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Erotika
Cantautore · Cap. 3
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Capitolo 3 di 7 20 min di lettura

Cantautore 3

L'idillio si rompe e lei se ne va

geniodirazza
1 anno fa · 237 letture · 0

Cantautore 3

Laura era andata sul palco e si era unita al gruppo dei giovani cantautori con i quali eseguì alcuni suoi testi; Chiara la seguiva incantata, non si era accorta che suo marito era sparito senza avvertire per quasi un’ora; gli sorrise e gli chiese se avesse visto com’era brava Laura.

“Lo so; credo che si prepari ad una nuova difficile fase.”

“Perché?”

“Entrare nel modo dello spettacolo non è facile, specialmente se si fa cultura di impegno; non ho nessuna intenzione di frenarla; ma spero che non costruisca troppi progetti ambiziosi; sarebbe doloroso vederli sfumare nel tempo.”

“Ma tu sarai vicino a lei?”

“Discorso difficile, se fatta da una che due minuti fa voleva parlare solo per il tramite degli avvocati.”

“Mario, stasera sono alla canna del gas; puoi fare il favore ad un’amica che un tempo amavi di non picchiare ancora sulle colpe e lasciarmi l’illusione che posso ancora salvare il salvabile?”

“Scusami, hai ragione; ma il problema è che questa tua disillusione è proprio il modello a cui mi riferivo; tu scavi tra le macerie; non vorrei che ci fosse costretta anche tua, anzi nostra, figlia.”

“Io non voluto né saputo seguirti; avevo già sbagliato prima di incontrarti, sono arrivata a te deformata; Laura è creatura tua, come Carlo, come altri utopisti che ti amano; con loro puoi essere più sincero e leale, meno protettivo e più incoraggiante.”

Videro Sabrina uscire dai bagni; Mario la invitò al tavolo; si scambiarono qualche battuta, lei e Chiara, beccandosi affettuosamente sul tema dei tradimenti; era evidente che l’atmosfera si era profondamente rasserenata; ne approfittò la nuova arrivata per segnalare a Mario che Carlo e il suo editore, Alessio, volevano parlargli.

Il giovane imprenditore riassunse rapidamente che da una settimana era uscito il volume di poesie di Ogrò con annesso disco e che aveva incontrato un buon successo; avevano in animo una serie di presentazioni; per la prima, avevano ipotizzato a due artefici della formazione del giovane, il prof e la profia, come lui li indicava; se avessero potuto organizzare la cosa nella libreria più importante della città, sarebbe stato successo assicurato.

Laura intervenne a sollecitare suo padre e Sabrina perché accettassero; ricordò a sua madre che era in tempo per inserire il progetto nel programma della kermesse nazionale di letteratura dalla quale aveva deciso di astenersi, con un brutto danno di immagine; Mario ironizzò sulla coincidenza che due professori oggetto di scandalo si trovassero a costruire insieme un progetto la cui realizzazione era affidata alla moglie tradita; Laura lo fulminò con lo sguardo; Carlo calcò la mano.

“Prof, se la cosa si fa, vorrei che lavorassi intorno ad alcune idee; va bene presentare il libro e il disco; stupendo se a presentarlo foste tu e Sabrina; sai quanto vi ammiro; benissimo la firma di copie; ma vorrei inserire alcune novità … Non guardarmi brutto … la parte musicale non la dedicherei ai brani del volume edito; preferirei proporre quattro o cinque inediti, molto recenti, e alcune cose di un’altra mano; vorrei anche cantare a due voci … “

“Esci dalle ambiguità o ci costringi agli indovinelli?”

“L’anteprima l’hai avuta qui stasera; canterò in coppia con Laura ed eseguiremo brani inediti, miei e suoi; insomma, se proprio la vuoi nuda e cruda, vorrei che fosse il ‘battesimo’ di una coppia di cantautori con brani di tutti e due ed eseguiti insieme. Ti sembra un’idea troppo folle?”

Fu Sabrina a intervenire.

“Carlo, sai bene che se non sono matti non li vogliamo; con quello che succede qui alla taverna e quel che è capitato dentro e fuori dalla scuola, questa idea è semplicemente meravigliosa; ho sentito Laura e ho letto i suoi testi; credo che sarebbe un’idea straordinaria, se vi armonizzate solo un poco; in sostanza, presenti il materiale edito, e quindi ‘vecchio’; ma proponi insieme novità assolute e interessanti. Mario, che ne dici?”

“Io su mia figlia non voglio pronunciarmi; se il mio pupillo garantisce, ci sto; scusaci, Chiara, non abbiamo chiesto a te.”

“Mi sta benissimo che si presenti il volume; non ho sentito Laura perché avevo altro per la testa; se per voi va bene, farò la mia parte. Quello che mi interessa veramente sapere è più privato e parlerò poi con Laura e Carlo … “

“Mamma, se vuoi indagare la natura dei nostri rapporti, fino a questo momento Carlo è il ‘fratellone’ adorato; non so se ci stiamo innamorando; se così fosse, non saresti certo tu a potermelo impedire; ti spaventa che possiamo fare sesso? Lo saprai, quando deciderò di farlo; finora è solo il fratello che non ho avuto ... Strano, però, che all’improvviso ti preoccupi tanto per me; alla mia età, so che ne avevi già fatte di tutti i colori; è per questo che ti preoccupi?“

“Scusami, sono stata approssimativa e intempestiva; troppi discorsi questa sera mi hanno sconvolto; il mio equilibrio labile è a rischio, quando mi fate scoprire che hai un diario segreto di cui parli a tuo padre e ad un ragazzo appena conosciuto ma non a me; quando mi raccontate che puoi diventare cantautrice e non ne avevo nessuna idea; voi vivete un’atmosfera che posso solo invidiare; sai cosa ci siamo detti con tuo padre; sono spiazzata; perdonami, non volevo offenderti; mi agita non sapere .“

“Chiara, abbiamo già detto che dei panni sporchi parleremo a casa, stasera stessa; proprio per quello che ci siamo detti sui separati in casa; pensa al progetto; Sabrina stasera lo mette giù, nei termini proposti da Carlo; domani lo mandi al Ministero per la kermesse, poi ci lavori come sai fare e sarà un successo; la mongoloide si muoverà da sola e saremo felici.”

“Papà, ti voglio bene quanto non te ne ho mai voluto; Carlo, dobbiamo lavorare molto sull’armonia delle voci; non abbiamo molto tempo.”

Decisero di tornare a casa; Mario andò con la moglie e la figlia; si pose immediatamente il problema della sistemazione; Chiara suggerì che andasse a stare nel suo appartamento; la collaborazione non impegnava la convivenza; Laura obiettò che andava col padre e ci dormiva insieme; lui propose che gli lasciassero la camera della ragazza e dormissero madre e figlia nel lettone; Chiara gli chiese perché non se la sentisse di dormire insieme, in castità; lui sorrise e la guardò con intenzione; Laura chiese nervosa.

“Papà, perché hai tanti problemi a dormire nel letto che è stato tuo per anni?”

“Ragazza, credevo che stasera avessi capito quali sono i problemi che nascono quando ti accosti troppo al corpo di un maschio; io e tua madre siamo stati intimi per decenni; se siamo nello stesso letto, le voglie non si controllano … “

“Perché vorresti controllarle? Mamma è una bella donna e tu l’hai amata tanto … “

“Mi prendi per i fondelli o cerchi di incastrarmi?”

Impossibile parlare con una figlia, anche se solo elettiva, che ha deciso di imporsi ai genitori; la ragazza li fece sedere intorno al tavolo e servì il caffè; Mario e Chiara restarono a lungo a squadrarsi in silenzio; difficile dire quali sentimenti li animassero; come sempre, lui fu costretto a prendere l’iniziativa.

“Chiara, tua figlia pone una questione delicata; secondo lei, dovremmo dormire inseme, come per anni, cancellando con un colpo di spugna errori e colpe gravi. Tu cosa pensi?”

“C’è un’ipotesi alternativa?”

“Almeno due; io dormo nella sua camera e lei con te nel letto grande; oppure tu dormi al suo posto e lei prende il tuo con enorme difficoltà per me.”

Come facilmente prevedibile, Laura si inalberò.

“Perché dovresti avere difficoltà? La seconda ipotesi è la più sensata; non sei mio padre, quindi non c’è incesto; sei il mio Mentore, mi insegni a fare l’amore e non hai colpe; non è necessario che mi svergini; basta che mi insegni l’amore.”

“Se è questo che vuoi, il tuo è il migliore maestro possibile … “

“Perché, mamma?”

“Ci sono uomini che fanno l’amore e ti trattano da principessa; sono pochi e meno ancora quelli che lo sanno fare per bene; tuo padre, scusami Mario non riesco a non vederti padre di nostra figlia, nonostante le mie colpe; tuo padre, dicevo, è il top del top; non l’ho mai visto fare sesso, ma solo dare e prendere amore infinito … A proposito, mi puoi spiegare perché tu e Sabrina, ormai ultraquarantenni, sposati e con figli, vi siete lasciati andare a fare l’amore in macchina, come adolescenti sprovveduti?”

“Chiara, ti viene in mente una sola occasione in cui lo abbiamo fatto io e te? Non c’è stata possibilità; ci siamo conosciuti che tu eri fin troppo abituata al sesso, forse dovrei dire al caprone; ci avrei fatto la figura dell’imbecille e mi avresti riso addosso, quella volta … La voglia di un rapporto adolescenziale mi è rimasta addosso; con Sabrina uscivo da un momento di estasi poetica; ho operato il transfert e ho immaginato che ci fossi tu, in macchina con me; ha capito e l’ha spiegato al marito che ha accettato l’idea.

Prima di andare avanti…

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