Vai al contenuto
Erotika
Cantautore · Cap. 1
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 1 di 7 19 min di lettura

Cantautore 1

Una delicata storia d'amore finita male

geniodirazza
1 anno fa · 564 letture · 0

Cantautore 1

Quando, poco più che maggiorenne, Chiara ‘sbarcò’ nel capoluogo per seguire il corso di laurea in Lettere, si rese conto immediatamente che si era addentrata in un mondo vagheggiato ma mai neppure intravisto; la totale indipendenza dal rigore educativo dei suoi genitori scatenò un desiderio di libertà che si distese fino al libertinaggio; scoprì che per nessuna delle ragazze la verginità era un valore e che tutte l’avevano data via.

Cominciò la fase ‘avventurosa’ della sua esistenza, quella in cui imparò a gestire il suo tempo e il corpo; l’alloggio nella Casa dello studente le consentiva di muoversi con una certa libertà e, adottando particolari cautele, di ricevere in camera, anche per la notte, gli amici con cui si dilettava amenamente a fare sesso; per un periodo abbastanza lungo, si limitò alle pratiche  già sperimentate al liceo, mani, bocca, seno e didietro; per un poco, preservò la vagina.

Al primo incontro con Antonio, laureando in Legge due anni avanti a lei, si rese conto che non ce l’avrebbe fatta a resistere e che per lui avrebbe fatto qualsiasi cosa; era decisamente uno dei più bei ragazzi che avesse mai conosciuto e certamente il più corteggiato nell’ambiente da lei frequentato; quando la agganciò per dirigersi ai bagni, capì che era arrivato il suo momento e non si tirò indietro.

Non le piaceva l’idea che a sverginarla fosse un ragazzo meraviglioso ma in uno squallido bagno, in una copula veloce; gli propose di andare da lei; lui accettò senza esitare; in pochi minuti arrivarono alla casa dello studente; con gli espedienti in cui era diventata maestra, lo fece entrare clandestinamente e si rifugiarono nella sua camera; lei aveva già deciso che quel maschio sarebbe stato suo e lui scoppiava dalla felicità all’idea di una nuova conquista particolarmente interessante.

Chiusa la porta dietro le spalle, lei lo travolse in un bacio appassionato che lui ricambiò con molto trasporto; le sfilò il maglioncino e sganciò il reggiseno; la quarta taglia di lei esplose davanti al suo sguardo ammirato; si gettò come affamato sui capezzoli e prese a succhiarli come un neonato goloso all’ora della poppata; lei si sentì l’anima scorrere dai seni e dalla vagina; sapeva che quel giorno sarebbe stato il più importante della sua vita.

Se ne stette ferma, in piedi, a lasciarsi succhiare il seno; mentre la mano di lui entrava sotto la gonna e arrivava a prendere a palma larga la vulva, due dita partirono quasi autonomamente a titillare il clitoride; temendo di essere sverginata con le dita, gli suggerì sussurrando di non insistere perché rischiava di deflorarla con le mani; lui si bloccò sorpreso, che per lei fosse la primissima volta che faceva sesso in maniera completa.

Sistemò meglio le dita nella masturbazione e la titillò con passione e con foga; Chiara si sentì scuotere, violentare e spaccare tutta, quando esplose nell’orgasmo più bello che ricordasse; senza dubbio era il fascino della prima volta che contribuiva a rendere unico quell’amplesso; ma il perché la interessava poco; l’importante era provare finalmente l’emozione di darsi completamente a un uomo.

Antonio sganciò la gonna e la fece scivolare lungo le gambe fino alle caviglie; lei la scalciò lontano; lui la spinse supina sul letto e le sfilò delicatamente il collant e lo slip; Chiara fu davanti a lui nella sua splendida nudità; il maschio la rimirava incantato e quasi non riusciva a credere che gli fosse toccata la fortuna di ‘battezzare’ alla sessualità una donna bella come lei; la accarezzò a lungo su tutto il corpo, forse anche un tantino innamorato.

Si spogliò rapidamente, salì sul letto e si perse a baciare quel corpo statuario, soffermandosi con gusto sui capezzoli che succhiò a lungo e lussuriosamente; scese poi sulla vulva e leccò a lungo le grandi e le piccole labbra che si aprirono ad esibire il clitoride duro e ritto come un piccolo fallo; lo prese tra le labbra, prima, e tra i denti, poi, scatenandole piaceri infiniti segnalati da gemiti appassionati; quando la sentì languida e cedevole, le montò addosso e si preparò a violarla.

Chiara aveva già praticato la copula in vari modi, esclusa la penetrazione in vagina; non ebbe difficoltà, quindi, a prendere in mano l’asta e a guidarla lei stessa; quando lui, con una spinta secca, le violò l’imene, lei avvertì solo una leggera fitta, quasi una puntura un poco più forte, poi le si scatenò il terremoto nella testa, con luci straordinarie che si accendevano e si spegnevano in un nero assoluto, suoni dolcissimi che le cantavano l’imeneo più dolce.

Non fu delicato, Antonio, e la cavalcò al massimo della potenza; Chiara godette molto e nacque in quel momento il suo gusto prevalente per la copula selvaggia e dura, il piacere della mazza che le sbatteva contro l’utero; con una rapidità finanche eccessiva, lui esaurì il suo amplesso e le versò in vagina un fiume di sperma; lei, quando se ne rese conto, gli urlò diverse maledizioni perché non voleva rischiare una precoce maternità.

Ma lui la rasserenò; la prima volta è assai poco probabile che ci sia un’inseminazione per le tensioni forti che accompagnano la copula; comunque, il giorno dopo avrebbe preso la pillola adatta; avrebbe fatto meglio, se voleva continuare a copulare normalmente, a farsi prescrivere la pillola al consultorio; superato lo scoglio della ‘distrazione’, tutto procedette per il meglio e si dilettarono nelle copule più varie, di cui lei aveva già buona esperienza.

Passarono allegramente i primi due anni di corso; i risultati scolastici erano zoppicanti, ma nessuno recriminava o ci faceva caso; invece, i rapporti a letto diventarono sempre più intensi e soddisfacenti; la ‘mazzata’ arrivò quando lui, dopo la laurea, evaporò letteralmente; da vaghe informazioni di corridoio, seppe che era stato accettato da un famoso studio legale del capoluogo, aveva superato l’esame di Stato ed era stato associato nello stesso studio, avviando una brillante carriera.

Si era specializzato nelle cause di separazione e di divorzio, specialmente tra personaggi in vista della città; ma soprattutto aveva formalizzato il rapporto che da tempo aveva con una collega, anche lei laureata in Legge e associata ad un altro importante studio legale, anche lei con specializzazione nelle cause di separazione e di divorzio; quel che le fece più male fu la presa di coscienza dell’inganno prolungato di lui, da tempo promesso sposo alla ragazza di buona famiglia.

Chiara si rimboccò le maniche, impose uno stop al libertinaggio e si dedicò totalmente allo studio; recuperò gli esami arretrati e nei quattro anni si laureò brillantemente; tornata alla cittadina di origine, strinse amicizia con Mario, giovane professore di letteratura al liceo dove aveva studiato, e con lui valutò le prospettive di lavoro; escluse quasi immediatamente la via crucis delle supplenze temporanee nell’insegnamento e accettò un lavoro nella libreria più antica e prestigiosa della città.

A quel tempo, era condotta da due anziani coniugi appassionati di libri, di letteratura e di poesia che in breve le trasmisero l’amore per la carta stampata; non avrebbe avuto molte prospettive, il locale, per la nascita repentina di grandi centri commerciali che soffocavano le piccole botteghe e per l’avanzare degli e-book che soppiantavano il libro cartaceo; ma intervenne la storia d’amore che contemporaneamente aveva avviato con Mario.

Passando dal ruolo di amico fidato e consigliere a quello più intrigante di innamorato fedele, il giovane professore rivelò un talento innato nel progettare e realizzare manifestazioni culturali in grado di catturare l’interesse di un pubblico soprattutto giovane; le conversazioni con gli autori, le presentazioni di volumi di nuova edizione, gli incontri di poesia con autori di buone speranze animarono la vita della libreria e ne fecero un centro di cultura assai valido.

Contribuiva anche il naturale talento di Chiara nell’organizzazione materiale degli eventi; si resero conto in breve di essere una coppia formidabile; lui presentava idee e progetti, lei li faceva diventare iniziative, performance, kermesse; la frequenza di visitatori nelle sale divenne notevole; gli anziani proprietari ben presto non ressero al nuovo ritmo e misero in vendita la libreria.

Chiara sprofondò nella disperazione più nera; con la vendita, perdeva un lavoro che era diventato la sua ragione di vita ed anche una sorta di legame assai profondo con Mario; lui non si perse d’animo; le propose di rilevare l’attività e farla diventare la piattaforma di una convivenza armoniosa e felice; la necessità che si sposassero, prima di procedere alla concreta realizzazione, nacque dalle famiglie, dalle esigenze della banca, dalla loro voglia.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 2

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista