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Erotika
Cantautore · Cap. 3
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Capitolo 3 di 7 20 min di lettura

Cantautore 3

L'idillio si rompe e lei se ne va

geniodirazza
1 anno fa · 237 letture · 0

“Giustissimo, professore! La figlia prostituta minorenne di una troia drogata non può macchiare la tua purezza; domattina mi faccio sbattere dal primo imbecille che passa; poi mi cerco un amante che mi mantenga; so che le minorenni sono ambite da molti vecchi bavosi e danarosi; oppure mi cerco un protettore; anche le escort o le prostitute giovani sono ricercate!”

La sberla le arrivò imprevedibile.

“Tu sei la mia bambina e non ti permetto di usare certe espressioni; tua madre mi ha riempito di corna per alzare la sua presunzione contro la mia; tu minacci il degrado per costringermi a fare quello che non voglio … sei la degna figlia di tua madre!”

“Lo so che sono la tua bambina; ma anche quella di mia madre; non riesci ad accettare che vi voglio insieme, che voglio essere come voi; questa povera imbecille non ha avuto la sberla che mi hai rifilato; sei stato troppo tenero; ma, forse, mi ami davvero fino a picchiarmi per correggermi; lei, non so più; vuoi una figlia e ti ribelli perché Chiara si è fatta ingravidare da un imbecille; mi vuoi far crescere e ti spaventi a fare l’amore davanti a me; papà, chi ha i problemi più seri tra noi tre?”

“Io so ammettere che ho molti problemi; voglio una figlia e non posso averla; ne ho una che amo da sempre e non ti permetto di comportarti da sciocca perché sei mia figlia; tua madre ti ha concepito con l’infedeltà; non è un problema se ha copulato, l’ha fatto a tradimento; questo è fin troppo evidente; è questo che mi turba; se torniamo insieme, potrò fidarmi mai di lei?”

“Papà, forse mi sto innamorando di Carlo; gli chiederò amore e lealtà; chi mi dovrebbe garantire che meriterà la mia fiducia?”

“Nessuno; io sono certo che è un uomo leale; ma non posso garantirti niente; devi essere tu ad amarlo tanto da credergli .. “

“Maledetto razionale! Io per mia madre giuro anche il falso, se lei mi dice che è la verità; io garantisco che ha capito e vuole rimediare; avrei anche giurato che avresti capito; devo ricredermi su entrambi o darvi fiducia?”

“Mario, convinciti, per favore; abbiamo due figlie difficili, una perché è testarda come me e te, l’altra perché è inanimata e mongoloide; ambedue hanno bisogno di noi e di un gesto di fede; se senti un pizzico di affetto, almeno a loro, prova a giocare d’azzardo un’altra volta; sai che ho barato e puoi solo fare un atto di fede dandomi fiducia; se vuoi provare a vivere da solo, dimentica e lasciami affondare con le mie figlie; però, ti prego, esci dalle ambiguità e scegli da che parte stai.”

Lui prese a baciare con dolcezza sua moglie su tutto il viso, dall’attaccatura dei capelli al mento, soffermandosi a lungo sugli occhi, sulle orecchie ed infine sulla bocca in cui si immerse con passione; aveva gli occhi chiusi, perso in una sua immagine segreta; Chiara era stata presa dal vortice della passione e si abbandonava languida alla carezza della sua bocca; sentiva che le viscere si agitavano e le stimolavano orgasmi piccoli e grandi; strinse il seno al torace e precipitò in un vortice di dolcezza.

“Ti amo, maledetto, ti amo, ma sono troppo imbecille per fare altrettanto … “

Lui fu quasi sull’orlo di uno scatto violento; solo a quel punto si rese conto della bocca della ragazza immersa nei suoi capelli, allungò dietro una mano e si accorse che Laura si stava masturbando baciandogli la nuca; carezzò delicatamente l’interno di una coscia e la sentì vibrare di piacere; spostò lentamente la mano verso la vulva finché sentì l’umido dello slip impregnato di umori da strizzare; sussurrò un ‘ti amo’ che a Chiara suonò suo ma che era per la figlia.

E fu Laura a corrispondere farfugliando qualcosa con la bocca schiacciata sulla sua testa, sulla guancia, sul collo; si girò su un fianco e Chiara fece altrettanto, restandogli attaccata con tutto il corpo; ma anche Laura si era appoggiata, su un fianco, alla sua schiena e si stringeva al corpo alla ricerca di un contatto eccitante; la vulva strusciava contro l’osso sacro e si sentiva che stava copulando col suo fondoschiena.

“Laura, ti è chiaro il senso del fare l’amore con tutto il corpo?”

“A chi pensavi, mentre baciavi mamma?”

“Non farmelo dire; sarebbe una tragedia … “

“Lo so che hai operato il transfert, la mamma per la figlia; te l’ho chiesto io sin dall’inizio; anche io stavo trasferendo il corpo di Carlo nel tuo; ti amo, forse anche da femmina, ma il mio riferimento assoluto è il ragazzo con cui voglio vivere la mia felicità; con te sto scaricando una voglia antica; ti offendo con queste dichiarazioni?”

“No, amore mio; anch’io so bene che tu sei l’alternativa ad un amore desiderato e mai avuto … “

“Sentite, sapientoni; ma davvero credete che io sia solo una cavia da laboratorio? Tu sperimenti l’amore per mia figlia che credevi anche tua; lei si prepara ad amare il suo ragazzo come il padre presunto ama una troia come sua madre; mi concedete di esserci, almeno?”

“Chiara, io ce la faccio ad amarti come sempre; ma tu dovresti stare attenta anche a quello che chiedi; tu mi crei l’illusione di ritrovare una donna che amavo; se dovessi restare deluso sarebbe la fine, per i miei sogni e per la tua serenità … “

“Vuoi provarci  o preferisci rinunciare e decidere che non sono degna di un atto di fede?”

“Papà, non puoi negare una seconda occasione … “

Spinse sua moglie supina sul letto, le divaricò le gambe e abbassò la testa a lambire il ventre, dall’ombelico in giù fino alla vulva che titillò con la punta della lingua; Laura guardava perplessa e ammirata le smorfie di piacere di sua madre che gemeva e balbettava frasi sconnesse; aguzzò la vista e vide il clitoride, rosso e ritto come un fuso, catturato dalle labbra di lui che succhiava con fervore scatenando autentiche urla dell’amata; vide i denti mordicchiarlo mentre lei accentuava il piacere.

La ragazza era quai spaventata all’idea di qualcosa di tanto antigienico fatto con un amore indicibile; sentiva di partecipare alla libidine della madre e si martellava il clitoride fra due dita fino ad esplodere in un violento orgasmo; quasi istintivamente afferrò il sesso di lui che pendeva ritto tra le cosce; tentò una impacciata masturbazione finché lui le prese il polso e la guidò; in un momento fu come se non avesse fatto altro per tutta la vita.

Chiara si sottrasse quasi di forza, stese supino il marito e si fiondò con la bocca sul sesso, ingoiandolo fino ai testicoli; conosceva bene quella mazza che aveva vissuto per anni; spinse sua figlia a montare sul viso del marito; lui prese a leccarle la vulva da sopra lo slip; fu la ragazza a spostarlo perché la lingua arrivasse alla carne viva; quando lui catturò il clitoride, il mondo le esplose in testa e fu solo piacere quello che sentiva, con luci straordinarie e suoni angelici.

Crollò sul letto, spostandosi per non gravare su di loro; Chiara scivolò sul corpo di lui e si impalò; ritta alla cavallerizza, montò il maschio con tutte le sue energie; Laura guardava stranita sua madre copulare con tanta forza, lontana dalla femmina che si lasciava sbattere come un tappetino dall’amante; dopo un ennesimo orgasmo, anche la madre si stese sfinita sul letto; Mario sembrava non desiderare affatto concludere; infilò lo slip e se ne andò nella camera a fianco.

La settimana seguente fu animata dai preparativi per la serata di poesia e musica; Chiara non riuscì a chiedere al marito perché avesse abbandonato il letto senza godere; gli eventi la sopraffecero; Laura si impegnò tanto nella preparazione dello spettacolo che quasi dimenticò il terremoto che aveva scatenato tra i genitori; Mario si divideva tra i preparativi dello spettacolo, gli incontri occasionali con Nadia e quelli a cui aveva dato il via Sabrina, ormai invischiata nell’amore per lui.

Tutti avevano coscienza che, in qualunque modo si fossero evoluti gli eventi, la serata in libreria era il discrimine per molte cose, forse le stesse vite individuali e collettive; Mario doveva e voleva capire se continuare ad avere fede in sua moglie; Carlo e Laura aspettavano una risposta alla loro avventura di cantare e scrivere insieme; Chiara aspettava di verificare la tenuta della solidarietà con suo marito; le due speravano che la situazione chiarita consentisse di organizzarsi spazi d’amore e di sesso.

Prima di andare avanti…

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