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Erotika
Incesto. vol. II · Cap. 1
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Capitolo 1 di 10 14 min di lettura

La suocera porca.

...Mentre lei parla, si è seduta sul divano ed ha accavallato le gambe, facendo salire la minigonna leggerissima che indossa...

pennabianca
1 anno fa · 2.1k letture · 0

Mi chiamo Simone, ho 24 anni, sono di media statura, moro dai capelli ricci, gli occhi scuri, un bel fisico snello ben modellato da anni di nuoto. Da quando ho completato gli studi di ingegneria informatica, ho subito trovato lavoro presso una grande azienda e per questo mi son dovuto trasferire in un'altra città. Subito mi son messo alla ricerca di un appartamento, ma la cosa si è rivelata un po' più complicata di quanto pensassi e così, all'inizio, ho accettato di dormire in un bilocale con bagno. La mia camera è ricavata nella mansarda ed è un piccolo appartamento a sé, con relativo angolo cottura e un salottino davvero carino. Vi si accede da un ballatoio esterno e questo lo rende un vero angolo tranquillo, dove io mi sento davvero a casa. È di proprietà di una famiglia costituita da tre donne: Elisa, la padrona di casa, è una bella donna di 48 anni, capelli neri, occhi verdi, terza di seno e sedere bello alto, tondo e sodo, cosce lunghe e snelle, e bocca ampia con labbra talmente sensuali che ti invogliano ad infilarci dentro un bel cazzo. Davvero una bella donna. Vedova da sei anni, ha allevato le sue figlie in modo davvero impeccabile. Le figlie sono Silvia, la maggiore, di 24 anni, Cristina, la minore, di 22. Con Silvia ho subito legato. Fin dai primi giorni, tra noi è scoccata la scintilla, ci siamo fidanzati e con lei mi trovo davvero bene. È una ragazza molto tranquilla, lavora come impiegata alle poste. Alta quanto me, bionda come lo era suo padre, occhi azzurri, anche lei munita di una buona terza di seno, un bel culo a mandolino e cosce belle lunghe. Come ho detto, nella vita di tutti i giorni, è una ragazza tutta acqua e sapone e, nell’intimità, è una amante tranquilla. Lo prende dolcemente sia davanti che dietro e lo succhia, ma con poca enfasi, non le piace molto e, ancor meno, ingoia. Non ama per niente ingoiarlo! Cristina, sua sorella, è molto più solare ed allegra, oltre che esser molto carina. È mora, capelli lisci e con le curve al posto giusto, il seno più piccolo di quello della sorella e un bel culetto. Cristina ha un bel rapporto con me, che mi considera il suo fratello maggiore. È fidanzata con un ragazzo che si fa vedere raramente in casa e questo, credo sia dovuto al fatto che non ha un buon rapporto con mia suocera. Come ho detto, ho un buon rapporto, sia con la mia fidanzata che con il resto della famiglia. Con Elisa poi c’è stato fin da subito una buona intesa e reciproco rispetto; ho scoperto che mi vuole molto bene e, quando parla di me con altre persone, dice sempre che sono un bel ragazzo, educato e molto bravo. Poi, un pomeriggio della scorsa estate, tutto è cambiato di colpo tra di noi. Per la sua sicurezza, si è fatta installare delle telecamere a circuito chiuso a tutela della sua proprietà. Tutto è filato liscio, fin quando, per una settimana c’è stata una continua interruzione di energia elettrica, che ha sballato tutta la programmazione di quei dispositivi, impostati proprio su questa eventualità. Lei era disperata. «Simone, come faccio? Non funziona più nulla! Non mi sento sicura così! Che devo fare? Aiutami ti prego!» L’ho tranquillizzata e le ho rimpostato di nuovo tutto il programma e poi le ho detto che avrei creato una estensione da inserire direttamente sul cellulare, in modo da avere la situazione sotto controllo, anche se non era in casa. Lei era al settimo cielo! «Lo sapevo che eri un mago. Simone, sei il mio idolo!» Passa una settimana ed una mattina, mentre sta facendo le pulizie in casa, si piega in avanti e dal taschino della camicia il suo cellullare cade direttamente nel secchio dell’acqua. Una tragedia. All’oscuro di tutto, quando sono rincasato, poiché faceva molto caldo, decido di farmi una doccia. Mentre ero in doccia, complice un certo problema alle ovaie di Silvia, che ci ha costretto ad una astinenza molto forzata, mi viene il cazzo duro. Mi vorrei segare, ma, appena ho finito di lavarmi, sento bussare alla porta. Prendo un telo grande e lo metto alla vita, così, a torso nudo e in ciabattine infradito, vado ad aprire la porta e mi trovo Elisa che mi guarda per un attimo con ammirazione. Per fortuna il cazzo nel frattempo si era un po’ smosciato, ma non del tutto. Dopo un attimo di stupore, la faccio entrare. «Ciao, che ti succede? Entra, accomodati. Ti posso offrire qualche cosa di fresco?» Lei, quasi a riprendersi dalla visione del mio corpo semi nudo, si scusa.

«Simone, ti ho disturbato? Stavi facendo la doccia? Accidenti che stupida, certo che ti facevi la doccia dopo una giornata di lavoro cosi calda! Scusami, vengo dopo. Scusami ancora, ti lascio solo.» La blocco e la invito in cucina a bere con me. «Dai, non ti preoccupare! Avevo appena appena finito!» Mi guarda e fa una battuta maliziosa. «Chissà che spettacolo, se fossi venuta prima!» Sorride maliziosa, distogliendo il suo sguardo dal mio fisico. «Silvia dice che sei ingrassato, ma io ti trovo in forma! Per me non lo sei affatto! Anzi, a me piaci molto più di prima!» Mi guarda con occhi maliziosi, mentre le offro del the freddo. «Grazie, ma, riguardo alla forma, anche tu non scherzi!» Le rispondo un po’ eccitato, ma anche un po’ perplesso dalla sua risata e dal suo sguardo carico di doppi sensi. Beve e poi mi spiega il motivo della sua visita. «Questa mattina ho “affondato” il mio vecchio cellullare. Mi è caduto nel secchio e, addio, è morto subito. Pazienza, tanto lo volevo cambiare, così ne ho preso un nuovo, ma, nel fare il passaggio dei dati non ha copiato il tuo programma sul controllo delle telecamere.» Sorrido e mi offro di reimpostare di nuovo il programma. Mentre lei parla, si è seduta sul divano ed ha accavallato le gambe, facendo salire la minigonna leggerissima che indossa. Vederla così esposta al mio sguardo, mi ha risvegliato il cazzo, che ritorna duro ed il bozzo comincia a farsi notare. Preso da vero momento di pura follia, decido di rispondere alla sua palese provocazione e faccio in modo che il nodo dell’asciugamano si allenti un poco. Lei mi continua a provocare. «Devo ricordarmi di passare in farmacia a pendere la pillola per Silvia, che è ora che ricominci a prenderla. Sembra che il problema si sia risolto.» Mi guarda, ride e fa un cenno con il capo, indicando il mio bozzo ora vistoso. Io le rispondo a tono. «Ma questo mese non ha corso nessun rischio! Tua figlia si è ben guardata dallo starmi vicino. Con il suo problema, mi ha lasciato in totale astinenza!» Mi guarda un po’ stupita.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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