Mi chiamo Elisa, 29 anni, sono abbastanza alta, occhi scuri, mora dai capelli lunghi e capigliatura molto folta, anche il seno è prosperoso, una quarta abbondante e, sia il culo, che le cosce, sono ben proporzionate al resto del corpo, facendo di me la tipica bellezza mediterranea. Da sei anni sono sposata con Fabio, un bel ragazzo, mio coetaneo, un po' più alto di me, con un bel fisico scolpito, occhi scuri, capelli neri come i miei, braccia forti, insomma, fisicamente, proprio un bell'uomo, anche munito di una buona dotazione. Quando l'ho conosciuto, circa una decina di anni fa, ero una che, di esperienze, ne aveva già fatte abbastanza. Fin da adolescente, sono sempre stata affascinata dal cazzo e, seppur non ricordo quando ho cominciato, quando ho conosciuto Fabio, ne avevo già presi diversi e, soprattutto, succhiati altrettanti. In pratica ero la classica bellezza di quelle che viene definita "chiacchierata", ma questo non ha impedito a Fabio di volermi a tutti i costi. Stranamente, dopo che ci siamo sposati, non mi è più comparso il desiderio di aver altri maschi, perché con lui mi son sempre divertita molto e, per il fatto che fosse ben dotato, son rimasta sempre appagata, perché ne godevo moltissimo. L'unico membro della sua famiglia è Giulio, mio suocero. È uno splendido cinquantenne che, dieci anni fa, alla morte di sua moglie, si è ritirato dagli affari e, dopo aver ceduto la quota della sua azienda all'altro socio, ha deciso di non voler più lavorare. Ho sempre avuto un debole per mio suocero; fin dal primo momento che l’ho conosciuto, ho provato per lui un sentimento particolare. Quando le mie amiche mi facevano i complimenti per mio marito, io, con fare civettuolo, ribadivo che era meglio il padre! Poi, naturalmente, aggiungevo che stavo scherzando, anche se, in realtà, lo pensavo veramente. Un bell’uomo, alto, sportivo, più che simpatico, dolce, come avrei potuto non avere un debole per lui? Però era una cosa presente solo nella mia mente, che finiva lì, e non mi ero mai permessa di far qualcosa per andare oltre. Poi, per lavoro, Fabio ha dovuto assentarsi da casa per circa un mese. Consapevole del fatto che sarei rimasta sola, ma anche che nel nostro quartiere vi erano stati dei furti, ha esternato queste sue preoccupazioni proprio l'ultima domenica, prima di partire, a pranzo, a casa di mio suocero. «Papà, son preoccupato a lasciare Elisa da sola per tutto questo tempo. Ultimamente, poi, nel quartiere ci sono stati anche dei furti e, saperla sola a casa, mi impensierisce un po'.»
Giulio mi ha rivolto un'occhiata e, con l'aria più tranquilla e serena del mondo, ha avanzato immediatamente la soluzione. «Non avendo nessun impegno, posso tranquillamente passare un mese a casa vostra, per far compagnia a lei. Naturalmente se questo è gradito ad Elisa.» L'ho guardato e gli ho confermato che per me era un vero piacere averlo in casa con me. Fabio è partito in mattinata e mio suocero è venuto la sera all’ora di cena. Abbiamo cenato e poi mi son messa a rigovernare. Mi sono accorta che lui mi seguiva continuamente con lo sguardo, anche in virtù del fatto che indossavo solo una gonna leggera ed un top. Sentivo i suoi occhi puntati addosso, soprattutto quando mi abbassavo a pulire il forno della cucina. Era evidente che, quando mi abbassavo, lui aveva modo di ammirare il mio fondoschiena. Sornione, si gustava il belvedere ed io, con un pizzico di civetteria, mi abbassavo ancor più, anche senza necessità. Girando lo sguardo, ho incrociato i suoi occhi e lui, con un tono spiccatamente malizioso, mi ha fatto un complimento. «Certo che mio figlio con te ha fatto proprio un bel colpo grosso. Beato lui!» A mia volta, gli ho sorriso maliziosamente e, insieme, ci siamo seduti sul divano a guardare un po' di TV e poi, poco dopo, ciascuno di noi è andato a dormire nel proprio letto. Io ero molto eccitata. Avevo la fica bagnatissima al pensiero che mio suocero avesse ammirato il mio culetto sodo e, in qualche modo, considerava una fortuna per suo figlio avermi come moglie. Mentre mi abbandonavo a considerazioni di questo tipo, la mia mano è scivolata fra le mie cosce, ho preso ad accarezzare il bottoncino ad occhi chiusi, fantasticando su di lui e, soprattutto, sul fatto che dovevo avergli mostrato più di quanto pensassi mentre ero piegata a pulire l'elettrodomestico; quelle elucubrazioni mi hanno fatto godere e lo facevo in maniera sommessa, accorta a non far rumore. Mi sono morsa un labbro per non urlare, mentre, con due dita piantate dentro la mia fica, sono stata squassata da un orgasmo devastante. Il secondo giorno, dopo il lavoro, ci siamo ritrovati di nuovo io e mio suocero a tavola per cena. Dopo di che, stesso copione della sera precedente, con la variante che ora mi piegavo di più e, per fornire un panorama più allettante, avevo indossato un perizoma di pizzo nero, messo apposta per l'occasione. Lo volevo far eccitare! Mi sentivo troia e, se fosse dipeso da me, me lo sarei già scopato, ma non volevo far io il primo passo.
Prima di metterci a letto, d'improvviso prese a suonare l’allarme della palazzina davanti alla nostra: ho avuto paura ed ho iniziato a tremare. Abbiamo guardato un po’ fuori dalla finestra, senza notare niente di pericoloso, allora mi son profusa in ringraziamenti per la sua presenza. «Grazie per esser rimasto a dormire qua. Da sola, sarei rimasta così scossa da non conciliarmi di certo il sonno; poi, questo allarme che non smette di suonare: ho paura a retar da sola nel letto.» Lui mi ha abbracciato e mi ha rassicurata. «Elisa, sta tranquilla! Ci son qua io a proteggerti e, se proprio hai paura, possiamo dormire insieme, nello stesso letto.» Quando ho sentito queste sue parole, ho quasi avuto un orgasmo. Ho sentito le mie gambe tremare e la mia lumachina fremere e schiumare all'istante. Mi sono spogliata in camera mia, ho indossato un babydoll e son andata in camera sua. Mi sono infilata sotto le lenzuola e, poco dopo, lui è uscito dal bagno con indosso solo i pantaloni del pigiama. A torso nudo, era veramente uno spettacolo! Sentivo che la mia vagina non smetteva di emettere umori in quantità e, quando lui ha sollevato le coperte ed ha visto che indossavo solo il Babydoll, ho visto i suoi occhi brillare di piacere. Subito dopo ho finto di dormire, stando girata di lato, con il culo rivolto a lui alla ricerca di un contatto. Per un po’, siamo rimasti in silenzio, poi mi ha scosso piano, due volte, per esser certo che dormissi, ed infine ha cominciato a toccarmi piano il culo. Io son rimasta ferma, impassibile. Dopo il culo, è stata la volta delle tette. Ho dovuto mordermi il labbro, per non fargli capire che stavo godendo. Poi ha sollevato lentamente il Babydoll ed ha preso ad accarezzarmi il culo. Ero fradicia! La mia vagina lacrimava in continuazione! Era un fiume in piena! D'un tratto mi son mossa e mi son girata verso di lui. È rimasto immobile e, quando si è reso conto che continuavo a dormire, anche se in realtà era una finta, lui ha ripreso ad accarezzarmi le tette; a quel punto, ho allungato una mano e, simulando il dormiveglia, nel muovermi cercavo di arrivare con le mani alla sua patta e, quando ci son riuscita, la sorpresa è stata enorme: aveva un uccellone durissimo! Mi son resa conto che era più grosso di quello di Fabio! Stupita, mi son girata di nuovo. Volevo che pensasse che stavo dormendo e, magari, sognando. Lui si è avvicinato a me ed io ho spinto indietro il culo, andandogli incontro. Lo volevo ed aspettavo che lui me lo mettesse dentro. Lui lo ha strusciato tra le mie chiappe ed io ho allungato una mano dietro, l’ho afferrato e me lo son ficcato nella fica bollente.
Ero un lago e questo ha favorito la sua immediata penetrazione, ha preso a scoparmi come una vacca. Ha preso a montarmi con colpi sempre più forti e, alla fine, ho avuto un orgasmo che mi ha devastato. A denti stretti, mi parlava sottovoce. «Finalmente, mi scopo la mia bella nuora! Senti che fica bella calda e bagnata! Una vera vacca da monta! Tieni, troia! Prendilo tutto! Te lo ficco tutto dentro, fino alle palle!» Ha continuato a pomparmi a lungo. La sua resistenza mi ha sbalordito ed io avrei voluto gridare come una pazza ad ogni orgasmo, ma son riuscita a trattenermi. Poi mi ha dato una serie di colpi fortissimi e veloci, si è sfilato e mi ha sborrato sulle chiappe. Mi ha pulito con asciugamani e poi si è addormentato. Mi son alzata dal letto, son andata nella cesta dei panni sporchi, ho recuperato l’asciugamani e l’ho succhiato in corrispondenza delle macchie della sua sborra! Ero sconvolta! La mattina ci siamo ritrovati a fare colazione assieme. Mi ha sciorinato un sorriso e io ho fatto la civetta. «La paura di eri sera, mi ha fatto fare uno strano sogno: sembrava tutto così reale che, se fosse stato vero, ne sarei rimasta ancor più felice.» Lui mi ha fissato e poi, con un sorrisetto sornione, ha risposto alle mie parole. «Ho fatto un sogno stranissimo anch’io! Anche il mio, se fosse stato vero, sarebbe qualcosa di straordinariamente bello.» La sera successiva l’ho invitato a tornare a dormire nel mio letto. Son andata in bagno e, quando son uscita, l'ho trovato già sotto le coperte, nel mio letto. Avevo indosso solo il mio Babydoll e quando ho sollevato le coperte per entrare nel letto, ho visto che lui era nudo. Mi ha guardato e, dopo avermi attirato a sé, mi ha baciato infilando la sua lingua nella mia bocca. Mentre continuava a baciarmi, ho sentito le sue mani scivolare sotto il sottile indumento e, in un attimo, l'ha sfilato, lasciandomi completamente nuda, con indosso solo un minuscolo perizoma. Quando si è staccato, mi ha fissato negli occhi e le sue parole sono state semplici e chiare. «Adesso me lo prendi in bocca e me lo succhi per bene, perché sono informato che sei una provetta succhia cazzi. Fa un buon lavoro, che dopo ti sfondo tutta e, alla fine, ti apro bene anche il culo!» L'ho preso in mano e l'ho trovato durissimo, così ho iniziato a leccarlo e a ciucciarlo con tutta la golosità di cui ero capace. Me lo infilavo tutto in gola e mi fermavo solo quando la punta del mio naso sbatteva contro il suo inguine. Ha assaporato il piacere della mia bocca, complimentandosi con me.
