“Molto probabilmente, data l’abilità e il prestigio dell’avvocata, rischi di essere condannata; meglio se firmi; ti sganci da un matrimonio inutile; in una settimana sarai una donna libera … C’è altro da verificare?”
“Quest’altra carta avrà in allegato un test di paternità, da cui risulta che Laura non è mia figlia; eviterò di allegare l’altro che indica con chiarezza il padre genetico. Se vuoi tenerti la figlia, devi dichiarare che non ha niente a che vedere con me e farle cambiare cognome per assumere il tuo; non posso lasciare che una sconosciuta possa avanzare pretese sul mio patrimonio; spero che l’avvocato che ti dovrebbe rappresentare, nel caso che tu faccia obiezione, sia in grado di suggerirti … “
“Mario, allora è come ti avevo detto; mi cacci dalla tua vita … “
“No, Laura; devi assumere il cognome di tua madre o del padre naturale, se ti legittima e si assume la paternità; ma dubito che lo voglia fare; ciò non esclude che tua madre rinunci alla potestà patria e ti affidi a me, ancora tuo padre legittimo e comunque putativo, lasciando al giudice la facoltà di fissare i modi e i tempi in cui potete incontrarvi, non a casa mia, naturalmente.”
“Vuoi dire che devo denunciare che Laura è nata da un mio tradimento e farle assumere il mio cognome; devo rinunciare, contemporaneamente, a qualsiasi diritto su di lei ed affidarla totalmente a te?”
“Nessuno dice quello che DEVI fare; mi limito a domandarti se, singola e senza reddito, sarai in grado di mantenerla all’università e farle fare la vita che merita e che desidera.”
“Io dirigo ancora la libreria … Quello è il mio lavoro da cui ricavo il reddito … “
“Non per molto; io posseggo il 50 % della libreria che tu dirigi nominalmente; domani metto in vendita la mia metà; se tu puoi rilevarla, che ne so, con l’aiuto del tuo amante, te la prendi tutta e la gestisci a modo tuo; se non ce la fai, l’impresa edilizia a cui la vendo sicuramente vorrà abbattere il fabbricato per farci nuovi condomini … “
“Stai dicendomi che ti sganci dalla gestione della libreria e mi lasci sola? Cosa potrò fare io, se mi lasci in mezzo a una strada?”
“Sono certo che sei in grado di provvedere a te stessa, con l’ottima compagnia con cui sei; hai detto che ti ha suggerito di rivolgerti agli istituti privati; sai bene che ti ha guidato meravigliosamente, in tanti anni di relazione; io non ho nessun motivo di restare ancorato al tuo fallimento commerciale ... “
“Non ti suggerisce niente il successo della manifestazione di ieri sera?”
“Sì; mi ricorda che quelle iniziative di una sola cosa non hanno bisogno, di una ballerina di lap dance che esibisca il corpo sul palco … “
“Che vuoi dire?”
“Mamma, vuol dire quello che tutti abbiamo pensato; con quell’abbigliamento, con quelle luci, con quelle mossette, eri piuttosto una prostituta da lap dance in discoteca che un’intellettuale che presentasse una raccolta di poesie … “
“Laura, questo quindi pensi di me?”
“Quello che penso di te è assai peggio; te lo risparmio perché sei comunque mia madre; ma neppure di questo vado orgogliosa; avvocata, posso dire la mia al giudice, se si discute del mio affidamento?”
“Puoi certamente chiederglielo; se il giudice è una persona di buonsenso, ne tiene senz’altro un gran conto.”
“Mamma, cosa decidi di fare?”
“Ti prego, non mi mettere fretta; sono già in ansia e non mi raccapezzo davanti a queste terribili minacce; vuoi chiedere la separazione e poi il divorzio; va bene; non sei il marito che fa per me e puoi anche andartene con le tue poetesse o con le avvocate che ti apprezzano; io mi tengo i miei stalloni. Vuoi vendere la libreria? Ti farò la guerra fino alla fine del mondo … Per quanto riguarda te, Laura, decidi quello che vuoi; se il tuo padre solo putativo ti accoglie, sarò felice di cavarmela da sola”
“Mamma, un processo è lungo e costa; non avrai di che mettere insieme il pranzo con la cena; come pensi di pagare le spese giudiziarie? Credi davvero che il tuo caprone accetterebbe di rappresentarti per anni con un enorme dispendio, solo per il gusto della tua vagina?”
“Perché diamine parli così? Antonio mi aiuterebbe certamente … “
“Già!!!!!! Infatti, non appena ha visto la mala parata, si è già eclissato e sta montando in macchina per scappare; pensa; dieci minuti fa stava sbattendoti sul tuo letto; appena ha visto il nemico, è scappato a gambe levate; credi davvero che ti verrà a sostenere? Perché dai tanta fiducia a un caprone e la neghi a un uomo leale e incero?”
“Io comunque me ne vado; vedo con piacere che ci hai messo poco ad abbandonare il progetto di musica e poesia che riguarda il tuo pupillo e la tua figlia putativa … “
“Chi ha detto che lo abbandono? Una povera incapace vissuta sempre al traino di chi la guidava? Io posso gestire le cose che affidavo a te e alla libreria che presumevi tua; quale contributo di progettazione o di impostazione hai mai dato tu? Hai sempre usato le manifestazioni per ballare la lap dance in costume succinto; ti ho tenuta lì perché qualcuno apprezzava le tue forme e c’ero io a riportare le cose alla loro essenza; una bella donna che si esibisca la trovo in qualunque bagno di discoteca.
Hai dimenticato dove ti trovavano i maschi che ti volevano sbattere? Guarda che ce ne sono ancora tante nei bar, nei pub, nelle discoteche, che aspettano solo di essere messe su un palcoscenico a esibirsi, per mettere in mostra tutto, seni, vulve e natiche; lo stesso progetto che ritieni tuo, solo perché io ti ho consentito di realizzarlo nella nostra libreria, sabato prossimo posso organizzarlo in un centro commerciale; avrei un pubblico più numeroso e più rumoroso, uscirebbe su tutti i social e sommergerebbe la tua iniziativa per pochi addetti.”
“Mario, quindi le mie speranze di fare un poco di strada con Carlo non muoiono anche se mamma fa casino e ti esaspera?”
“No, Laura; perdonami; so che questo evento per te era la piattaforma per lanciarti in una certa realtà; ma se tua madre dimostra un’altra volta di essere indegna di fiducia, sleale e stupida; se anche Carlo deciderà altre soluzioni, da domani Ogrò camminerà da solo; in sostituzione, penseremo ad un altro da far affermare; ci sono molti giovani validi e ansiosi di avere un’occasione; ma so di poter fare totale affidamento su Carlo, il mio leale pupillo; tu, purtroppo, dipendi dall’utero di tua madre.”
Non si poteva aggiungere molto, ad una interlocutrice che non voleva capire, non stava a sentire e si arroccava su convinzioni solo sue e fondate sul nulla; il lunedì successivo, furono presentate le richieste di separazione e di rigetto della paternità di Laura; Chiara, come la figlia aveva previsto, si trovò da sola ad affrontare la rovina della famiglia e il suo personale fallimento; con un colpo di testa proprio delle persone come lei, decise che, anziché gettarsi sotto un treno, era preferibile sparire.
Ebbe solo il buonsenso di firmare la separazione consensuale e l’affidamento di Laura al padre, al momento legittimo e comunque putativo; Laura completò l’iter chiedendo al giudice l’affidamento a Mario, e l’ottenne; Chiara firmò la cessione della sua quota di libreria alla figlia; Mario ne ebbe l’amministrazione unica; di colpo, la donna sparì senza lasciare traccia di se; nessuno la cercò e presto fu dimenticata.
Sabrina, nel marasma totale, si scontrò con suo marito, che di colpo alzò feroci proteste per l’onore calpestato; prese con se i figli e si trasferì nella casa che Mario aveva abitato con Chiara; intensificò i rapporti col collega amato; insieme organizzarono la sopravvivenza della libreria e, soprattutto, delle attività culturali coi giovani; ma vissero separati, lui con la figlia, lei coi figli; Nadia dopo qualche tempo trovò una relazione alternativa, con un avvocato, e in breve si dileguò.
La calma sopraggiunta consentì a tutti di esprimere il meglio nella direzione che avevano scelto; Mario si mise a scrivere, raccontò la sua vicenda personale, la pubblicò col giovane editore di Carlo ed ebbe successo; Laura intensificò i rapporti con Carlo e col suo linguaggio musicale e poetico; finirono per innamorarsi e frequentarsi, in attesa di organizzare la vita insieme; arrivarono ad accordarsi, ‘padre’ e figlia, per amarsi liberamente, lei col suo giovane amante e lui con la fedele collega, senza ostacolarsi.
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