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Arroganze e prevaricazioni · Cap. 8
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Capitolo 8 di 11 14 min di lettura

Arroganze e prevaricazioni 8 - C - Laura 3

Loredana e Marco raccontano il viaggio che Nicoletta aveva sperato col defunto marito e con Marco

geniodirazza
1 anno fa · 252 letture · 0

Solleva le gambe e gliele gira intorno alla schiena; con un colpo di reni si spinge verso il cazzo; lui lascia fare immobile, finché lei sente che è tutto dentro, che i ventri sono appiccicati, se lo tira addosso e restano immobili, cazzo in figa; si guardano e si baciano, si carezzano e si sorridono, ma non scopano; lui non vuole forzare e lei trattiene i muscoli vaginali per ‘sentire’ la mazza nel profondo; finché è la natura a fare il suo corso e lui esplode.

Ma anche lei, contemporaneamente, sta mordendosi le mani per non urlare un orgasmo che non ha simili; si perdono nel mondo del piacere e restano per lunghi minuti in quella postura, finché non hanno scaricato gli effetti dell’orgasmo; poi lei scioglie il nodo dei piedi dalla schiena e deposita le gambe sul lenzuolo, le stringe insieme e lo tiene catturato; lui ha la forza per ironizzare.

“Questo si chiama tenere per i coglioni!”

“Finalmente puoi dire di essere stato posseduto da una donna, anziché possederla!”

Corre in bagno, scopre che non c’è bidet e si deve arrangiare con una tovaglietta sul water; torna in camera e gli chiede se vuole riposare per essere in forma o se vuole perdersi nel suo amore.

“Abbiamo tempo per fare l’amore fino a saziarci; preferisco che tu stia in braccio a me e ti addormenti così.”

“Cavolo, quante considerazioni … hai una mazza che dio mi scampi, fai l’amore come un dio, ti devo dare ancora tutto dell’amore, l’usato e il nuovo …. Insomma, come inizio mi ha esaltato; ma ti aspetto a prove assai più impegnative!”

“Che succede se alla fine dei due mesi ci troviamo troppo innamorati per rinunciare?”

“Ingegnere, lei dimentica che sono il prodotto perfetto, la migliore creatura di un genio dell’imprenditoria e della finanza; lei ignora che la sua segretaria tende ad essere la sua copia perfetta perché l’adora da anni e la imita anche nell’uso delle parole; due geni come noi sanno esattamente che, usciti dal ‘tunnel dell’amore’, torneremo a casa, dalla visita alle giostre; io l’anno prossimo mi sposerò e metterò su una piccola famiglia borghese.

Tu sceglierai tra le donne che ti girano intorno al cuore; io faccio il tifo per Nicoletta, ma le altre non sono da meno, compresa l’imbecille che equivoca l’amore e ti sputa in faccia per non dire che vuole farsi scopare; quindi anche tu metterai su una forma di famiglia; ma non smetteremo di amarci; tu sarai nel mio cuore anche quando sarò vecchia e rattrappita perché voglio vivere fino a cent’anni e amarti sempre; quindi, tra due mesi rinunceremo, ma solo alla vacanza, non ad amarci.”

“E come ci comporteremo in ufficio sul lavoro?”

“Ogni tanto ti guarderò con l’amore di oggi e mi basterà; un attimo dopo saremo presi dal lavoro e chiuderemo la scatola dei ricordi, tanto avremo mille occasioni per riaprirla, anche per fare l’amore, una volta ogni tanto, perché no?”

“Se è vero che mi somigli, allora sono davvero cinico … “

“ … con un cuore generoso che ti rende ancora più prezioso; hai detto che vuoi dormire abbracciati; viso a viso o col mio culo meraviglioso sul tuo cazzo straordinario?”

“Il tuo culo è troppo magnetico per rinunciarci.”

“Allora prometti che non me lo metterai dentro e che mi lascerai dormire.”

“Parola di giovane per bene!”

Durante il lunghissimo percorso, Marco scopre un altro aspetto della personalità da lui inesplorata della compagna di viaggio, il gusto spiccato per l’esibizionismo elegante e quello per l’ironia intelligente; fin dalle prime spiagge dove si fermano per brevi periodi, uno due o tre giorni, vede che sfoggia sempre nuove combinazioni di abbigliamento e in ogni caso fa in modo che risaltino le sue forme meravigliose fino a scatenare le bave di tutti i maschi.

Seduta a un bar a bere una bibita fresca, stesa al sole sulla spiaggia, passeggiando pigramente sui lungomare, si accorge che sceglie le pose i punti e le angolazioni per esibirsi a gruppi di giovani arrapati in chiara caccia di figa; quando ne ha portato allo stremo l’eccitazione, testimoniata spesso da costumi e pantaloncini che fanno vela, si va a stringere lussuriosa a lui e a carezzarlo come una gattina quasi a dire che lei è di quel maschione da cui è meglio stare alla larga.

“Oggi i mosconi sono più numerosi; il tuo numero riscuote molti applausi … “

“Te n’eri già accorto? Ti da fastidio se mi esibisco ingenuamente un poco?”

“Non ho mandato giù che m’hai usato senza avvertirmi.”

“Mi vieti di mettere alla prova la nostra sintonia e la solidarietà?”

“No, perdonami; era tutto così alla luce del sole che dovevo capire ed ho capito; certo che sei un fenomeno e non solo come corpo al sole.”

“Davvero trovi bello il mio corpo? Non è che l’amore carica i toni?”

“L’amore può fare rizzare tanti cazzi?”

“Touché; il mio corpo, a trentacinque anni, attira ancora i maschi; posso esserne orgogliosa?”

“Devi; e devo esserlo anche io che questo corpo lo amo, lo adoro, lo vivo ogni giorno, dalla moto al letto.”

“Visto che ci siamo, che mi dici dei capezzolini ritti e delle manine che si agitano tra le cosce di tutte quelle ninfette che fanno la ruota ad un certo pavone?”

“Puoi non crederci, ma lo vedo solo adesso; credi che siano della scuola del sesso leggero, da consumare in bagno?”

“In bagno, nelle docce, nelle cabine vuote, nei capanni degli attrezzi, sulla sabbia di sera ed anche di mattina; se fai la radiografia delle teste, trovi litri della tua sborra versati su corpi giovani e caldi, di sole e di passione; non sanno però che tutta quella sborra serve come crema del corpo e del ventre per una sola donna.”

“Lo sanno, da quando ho la mano sulla tua figa sanno che tu sei la mia dea e si stanno ritirando,”

“Ti stai esibendo anche tu? Non è periglioso fare insieme anche qualcosa di osè?”

“Certo che lo è; ora sappiamo che c’è anche complicità tra noi, e non solo sul lavoro.”

“Si, ma adesso che la pressione mi è salita, quando mi scopi?”

“Appena torniamo al bungalow … ma quante volte al giorno facciamo l’amore?”

“L’obbligo sindacale è tre, colazione pranzo e cena; ma la norma tra noi è almeno quattro; qualche volte sei arrivato a dieci o dodici, ma sono state maratone che imponevano la situazione e l’ambiente.”

“E, solo per curiosità, tu a che numero sei arrivata?”

“Conosci Orazio? In una satira invita a non misurare quel che gli dei concedono; non chiedere e stai sereno; sappi solo che qualche volta stavo scomoda in sella perché i lombi erano malridotti dalla notte precedente … E’ anche per questo che ti amo,”

In effetti, in due mesi fanno l’amore quanto una persona normale non fa in una vita, visitando nel contempo paesaggi, monumenti, spiagge e località straordinarie; quando si avvicina il profilo noto della loro città, il magone è forte in ambedue e li soffoca fino ad impedirgli di parlare; l’ultimo bacio di lussuria in un motel alla periferia, prima di avviarsi a casa di lei dove arriva già senza tuta, in pantalone e camicia; si salutano affettuosamente, da colleghi, e si danno appuntamento al lavoro.

Lei va via nascondendo il pianto, di felicità e di rimpianto; lui ingoia il magone e chiama Nicoletta; ha voglia di rivederla, ora che la bellissima vacanza è finita; quel viaggio era parte del suo patrimonio di ragazza e parlarne può fare bene ad entrambi.

“Ciao, Marco; sei tornato?”

“Si; dove sei?”

“Ti aspetto a casa mia.”

“Io sono in moto e in tuta; ti va di venire con me a casa mia? Mi cambio, andiamo a pranzo e parliamo tanto di un sogno diventato viaggio.”

“Se con te c’è il bagnino è meglio.”

“Quale bagnino?”

“Quello che mi avevi promesso a Rivabella e che non ho trovato … “

“Ah, sì, ricordo; non è proprio quello ma forse è come piace a te.”

“Vieni, mi preparo per te.”

Siede sul sedile posteriore con gonna e camicetta, come quando erano giovani; vanno in camera e lo aiuta a togliere la tuta; quando rimane in slip, gli chiede se non si prendono un aperitivo, ammirando il corpo abbronzato e reso brillante dal sole; lui la rovescia sul letto e scopre la parte inferiore del corpo; la rovescia su di se e le pianta il cazzo fra le cosce, spostando lo slip; mentre pomiciano da ragazzini rasente la figa, attraverso l’indumento, le sussurra baciandole.

“Mi sa che la megera ha visto giusto; prima o poi mi devo rifare una famiglia e tu sei l’ideale.”

“Chi è questa veggente?”

“Loredana; il viaggio è stato da innamorati, come lo sognavamo noi; l’anno prossimo si sposa col fidanzato e mi ha detto che forse sono maturo per una nuova esperienza; lei fa il tifo per te; ma credo che lo dicesse solo perché stavo raccontandole del nostro sogno di viaggio, ti vedeva con Alberto a fianco a noi; ora che lui è morto, crede che sia naturale la nostra coppia.”

“Sappiamo che ha funzionato … “

“Come sappiamo che ha naufragato … “

“Però i relitti siamo ancora qui e forse una nuova zattera la possiamo rabberciare.”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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