Carlo si alzò, la sollevò in piedi e l’abbracciò, baciandola sulle guance; Laura stava piangendo; lui la prese e la spinse in braccio alla madre; l’abbraccio fu toccante; sopravvenne Francesco .
“Avete già avuto modo di parlare?”
“Abbiamo cominciato; ci sono sei anni da raccontarci … “
“Avrete tempo; si vede che c’è amore tra voi, l’armonia la realizzerete; ragazzi, per le prove avete il salone nel seminterrato; domani sera vi aspettano al ‘Kursaal’; sono venti chilometri; potete partire nel tardo pomeriggio e tornare a notte, se non decidete di fermarvi.”
“Mamma, tu vieni con me?”
“Se mi vuoi con te, certo che veniamo, tutti e tre, vero Francesco?”
“Non vorrei impedirvi di parlare in viaggio; ma sarei felice di esserci e farmi bello per questa scelta.”
La mattina del sabato fu dedicata ai preparativi per lo spettacolo della sera; Carlo e Laura la passarono coi ragazzi nel salone indicato, che avrebbe ospitato anche la serata finale; bastò poco per trovare la sintonia, dal momento che avevano trascorso gli ultimi cinque anni a girare l’Italia con quello spettacolo; trovarono il tempo anche per andare in spiaggia, ma non incrociarono Chiara e il bambino, forse perché evitavano di tenerlo al sole.
A pranzo si trovarono allo stesso tavolo; Laura ne approfittò per familiarizzare col fratellino; scoprì, con una certa meraviglia, di provare un grosso affetto per quel bambino e che, ad onta del burrascoso passato, amava profondamente sua madre; quando, tra le righe, saltò fuori che aveva avuto una vita molto tormentata, dopo la ‘fuga’ da Mario, capì che forse doveva a quella donna una maggiore comprensione; quasi a sottolinearlo, le chiese quali fossero i suoi sentimenti per Francesco.
“Mamma, lo ami?”
“Se dicessi di sì, mentirei ed offenderei l’unico uomo che adesso so di avere veramente amato, tuo padre; ti disturba se indico ancora Mario come tuo padre?”
“No, mamma; io lo sento come mio padre, immutabilmente; e so che lui mi vive come una figlia vera; ma, se dici che lo ami, mi spieghi perché lo hai tradito così a lungo, perché sei scappata così e non ti sei più fatta viva? Ma, soprattutto, avevi dichiarato che l’uomo che amavi era il mio padre biologico, Antonio; mi spieghi qualcosa?”
“Tesoro, ti ho già spiegato una volta; dovrei ripetermi … “
“Parli della coincidenza tra ninfomane, eroinomane, alcolista e tabagista?”
“Sì; figlia bella, se tu stessi sbagliando adesso, vedendo in Carlo l’uomo della tua vita, ti considereresti colpevole? Se scoprissi, tra qualche anno, che non è quello che tu credevi e intanto ti fossi assuefatta a lui, come ti regoleresti? Oggi queste cose posso ripeterle e so che puoi capire; ho conosciuto l’amore aggressivo e violento alla prima esperienza importante; mi ci sono assuefatta; poi ho incontrato un uomo meraviglioso che avrei dovuto solo amare.
Ma è scattato un rancore inspiegabile; non è facile vivere con tuo padre, in una condizione oggettiva di inferiorità; è troppo preciso, ordinato, quasi perfetto; e mi sentivo sempre inadeguata; colpa mia, non mi rimproverare ancora; è stata la mia fanciullaggine a farmelo vedere ‘professore’ che giudica e condanna; col tempo, ho imparato la differenza tra la passione violenta di Antonio e l’amore tenero e infinito di tuo padre; ma era già troppo tardi.
Adesso ti ripeto la domanda ma so che non c’è risposta; cosa faresti tra quindici anni se scoprissi che esiste un modo diverso di vivere l’amore? Non posso portare indietro le lancette dell’orologio; non vale più la pena di umiliarsi e chiedere perdono; ho capito che l’amore è un’altra cosa; Francesco me ne da, ma non come Mario; mi accontento, vivo con lui da tre anni e abbiamo un figlio meraviglioso.
Se ti preme sapere anche questo, una volta scappata da voi, non ho provato interesse alle passioni violente, ho cercato l’amore di Mario, ma ho incontrato solo inganni e maltrattamenti; ho sofferto molto, finché non venni qui a ‘fare la stagione’; a quel tempo, accettavo qualunque lavoro per sbarcare il lunario; Francesco mi corteggiò e trovai in lui molte caratteristiche di tuo padre, almeno quelle che soddisfacevano i miei bisogni.
Non ha la stessa cultura, sensibilità e delicatezza di Mario; ma è intelligente, con un buon senso degli affari e dell’organizzazione; ha tanta velleità di fare cultura, ma non è stato capace di andare oltre la corsa nei sacchi e il concerto del cantante di successo; seppe che avevo una laurea in lettere e che avevo lavorato per una libreria; gli dissi che ero stata la moglie di un intellettuale già in edicola con un romanzo straordinario, almeno quanto la storia d’amore che vi racconta …
Si, lo so, per questo lo dico … la mia storia d’amore, perdonami la presunzione, forse tu preferisci che dica la nostra storia d’amore; in quel momento era solo mia; insomma, gli sottoposi i social network che parlavano di voi e decise di portare in assemblea il progetto del vostro tour e della presentazione di tuo padre; ne ebbi paura, per un attimo; poi mi sentii felice perché potevo realizzare un vecchio sogno, tornare a parlare con te e con Mario, a costo di farmi massacrare.
Avrai capito che a mio marito non ho nascosto niente; sa anche che amo il ricordo di Mario più di quanto amo lui; ma si accontenta di sapermi fedele e in armonia con lui; e lo sono, anche se nel tuo giudizio sembra impossibile; sono cambiata dentro e fuori; so che ero una stupida ragazzina da lap dance, quando presentavo le manifestazioni in libreria; ma ho dovuto imparare ad essere donna d’affari ed esigente, per accorgermene; la ragazzina mi serviva per irritare tuo padre; è stupido, ma è vero. Tuo padre si è rifatto una famiglia?”
“No; si è rassodata l’amicizia amorosa con Sabrina, che ha divorziato dal marito, abita dove vivevamo noi e qualche volte passa la notte con papà; ma non accennano ancora a mettersi insieme; credo che lo faranno quando li prenderà il terrore della vecchiaia da soli, perché io e i figli di lei andremo per la nostra strada; ma sta benissimo; dal romanzo si capisce che ha amato una sola donna profondamente, quella che io nella mia canzone chiamo urlando prostituta; non te la prendere, mi veniva così.”
“Non me la prendo, sono felice che anche quel brano sia dedicato a me, con tutti i graffi che comporta; spero che i miei errori servano a te per non commetterli. Pensi di avvertire tuo padre o gli lasci intatta la sorpresa?”
“No, mi voglio divertire un poco anch’io; ho già smaltito la prima rabbia e sono felice di essere accanto a mia madre rigenerata e rasserenata; sono sicura che anche per lui sarà cosi; ti odierà, in un primo momento; poi si ricorderà di quanto ti ama e ti capirà; non sapevo, e non voglio sapere, quanti calvari hai sopportato; adesso ti vedo in pace con un bimbo dolcissimo, con un uomo forse limitato, come dici tu, ma buono; è vero, ha molto di mio padre nella personalità, ma è agiato, che non guasta.”
“Dovete pensare a prepararvi, se dovete allestire il palco e gli strumenti, se per voi due va bene, Francesco ha una grossa auto e in cinque, con Valerio, ci staremo comodi.”
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