Ma si emozionò irresistibilmente quando esplose, alla fine, l’applauso incontenibile della sala; capì che sua figlia era altro da lei ed era stata educata da suo padre che l’anagrafe riconosceva legittimo anche se non era quello genetico; respinse indietro, assai nel profondo, la grinza di questa considerazione e si perse nella voce di Laura che cantava tutto il dolore provato; l’ultimo brano, a sorpresa, fu un inedito e narrava dell’abbraccio tra due donne che avevano sofferto, si erano ritrovate e si amavano senza limite.
Il pianto a dirotto la obbligò a nascondersi; andò ad abbracciare Laura e si limitò a stringerla, ricambiata.
“Quest’ultimo testo, quando lo hai scritto? Non c’è nella produzione nota.”
“L’ho scritto qui, vicino alla mia mamma; ti sono piaciuta?”
“Piaciuta?! Ti ho adorato come tutta la sala; sei meravigliosa ed hai emozionato anche i severi imprenditori; di che hai bisogno, adesso?”
“Anche se dovessi scandalizzarti, te lo dico lo stesso; ho bisogno di una notte d’amore col mio uomo! … “
“Più che sacrosanto! Se lo ritieni opportuno, saltiamo la cena collettiva e torniamo al vostro nido d’amore, posso chiamarlo così?”
“No; l’immenso mio padre mi ucciderebbe se saltassi un momento conviviale dove può succedere tutto; non vedi come sono agitati Carlo e Francesco, tra quei personaggi? Potrebbero nascere nuovi progetti, credimi; adesso bacio il mio fratellino e la mia mamma con tutto l’affetto del mondo, poi vado a recitare da primadonna, come mi compete; farò l’amore tutta la notte e domani poltriamo a letto tutto il giorno. Da quale dei tuoi due amori credi che abbia preso questa frenesia?”
“Tu sei in tutto figlia di Mario, il mio unico vero amore; Antonio, il mio amante, la cui volgarità avevi capito e rifiutato, non sarebbe stato capace di pensare ad una notte d’amore; tuo padre, invece, avrebbe cominciato a farti sentire il suo amore da quando si fosse seduto lì davanti, a bere le tue parole, per condurti nell’Eden per tutta la notte; non c’entrano più gli spermatozoi; sei sua figlia, in ogni fibra del corpo e dell’anima, credimi! Piuttosto, con Carlo come va a letto?”
“Dimentichi che è il pupillo di Mario? Sto già bagnandomi solo a stare con lui sul palco; figurati cosa succederà quando potrò sbatterlo sul letto e soffocarci di carezze, di amore e di copule violente … ”
“Anche di questo, mi sono privata, parlare a mia figlia col cuore in mano e provarne un piacere quasi fisico.”
“Mamma, in due giorni siamo arrivate ad essere così disinvolte; non vedi un futuro più sereno?”
La cena fu l’occasione per scambi, proposte e progetti vari; Carlo non poteva prendere impegni e rinviava tutto al momento in cui ci sarebbero stati Mario e Alessio, i veri responsabili, culturale ed editoriale; Francesco cercò informazioni che riportava ogni volta alle ipotesi formulate da Chiara e non esitò ad anticipare che prevedeva un’attività stabile di iniziative culturali per il loro hotel e per quelli che avessero aderito, suscitando il vivo interesse degli sponsor presenti.
Era piuttosto tardi, quando decisero di rientrare; Laura viaggiò letteralmente perduta nel suo Carlo; annunciò che aveva parlato con suo padre del successo della serata; lui aveva ipotizzato per il sabato seguente, alla tappa successiva del tour, l’arrivo con Sabrina; Chiara strinse con gioia il braccio di suo marito e lanciò un intenso sguardo d‘amore a sua figlia; Carlo commentò scherzando che ‘il divo’ avrebbe senz’altro oscurato il loro successo, ma che era felice di passare con loro qualche ora di relax.
Al momento di salutarsi per la notte, Chiara, baciando sua figlia, raccomandò scherzosamente a lei e a Carlo di andarci piano e di stare attenti; la figlia, di rimando, le chiese se aveva la camomilla per la tisana a Francesco che sembrava troppo gasato dalla bellissima serata; Carlo chiuse lo scherzoso scambio assicurando che loro avevano energie per lunghe battaglie; ai veterani raccomandava il controllo delle coronarie per evitare infarti; si separarono ridendo.
Chiara e Francesco si ritirarono nel loro appartamento e si prepararono ad una ‘notte matrimoniale’ neppure tanto normale considerato che entrambi si sentivano esagitati dalle emozioni di una serata particolare; se Chiara era confusa dalle emozioni della vita ritrovata, da letture poetiche con accompagnamento musicale arricchite dall’esordio di sua figlia come autrice e cantautrice, Francesco cominciava a carezzare il sogno di essere protagonista alla pari con produttori ed editori famosi.
La moglie entrò nel letto con una voglia esplicita di scaricare, dalla vagina fatta esplodere, tutte le ansie, i timori sconfitti, il desiderio di una nuova dimensione del rapporto con sua figlia, l’ambizione di ‘mettersi in pari’ con Mario e Laura organizzando, di nuovo, uno spazio di lettura ed ascolto nell’hotel che possedeva con suo marito e dove sperava di rinnovare i fasti celebrati con Mario, al tempo della meravigliosa avventura con una biblioteca ereditata con dolore e guidata con stenti e sofferenze.
Suo marito era altrettanto carico di emozione per gli avvenimenti che, in poche ore, rischiavano di trasformare il suo ruolo, da semplice e rozzo albergatore, in determinante esponente della cultura nel territorio, se fosse riuscito ad incastrare bene tra di loro elementi eterogenei, da una moglie sposata per amore, dalla quale aveva avuto anche un meraviglioso figlio, ad una figlia frutto di complesse vicende amorose, ad un padre affettivo grande protagonista culturale e tutto da scoprire.
Al centro, rimaneva comunque una donna enigmatica, amata con tutto se stesso e desiderata ardentemente, anche dopo anni di convivenza e di rapporto non sempre facile; sapeva che non era possibile mettere sul tavolo tutte le tessere di un puzzle complicato, lungo anni e con risvolti difficili anche da accettare; al momento, quello che gli bruciava di più era la grande passione che Chiara gli ispirava con un desiderio inarrestabile di averla e di sentirsi ricambiato.
Ma, di questo, ebbe la prova appena salì sul letto ed accennò a spogliarla; non solo lo precedette denudandosi e lasciandosi ammirare per l’immensa bellezza che anni di passione, di copule infinite e di tormenti indicibili non avevano minimamente intaccato, ma precipitandosi ad accoglierlo in un bacio voluttuoso in cui lui sentì tutto il calore che la donna riusciva a dargli ogni volta che si possedevano con furia mista a dolcezza infinita.
La stese supina sotto di se e la dominò con la stazza possente della sua mole; il fallo scattò naturalmente ad appoggiarsi durissimo tra le cosce e lei si mosse per farlo aderire contro la vulva già grondante; mentre lo stringeva contro di se con grande passione, lo baciava ripetutamente su tutto il viso; lo fece staccare da se, portò la bocca sul torace e immerse il viso nei pettorali leccando e succhiando avidamente i capezzoli.
Francesco sentì in quei piccoli gesti tutto l’amore che Chiara gli portava; le sue paure si sciolsero come neve al sole; i fantasmi degli amori precedenti, che pure avevano prodotto una persona meravigliosa come Laura, divennero sempre più evanescenti; la donna sentì quasi d’istinto il timore che lo aveva attraversato, si sentì ancora più legata a lui, padre stupendo di un figlio adorabile; guidò con una mano la mazza alla vagina e si penetrò quai con violenza.
“Amore, stai attenta; non vorrei ti facessi male … “
Gli passò le gambe intorno ai lombi e intrecciò i piedi dietro la schiena.
“Francesco, ti amo con tutta me stessa; non farti opprimere dalla presenza di Laura e di quello che rappresenta; per non lasciarti ancora dubbi, sappi che ricevo da te tutto quello che gli amori precedenti possono avermi dato; tu sei l’amante vigoroso che era Antonio, il padre naturale di Laura; ma hai anche le dolcezze, la sensibilità, le delicatezze, il grande amore che mi dava Mario, il padre putativo e mio primo marito; con te sento di avere raggiunto l’apice di ogni desiderio; sei tu il mio uomo.”
“Scusami, se talvolta esito perché mi sento inferiore, inadeguato a te; stasera, ascoltando Laura, sentivo in lei compiutamente espressa la sensibilità che ti appartiene, esaltata e sublimata da un’educazione che non avrei mai saputo darle; se tu fossi ancora innamorata di un uomo capace di quei miracoli, non lo riterrei strano; per questo, ho bisogno di sentire che sei mia e che ti appartengo … “
“Te lo ripeto; sei meravigliosamente completo; Mario non sarebbe mai riuscito a darmi la passione violenta che la tua mazza mi ha comunicato in questo momento; tu invece sei capace delle sue stesse dolcezze; non ha fatto miracoli, anche se è stato un grande; ha solo preso della creta che c’era e l’ha plasmata; io e te riusciremo a fare qualcosa di simile; e tu non avrai problemi di finanziamenti perché sai spremere soldi dai sassi; non ti amo astrattamente, sono tua perché ti voglio e lo meriti.”
“Passando nel corridoio fino a qui, ho sentito che anche i ragazzi ci stanno dando dentro con amore e con passione; ti crea qualche disagio sapere che tua figlia copula a due passi da noi?”
