilato una mano sotto il vestito e teneva stretta una natica fino a farla dolere; lei ricambiò afferrando il sesso.

Non smettevano di baciarsi, di leccarsi, di succhiarsi, di mordere il viso, le orecchie, la bocca; scoprivano il corpo dell’altro con un’ansia che solo da adolescenti si può provare perché il corpo amato è un mondo da scoprire; Mario portò alla bocca le dita umide degli orgasmi di lei, che si precipitò a catturare la lingua per riprendersi il suo sapore dalla bocca di lui; intanto, smanettava sul pantalone per arrivare a sentire in mano il sesso vibrante; la spinse nel portone e si appoggiarono a una parete.

Lei aveva tirato fuori il pene e lo manipolava nervosamente e scoordinatamente; lui stava ravanando sotto la falda fra le cosce che percorse con voglia libidinosa; raggiunse il perizoma, lo spostò e infilò due dita in vagina; massacrò il clitoride e la fece esplodere, soffocando nella bocca il grido di piacere; lei sembrava quasi svenire di lussuria; quando sentì che lui stava guidando il sesso alla vulva, sollevandole una gamba appoggiata al suo braccio, lo avvertì che non era protetta.

“Come preferisci che faccia?”

“Non ho mai bevuto lo sperma; se vuoi, mi faccio sverginare da te, qui stasera; se preferisci sacrifico il lato B, da dietro, a pecorina; l’ho già fatto, ma il tuo randello è particolarmente grosso e distruttivo … “

“Non siamo in condizione di praticare correttamente un coito anale; meglio prendermi la verginità orale .. “

“Mi possiedi in vagina fino al limite e scarichi l’orgasmo in bocca? Lo voglio … con tutta me stessa.”

Si montarono così, in piedi, con una gamba sollevata; poi lei lo bloccò, si sfilò, si girò e lo invitò a prenderla da dietro; con le mani alla parete, assunse una postura più adatta; lui la penetrò in vagina e sbatté più volte il ventre contro il sedere ampio e carnoso; il rumore dei corpi che si scontravano li eccitava da morire; lei raggiunse un orgasmo squassante e, soffocando l’urlo, glielo sussurrò; lui l’avvertì che stava per concludere; lei si girò di colpo, si abbassò e prese in bocca il fallo umido e fremente.

Lui esplose in un orgasmo violento; lei tenne ferma con forza la cappella contro l’ugola e accompagnò gli spruzzi con altrettanti orgasmi vaginali; erano sfiancati, rischiavano quasi di cadere ma si sostennero a vicenda; Mario l’abbracciò con tenerezza e schiacciò il corpo col suo; lei si sentì fusa in un solo amore; sparse mille dolci piccoli baci su tutto il volto, quasi a sentirlo più suo; dovevano rientrare e si fecero forza; avvertì che rientrava per prima, andava in bagno per rinfrescarsi un po’; lui dalla figlia.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Capitolo 3 senza votare

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
geniodirazza

64 racconti, 29 libri.

Altri racconti di geniodirazza

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Sono diventata l'amante di papà

    Fin da piccola, vedendo nudi i miei genitori, rimasi soggiogata dal cazzo di mio padre. Crescendo è diventata un'adorazione a cui non posso rinunciare.

    1 anno fa 22 min 2 mi piace
    Libro20 capitoli · completo

    COSE DI FAMIGLIA

    Storia di una famiglia allargata che ha per protagonisti: Anna, sua figlia Oriana, architetto, e madre di Patrizia, una ragazza assolutamente disinibita e disinvolta, ed è sorella di Mario Senior. La vicenda si svolge intorno al lavoro dei…

    1 anno fa 587 min 0 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Mamma vera

    "ebbe un attimo di esitazione, poi prese a succhiarmi la verga con grande amore; sentivo il cuore scoppiarmi mentre l’asta si gonfiava nella sua bocca"

    11 mesi fa 22 min 1 mi piace
    Indice dei capitoli
    Cap. 3

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista