Poi, a sua volta, infila la testa fra le mie cosce e la sua lingua va a frugare fra le valve della mia ostrica; mi sconvolge quando le sue labbra stringono con forza il mio clitoride, facendomi godere all'istante. Sento arrivare prepotente un orgasmo, mi sfilo il suo membro dalla bocca e lo invito a farmi godere.
«Sì, Bruno, sì! Continua, Bruno, che vengo! Bruno, mi stai facendo venire! Dio, che bello! Sto venendo!»
Me lo rimetto in bocca e lo infilo il più possibile giù nella gola, mentre il mio corpo trema di nuovo, scosso da un violento orgasmo. Sento che lecca e raccoglie tutto il miele che sgorga dalla mia vulva e poi mi sposta, mi mette sotto di lui e di nuovo si infila tra le mie cosce; un attimo dopo, il suo poderoso scettro scivola tutto dentro il mio corpo, fin in fondo. Lo sento che mi apre e mi dilata, mi sfonda alla grande, mentre mi dilata con il suo spessore e mi porta subito ad esortarlo a sbattermi ancora più forte, se possibile.
«Sì, porco, sfondami! Dai, sfondami tutta! Sei un maiale che gode a sfondare questa puttanella di tua nuora! Dai, Bruno, fammi impazzire come riuscivi a farlo con mia mamma.»
Mi devasta! Il suo corpo possente impatta contro il mio e il suo enorme membro mi slarga ogni volta che arriva tutto dentro. Sollevo le gambe e le appoggio sui suoi glutei. Assecondo i suoi movimenti e spingo il mio corpo in alto, andando incontro al suo, per sentirlo ancor più in profondità. Lui è un toro scatenato e mi monta quasi lo stesse facendo con una vacca!
«Ti sfondo tutta, puttana! Sei tale e quale a tua madre! Anche lei godeva molto nel farsi sbattere da me, anche se tuo padre ha il cazzo più grosso del mio. Diceva che il mio le arrivava proprio fin nello stomaco! E poi è giusto che tu sappia una cosa: tante volte tua madre mi ha provocato, dicendomi di immaginare che al posto suo ci fossi tu, come lo sei in questo momento! Tu non lo sai, ma lei, spesso e volentieri, mi ha proposto fantasie dove tu avresti potuto far la regina fra noi due. Ha sognato tante volte di potersi abbeverare alla tua fonte del piacere, mentre io o tuo padre avremmo potuto sfondarti ogni orifizio. Tante volte mi ha suggerito di sborrarle in bocca, immaginando che lo facessi a te! Troia lei ed altrettanto troia tu! Adesso godi, dopo, ti insegnerò io come diventare una gran puttana, una troia di cui andar fieri, la più grande zoccola vivente, anche più di lei!»
Godiamo all'impazzata, poi cambiamo posizione; mi prende da dietro e mi tiene per i fianchi, mentre mi sfonda come un forsennato. Anche in questa posizione, raggiungo diversi orgasmi; poi, alla fine, sfinita lo supplico di sborrarmi in bocca!
«Bruno, ti voglio in bocca! Voglio bere il tuo seme! Dai, porco, sborrami in bocca!»
Mi fa godere ancora una volta, poi si sfila e me lo presenta alle labbra; si sega velocemente ed io, a bocca aperta, ricevo tre generose schizzate, che ingoio rapidamente, senza perderne una sola goccia. Dopo che gliel'ho pulito alla perfezione, lui mi attira a sé, mi bacia con passione e mi rendo conto che gli piace sentir il suo sapore nella mia bocca. Gli chiedo di farmi restare a dormire con lui, ed egli mi stringe a sé ed afferma che non ci son problemi. E l'alba del venerdì mattina, quando mi sveglio mi trovo nel letto da sola e, quando sto per alzarmi, vedo la porta aprirsi e comparire Bruno con un vassoio in mano: mi ha portato la colazione a letto, nella migliore delle condizioni che si usano fra giovani sposi. Gli sorrido divertita.
«Così non vale! Se fai così, mi vizi!»
Lui sorride e insieme facciamo colazione rapidamente, poi, sposta il vassoio e si mette in piedi davanti a me, con il suo splendido scettro ancora gonfio dentro i pantaloni del pigiama. Senza dir nulla, lo afferro, lo prendo in bocca e glielo succhio. Lui appoggia la mano sul mio capo e fa ondeggiare il suo corpo avanti e indietro, praticamente scopandomi la bocca. Lo succhio con vigore, mentre faccio in modo da ingoiarlo quasi tutto, al punto da indurlo a complimentarsi con me.
«Accidenti! Sei davvero tale e quale a tua madre! Tra tutte le femmine con cui sono stato, lei era l'unica che riusciva a prenderlo tutto in gola, come stai facendo tu adesso! Anna, continua! Dai, continua, perché voglio sborrarti in bocca che è la cosa che mi fa impazzire di più al mondo!»
Sentir le sue parole, mi riempiono di orgoglio e così lo succhio con rinnovato ardore e, ben presto, sento che è pronto ad esplodere. Si blocca di colpo e poi comincia a scaricarmi in bocca generose bordate di crema prelibata.
«Anna, bevi! Bevila tutta la mia sborra! Brava, puttana, ingoiala tutta; non perderne neanche una goccia.»
Mi gusto ed assaporo questa splendida sborrata, che, oltre ad eccitarmi, mi gratifica.
Giusto il tempo di togliermi il suo cazzo dalla bocca, che squilla il mio cellulare. È mio padre. Rispondo e lui mi informa che il vicino di casa, mercoledì prossimo vorrebbe procedere al compromesso, per avere, quanto prima, la disponibilità dell'appartamento, di modo che suo figlio possa procedere alla sua ristrutturare, in quanto il proprietario di quello che attualmente occupa, gli ha chiesto di liberarlo quanto prima possibile, concordando con lui che molti mobili e/o altre cose, è disposto a pagarle pur di non perderle.
«Capisci, Anna, devo liberare il più in fretta possibile la casa da tutta la roba che contiene, soprattutto quella di tua madre, che proprio non riesco a sistemare in una scatola.»
Rifletto un attimo sulla situazione, mentre guardo anche Bruno e, allora, gli faccio una proposta.
«Papà, questa sera, io e Bruno potremmo prendere la macchina e raggiungerti, visto che son già tre giorni che sei lì ad inscatolare tutto ciò che intendiamo portar via da quella casa. Credo che questa sia la soluzione migliore!»
Bruno aderisce favorevolmente e mio padre dice che, effettivamente, è l'unica soluzione praticabile, altrimenti lui dovrà pagare una ditta che provveda a buttar via tutto, mentre io sostengo che ci son tante cose in quella casa, che voglio conservare per me. Finita la telefonata con mio padre, mi vesto e vado al lavoro, poi, quando torno, allora di pranzo, faccio presente a Bruno che uscirò qualche minuto prima, in maniera da esser pronti a partire. Stranamente non provo neanche a contattare mio marito. Quando torno al lavoro, prima di rientrare in ufficio, passo direttamente alla filiale della banca per ritirare un po' di soldi contanti, in quanto, se devo, mi piace pagare con moneta invece che con il solito bancomat. Mentre sono allo sportello intenta a fare il prelievo, attraverso il vetro, vedo uno degli impiegati che è all'interno e lo riconosco, in quanto Paolo mi aveva detto che era al corso con lui. Vederlo lavorare di venerdì pomeriggio in banca, mi stupisce e mi fa sorgere qualche sospetto ancor più forte. Appena sono in ufficio, chiamo Bruno e lo prego di raggiungermi un attimo in ufficio.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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