Mi dilata, mi apre le pareti della vagina che sento bagnatissima, ma, nello stesso tempo, lui me la riempie con il suo spessore. Lo sento arrivare fino quasi in fondo, ma, a differenza di quello di Bruno, lui non mi sbatte sulla cervice, in compenso, mi riempie in maniera incredibile. Spalanco la bocca ed emetto solo flebile gemito, mentre inizio a fare un lento sali scendi su quel palo, che mi sta letteralmente sventrando! Godo quasi all'istante. Un orgasmo travolgente scuote il mio corpo, mentre lui solleva le mani ed impasta i miei seni, strizzando con forza i capezzoli. Bruno è salito in piedi sul letto, mi presenta il suo scettro alla bocca e, dopo averlo appoggiato alle mie labbra, con decisione me lo spinge dentro, in fondo alla gola, e questo suscita lo stupore e la meraviglia di Piero.
«Accidenti, Bruno! Ma lo ha ingoiato tutto?! Caspita! Avevi ragione tu: è una grandissima bocchinara, proprio come sua madre! Che meraviglia! Che figlia infinitamente troia, che ho! Amore, tua madre sarebbe fiera di te! Adesso ti prego, goditi questo momento con calma; centellina ogni attimo di piacere che provi.»
Mi afferra per i fianchi e mi impedisce di far su e giù. Per un attimo non capisco il suo gesto, ma, quando lo assecondo e comincio a muovere il mio corpo avanti e indietro, strusciando il mio clitoride contro il suo pube, sentendo il suo grosso membro che mi sbatacchia la fica come una campana, il piacere che me ne deriva mi sconvolge subito. Assecondo quel movimento, spostando il bacino avanti e indietro e le sensazioni che ne ricavo sono così forti, che ho un orgasmo praticamente istantaneo! Urlo a bocca piena il piacere che sto provando e, allora, Piero invita Bruno a completare il gioco.
«Dai Bruno, prendila da dietro. Facciamole provare qualcosa di assolutamente sconvolgente!»
Piero mi trascina su di sé, facendomi distendere sul suo petto; sento le sue mani che mi aprono le chiappe e mi rendo conto che ora sarò oggetto di una doppia penetrazione. Bruno è molto delicato, si abbassa e mi bacia il forellino, lo lecca, lo ammorbidisce e lo riempie di saliva, spingendone buona parte dentro, con un dito. È una stimolazione piacevole e poi, d'un tratto, si solleva, sento che bagna la punta del suo membro per poi appoggiarlo alla rosetta e premere lentamente, con il massimo della delicatezza.
Il mio sfintere resiste alla pressione esercitata, ma Bruno si muove senza fretta e, così, con una spinta dopo l'altra, con fare sempre più insistente, ma delicato, alla fine, riesce nel suo scopo: la punta e buona a metà di quel grosso randello, penetra nel mio intestino.
«Oddio, come sei grosso! Fa piano, ti prego, mi stai spaccando il culo in due! Non ho male, ma, ti prego, fa piano!»
Lui è molto paziente; ne sfila un po' e poi lo riaffonda sempre con delicatezza, continuando a far colare saliva sul buco e, d'un tratto, percepisco che il suo corpo aderisce al mio; è a quel punto che mi rendo conto che adesso ce l'ho tutto nel culo!
«Anna, sono tutto dentro di te! Anna, finalmente ti sfondo il culo; era una cosa che avevo sognato da tanto tempo!»
Cominciano a muoversi con un sincronismo sconvolgente! Sembra che, in vita loro, abbiano sempre fatto questo gioco, perché chi entra lo fa quando l'altro esce: in pratica sono come due perfetti pistoni che scivolano all'interno dei cilindri, ma qui si tratta dei buchi del mio corpo. Deliro per il piacere! Prendo a godere senza soluzione di continuità, perché sono talmente stravolta dal piacere che non riesco a capire dove finisce un orgasmo e ne inizia un altro. Ad un tratto mi rendo conto che Bruno si è sfilato da dietro e, dopo avermi fatto sollevare, mi rigira; allora sento la dura cappella del cazzo di Piero, che preme sul mio buchetto ancora dilatato e, lentamente, anche lui, ben lubrificato dalla marea dei miei umori, scivola dentro con una facilità davvero incredibile.
«Che meraviglia, Anna! Il tuo buchetto è fantastico! Anche a tua madre piaceva tanto farsi prendere e sfondare dietro e impazziva quando si metteva in questa posizione, chiedendo a Bruno di possederla davanti.»
Non devo aspettare molto prima che questo avvenga; un attimo dopo sento la dura verga di Bruno, che si insinua nel mio ventre e mi arriva dritta fin in fondo. Se prima ero caduta in delirio per il piacere, ora non so come definire le emozioni che mi travolgono. Mi sento il culo riempito dalla grossa mazza di Piero e, nello stesso tempo, sento la punta del cazzo di Bruno che, ad ogni affondo, mi sbatte con forza contro il collo dell'utero e mi provoca una scarica di dolore/piacere che mi fonde il cervello, si trasforma in ondate di piacere che attraversano l'intero mio corpo, facendomi fremere per le convulsioni.
Ciò che provo è assolutamente nuovo per me: non l'avevo mai provato in vita mia! Travolta da quelle sensazioni, li incito a farmi godere di più.
«Siete due maiali! Siete due porci, che si divertono a sfondare una povera ragazza come me! Piero, sei un maiale perché stai godendo a sfondare il culo a tua figlia! Ma tu, Bruno, non sei da meno, perché stai chiavando quella troia di moglie di tuo figlio! Allora, fatemi impazzire! Trattatemi come una puttana e fatemi godere senza ritegno! Sì, voglio esser la vostra puttana! Voglio esser una gran puttana, come lo sono state mia madre e mia suocera! Loro erano in due ed io, da sola, voglio eguagliarle. Coraggio, miei tori, spaccatemi tutta!»
Mi devastano ogni buco. Il loro muoversi in sincrono mi provoca orgasmi continui e, intanto, essi riescono a gestire il loro piacere, prolungando al massimo questa monta senza fine. Ad un certo punto mi sento sfinita, per cui li supplico di riempirmi tutta con una copiosa sborrata.
«Riempitemi, vi prego! Sborratemi dentro! Voglio sentire il calore della vostra sborra, che mi scalda ogni buco!
Si scambiano un'occhiata e, un attimo dopo, il loro ritmo aumenta ed io quasi svengo dal piacere che sto provando; poi, d'un tratto, restano immobili, piantati dentro di me, ed ondate di calore mi riempiono ventre ed intestino in maniera così intensa e repentina che urlo di piacere, per infine svenire. Bruno mi strizza un capezzolo e quel dolore mi riporta alla realtà, li guardo stremata dal piacere. Quando si sfilano da me, ho l'impressione che una parte del mio corpo mi sia stata strappata via: sento i miei buchi oscenamente dilatati. Passo una mano davanti, mi accarezzo la patata e tre dita entrano dentro la mia vagina praticamente senza quasi toccare le pareti. Poi scivolo dietro e sento il mio culo così aperto, che quasi ne ho sgomento. Loro mi guardano ed io, senza neanche rendermene conto, mi avvento sulle loro mazze ancora gocciolanti, le prendo in bocca e le lecco in modo così repentino e inaspettato, da suscitare il loro stupore.
«Accidenti, Bruno, questa è affamata! Pensavo che le nostre mogli fossero due troie matricolate, ma questa le batte in un sol colpo!»
Bruno sorride e conferma quello stesso pensiero.
«Piero, hai ragione! Questa femmina da sola è più cagna delle nostre due mogli messe insieme. In ogni caso, se sei d'accordo vorrei trasformarla nella nostra puttana e poi, in qualche modo, far capire a quel fesso di mio figlio, che cosa si è perso fino ad ora! È chiaro che una femmina così, lui, da solo, non è in grado di gestirla!»
Io li guardo con la bocca ancora sporca della crema che ho raccolto dai loro membri e subito Piero mi bacia in bocca, leccando anche lui la sbroda che ancora ricopre le mie labbra. Anche Bruno mi bacia e, un attimo, dopo mi lascio andare, crollando sfinita sul letto.
«Riposati, perché te lo sei meritato tutto! Anche tua madre godeva fino allo sfinimento. Adesso riposati, tanto, per questa sera, penseremo io e lui a metter via un po' di roba nelle scatole. Quando Bruno mi ha detto quello che era successo tra di voi, ho capito che, prima o poi, sarebbe successo quello che è accaduto finora. Io e lui lo sapevamo che eri una femmina molto calda e, soprattutto, sapevamo che, prima o poi, ti saresti lasciata coinvolgere nei nostri giochi, perché c'è una cosa che tu non sai, ma che noi abbiamo sempre saputo: il vecchio Anselmo, dopo che l'avevo salvato dall'incidente d’auto, si era affezionato a me e tua madre e, spesso e volentieri, entrava nel nostro letto e si scopava tua madre. Quando ti ha preso a lavorare con sé, ho sempre saputo che tu gli facevi dei bocchini superbi e, più di una volta, ti ha anche chiavato. Credo che sia per questo che ti abbia nominato sua erede universale e non puoi immaginare con quanto piacere raccontava a tua madre di quanto eri brava a succhiargli il cazzo. Anche lui era ben messo fra le gambe e, se non ricordo male, era anche un soggetto molto resistente.»
Resto sbalordita da questa confessione. Pensavo di esser la gelosa custode di questo segreto, invece scopro che c'era tutto un retroscena di cui non ero a conoscenza. Quando mio padre mi si siede accanto, mi fa una carezza.
«Non ti devi vergognare di questo. Anselmo era una persona dolce e gentile, ma, soprattutto, era tremendamente solo.Non aveva mai conosciuto i suoi genitori, perché la madre l'aveva abbandonato davanti ad una chiesa. La sera dell'incidente era uscito a festeggiare il suo compleanno da solo e, forse, aveva bevuto un po' troppo, ma io questo non l'ho scritto nel rapporto. Mi era venuto a cercare per ringraziarmi ed io e tua madre l'avevamo invitato a cena. Quando è venuto, tu eri in vacanza, con le tue amiche; per questo non potevi sapere che c'era un legame pi intimo tra noi. Durante la cena, il discorso era finito sul sesso e lui mi aveva confidato che avrebbe dato tutto il suo ingente capitale, pur di avere una persona al suo fianco. Io e tua madre abbiamo percepito il dolore e la tristezza contenuta in quella affermazione e tua madre, dopo aver scambiato con me un'occhiata d'intesa, si è alzata, si è inginocchiata davanti a lui e glielo ha preso in bocca. Avresti dovuto vedere con quanto stupore lui mi ha guardato, ma io gli ho sorriso ed il resto l'ha fatto tua madre: sapessi con quanto piacere lei ha potuto constatare quanto fosse ben messo e così, quella sera, l'abbiamo fatto godere in due. Quando ha scoperto che tu studiavi ragioneria, ci ha fatto promettere che ti avremmo indirizzata al suo studio, e grande è stata la sua gioia quando, finalmente, è riuscito ad infilartelo in bocca: gli piaceva molto il tuo modo di succhiare. Ricordo che se ne vantava con tua madre e lei affermava che "buon sangue, non mente". Non sapevamo del testamento, fin quando non lo abbiamo letto insieme, davanti al notaio e, tutto questo sarebbe rimasto un segreto, se oggi noi non avessimo vissuto un momento così intenso, da farci sballare. Riposati figlia mia, perché nei giorni a venire, nei mesi, avrai modo di esprimere tutta l'immensa lussuria che alberga dentro di te. Come diceva sempre tua madre, prima o poi, la puttana che era in te sarebbe emersa e la mia unica paura era quella che un estraneo, un amante occasionale, ti avrebbe fatto scoprire questo lato di te e, allora, ti avremmo perso per sempre. Naturalmente puoi esser libera di fare quello che vuoi, ma ti assicuro che, se ci permetterai di incanalare tutta l'energia, che è nel tuo corpo, nel verso giusto, ti porteremo a provare vette di piacere che non hai mai raggiunto.»
Mi abbraccia, mi dà un bacio e poi copre il mio corpo con il lenzuolo, ed esce insieme a Bruno dalla stanza, spegnendo la luce. Emetto un profondo respiro e prendo atto che la mia vita è di certo cambiata in meglio; l'unica cosa che ora desidero mettere in chiaro è ciò che sta facendo in questo momento mio marito. Dentro di me, penso di non esser così tanto arrabbiata, in quanto, in questi due giorni, non mi sono certo risparmiata, però mi resta l'amarezza di sentirmi presa in giro, ingannata in maniera subdola, quando avremmo potuto divertirci insieme, già da tanto tempo. Mi viene in mente il fatto che lui, una volta, aveva accennato che, fra i nostri genitori, c'era qualcosa di particolare, che lui aveva capito, scoperto o visto qualcosa, di cui non ha mai voluto parlare, ma che, oggi, almeno per me è evidente: si era accorto che i miei genitori ed i suoi andavano a letto insieme.
Chiudo gli occhi e mi lascio prendere dal sonno.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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