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Erotika
Incesto. vol. II · Cap. 9
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Capitolo 9 di 10 16 min di lettura

Un regalo davvero speciale

Alla sua età, il suo corpo ancora non aveva iniziato a perdere la tonicità e lo splendore della gioventù, anzi, appariva come una donna splendida e desiderabile.

pennabianca
1 anno fa · 612 letture · 0

«Ora basta! Ho deciso di divorziare da tuo padre. Non riesco più a tollerare il tipo di vita che stiamo conducendo, con continui litigi, senza mai confrontarci civilmente e, soprattutto, senza mai divertirci insieme.»

Lei mi fissava con attenzione, cercando di percepire quale effetto potessero produrre in me quelle sue parole. Mi teneva le mani fra le sue e gli occhi erano colmi di lacrime pronte a sgorgare da un momento all’altro. L’ho stretta ed abbracciata a me, dicendole che aveva tutto il mio sostegno e, mentre la stringevo, ho sentito il mio cazzo irrigidirsi e questo mi ha un po’ sconvolto. Lei ha sollevato gli occhi e, improvvisamente, è scoppiata in lacrime. L’ho stretta ancora più forte a me e lei ha appoggiato la testa sulla mia spalla e mi ha messo un braccio al collo, mentre una mano era poggiata sul fianco. Stava piangendo forte. Mentre si sfogava contro la mia spalla ed il mio petto, le carezzavo dolcemente la testa e le massaggiavo delicatamente il corpo. Ho cercato di consolarla, ma sembrava tutto inutile, così ho cominciato a baciarle dolcemente la testa, poi la fronte e le guance. Ho iniziato a leccare alcune lacrime dalla sua guancia e lei ha alzato una mano per asciugarsi l'altra guancia. Quando ha abbassato la mano, si è fermata, con il palmo aperto, sul mio cazzo palpitante. Per un lungo istante è rimasta immobile, mentre io continuavo a baciarle il viso e, d'un tratto, ha alzato la testa, i nostri occhi si sono incrociati e la sua bocca, così vicina, è stata una tentazione cui non ho saputo resistere. Le ho dato un piccolo bacio sulle labbra. Lei è rimasta un attimo immobile, poi, improvvisamente, ha ricambiato il mio bacio. La mia mano è scivolata in basso e l'ho appoggiata appena sotto il suo vestito, prendendo poi a salire fra le sue cosce. Lei è rimasta immobile, mentre la sua mano era ancora appoggiata sul mio cazzo: lo ha stretto da sopra la stoffa. Ho avvertito una consistente pressione sul mio cazzo e, dal movimento della mano, mi sono reso conto che me lo stringeva come per testarne la rigidità. Ci siamo baciati di nuovo e le nostre lingue si sono intrecciate in una danza erotica, mentre la mia mano è risalita ancora più in alto fra le sue cosce, che lei ha finalmente divaricato, per agevolare la mia carezza, che, quando è giunta all'inguine ed ha appena sfiorato la stoffa delle mutandine, le è sfuggito un gemito sommesso. L’ho accarezzata per un po’ da sopra la stoffa, poi, con l’altra mano, son scivolato lungo la profonda scollatura del vestito ed ho raggiunto il suo seno dai capezzoli già turgidi come spini. Li ho massaggiati per un po', poi li ho fatti roteare tra le dita. Lei ha sussultato di nuovo e, ad un tratto, l’ho sentita armeggiare nella parte anteriore dei miei pantaloni. Ho sentito che tirava giù la cerniera, per poi infilare la sua mano sotto l’elastico dei miei slip, ha afferrato il mio cazzo duro e pulsante ed ha emesso un profondo gemito di piacere.

«Che meraviglia! Son passati i tempi di quando ti facevo il bagnetto e, adesso, guarda che bel giocattolo ha mio figlio fra le gambe!»

Una volta impugnata la mia verga, lei si è staccata dalla mia bocca e si è spostata più indietro sul sedile, poi si è abbassata con la testa sul mio cazzo. Ho sentito il suo respiro caldo avvolgere la cappella, seguito dalla lingua che ne leccava la punta. Ha fatto scorrere la lingua dalla punta fino alla base, per poi risalire in alto e prenderlo tutto in bocca. Ha preso a leccarlo e succhiarlo, cercando di farne entrare il più possibile in bocca e, mentre teneva le labbra serrate sul mio cazzo, con una mano ho agito sulla leva della spalliera del sedile, facendola ribaltare all’indietro e, una volta ottenuto quel risultato, si è staccata dal mio cazzo e, rivolgendomi uno sguardo con i suoi occhi languidi, mi ha invitato a penetrarla.

«Mettimelo dentro, ora! Entra nel posto da cui sei uscito e fammi godere!»

L’ho guardata, ma ho deciso che prima di penetrarla, volevo assaporare il gusto e l'aroma della sua fica. «Tra un po' mamma, voglio prima leccarti.»

Ho abbassato la testa e, allargate le sue cosce, mi sono trovato davanti alla bocca, le labbra di quell’ostrica profumata, da cui sgorgava nettare dolcissimo. Ho stretto fra le labbra il suo clitoride e l’ho succhiato, mentre lo stuzzicavo con la lingua. Lei ha afferrato i miei capelli e mi schiacciava il viso contro la sua intimità, urlando di piacere.

«Vengo! Mi fai impazzire! Ti prego, mettimelo dentro! Amore, ti prego, scopami!»

Mi son infilato tra le sue cosce aperte ed ho sentito la sua mano anelante che portava il mio cazzo verso la sua fica pronta e bagnata. Ho iniziato a scivolare dentro il suo corpo, mentre dentro di me ero sconvolto dal piacere che provavo nello scopare mia madre. Stranamente, prima di questa sera, non avevo mai desiderato ciò che stava accadendo. Tutto aveva avuto inizio durante quel contatto prolungato nel ballo: allora, per la prima volta, mi ero eccitato al punto di desiderare di possedere quel suo corpo stupendo. Lei nel sentirmi penetrare dentro di sé e scivolare fino in fondo, ha iniziato ad urlare ed incitarmi a scoparla più forte.

«Spingimelo tutto dentro! Sfondami tutta! Fammi provar dolore! Puniscimi per questa cosa peccaminosa, che ti sto facendo fare!»

Godeva come impazzita e, nello stesso tempo, ero sconvolto dal fatto che la stavo chiavando.

«No, mamma, non dir questo: non sei solo tu a volerlo, perché io lo voglio quanto te. Non mi sognerei di punirti, perché non lo meriti. Al contrario, quello che stiamo facendo, è bellissimo perché siamo entrambi a volerlo.»

Lei ha accolto il cazzo tutto dentro, fino in fondo, ed ho sentito la sua fica, bagnata e stretta, aprirsi al passaggio della mia grossa verga. Poi l’ho tirata fuori quasi completamente, per subito riaffondarla ancora dentro di lei con maggior vigore e ritmo accelerato, facendola godere ed urlare di piacere.

«Così è bellissimo! Continua a sfondare questa puttana di madre, che si sta facendo fottere da suo figlio!»

Sono impazzito ed ho preso a sbatterla con colpi durissimi.

«Sì, puttana, ti fotto forte, ti do tutto il mio cazzo e ti farò sentir davvero puttana!»

Gemeva in continuazione sotto di me, mentre la sbattevo senza mai fermarmi. Le lacrime le rigavano il viso e singhiozzava, mentre proseguivo a sbatterla con furia. L'ho scopata per circa quindici minuti, facendola godere intensamente, poi ho sentito arrivare il mio orgasmo e, con un forte grido, sono esploso nella figa di mia madre. Mi ha afferrato le natiche e mi ha tenuto bloccato dentro di sé finché non mi son completamente svuotato dentro di lei. Sono rimasto immobile e, ancora eccitato per quell'anomala esperienza, ho sentito il mio cazzo ancora duro. Lei, pur rimanendo immobile, ha iniziato a contrarre i muscoli vaginali ed ha preso a massaggiarmi il cazzo, stimolandolo sempre più.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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