Bruno si accorge che sono sveglia, mi prende in braccio e mi porta in bagno, dove c'è una vasca di acqua calda già pronta, che mi riceve perché lui mi ci adagia dentro, delicatamente.
«Adesso te ne starai una mezz'ora qui a rilassarti e far riprendere il tuo corpo da tutte le fatiche fatte in queste ultime ore. Abbandonati nella rilassante schiuma di questo bagno. Più tardi vengo a prenderti, per avvolgerti in un telo di spugna, con cui ti farò un massaggio per ridare tono al tuo corpo. Sono diversi giorni che il tuo corpo viene sottoposto a monte vigorose, sia da parte mia che da Piero, per non considerare quei tre specialisti di ieri sera, che ti hanno letteralmente distrutto, quindi, adesso rilassati e dopo vedrai che ti rimetto in forma perfetta!»
Chiudo gli occhi, appoggio la testa sul bordo della vasca, dove c'è un asciugamani arrotolato e, mentre mi rilasso penso al piacere che ho provato in questi ultimi giorni, ma, soprattutto, ai grandi cambiamenti che, secondo me, si son avvicendati nella mia vita. Devo essermi assopita, perché, d'un tratto, è Bruno che mi sveglia delicatamente, mi fa alzare in piedi e mi avvolge in un telo di spugna bianco, per poi prendermi in braccio e portarmi in camera sua; mi sdraia sul letto e, dopo essersi versato sulle mani un olio profumato, massaggia il mio corpo dalla testa ai piedi, con incredibile maestria e, alla fine, mi sento fresca e ritemprata. Prendiamo tutto quello che dobbiamo portar via e torniamo a casa di mio padre, dove ci aspetta Giovanni che, dopo avermi salutato, insieme a me e mio padre fa la valutazione di tutte le cose che vanno al di là del costo pattuito per la vendita dell'immobile. Queste cose lui ce le paga con un assegno a parte e poi, tutti insieme, andiamo dal notaio e, una volta firmato il rogito, con la macchina di Bruno, riprendiamo la via di casa. È un viaggio tranquillo, molto silenzioso, perché ognuno di noi sta inseguendo i propri pensieri, ma, soprattutto, perché l’auto è piena di scatole contenenti frammenti di vita vissuta da persone, a noi tre, molto care. Giunti a casa, porto le scatole con i vestiti e le scarpe, direttamente in camera mia e, uno dopo l'altro, li sistemo nell'armadio, mentre metto scarpe e stivali in un angolo particolare della scarpiera. Dopo circa un'oretta, rientra dal lavoro Paolo e, quando mi vede, mi bacia, mi abbraccia e mi stringe a sé, manifestando una gioia immensa.
«Amore, sei tornata? Amore, mi sei mancata tantissimo! Amore, ti amo da impazzire, ho una voglia matta di far l'amore con te!»
Siamo in camera nostra, mi distende sul letto e comincia a baciarmi, poi si rende conto che la porta è aperta e dentro casa ci sono anche Bruno e Piero, quindi si ferma per un attimo, scuote un po' il capo.
«Speriamo che questa sera se ne vadano a giocare a biliardo, perché ho una voglia matta di prenderti.»
Io lo guardo, mi alzo in piedi e, mentre lui rimane ancora disteso sul letto, mi avvio verso la porta, esco sul corridoio e vedo Bruno che sta seduto sul divano. Gli faccio cenno di chiamare mio padre che è in cucina e poi rientro in camera: inizio a spogliarmi, con Paolo che mi guarda strabiliato.
«Anna, amore, che fai...? Ci sono loro, Anna, ho tanta voglia, ma…»
Mentre faccio cadere il mio vestito e resto con il solo perizoma, non avendo indossato il reggiseno, entrano dalla porta sia Bruno che Piero e vedo lo sguardo di Paolo che, stranito, guarda me e poi loro, che iniziano a spogliarsi.
«Ma, Anna... Cioè, voglio dire: Piero io... papà. Mi spiegate che succede? Anna, amore, io…»
Mi giro verso di lui e, senza dir niente comincio a spogliarlo, mentre lui, ancora incredulo, mi guarda senza capire. Il tempo di mettere a nudo anche il suo membro e, mentre glielo prendo in bocca, con un cenno della mano faccio avvicinare anche gli altri due.
«Paolo, mi avevi detto che eri disponibile ad accettare qualunque cosa, pur di dimostrarmi che eri pentito e che volevi ancora il mio amore. Ora qui le cose sono due e molto semplici: o accetti di condividermi con loro, perché è con loro che l'altra sera mi hai sentito godere, oppure prendi le tue cose e te ne vai da quella puttana di Angela! Adesso scegli, perché non c'è più tempo. Se mi condividi con loro, dovrai accettare il fatto che potranno godere con me, come se fossi la loro puttana. Dovrai accettare che possono riempirmi ogni buco a loro piacimento e, se in quel momento, ne ho desiderio, tu dovrai pulirli senza alcuna remora. Se accetti tutto questo, la nostra vita cambierà completamente e ti assicuro che, nel momento stesso in cui mi renderò conto che veramente sei pentito per quello che mi hai fatto, puoi star tranquillo che tornerai ad esser il mio maschio preferito e che, anche per te, sarò la tua puttana. Queste sono le condizioni e non sono soggette a variazioni. Devi solo decidere se accettare, oppure prender la tua valigia e andartene!»
Mi guarda un attimo smarrito, poi si gira, verso di loro e vede lo sguardo cupo di Bruno, mentre Piero è semplicemente serio. Naturalmente ha accettato e, da quel giorno, la nostra vita ha preso tutta un'altra piega. Anche Bruno ha venduto la sua proprietà ed è venuto ad abitare in pianta stabile in casa nostra.
Dopo circa un mese, mi son presa anche una bella soddisfazione con Angela, che ho finto di sorprendere a letto con mio marito e, utilizzando i frustini di Flavia, gli ho impartito una sonora lezione e, alla fine, lei, umiliata e derisa, mi ha baciato i piedi ed è diventata la mia schiava, che, di tanto in tanto, do in pasto ai miei due maschi, tanto per farle capire chi comanda! Con Paolo le cose son subito migliorate. Ha capito che aveva sbagliato e non gli ho fatto pesare più di tanto la sua punizione; col passare del tempo, abbiamo anche preso in considerazione l'idea di aver un figlio. È stato lui stesso, a chiedermi di non escludere i miei due amanti da questo progetto; e così, dopo aver sospeso la pillola, mi son fatta irrorare la vagina dalle loro copiose sborrate ed oggi, rientro a casa, scortata dai miei tre maschi, ma soprattutto perché, sia Bruno che Piero, hanno ciascuno una culla in mano, perché ha partorito due gemelle, alle quali abbiamo deciso di dare il nome di Giulia e Flavia.
Ho anche deciso di continuare ad esser la loro puttana e, appena possibile, voglio esser di nuovo ingravidata da loro, perché voglio che, in futuro, ci sia abbondanza di ricambio generazionale, perché, per maschi come questi miei, una sola puttana non può bastare!
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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