Mi chiamo Gianni, ho 24 anni, sono alto 1,80, capelli corti neri, occhi scuri, fisico snello e asciutto. Lavoro come tornitore in una fabbrica metalmeccanica e da poco mi son reso indipendente dalla mia famiglia. Ho affittato un piccolo bilocale con bagno a poca distanza da casa dei miei genitori. Ho deciso di vivere per conto mio, perché non riesco più a tollerare il modo di comportarsi di mio padre, che spesso e volentieri non perde l’occasione di litigare con mia madre. Mio padre si chiama Luigi, è un uomo abbastanza alto, con i capelli completamente grigi, appena cinquantenne, che lavora in una officina meccanica non molto lontano da casa, è sposato con mia madre che si chiama Giulia. Lei, invece, è una splendida donna di 44 anni, alta 1,70, capelli neri, occhi scuri ed un fisico alquanto snello ed esile, seno non troppo grande, credo sia una terza, e un bel culetto a mandolino posto al culmine di cosce un po’ magre, ma proporzionate a tutto il resto del corpo. Quando ha conosciuto mio padre, è rimasta subito incinta di lui ed è per questo che si erano sposati. In tutti questi anni, lui le ha fatto sempre pesare il fatto che, a suo dire, lei lo avrebbe incastrato e, forse, è per questo che la loro unione non è mai decollata, ma è sempre stata costellata da liti più o meno violente. Le cose andavano così male tra mamma e papà che per giorni non si parlavano quasi e non uscivano mai insieme. Parlavano solo delle esigenze di casa, quali bollette, spese per il mangiare o vestire, e non passava giorno senza che iniziassero sgradevole battibecco su quelle che per me erano questioni banali, su cui qualche altro non avrebbe dato rilievo ed avrebbe lasciato che l'altro facesse a modo suo. Ho sempre cercato di convincerla a lasciarlo, per sottrarsi al brutto carattere di mio padre, ma non mi ha mai dato ascolto. Sono entrambi così testardi e si ferivano a vicenda solo per il gusto di farsi del male. Così lo scorso anno, dopo aver ottenuto un contratto a tempo indeterminato, ho deciso che era ora di cambiare aria. Circa un mese fa, mia madre è stata contattata da una sua carissima parente, che l’ha invitata al matrimonio della figlia. Mi sarei aspettato che io, mia madre e mio padre fossimo andati al ricevimento di nozze, ma il giorno prima del matrimonio mamma e papà hanno avuto uno dei loro soliti litigi verbali e così, un'ora prima di partire, papà annunciò che non ci sarebbe venuto e se ne andò sbattendo la porta. Me lo aspettavo, perché sapevo che papà non sopportava la famiglia di mamma, che, a loro volta, mal sopportano lui. Pensavo che avremmo rinunciato a partecipare all’evento, invece mia madre mi ha pregato di accompagnarla. Così, il sabato mattina, siamo partiti per andare al matrimonio che si sarebbe celebrato in una città vicino alla nostra, distante appena un’ora d'auto. La mamma era bellissima e conturbante, con un vestito al ginocchio di color verde brillante e oro, morbido e sottile, munito di uno scollo a V e schiena nuda, l'abito fasciava bene le sue forme: sedere e fianchi in particolare, le labbra erano ricoperte di un rossetto rosso brillante ed i suoi capelli, neri lucenti, le ricadevano con onde sulle spalle. Ai piedi aveva scarpe con tacco 12, perfettamente coordinate con il colore del vestito. Non riesco a ricordare un'altra occasione in cui sia apparsa così bella prima di ora. Durante l'intera cerimonia, ha calamitato su di sé lo sguardo carico di cupidigia di tutti i maschi presenti. Alla sua età, il suo corpo ancora non aveva iniziato a perdere la tonicità e lo splendore della gioventù, anzi, appariva come una donna splendida e desiderabile. Dopo tutto il rituale, gli invitati si son riuniti presso un hotel dove c'era un ampio salone per il pranzo e, adiacente, una piccola sala da ballo. Io e mia madre stavamo seduti ad un tavolo insieme ad una sua parente e alcuni uomini si sono avvicinati al nostro tavolo per invitare mia madre a ballare, ricevendo cortesi rifiuti. Alla fine, quando si è diffusa la musica di una canzone alquanto melodiosa, che sapevo esser una delle sue preferite, mi sono alzato in piedi e l’ho invitata ballare. Stringere fra le mie braccia mia madre, mi ha procurato una insolita sensazione. Durante il ballo, lei ha preso a stringersi a me e, poiché la pista da ballo era alquanto affollata, più di una volta siamo stati urtati da altri ballerini e, in quelle occasioni, mia madre non ha potuto far a meno di far aderire il suo corpo al mio. Sentire il tuo seno premere contro la stoffa della mia camicia, mi ha provocato un brivido strano, perché quel morbido tocco muliebre contro il mio petto sodo, senza che me ne rendessi conto, mi ha provocato una vigorosa erezione, che cercavo, in tutti i modi, di non far percepire a mia madre, ma lei, ad ogni urto che riceveva, si stringeva ancor più contro di me. Finito quel primo brano, ho fatto per tornare di nuovo al tavolo, ma lei mi ha bloccato, affermando che voleva continuare a divertirsi e, quando una nuova melodia è iniziata, lei si è di nuovo stretta a me. I nostri corpi, si toccavano ogni volta che ci muovevamo dolcemente, al ritmo della musica e potevo avvertire il corpo di mamma strofinarsi soavemente contro il mio sesso duro. Il mio corpo suggeriva di avvicinarmi di più, ma la mia mente rifiutava il contatto, in considerazione che la donna morbida e conturbante tra le mie braccia fosse in realtà mia madre. Purtroppo la pista ora si era riempita e, invece che ballare, ora restavamo fermi a dondolarci al ritmo della musica e, ad un tratto, mi son reso conto che il mio oscillare coincideva perfettamente a quello tenuto da lei contro la mia erezione, che ormai era di tutta evidenza. Eravamo lì, madre e figlio, stretti l'uno contro l'altro, più stretti di quanto sarebbe stato lecito e, ad ogni colpo che riceveva, sembrava che il suo corpo venisse a schiacciarsi contro il mio cazzo duro. Sentivo chiaramente il calore del suo monte di Venere, ogni qualvolta si strusciava contro di me. Era evidente che oramai si era accorta della mia erezione ed avevo la netta sensazione che non facesse nulla per evitarla, se non approfittare di qualsiasi contatto per strusciarsi contro di me. Quando è iniziato un ennesimo languido motivo, lei ha appoggiato la sua morbida guancia contro la mia e le sue dita mi hanno accarezzato alla base della nuca, mentre lei ondeggiava, strofinando la sua fica contro il mio cazzo al ritmo di musica. La mia erezione, a quel punto, era oltre ogni decenza e pulsava ad ogni contatto del suo corpo e, involontariamente, quando lei si spingeva contro di me, accentuavo la pressione. Abbiamo ballato per circa mezz'ora, forse sette o otto brani, prima che la mamma esprimesse la volontà di tornare al nostro tavolo. Quando siamo giunti, lo abbiamo trovato vuoto e così ho potuto sedermi e nascondere il mio poderoso rigonfiamento dei miei pantaloni. Dopo aver sorseggiato del vino, lei, usando un tovagliolo, si è fatta un po’ di vento perché sentiva caldo: le sue guance erano arrossate e, ad entrambi, è venuto da ridere, senza un valido motivo; forse tutto era dettato da un certo nervosismo venutosi a creare per la balorda situazione appena vissuta. Siamo rimasti per lo più in silenzio, guardando i volteggi di altri ballerini, e, di tanto in tanto, avvicinarci ad essi, per esprimere un commento divertente o un pettegolezzo su qualcuno degli invitati. Abbiamo ballato insieme anche una lambada e, durante quel ballo dalle movenze molto sensuali, lei non ha perso occasione per strofinare il suo inguine contro il mio cazzo, per, infine, tornare a sederci al nostro tavolo. La mamma aveva l'aria di una briosa studentessa, che si godeva la sua prima festa senza nessun controllo e, appoggiata al mio braccio, mi ha detto che si era divertita tanto, come non succedeva da tempo. Alla fine del ricevimento, siamo partiti per tornare a casa nostra. Durante il viaggio di ritorno, mamma era stranamente silenziosa; nonostante i miei sforzi per avviare una conversazione, lei sembrava inseguire i suoi pensieri. Lei, ad un tratto, mi ha chiesto di fermare la macchina, perché voleva parlare a tu per tu con me, senza alcuna interruzione o interferenza da parte di chicchessia. Fatta una piccola deviazione e, seguendo alcune indicazioni, mi son trovato in un parcheggio in riva al lago.
Capitolo 9 di 10 16 min di lettura
Un regalo davvero speciale
Alla sua età, il suo corpo ancora non aveva iniziato a perdere la tonicità e lo splendore della gioventù, anzi, appariva come una donna splendida e desiderabile.
pennabianca
1 anno fa · 612 letture · 0
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Indice dei capitoli
Incesto. vol. II
Capitolo 9 di 10 · 80% del libro
- La suocera porca. Letto
- Un rapporto speciale Letto
- L’amante di mia suocera. Letto
- Una tradizione della valle. Letto
- Un trio speciale. Letto
- Mio genero un vero toro! Letto
- Ingravido la moglie di mio fratello Letto
- Un toro per due vacche! Letto
- 9 Un regalo davvero speciale Stai leggendo
- 10 Due tori nel letto. 12 min
