Anna
Siamo ripartiti da un po’. Continuo a tener gli occhiali da sole, che mi permettono di sbirciare nella sua direzione, senza esser vista. Lui continua a fissarmi i seni ed io mi sento la fica andare in ebollizione. Continuo a provocarlo ancora un po’. Alzo una gamba come per sistemarmi meglio sul sedile, la gonna sale un po’. Lui propone una sosta, per darci una rinfrescata, stante il troppo caldo.
Entra all'interno di una di quelle aree di sosta, attrezzate con piazzole, toilette e tavolini. È deserta. Parcheggia la vettura all’ombra, scendiamo per sgranchirci le gambe. Vedo una piccola collinetta con delle piante e, fatti alcuni scalini, mi fermo lì. Lui mi segue ed io slaccio ancora un po’ di più la camicetta; lui apre la sua. Mi trovo vicino ad un tavolo di legno, lui apre una bottiglietta d'acqua che aveva preso prima, bagna una mano, la passa sul suo viso. Lo guardo e, senza dire nulla, mi prendo la sua mano bagnata e me la passo sul viso. Quando le dita della mano arrivano alla mia bocca, ne metto uno dentro, succhiandolo. Sorride malizioso, la sua voce è pacata e sicura. «Sì, ci avrei giurato che ti piace succhiare» Per tutta risposta, mi siedo sulla panca di legno, apro la lampo e gli tiro fuori la “bestia”, che si sta svegliando. Lo prendo subito in bocca, facendogli assapora il piacere che può donare la mia lingua. «Piccola troietta, brava! Succhialo bene.» La mia figa è diventata un lago. Il suo cazzo è bellissimo, duro, come il ferro. Di colpo mi solleva, mi distende sul tavolo e si siede lui al mio posto. La sua lingua comincia a far un lavoro da intenditori. Mi succhia il clitoride e, per tutta risposta, gli esplodo letteralmente in bocca. «Vengo, ancora dai, così …Vengo!» Si alza, mi scosta il perizoma e, con un colpo deciso, mi pianta il cazzo dentro. Lo spinge fino quando non sente che la cappella batte sul fondo. Immediatamente godo. Gli urlo il mio incontenibile piacere. «Sì, così! Cazzo! Sei enorme! Mi sfondi, ma è bellissimo!» Resta qualche secondo fermo. Poi solleva le mie gambe sulle sue spalle e comincia un andirivieni da infarto. Perdo il conto delle volte che ho raggiunto il piacere, ma sono state di sicuro tante. Mi scopa con colpi sempre più violenti e profondi. Le sue mani forti mi aprono la camicetta ed esercitano una piacevole tortura ai miei capezzoli. Lo guardo, lo esorto a sborrarmi in bocca. «Ancora! Così, dai, voglio bere la tua sborra.» Improvvisamente si sfila di colpo e facendomi girare, in modo da accogliere e ricevere in bocca tutto il cazzo, mi schizza a più riprese un vero fiume di dolcissimo nettare. «Sborro! Bevi, ingoia!» Cerco di ingoiarlo, ma non ci riesco a causa dell'abbondanza. Lui geme e mi esorta a non perderne una goccia. «Bevi, grandissima bocchinara! Succhiamelo tutto.»
Ci diamo una calmata. Poi lui mi prende per mano e dice di ripartire, perché c'è ancora tanta strada da fare. Risalgo in macchina, lascio la camicetta sbottonata, la gonna è parecchio alzata e lui, guardandomi sorride. «Non hai bisogno di provocarmi; questa sera ti darò il resto. Credevi che non mi fossi accorto che questa mattina mi avevi guardato il cazzo mentre pisciavo? È stato per quello che ti sei tolto il reggiseno.» Gli sorrido, poi mi giro e penso che questa è la prima volta che tradisco mio marito, ma non avverto nessun senso di colpa. Chissà lui, poverino, come sta.
Enzo
Dopo aver pranzato, con l’aiuto di Sandra mi distendo sul letto. Fa caldo, lei mi toglie tutto e si distende nuda, vicino a me. Le sue labbra cominciano a baciarmi, le nostre lingue danzano in un turbine di reciproca passione, il mio cazzo sembra scoppiare. Me lo accarezza, poi, lentamente, scende giù, lo lecca e se lo infila in bocca fino allo scroto; si mette a succhiare le palle, una ad una, è molto piacevole sentir la sua lingua sul corpo. Ha la capacità di ingoiarmelo quasi tutto, mi mordicchia il glande, mi eccito come un toro furioso, cerco di toccarla, ma la mia relativa incapacità motoria, non mi permette più di tanto. Alla fine la faccio rigirare, così riesco a leccarle la figa: è un brodo. «SÌ, dai…Mi piace: leccami!» Mi scateno. Modestamente, con la bocca non mi sento secondo a nessuno. Lei intensifica il lavoro della sua lingua, scende giù fino a centellinare il buco del culo, provocandomi quasi una sborrata, quando vi infila dentro la lingua. Ad un tratto, mi reclama. «Ti voglio.» Si posiziona sopra di me e, con una mano, si pianta il cazzo dentro. «Dai, mettimelo tutto dentro. Così, che bello!» Comincia un movimento lentissimo, spostandosi con il bacino avanti e indietro, accogliendo il cazzo tutto dentro, e tenendo il suo pube schiacciato contro il mio. «Ora, vengo. Sì, ora!» Improvvisamente un profondo orgasmo la fa tremare tutta. Sfinita, si adagia sul mio petto. Poi si rende conto che la mia spalla non può reggere il peso e si solleva di nuovo. Con la mano libera, le accarezzo il seno: è bellissimo. Sodo quasi come quello di una statua di marmo. Si vede che ne è orgogliosa. Le sfrego i capezzoli tra pollice e indice: lei gradisce.
Mi sorride, riprende il suo piacevole movimento, questa volta anche su e giù, fino a quando, ottenuto un ennesimo orgasmo, si sfila da me. «Mi tolgo: sai, sono ancora fertile e, in questo periodo, sono in piena ovulazione.» Riprende il cazzo in bocca e, per me, non c’è scampo. Mi pompa da morire, per ben due volte, mi porta all’apice del piacere, poi si ferma, e ricomincia da capo. Mi uccide. La imploro, ormai prossimo all’infarto. «Continua, ti prego. Dai, così, vengo!» Urlo. Lei succhia e beve tutto, in un perfetto sottovuoto, non se ne perde nemmeno una goccia. Stremato, sfinito, appagato, mi giro, lei va in bagno. Rifletto sul fatto che, per la prima volta, ho tradito Anna, ma, averlo fatto con sua madre non mi provoca alcun senso di colpa.
Anna
Intanto noi, rimessici in viaggio, percorriamo un lungo tratto e, quando siamo prossimi alla meta, un grosso incidente ci blocca. Piero propone una soluzione alternativa. «Conviene che ci fermiamo. Domani mattina, in pochi minuti, saremo a destinazione.» Trovato un hotel, prendiamo una matrimoniale. Appena dentro, ci strappiamo letteralmente i vestiti di dosso. Lo trascino in bagno, sotto la doccia. Poi un turbine di irresistibile passione, ci prende. Lo lavo, lo insapono, mentre lui fa la stessa cosa con me; le sue mani mi eccitano. «Bellissimo… non ti fermare!» Bagnati, ci trasferiamo sul letto, lui mi sconvolge, mi lecca fino a farmi venire. «Ancora! Vengo!» Cerco di resistere, ma lui è un vero demonio. Sconvolta dal piacere, riesco a ghermire il tanto agognato cazzo, me lo pianto in gola e comincio a rendere la pariglia, ma è lui a strapparmi l’ennesimo orgasmo. Vengo urlano a bocca piena. A quel punto, mi rigira, si distende sopra di me e, con una lentezza esasperante, mi penetra. Lo esorto a spingermelo tutto dentro. «Spingilo tutto, spingilo dentro, lo voglio!» Lui continua ad entrare lentamente. Mi sconvolge sentire quel palo aprirmi lentamente la vulva. «Oddio! Mi fai morire.»
Quando raggiunge il fondo, mi provoca una fortissima scarica elettrica, che mi fa tremare tutta. «Aahhh…vengo! Più forte!» Inesorabilmente comincia a pomparmi con un ritmo forsennato, alternato ad uno lento, ma con colpi che mi sbattono la cappella direttamente sul collo dell’utero. Un misto di piacere/dolore, che mi fa andar via di testa. Godo ininterrottamente. «Ti prego, continua! Non ti fermare. Vengo! Ancora, vengo!» Semisvenuta dal tanto godere, mi abbandono sotto di lui. A quel punto mi rigira, mi mette con il viso sul cuscino e, sollevato il bacino, si posiziona dietro di me e prende a scoparmi da dietro. È ancora più devastante. Me lo sento quasi uscire dalla bocca, tanto mi sembra lungo il cazzo che mi pianta dentro. Lo imploro, sfinita. «Vengo! Anche tu, vieni.» Lui continua imperterrito. Perdo ogni cognizione del tempo e luogo. L’unica certezza che ho, è che sto morendo dal forte piacere. Poi un breve accelerare del ritmo e mi pianta dentro la figa una sborrata di una intensità tale che mi sembra che me la stia inondando. «Tieni, vengo! Ti riempio, piccola zoccola. Ora!» In quel momento, non realizzo che sono in piena ovulazione e che questa meravigliosa ondata di piena che si è abbattuta dentro di me, mi ha appena ingravidato. Sfiniti, ci addormentiamo abbracciati. L’ultimo mio pensiero è per mio marito, che, a casa, starà dormendo, mentre io sto facendo la vacca con suo padre.
