Vai al contenuto
Erotika
Incesto. vol. II · Cap. 4
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 4 di 10 12 min di lettura

Una tradizione della valle.

Come avevamo immaginato. Federica, se sei d’accordo, potremmo dare una rapida ripassata a mio figlio, che ne dici...

pennabianca
1 anno fa · 578 letture · 0

Mi chiamo Adriano, ho 24 anni e sono un bel ragazzo di media statura, moro, occhi scuri, fisico asciutto; vivo assieme ai miei genitori, in una grande casa colonica. Fino a questo momento, non ho avuto altre donne se non Carla, con cui son fidanzato da circa dieci anni. Proveniamo e viviamo alle pendici di grosse montagne, le grandi città son lontane, siamo famiglie di agricoltori che si aiutano a vicenda. Il paese è formato da una chiesa, un po’ di case e tanti poderi, sparsi in tutta la vallata. Quello che ha cambiato la mia vita è successo poco tempo fa. Finalmente, dopo tanti anni di fidanzamento, mancava poco al giorno del fatidico sì. Per noi due avevamo ristrutturato il vecchio maso, su in alto al colmo della collina, dove, in genere d'estate, portavamo le mucche al pascolo ed ora, invece, io e la mia futura moglie avevamo deciso di modificarlo e farlo diventare, oltre alla nostra casa, un piccolo b&b con tre camere e tanto verde intorno. Da questa posizione poi è facile salire su, in alta montagna e, d’estate, sono molte le persone che vengono a fare escursioni, quindi avevamo messo in atto questa nostra idea per un proficuo futuro. I giorni precedenti, però, erano stati pieni di impegni e per sbrigare tutto ciò che c’era da fare, avevo chiesto l’aiuto di mia madre che, per qualche giorno, era venuta su, nella nuova casa, con me. Era stata molto brava a preparare il matrimonio di mia sorella e, sicuramente, sarebbe stata altrettanto brava nel preparare il mio. Contavo su di lei per preparare il nostro nido e lei, felice, si era detta molto disponibile. Il secondo giorno che eravamo su, venne a trovarmi Federica, mia cognata, ossia la sorella della mia futura moglie, che mi portò i primi regali ricevuti. Mia madre Flavia e mia cognata già si conoscevano, ma era da un po’ di tempo che non si vedevano, in quanto lei vive vicino al paese, perché lavora nell’emporio dove si rifornisce tutta la comunità. Così cominciarono a parlare dei preparativi, della festa e dei regali. E, a proposito di regali, mia madre le chiese di aspettare in cucina. Dopo qualche minuto, si presentò con un set di lenzuola bianche e le chiese se poteva aiutarla a metter quelle lenzuola sul letto. «È usanza che siano una di ogni parte delle due famiglie a rifare il letto degli sposi. Se non ti dispiace aiutarmi, lo facciamo assieme.» Mia cognata rispose di sì e si avviarono in camera da letto, dove le raggiunsi dopo qualche minuto. Mentre le osservavo, esse si misero all’opera. «Sai, Flavia, sono proprio belle queste lenzuola.»

Mia madre convenne con lei che erano di gran pregio. «Sono proprio delle belle lenzuola: è il cotone di cui sono fatte, che è di prima scelta.» Federica fece un sorrisetto compiaciuto. «Sì, Flavia, sono proprio belle e su questo letto ne vedranno di cotte e di crude!» Io non potei non confermare le loro affermazioni. «Sicuramente questo letto non durerà molto, siamo molto in arretrato; mi toccherà fare tutto ciò che non ho fatto finora.» Ho visto lo sguardo stupito di mia cognata. «Cosa significa? Vuol dire che tu e mia sorella non l’avete mai fatto?» Un po’ in imbarazzo, le ho risposto deciso. «No, ho sempre rispettato la sua volontà di farlo dopo il matrimonio. Anzi, quando verrà quel giorno, spero proprio di non far brutte figure.» Ho visto lo stupore nei loro occhi. Si son date uno sguardo e poi è stata mia madre che ha preso la parola. «Figlio mio, non devi preoccuparti; in quel momento, tutto sarà bello, anche se era meglio aver fatto un briciolo di esperienza. Ma, come ti dico sempre, a tutto si può rimediare.» L’ho guardata stupito. «Non capisco, mamma, cosa vuoi dire?» Lei non mi ha risposto, ma ha girato lo sguardo verso mia cognata. «Come avevamo immaginato. Federica, se sei d’accordo, potremmo dare una rapida ripassata a mio figlio, che ne dici?» Lei ha sorriso e si è detta disponibile. «È una buona idea. Credo che sia il miglior regalo che gli possiamo fare.» Ero attonito nel sentire quelle parole, ma, ben presto, il mio turbamento svanì, quando mi resi conto delle effettive intenzioni che avevano le due donne. Mia madre indossava una camicetta bianca ed una gonna nera; mia cognata una maglietta aderente ed una gonna corta di jeans. Mi voltai verso mia madre e vidi che, lentamente, si stava sbottonando la camicetta: un bottone, dopo l’altro, ma lentamente. Si aprì totalmente la camicetta e se la sfilò. Potevo vedere il suo seno abbondante, che il reggiseno di merletto nero faceva fatica a contenere. Nel mentre, mia cognata mi venne da dietro. Iniziò ad accarezzarmi spalle e braccia; potevo sentire il suo caldo respiro sul mio collo.

Nel frattempo, mia madre si sfilò la gonna, mostrando uno splendido slip nero con merletti e pizzi. Mia cognata iniziò a muoversi dietro di me, spingendo il suo seno contro la mia schiena. Inutile dire che la mia eccitazione salì subito alle stelle. Mia madre cominciò a muoversi sinuosamente. Con le mani si toccava il seno, schiacciando le mammelle dure l’una contro l’altra. Quello spettacolo mi stava eccitando da morire, anche perché mia madre ha una 5a di seno. Anche mia cognata era ben equipaggiata, con una bella 4a. D’improvviso mia madre si sfilò il reggiseno, mostrandomi le sue polpose tette, i capezzoli turgidi e le grandi areole. A sua volta Federica non perse l’occasione ad eccitarmi ancor di più. «Ti piacciono le tette di tua madre, vero? Ma le mie non sono da meno, te lo posso assicurare.» Così mi prese una mano e se la infilò sotto la maglietta, facendola scorrere con movimenti rotatori su entrambe le tette. Io non persi tempo, così le alzai la maglietta. Aveva uno splendido seno anche lei. Mi avvicinai ed iniziai a leccarle, prima un capezzolo, poi l’altro. Al contatto con la mia lingua entrambi diventarono turgidi. Mia madre ne fu subito entusiasta. «Bravo, figlio mio, vedo che la nostra lezione ti sta piacendo. Continua così che vai benissimo!» Chiesi conferma del mio operato. «Sì, mamma. Ti piace come lecco i capezzoli di Federica?» A lei brillavano gli occhi per l'orgoglio che le avevo instillato. «Sei molto bravo, continua; stai facendo eccitare cognatina e mamma.» Poi si stese sul letto, continuandosi a toccarsi il seno. Ho poi visto che una mano di mia madre si insinuava dentro gli slip. Vedevo quella mano andare avanti/indietro e, ogni volta che quelle dita entravano nella propria figa, emetteva un gemito. Federica mi ha fatto avvicinare a lei. «Hai visto cosa sta facendo tua madre? Dai, andiamo da lei a farle compagnia.» Così ci avvicinammo a mia madre. Io a destra, Federica a sinistra. Contemporaneamente le sfilammo le mutandine. Mia madre non smise di masturbarsi. Le sue dita si bagnavano sempre più ad ogni penetrazione: era visibilmente eccitata e sicuramente molto calda. Io la guardavo estasiato con il cazzo che premeva con forza dentro i pantaloni. Federica iniziò a leccarla, partendo dall’ombelico e scendendo sempre più giù. Il contatto tra la lingua di Federica e la figa di mia madre fu un qualcosa di straordinario.

Mia madre inarcò la schiena, mentre la lingua di Federica entrava e usciva con molta rapidità, indugiando sul suo clitoride con movimenti rotatori e molto veloci. «Accidenti, che brava che sei! Dai, mi fai impazzire! Continua!» Vederla gemere di piacere, mi mandò il sangue alla testa. Senza attendere altro, mi denudai completamente. Mia madre vide quanto ce l'avevo grosso e si compiacque con sé stessa, per il lavoro fatto. «Federica, guarda com’è venuto bene mio figlio! Ha il cazzo grosso come quello di suo nonno, che era un vero toro!» Lei ha sorriso e le ha fatto una proposta. «Visto che è tanto grosso come dici tu, vediamo come te lo senti tra quelle tue tette enormi.» Così mi sedetti su di lei e, mentre Federica la leccava, io glielo misi tra le tette muovendomi avanti e dietro. Lei agevolava la “spagnola” stringendosi le tette. Era bello sentire il mio pene imprigionato tra le tette di mia madre. Dopo qualche minuto, iniziai ad accelerare i movimenti, facendo arrivare la punta del mio pene a pochi centimetri dalla sua bocca. Non potendolo prendere in bocca, mia madre tirò fuori la lingua e, con la punta, prese a bagnarlo come una vera troia. Ero eccitatissimo. «Che meraviglia! Non ho mai fatto questa cosa con Carla, anche perché il suo seno è molto più piccolo del vostro!» Potevo sentire il mio pene ben lubrificato. Federica, dopo aver leccato per bene la figa di mia madre, si avvicinò anche lei al mio pene. Lo liberai dalle tette di mia madre e le due donne si inginocchiarono una di fronte all’altra: Federica moriva dalla voglia di ciucciarlo. «Non vedo l’ora di sentirlo in bocca! Mi eccitano molto le verghe grosse e questo è davvero notevole!» Avvicinai le loro teste al mio pene turgido ed esse, prima con la lingua, poi con la bocca, si alternavano a leccarlo ed a prenderlo in bocca. Mia cognata Federica aveva una bocca caldissima e, quando il mio pene entrava nella sua bocca, sentivo una piacevole sensazione di calore. «Che spettacolo! Siete due succhiacazzi stupende! Carla non ha la vostra esperienza.» Federica si è messa a ridere, mentre mamma mi ha detto una cosa che in quel momento non ho ben compreso. «Stati tranquillo che, col tempo, sarà brava anche lei; vedrai che ne avrà di tori da mungere e tu di vacche da montare, specie dopo che sarà noto a tutte che razza di gioiello ti ritrovi fra le gambe.»

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 5

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista