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Erotika
Sarò la vostra puttana! · Cap. 3
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Capitolo 3 di 8 12 min di lettura

La prima vera esperienza trasgressiva!

Anna, credimi, tu sei munita della stessa verve e tempra di tua madre!

pennabianca
4 mesi fa · 1.9k letture · 1

Anche il pesante mezzo entra nell'area di sosta, seguendoci e, quando vede come siamo parcheggiati, si mette quasi di lato, leggermente obliquo, in maniera da offrire un riparo a sguardi indiscreti. Appena fermi, Bruno chiude le sicure, bloccando le portiere e, questo mi dà subito più tranquillità. Pochi attimi dopo, vediamo scendere il tizio che si avvicina lentamente e, giunto ad una certa distanza, immediatamente Bruno apre il finestrino e parla con lui.
«Cosa c’è, amico, ti serve qualcosa?»
Lui si avvicina ancora un po' e gli risponde.
«Volevo dirti che tua moglie mi ha fatto arrapare da matti! Me la faresti scopare?»
Bruno ride divertito, mentre io mi godo tutta la scena.
«Lei non è mia moglie, è mia nuora e non se ne parla proprio di fartela chiavare: lei è roba mia!»
Il tizio si avvicina ancor di più.
«Ma dai, amico, dimmi: quanto vuoi? Ti offro 300 euro, ti bastano? Dai, che li vale, è ovvio, ma non ho altro, altrimenti ti offrirei di più!»
Guardo Bruno e rido.
«Accidenti! Mi ha preso per una puttana!»
Sento una scarica di adrenalina nel sentirmi considerata una puttana. Bruno si gira verso di me.
«Anna, scegli tu, tesoro: vuoi farti scopare da lui? Ti ha offerto 300 euro!»
Guardo il tizio e poi Bruno.
«No! Non voglio! Voglio che mi scopi solo tu!»
Bruno si rivolge al tizio.
«Mi dispiace, amico, l’hai sentita? Lei non vuole, quindi accontentati di guardare e, al massimo, farti un bel segone. Prendere o lasciare! Decidi tu!»
Il tizio chiede solo di potersi avvicinare, per veder meglio e, allora, Bruno accetta.
«Dai, piccola troietta, datti da fare, adesso devi dar tu spettacolo!»
Subito inizio con una mano a strizzami un seno e con l’altra mi massaggio le grandi labbra, il clitoride. Bruno sostituisce la mia mano e mi masturba. Sono talmente eccitata che vengo con un orgasmo intenso nella sua mano, mentre urlo strizzandomi le tette.

Colo come una fontana. Lo guardo sfinita per l’intensità dell’orgasmo.
«Bruno, è stato fantastico! Non ho mai fatto una cosa del genere! Non avevo mai provato un orgasmo così intenso!»
Lui ride divertito. Mi allungo su di lui e glielo prendo in bocca. Incomincio uno dei più bei pompini mai fatti. Lo afferro con entrambe le mani e, guardandolo negli occhi, come la più arrapante delle donne, inizio a baciargli la cappella gonfia; la lecco con la lingua di fuori, facendola ruotare intorno e poi inizio un lento sali e scendi con la lingua, che, partendo dalla punta, arrivo fino alla base. Impazzisce.
«Anna sei meravigliosa! Brava, così, continua, non ti fermare! Non ti fermare che mi fai morire! Lo succhi così bene che sembra che non hai fatto altro nella tua vita! Accidenti, sei anche più brava di tua madre!»
Lo guardo e lo provoco.
«Ti piace porco? Ti piace come la tua giovane nuora ti lecca il cazzo?»
Lui ha risposto a tono.
«Sì, è vero! Sono un porco, ma tu continua così! Io sono un porco e tu sei la mia nuora troia! Anche tua madre ti ha sempre immaginato puttana, ninfomane, succhiacazzi! È chiaro che sei una di quelle donne che con un bel cazzone duro davanti alla bocca, non capisce più niente! Dai, succhia, troia!»
Era vero! Ormai non capivo più niente e volevo sentire il suo cazzo spruzzarmi tutto il suo piacere in bocca e riempirmi la gola. Poi ho sollevato lo sguardo ed ho incrociato i suoi occhi, carichi di libidine. Entrambi eravamo fuori di testa!
«Porco, mi vuoi chiavare, vero? Vuoi far vedere a quello là fuori quanto sei porco e come ti scopi tua nuora?»
Lui mi ha subito risposto.
«Certo, troia! Ti voglio spaccare tutta! Sei una puttana che vuole il mio cazzone!»
Ha abbassato il mio sedile e poi mi ha fatto mettere a gambe aperte, mi è venuto sopra come si fa con una puttana. Me lo ha infilato tutto dentro con un solo affondo! Deliravamo entrambi! L’eccitazione era incontrollata!

«Sì, porco, chiavami! Dai, che mi piace il tuo cazzone! Lo voglio ovunque, in ogni buco! Voglio che mi sborri tutta! Sì, porco ti eccita l’idea di sborrarmi tutta, porco? Dimmi che vuoi sborrare addosso alla moglie di tuo figlio! Dai, sfondami, che vengo! Bruno, vengo!»
Lui mi ha pompato come un toro impazzito. Mi rifilava colpi tremendi ed il tizio ci guardava con il cazzo in mano. Poi mi ha fatto cambiare posizione. Mi ha rigirato e messa a pecora; mi ha pompato da dietro. Mi teneva per i fianchi ed ha iniziato a pomparmi con colpi forti e secchi, estraendolo completamente, per poi risbatterlo dentro, facendomelo sentire fin alle ovaie. Avevo il viso contro il finestrino ed il tipo vi sbatteva contro il suo cazzo, quasi a volermi schiaffeggiare, solo il vetro mi impediva di prendere quelle randellate di cazzo in faccia, ma lo sentivo comunque sbattere sul vetro e la cosa mi eccitava ancora di più.
«Bruno, mi spacchi tutta! Sì, dai chiavami tutta! Sono la tua puttana! Sì, la tua puttana da chiavare e sborrare tutta!»
Ormai anche lui era sconvolto.
«Sì, sei una puttana! Sì, voglio aprirti in due! Sei una troia! Dai, lecca il vetro, dai, leccalo, tira fuori la lingua! Così, fallo impazzire quello là fuori, fagli immaginare di sentir la tua lingua sul suo cazzo! Dai, puttana, leccalo!»
La situazione aveva preso una connotazione incredibile, sconvolgente! Era un bel po’ che venivo pompata, volevo sentir godere Bruno e così l’ho incitato a venire.
«Dai, porco, sborra! Sei davvero un porco! Sei un gran porco che mi sta devastando a colpi di cazzo! Dai, sborrami dentro! Lo voglio sentir fin nell’utero!»
Ero sfinita dal piacere provato, da tutta l’adrenalina prodotta a seguito di quel gioco così eccitante: lui continuava a pomparmi con tutte le forze ed allora ho incollato la bocca al vetro, così da dare anche al tizio l'impressione di potermi sborrare in faccia. Di colpo il vetro si è ricoperto di crema bianca, che colava giù ed io la gradivo; mi son resa conto che se non ci fosse stato il vetro, mi avrebbe ricoperto tutto il viso, per quanta ne ha emessa. Vedere quegli schizzi infrangersi sul vetro, contro la mia lingua, mi hanno fatto godere ancora e questo ha eccitato anche Bruno che, con un urlo animalesco, ha iniziato a sborrarmi dentro come un idrante.

Di conseguenza è venuto anche Bruno.
«Sborro! Sì, ti voglio sborrare tutta! Sei la mia troia! Sei la mia nuora troia e ti voglio sborrare nella fica! Te la riempio!»
Mi ha inondato la fica! Sentivo i getti caldi che si infrangevano dentro la vagina e me la riempivano in modo incredibile! È rimasto schiacciato contro di me, accasciatosi con il fiatone sulla mia schiena. Il tizio ci guarda e se ne va. Guardo Bruno che apre lo sportello, scende per ricomporsi, mentre io prendo dei fazzolettini e mi pulisco. Ho ancora addosso molta adrenalina; lui mi sorride e si complimenta con me.
«Sei stata fantastica! Per esser la prima volta che facevi un car sex, te la sei cavata in maniera ottimale. Anna, credimi, tu sei munita della stessa verve e tempra di tua madre! Prenderei a schiaffi mio figlio per non essersi accorto di quale donna meravigliosa ha tra le mani. In ogni caso, rimedieremo anche a questo! Ora andiamo, perché non vedo l'ora di raccontare a tuo padre anche questa ennesima esperienza.»
Lo guardo con evidente stupore.

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pennabianca

Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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