«Non muoverti, rimani dentro di me. Lasciami assaporare ancora il piacere della tua verga, che mi riempie completamente.»
Ha continuato a stimolare il mio piacere, contraendo i muscoli vaginali per alcuni minuti, poi, sollevato lo sguardo, mi ha implorato di chiavarla ancora.
«Ancora! Pompami ancora! Continua a sfondare questa troia di tua madre, che sta impazzendo a farsi fottere da suo figlio! Dai, amore, fammi godere ancora!»
Ho iniziato di nuovo a stantuffarla e lei spingeva il suo corpo in alto, andando incontro al mio cazzo per godere sempre più. Ho sentito le sue dita affondare nella mia schiena, le unghie che mi graffiavano la pelle; le sue gambe si sono annodate strettamente intorno a miei fianchi, poi, con un lungo lamento è esplosa sotto di me.
«Amore, vengo! Sbattimi più forte! Dai, che vengo! Mi fai, venire! Vengo! VENGO! Vengo ancora!»
Ho preso a scoparla come un pazzo scatenato e, mentre la sentivo tremare e godere sotto di me, ha in qualche modo provocato anche il mio ennesimo orgasmo, che ho scaricato tutto nel tuo ventre, urlando come un pazzo.
«SBORRO! Vengo, ora! Ti sto sborrando ancora dentro! Mamma, ti sborro dentro!»
Sfiniti, siamo rimasti per alcuni minuti abbracciati stretti l'uno all’altra, poi mi sono tolto da lei e ci siamo puliti con dei fazzolettini, in assoluto silenzio. Una volta che ci siamo ricomposti, abbiamo ripreso il ritorno verso casa e, appena giunti, abbiamo notato che la macchina di papà non era nel cortile. Siamo entrati in casa e entrambi ci siamo spogliati e siamo entrati sotto la doccia, proseguendo ad accarezzarci e baciarci come due innamorati. Il mio sesso è tornato di nuovo duro a quelle sollecitazioni, allora lei si è inginocchiata davanti a me, l’ha preso in bocca e l'ha succhiato con avidità. Quando si è resa conto che era perfettamente duro, si è girata e, appoggiatasi al muro della doccia, mi ha guardato e chiesto una cosa del tutto inaspettata.
«Adesso, fammi il culo! Non l’ho mai dato a nessuno, nemmeno a tuo padre, ma voglio che sia tu il primo a prendersi questa mia seconda verginità. Dai, non temere, anche se so che mi farai male, soffrirò in silenzio e, in ogni caso, sarà un piacere farlo con te.»
Ho preso il doccia schiuma e con esso le ho lubrificato al meglio quel buchetto che mi sembrava così piccolo e stretto rispetto alle dimensioni del mio membro, ma lei ha insistito affinché la possedessi e, spingendo il culo in fuori, mi ha esortato ad entrare in lei senza nessuna esitazione
. «Mettimelo dentro! Spaccami il culo e fammi male!»
Ho appoggiato la punta a quel piccolo foro ed ho preso a spingere, cercando di esser il più delicato possibile, ma lei, con una mossa a sorpresa, ha spinto il suo corpo indietro contro il mio e, ad un tratto, le sue chiappe hanno aderito al mio corpo, mentre emetteva un gemito di dolore.
«Oddio, mi squarti, ma ti sento tutto dentro. Non ti muovere, non provare ad uscirtene per nessun motivo!»
Son rimasto immobile, piantato dentro di lei, che, ad un tratto, ha preso a sfilarlo dal culo per poi riaffondarlo. Non ero io che scopavo il culo a lei, ma era lei che si impalava sul mio cazzo ed ha cominciato a muoversi sempre più velocemente, fino a che mi ha esortato a pomparle il culo con tutta la potenza possibile.
«Dai, sbattimi il culo! Scopami forte nel culo! Spaccamelo tutto!»
Ero impressionato da quella ferrea volontà di voler provare questa esperienza con me, ma, nello stesso tempo, ero eccitato dal fatto che stavo rompendo il culo di mia madre. L’ho afferrata per i fianchi ed ho cominciato a limare quel buco, prima lentamente, poi sempre più velocemente, fin quando ho sentito il piacere esplodermi nei lombi e di colpo le ho inondato il culo di sborra.
«Bellissimo! Che bello sentire che mi stai riversando nel culo tutto il tuo piacere! Grazie, amor mio, grazie per avermi rotto il culo! Son felice di averlo dato a te!»
Ho continuato a stantuffarla ancora un po’, poi mi sono sfilato e mi son abbassato per vedere il suo buchetto dilatato e ridotto ad una reale voragine. Ho osservato attentamente che non vi fossero lacerazioni, ma solo un lieve arrossamento della parte e, quando mi son di nuovo alzato in piedi, è stata lei che si è inginocchiata davanti al mio cazzo, ed ha preso a baciarlo e adorarlo come un idolo.
«Meraviglioso! Il tuo cazzo è meraviglioso! Sono fiera ed orgogliosa di averti donato un così meraviglioso gioiello, che mi ha fatto letteralmente impazzire. Ho deciso che, da questo momento e fin quando lo vorrai, sarò la tua puttana! Forse divorzio da tuo padre, ma la cosa non mi interessa più, perché l’unica cosa che voglio è stare tra le tue braccia, fin quando lo vorrai e godere di questa meraviglia, fin quando mi sarà possibile.»
E così è stato. Ha preso a frequentare casa mia, sempre più spesso, prima con la scusa di venire a far pulizie, poi trattenendosi a dormire sempre più spesso, finché si è separata da lui ed è venuta a vivere con me. La scopo regolarmente e lei, ora, è una donna allegra e felice. Dentro di me mi sento veramente fortunato, perché la vita mi ha fatto un regalo davvero speciale: mi ha servito la figa perfetta e, se quella figa appartiene alla tua bellissima madre; allora sei davvero uno molto fortunato!
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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