Dovevano girare per diverse località per alcune settimane, con interventi una volta a settimana; la serata conclusiva era appannaggio del presidente che aveva fatto in modo, nella stessa occasione, di organizzare una presentazione del romanzo di Mario, invitato a essere presente quella sera; le aspettative erano numerose e importanti; in quella zona villeggiavano notevoli personaggi della cultura, dello spettacolo e dell’economia.
Carlo era ansioso di dare il meglio; si domandava come avesse fatto Alessio ad ottenere quel contratto ma, in fondo, non si guarda in bocca a caval donato e non si commentano occasioni fortunate; Laura, più sospettosa, era angustiata da molti perché; anche lei, però, si rendeva conto che poteva essere un colpo di fortuna; sperò anche che il motivo primario fosse la presentazione del romanzo, che aveva avuto un successo largo e popolare; forse a loro era affidato il compito di trainare l’evento.
Ad ogni buon conto, partirono felici per la nuova esperienza; anche la possibilità di passare qualche settimana al mare non era da buttare, come regalo della vita; arrivarono all’hotel del presidente un tardo pomeriggio di venerdì e presero possesso della suite che ai due frontman era stata assegnata; per i ragazzi del complesso, erano state previste camere in una pensione; depositati i bagagli, Carlo e Laura scesero alla reception e chiesero del presidente.
Lo chiamarono e si staccò da una bella donna con un bambino molto piccolo a fianco, forse la moglie e il figlio; a Laura il cuore si fermò per un attimo; quella donna aveva tutti i tratti di sua madre; tacque, recuperando il sangue freddo, e seguì con le orecchie il dialogo di Carlo col personaggio, mentre gli occhi non si staccavano dalla donna che non riusciva a nascondere un certo disagio; era sul punto di avvicinarla per parlarle, quando fu lei a sedersi al tavolo dove erano rimasti solo loro due.
“Buonasera, io sono Chiara e questo è mio figlio Valerio … “
“Figlio del mio stesso padre?”
“No, Laura; è senz’altro figlio di mio marito.”
“Ciao, Valerio; la mamma ti ha detto che sono tua sorella grande?”
“Lui non può sapere assolutamente niente; è troppo piccolo; se ti starà bene, un giorno gli spiegherò … “
“E tuo marito? Ci ha contattato proprio perché sono tua figlia?”
“Vi ha contattato perché io l’ho chiesto; non frequento i social e non sono iscritta a nessuno di essi; ma vi seguo attraverso quelli e so abbastanza di voi e di Mario … “
“Noi invece non sapevamo niente di te e non ti nascondo che avrei preferito continuare a non sapere … “
“Hai ancora tanto rancore contro di me?”
“Hai il coraggio di fare queste domande? Sono sei anni che sei sparita senza dare notizie; ora ti presenti come una nuova mecenate … io quasi quasi rifiuto gli spettacoli e vado via … “
“Commetti molti errori in una sola volta, quasi come faceva tua madre quando era folle … “
“Almeno hai capito quali errori hai fatto e quanto dolore hai provocato?”
“La vita non è semplice e lineare come credeva tua madre; tu sei cresciuta con un uomo eccezionale; non è degna di te e di lui la scelta stupida che vuoi fare; non lo è giuridicamente perché hai un contratto da rispettare; puoi accusare un malessere, che sarebbe anche credibile, ma lasci da solo Carlo; la Chiara che continui ad odiare avrebbe fatto questa stoltezza; però poi dovresti odiarti e fare i conti con Carlo che lasceresti a pagare mie vecchie colpe e tuoi nuovi errori.
Questa scelta sarebbe stupida sul piano logico; siete qui perché un pool di albergatori ha capito che siete l’ideale per fare spettacolo e cultura in una località turistica; che tu sia frutto di un mio peccato è problema tra me e Mario; non puoi pagare né tu né Carlo, che tutti ammirano; sono certa che il tuo padre putativo, per me sempre e solo tuo padre, non si rimangerà l’impegno e non scapperà, se mi trova a aspettarlo con mio marito e mio figlio, anche se dovrà parlare di noi tre e del male che vi ho fatto.
Sarebbe una scelta stupida perché giudichi senza sapere; tuo padre dovette sbattere il muso contro le mie perversioni e i miei tradimenti, i miei oltraggi, prima di decidere la colpa e la condanna; io ho commesso l’errore assurdo di scappare prima di capire che stavo sbagliando tutto; scappa, se vuoi; ma credo che Mario ti suggerirebbe di ascoltare, almeno, e poi di mettermi al muro, se credi. Carlo, vorrei che accettaste di fare il tour programmato, cogliendone, se vi interessa, tutte le opportunità che vi offrirà.
Se credi che sia meglio condividere l’odio di Laura, potrò solo chiedervi scusa per avervi fatto fare il viaggio a vuoto; non hai un buon ricordo della mia organizzazione; sei anni sono tanti e la gente cambia; sei un uomo libero, allievo e figlio ideale di un uomo con un grande senso della libertà; fatemi sapere che cosa decidete; posso solo assicurarvi che sono felice ed emozionata di avervi visto e parlato; se dovesse essere solo questo, sono comunque contenta di avervi incontrato.”
“Ascoltami, Chiara; io sono effettivamente figlio ideale di Mario; forse non sai che sono anche il compagno di tua figlia; già solo avertelo potuto dire personalmente mi sta benissimo; se Laura impazzisce e va via, io non resto qui e non la lascio andare da sola; so che sarebbe un errore assai grave e che Mario, il faro per tutti noi tre, per quel che ricordo, insisterebbe perché mettiamo da parte i rancori e facciamo lo show.
Laura, stai prendendo cappello senza ragione; non so perché l’abbia fatto, ma tua madre corre un grosso rischio; molti dei brani che hai scritto e canterai sono uno sputo in faccia alla donna che ti ha abbandonato; io non lo sopporterei; se lei, che sicuramente conosce il romanzo e il nostro repertorio, ha deciso di esporsi, tu non puoi vigliaccamente urlare improperi e scappare; ci sono lunghe soste, tra uno spettacolo e l’altro; le passeremo qui e parlerete.
Tu vuoi bene a tua madre e non smetti mai di confessarlo e di dimostrarlo; adesso la rabbia ti acceca; ma tra qualche minuto staresti a rimproverarti di non averla ascoltata; sono certo che tuo padre ti direbbe le stesse cose; i bagagli non sono stati disfatti; rimettiamo in macchina tutto e torniamo a casa se è questo che vuoi; oppure ci dormi sopra e ne riparli, con me, con lei, con tuo padre, col tuo confessore, con chi vuoi, ma ne parli.”
“Ti odio, mamma; ed è un ossimoro; non è vero che ti odio; sei mia madre e mi hai fatto star male … “
“Laura, sei mia figlia e ti amo, più di quanto dimostro, più di quanto credi; aspetta domani; forse riuscirò a raccontarti anche il mio dolore e, se non mi giustificherai perché non lo merito, forse capirai qualcosa di più … “
“Ti consiglio di non ascoltarmi quando canto; ti farò pesare ogni sillaba di odio, nello spettacolo … “
“Mi prenderò tutte le punizioni che vorrai infliggermi; volevo ritrovarti; sapevo che ci saremmo graffiate a sangue, ma è il sangue a dirmi che devo parlarti e ascoltarti, anche quando urli il tuo dolore contro di me che ti ho fatto soffrire … “
“Hai visto che sa a memoria tutti i tuoi brani?”
“Carlo, voglio bene a mia figlia e sono ancora innamorata del suo padre putativo; con Francesco vivo bene e con affetto, perché è una brava persona e abbiamo un figlio; ma Laura è la mia vita; e tu ne fai parte.”
“Chiara, io non ho nessun diritto a giudicare; ma sei la madre della donna che amo; mi dicono che un tempo alle suocere spettasse il titolo di mamma; ti turba se ti considero madre anche io?”
“Solo se non lo dici ad alta voce in pubblico; non mi piace essere considerata più vecchia della mia età. Io preferisco abbracciare il mio genero innamorato di mia figlia.”
