Vai al contenuto
Erotika
Cantautore · Cap. 6
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 6 di 7 20 min di lettura

Cantautore 6

Una lenta ma determinata ripresa

geniodirazza
1 anno fa · 216 letture · 0

Cantautore 6

Quella prima esperienza nel tour fu un autentico trionfo; andarono con due macchine, in una i musicisti con gli strumenti e nell’altra la ‘famiglia allargata’, vale a dire Chiara Francesco e Valerio insieme a Carlo e Laura; la ragazza volle tenere in braccio il fratellino per tutto il percorso, quasi a prendere confidenza col consanguineo; Carlo scherzò più volte, ipotizzando un loro figlio, invece di un fratellastro; Laura lo picchiò scherzosamente e gli proibì il termine in ‘astro’.

Quando furono nella sala predisposta per il concerto, mentre i ragazzi preparavano gli strumenti, Francesco si premurò di avvertire Laura e Carlo che era certa la presenza, nel parterre della manifestazione, di noti produttori, dj ed esperti; Carlo scherzò che per una star come lui non era strano che si muovesse certa gente, per di più in panciolle e in vacanza; Chiara commentò con sua figlia che, a quelle condizioni, poteva anche mettere a frutto la notevole esperienza fatta con la libreria.

Nell’albergo di suo marito, poteva individuare una sala permanente per concerti e manifestazioni culturali; sapeva di insegnanti del locale liceo sostenitori dell’attività che Mario realizzava da anni nella loro città; forse poteva cercare il Mario del territorio o la Sabrina parallela per avviare un progetto di Associazione anche nell’hotel; in inverno, potevano dedicarsi ai giovani del territorio e, in estate, pensare a manifestazioni nazionali importanti.

“Mamma, per caso sei ancora invidiosa del talento di papà e pensi di imitarlo?”

“Stai zitta, viperetta; se ci fossero condizioni diverse, sai con quanta gioia cercherei di ricucire quegli anni meravigliosi a questi miei, oggi, da adulta e matura? Francesco è un bulldozer quando si tratta di affari e di soldi; ma la cultura non fa per lui.”

“Chiara, guarda che Mario e Sabrina ci lavorano da anni; io sono certo che tanti giovani nel territorio sono nella situazione in cui ero io prima di diventare Ogrò; sono certo che, se studi il territorio e prendi i giusti contatti, puoi fare un ottimo lavoro. Io credo che tu abbia imparato molto dal primo matrimonio; parlane con gli insegnanti più disponibili … “

“Mamma, Carlo ha ragione; i dati delle vendite dicono che papà ha nel territorio un buon successo; lui sarà qui a presentare il romanzo; se organizzi un incontro con dirigenti scolastici e insegnanti, sono certa che metti in relazione due cose tra le quali puoi collocarti come mediatrice, forse come editrice o impresaria; sai quante sorprese ti darebbero i giovani!”

“Laura, tua madre non è cambiata da quella che ti faceva rabbrividire coi vestitini da lap dance; non che mi comporti così, ma l’entusiasmo è lo stesso; tuo padre sa quanto cuore ci mettevo; se ci metto lo stesso spirito di avventura, forse vado a spaccarmi il muso, ma se mi va bene faccio decollare la ‘nuova libreria’ e posso avere più risultati di Alessio, perché posso avere il supporto dei soldi che Francesco sa spremere anche dai sassi; se ci aggiungi che tutti gli imprenditori turistici sono con lui … “

“Mamma, come minimo, sposti in estate e nel tuo albergo la cerimonia del Festival della poesia; sicuramente sarebbe una bella calamita turistica … “

“Credi che Mario accetterebbe di parlarne, se glielo proponete voi?”

“Mamma, anche se glielo metti davanti tu, è un piatto ghiotto; lui capirà subito che sei una donna diversa; crederà nel progetto e ti darà tutti gli aiuti che potrà.”

“Quando è previsto che arrivi?”

“Mi aveva parlato di sabato mattina o di venerdì pomeriggio … “

“Puoi chiedergli di anticipare a giovedì? Avrei tempo per digerire l’incontro e parlare di sogni e progetti … “

“Se proprio ci tieni tanto a incontrare il tuo grande amore, lo sfido a venire domani stesso per fare un po’ di mare con noi … “

“Io ne sarei felice … “

“Senti, mammina cara; stavolta non ti permetto di rompere vasi e lasciare agli altri i cocci; Mario significa anche Sabrina; Chiara vale anche Francesco e Valerio; io non ti consento di pensare al sogno infantile del grande amore uccidendo persone e assetti, sia ben chiaro … “

“Laura, amore mio; il mio futuro è qui, con mio marito e con mio figlio; l’amore per Mario è nel libro dei ricordi; tu eri per me viva, presente e ancora determinante; se puoi, prova a invitare tuo padre con la compagna per il tempo che vuoi; sei mia figlia e puoi anche usare le mie disponibilità come fossero tue … “

“E Francesco?”

“Chi mi chiama?”

“Ah, sei qui; sto pensando una cosa assurda; hai presente l’associazione che ha lanciato questi giovani? … Bene, sto pensando di organizzare qualcosa di simile anche da noi … “

“Perché sarebbe assurda?”

“Perché a noi manca un tassello importante, il mio primo marito, che di quella iniziativa è anima e mente … No, amore, non è vero che fossi io il pilastro; ti ho proposto un’iniziativa che già girava il mondo per conto suo; qui dovrei lavorare da sola e forse non sono in grado … “

“Stai pensando di incaricare Mario di una consulenza?”

“Mamma, questa non è una cattiva idea; incarichi papà di tenere un corso per operatori qui e prepari in sede il personale che ti serve; se vengono qualche giorno prima lui e Sabrina, fai qualche incontro coi docenti del territorio e vedrai che i talenti e i volontari vengono fuori … “

“Carlo, posso fare una domanda blasfema? Come si potrebbe ricavare vantaggi, non in soldi ma in attività e in immagine, da uno sforzo simile?”

“Una cosa l’ha già detta Laura a tua moglie; se riesci a fare spostare qui le cerimonie di apertura e di chiusura del Festival Nazionale di Poesia e Narrativa, diventi un’attrazione importante per un pubblico di media e alta cultura; se fate un’attività permanente, ci guadagna tutto il territorio come crescita culturale; se vengono fuori giovani come noi, capisci già che vantaggio ne avete; insomma, anche per tirare l’acqua al mio mulino, basta avere fantasia e inventiva, diventa una fonte di vantaggi.”

“Chiara, l’unico problema, se non ho capito male, è la paura di un ritorno di fiamma in te per il tuo primo marito? Sappi che questo è slegato dai fatti; può succedere dovunque e in qualsiasi momento; se lo fai venire per qualche giorno, ci chiariamo tutti, i dubbi passano e viviamo felici. Lo avvertite voi o lo chiamo io?”

“Io non posso, perché ancora non sa che sono qui e non voglio che lo sappia prima di essere costretto ad incontrarmi; solo Laura o Carlo possono invitare lui e Sabrina per qualche giorno; puoi ospitarli in albergo?”

“Laura, ti prego di chiedere a tuo padre se accetta l’ospitalità, per lui e per la sua compagna, per tutto il tempo che decide.”

“Mamma, io chiamo; incrocia le dita, se vuoi … “

“Francesco, se Mario viene prima, dobbiamo organizzare un incontro o anche un paio con tutti professori della zona; sei in grado di farlo?”

“So già che moltissimi hanno telefonato per prenotare credendo che ci siano biglietti da acquistare; si sta poco a fare una telefonata ai dirigenti e far passare parola; l’unica difficoltà è se sono fuori, in vacanza; ma proverò con tutti.”

La telefonata di Laura con la proposta di passare, con Sabrina, una settimana pagata di ferie nella località marina, con lei e con Carlo, colpì Mario per la stranezza; ma i suoi due pupilli lo avevano abituato a sorprese spesso strane; interpellò la  compagna e decisero che poteva andare bene; chiese della loro prima serata del tour e si assicurò che filava tutto liscio; sentiva che qualcosa bolliva, dietro l’offerta, ma non volle farci caso; promise che per fine settimana sarebbero stati da loro.

A metà pomeriggio, Francesco, preoccupato della serata inaugurale del tour, ricordò che dovevano prepararsi e obbligò Chiara a lasciare in pace sua figlia, che doveva recitare e cantare; si allontanò col bambino e si apprestò a vivere con emozione l’esordio, per lei, della figlia avanti al pubblico, dopo che si erano ritrovate; si aggirava fibrillando tra i tavolini del ristorante e la reception; incrociò al bar Carlo e lo guardò con occhi pieni di lacrime; lui colse la sua ansia, l’abbracciò e le sussurrò.

“Stai serena, mammina; Laura è forte e lo dimostrerà … “

“Lo so, che ha anche la forza del vostro amore; spero che abbiate una vita più semplice della mia … “

“Non abbandonarti alle lacrime e sii forte; ne ha bisogno … “

“Grazie, figlio mio … “

La serata risultò eccezionale; Francesco, assai attento a queste cose, colse commenti di elogio tra i discografici e gli editori presenti; si avvicinò a sua moglie e le comunicò che trovava fattibile quel percorso propositivo, per unire i vecchi costumi di lei e le esigenze nuove, sue, di spostare il baricentro dell’industria turistica verso progetti culturali; anche l’ipotesi di una iniziativa editoriale, bene organizzata, era praticabile e ricca di prospettive.

Quando Laura annunciò che avrebbe eseguito la parte dedicata al volume di Mario, aggiungendo, con un pizzico di perversione, che dedicava l’esecuzione alla protagonista della vicenda, presente in sala, si ritirò in un angolo, tra una pianta e il pianoforte, e si coprì gli occhi con lenti grosse e scure, per nascondere le lacrime che temeva sarebbero sgorgate; divorò la recitazione in musica dei versi che erano coltellate.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 7

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista