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Erotika
Incesto. vol. II · Cap. 2
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Capitolo 2 di 10 9 min di lettura

Un rapporto speciale

Per potermi tenere più sotto controllo, mi ha permesso di dormire nel letto con lei e, ben presto, ho cominciato a guardare mia madre non più come tale, ma come femmina.

pennabianca
1 anno fa · 724 letture · 0

Mi chiamo Luca, ho 22 anni, sono di media statura, moro, occhi scuri, un bel fisico scolpito da anni di intensa attività agonistica nel nuoto. Sono uno studente universitario, studio giurisprudenza e sto avendo ottimi risultati, che mi consentono di ipotizzare di riuscire a laurearmi nei tempi stabiliti o, forse, anche un po' prima. Abito con Giulia, mia madre, una splendida donna di 39 anni. Lei si era innamorata all'età di 17 anni di mio padre, che aveva tre anni più di lei, ed è rimasta incinta. Il matrimonio non è durato molto, solo 8 anni, poi mio padre se n'è andato, inseguendo i suoi sogni di gloria come ufficiale della marina mercantile. Io e mia madre viviamo in una piccola villetta a schiera, nella stessa cittadina dove studio. Lei lavora come direttrice della filiale di una banca e, tra noi due, c'è stima e intesa perfetta. Dopo che è rimasta sola, all'inizio pensavo che si sarebbe trovata un altro compagno; invece lei non ha voluto più nessuna storia, che non fosse una semplice avventura di una sera. Col tempo ho capito che, quando si prendeva una sera tutta per lei per andarsi a divertire, non mancava di farsi anche una bella scopata. Lo capivo dall'ansia con cui aspettava il sabato sera e, poi, dal fatto che il suo abbigliamento, abitualmente alquanto semplice, per niente provocante, di punto in bianco diventava osé, perché scoprii che preparava una piccola sacca, tenuta in macchina, dove era contenuto ciò che avrebbe indossato appena uscita da casa. Quando avevo 18 anni, durante l'inverno, sono stato particolarmente male e ho sofferto molto con febbre molto alta, che mi ha costretto a restare a letto per giorni interi. È stata in questa occasione, che tra di noi le cose sono cambiate radicalmente. Per potermi tenere più sotto controllo, mi ha permesso di dormire nel letto con lei e, ben presto, ho cominciato a guardare mia madre non più come tale, ma come femmina. Dopo quella volta ho continuato a dormire sempre nel letto con lei e la cosa si è evoluta diventando una piacevole routine che, col tempo, ci ha indotto a provare a vivere anche altre emozioni. A volte fingevo di dormire, ero a cazzo duro e mi masturbavo lentamente, sempre aspirando il profumo del suo corpo, vicino al mio. Poi, qualche tempo dopo, tra noi è iniziato un gioco un po' strano. Io, di notte, l’accarezzo, la masturbo e lei gode molto, pur fingendo sempre di dormire. Al mattino, fingevamo che non fosse successo nulla, ogni volta. Poi, tutto è cambiato: lo scorso autunno, la sera del mio ventesimo compleanno, siamo stati a cena fuori e lei, quella sera, era semplicemente travolgente. Aveva indossato un vestito lungo che le arrivava oltre il ginocchio, ma munito di uno spacco laterale che risaliva fino oltre l'attaccatura della coscia e lasciava ipotizzare che, sotto, non avesse indossato alcun tipo di intimo. A cena ci eravamo scambiati tante coccole e, oltre ad un bel regalo, parlando, lei mi ha detto che avrebbe voluto farmi un altro regalo, ma, per farlo, bisognava trovare un ingrediente particolare. Ho cercato di indagare, ma lei è rimasta sul vago. Poi la sera, a letto, abbiamo continuato il nostro gioco silenzioso, sempre seguitando a fingere che stessimo dormendo. Quella sera, però, mi sembrò tutto diverso. La mia mano si è avvicinata a lei. Le ho accarezzato le cosce e, salendo su sino ad arrivare alle sue mutandine, ho iniziato a massaggiarle la fica, senza ricevere nessuna reazione da parte sua. Probabilmente, quella nostra, era diventata una consuetudine: lei fingeva di dormire ed io non mi trattenevo dal masturbarla. Ad un certo punto, ho notato che si bagnava, fino ad inzuppare le mutandine. Il mio cazzo era diventato durissimo. Diversamente dalle altre volte, ho azzardato di più. Ho sollevato una mano, ho afferrato un seno ed ho preso a strizzarlo ed a titillarle il capezzolo, ormai durissimo, quanto appuntito. Ha finto di svegliarsi ed ha cercato una inutile, quanto superflua giustificazione, al fatto che si stava facendo masturbare da me. «Ma, Luca, cosa stai facendo?» Ormai deciso le ho risposto con determinazione. «Secondo te? Ti sto masturbando la fica. Voglio sentirti godere e vederti in faccia, mentre godi!» Mi ha fissato per un attimo indecisa, ma io ho continuato ad accarezzarla. Lei non mi ha detto di smettere, anche se, forse, non era sbagliato farlo. «Credo sia sbagliato, ma credo anche di desiderare che tu continui a masturbarmi. Sei mio figlio e non dovrei desiderarti, ma ho voglia di ciò che mi fai!» Ormai deciso ad andare fin in fondo, ho fatto scivolare le mie dita dentro la sua fica, superando le sue mutandine di pizzo già fradicie. Ho afferrato la sua mano e l’ho posata sul mio cazzo duro, affinché prendesse atto di quanto fossi eccitato ed iniziasse ad accarezzarlo a sua volta. Eccitata, mi ha chiesto di mostrarglielo. «Sento che è bello grosso, come quello di tuo padre! Ok, tiralo fuori!» L’ho tirato fuori già duro e lei lo ha guardato come se non avesse mai visto un cazzo in vita sua. «È proprio questo, amore mio, che mi è mancato di tuo padre! Il suo splendido cazzone! Sono molto felice nel constatare che tu ne hai ereditato uno uguale al suo o, forse, anche meglio.» Subito ha preso a baciarlo, come se quello fosse il primo bacio dato ad un cazzo, per la prima volta. Ho aspettato che lei inebriasse i propri sensi della vista e dell'olfatto e poi gliel’ho spinto in bocca. «Mamma, adesso, succhialo! Avevo capito, sai, che, finora, facevi finta di dormire, quando di notte ti toccavo, ma, adesso, voglio che me lo succhi. Dai, mamma, adesso succhia il mio cazzo!» Lei ha iniziato a succhiarlo con passione ed enfasi, dimostrando di esser una bocchinara esperta. Intanto le mie dita sguazzavano dentro la sua fica super bagnata. Certe emozioni sono molto difficili da descrivere a parole, anche perché il piacere che sentivo era sconvolgente: mia madre mi stava succhiando l’uccello ed io stavo godendo come un matto, cercando inutilmente di concentrarmi sulla sua fica, per far godere anche a lei! Pazzesco! Alla fine, ha goduto anche lei. «Luca! Luca, mi fai impazzire, così! Luca, amore, vengo! Continua, non ti fermare, che vengo!» Ho smesso di masturbarla quando l’eccitazione è arrivata al massimo. Devo ammettere che mia madre è molto brava nel sesso orale, più di una volta ho sentito mio padre lodare il suo modo di succhiare il cazzo. Durante tutte le volte che mi son messo a masturbarla, avevo immaginato di sentir le sue labbra sul mio cazzo. Ora mi stavo rendendo conto che mamma mi stava succhiando anche l’anima! Cazzo, quant’era brava! Ho cercato di resistere, ma non ci son riuscito. Ho sborrato nella sua bocca. «Mamma, sto venendo! Mamma, ti sto sborrando in bocca!» Ha serrato le labbra e mi ha fatto eiaculare come un animale. Ha ingoiato tutta la mia crema golosamente ed ha ripulito ogni minimo residuo, per poi sorridermi compiaciuta.

Prima di andare avanti…

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