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Arroganze e prevaricazioni · Cap. 5
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Capitolo 5 di 11 14 min di lettura

Arroganze e prevaricazioni 5 - B - Marco 2

Evelina scopre se stessa e l'amore per Marco

geniodirazza
1 anno fa · 261 letture · 0

“Che sarai il mio amore lontano finché il grande capo non verrà a verificare lo stato della mia amministrazione … “

“Oppure convocherà nella sede centrale gli amministratori locali, o deciderà di incontrare la sua amata anche solo per un week end o sceglieranno di passare una settimana in un posto che sarà magico solo per loro … “

“Come vedi, la sintonia consente un grande amore.”

“Sai che non ti sarò fedele?”

“E tu sai che, se incontro quello che ti vale, ti avverto e scelgo un’altra strada?”

“Uno che mi vale, mi pare difficile … “

“Presuntuoso! Vuol dire che quando non ce la farò a resistere, cercherò qualcuno che meriti una serata di sesso e ti amerò mentre mi farò scopare da un tizio anonimo. Adesso vuoi decidere se mi scopi, se mi ami, se mi violenti? Insomma, vuoi fare qualcosa o devo violentarti?”

“Ti amo, pazza; e ti voglio.”

L’ha spinta sul letto, le solleva la gonna sino alle anche e le piomba addosso, apre la patta, tira fuori il cazzo ritto come un palo e lo appoggia alla figa, spostando il leggero tessuto dello slip; la penetra con forza, quasi con violenza; lei soffoca l’urlo mordendosi una mano; teme di averle fatto male e si blocca col cazzo contro l’utero.

“Ti ho fatto male?”

“No; sì; mi hai sverginato praticamente, mi sono sentita squartare; hai una mazza bella grossa e non me l’aspettavo; ma ora è tutto passato, è solo passione, libidine, piacere, goduria; continua ad amarmi così; ti voglio.”

La scopa a lungo, con delicatezza, facendole sentire la mazza in tutta la sua lunghezza; lei lo accoglie con goduria e si stringe all’inguine per sentire il cazzo fino in fondo; Marco si solleva un poco e gioca a passarle la cappella sulla spacca fino al buchetto stretto e grinzoso, decisamente verginale.

“Per il momento, lì non puoi entrare; non l’ho mai fatto e la tua bestia potrebbe farmi molto male; non abbiamo lubrificante; domani in una farmacia compriamo del gel e avrai quella mia verginità; lo voglio, ti amo, voglio celebrare e il culo sarà la mia offerta a questo nuovo grande amore; voglio darti tutto quello che posso; non osare contraddirmi; hai fatto di tutto per innamorarmi, adesso mi dai tutto quello che puoi per farmi felice!”

“Abbiamo previsto una settimana per i controlli; le notti saranno solo nostre; se hanno completato l’appartamento previsto per te, ci staremo; se no, un albergo va bene lo stesso.”

“Basta che mi dai tanto amore e vengo anche all’inferno con te.”

“Pensi che stiamo correndo troppo?”

“Mi hanno insegnato a seguire il cuore; se lui corre, io corro. Tu fai come ti senti … Io mi sento di seguire il mio cuore, te e il tuo cuore; visto che siamo in quattro a correre sarà una corsa meravigliosa. Adesso fammi godere; scaricami nel corpo il tuo amore e dormiamo; ho chiesto la sveglia alle sette e non voglio tardare, nemmeno se me lo chiedesse l’amore per te.”

Ricominciano da capo; si spogliano ordinatamente, ciascuno da un lato del letto, e ripiombano sul materasso insieme, lei si apre alla penetrazione e lui e entra in figa di nuovo, deciso stavolta a godere, finalmente; lei lo accoglie con tutto il corpo e si lascia pervadere dal piacere che lui le dà attraverso il cazzo per tutto il corpo; sborra più volte prima che lui le scarichi nel ventre un fiume di sborra che sembra scatenarsi da lunghi momenti di difficoltà e di delusioni; è felice, in quel momento.

Si adagiano sul letto, lei gli si accoccola contro, viso a viso, e lo copre continuamente di piccoli baci su tutto il viso e sul petto; lui la frena e le suggerisce che è il caso di dormire, prima che il fratellino si svegli e chieda ancora tanto piacere; riescono a prendere sonno e si svegliano di colpo al suono della sveglia; lei si fionda nella doccia e finalmente si libera delle scorie della scopata della sera precedente; blocca lui che vorrebbe entrare e lo fa passare quando esce in accappatoio.

Passano insieme una settimana straordinaria, nella nuova location; professionalmente, lei da prova immediata della capacità di dirigere e stabilire, guidare ed ordinare; nell’appartamento che le è stato assegnato, vive con Marco i momenti più intensi della sua vita sessuale, specialmente quando, come gli aveva promesso, gli offre la verginità del culo, dopo essersi garantita le necessarie accortezze per rendere lo stupro un momento di estasi amorosa.

Infatti, appena giunti in città, si è premurata di andare in farmacia ed ha chiesto il più efficace e sicuro lubrificante anale, perché nutre molte preoccupazioni sulla sua salute, considerando il rapporto tra il buchetto del suo culo e la mazza di Marco; la farmacista è la persona giusta, confessa di avere avuto lo stesso problema con un amante focoso e le vende il prodotto più indicato per una vergine destinata a un grosso cazzo.

Appena le consegnano le chiavi dell’appartamento, lo gira tutto ammirandone la dotazione e gli angoli con entusiasmo fanciullesco; trasmette anche a lui un desiderio mai provato; lo abbraccia entusiasta e gli schiocca innumerevoli baci su tutto il volto; lui la blocca e la stringe in un abbraccio sensuale che trasforma immediatamente l’euforia in passione e trasporto; quando le bocche si catturano e le lingue combattono, è libidine pura che si scatena.

Si ferma per un momento, preleva il tubetto del gel dalla borsa e l’appoggia sul comodino al lato del letto; lui capisce tutto ma ha ancora solo una piccola remora.

“Sei sicura di volerlo? Ti farò male!”

“Mi farai un poco male all’inizio, poi sarà passione pura; l’amore trasformerà tutto in libidine; ti voglio, ho deciso e non torno indietro nemmeno se mi sventri; ma so che mi darai solo piacere e amore.”

Non può eccepire nulla, la spoglia delicatamente e la stende sul letto; la fa girare carponi per avere la migliore angolazione e si abbassa dietro di lei e leccare amorosamente culo e figa; passa la lingua a spatola su tutto il perineo e infila la punta nella vagina e nell’ano; succhia e mordicchia più volte il clitoride; sente che la donna si rilassa in tutte le fibre e ammira la dilatazione dell’ano che favorisce inserendo prima un dito, poi due e ruotando per abituare il foro alla violazione.

Preleva dal comodino il gel e se ne spalma una piccola parte sulle dita; ricomincia da due e avverte che entrano con facilità; resosi conto che il lubrificante funziona, aggiunge un terzo dito senza rilevare fastidi; aggiunge il quarto e il buco del culo si apre al massimo della dilatazione, certamente oltre lo spessore del cazzo; abbonda col gel e lubrifica ampiamente il canale rettale e il foro di ingresso; ne passa abbondantemente sul cazzo, accosta la cappella e spinge.

Evelina reagisce ritirando il corpo in avanti; non è il dolore della violazione dello sfintere, che quasi non avverte, a darle timore, ma la spinta improvvisa su tutto il pacco intestinale che travolge anche lo stomaco; impedisce a lui di ritrarsi, come aveva accennato, respira profondamente e spinge indietro il culo e i fianchi consentendo al cazzo di entrare profondamente fino all’intestino; un calore intenso si dirama dal cazzo e le raggiunge il cervello.

Sente il corpo scosso tutto dalla spinta, ma la libidine le monta fino al cuore; partecipa con emozione al piacere dell’inculata e si sente finalmente posseduta come voleva; è la prima volta che si sente tanto profondamente fusa con un maschio ed è felice, perché lo ha voluto e se lo sta godendo con autentico amore; Marco la scopa assai lentamente, quasi a farle sentire tutta la lunghezza della mazza e a farle godere il piacere dell’inculata; continuano per molto tempo a godersi la scopata anale.

Quando lui sente che è vicino il limite per esplodere, la avverte e lei artiglia il clitoride per mettersi in pari; esplodono insieme in un orgasmo che nessuno dei due aveva mai provato prima; lui le afferra da dietro i seni e la tiene appiccicata a se quasi che lo sperma dovesse fare da collante; lei si abbandona alla carezza lussuriosa; quando avverte che sta per uscire, lei respira profondamente e si sposta di colpo in avanti; il cazzo esce e lei si sente di colpo vuota.

Mentre se ne stanno stesi sul letto, lui supino e lei bocconi, quasi per inevitabile conseguenza si dicono che non sarà l’unica volta e che, finché non troveranno un’alternativa, quell’amore durerà immutato; da quella sera e per tutta la settimana si consumano scopando ed ogni mattina è difficile alzarsi per fare il lavoro di verifica, di controllo e di direzione; ma sono ambedue persone dedite soprattutto al lavoro e, quando lui parte, lei è già padrona dei meccanismi di amministrazione.

Marco prova un pizzico di nostalgia mentre si allontana dalla fabbrica abruzzese, soprattutto perché in quel momento fuggire dalla realtà quotidiana gli farebbe solo bene; ma sa che i suoi doveri sono dove la sua vita si sviluppa; torna verso casa con tanta tristezza per quello che sa di trovare ma anche con la certezza che le radici sono là, ad onta di tutto.

Prima di andare avanti…

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