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Erotika
Per Amore Di Zia · Cap. 4
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Capitolo 4 di 6 25 min di lettura

Quando non tutto il male viene per nuocere

L'intimità della zia Manuela viene allo scoperto, Davide e Luca vengono subito aggiornati delle novità e oramai la situazione sembra prendere una piega del tutto inaspettata...

Forbidden_Fantasy
5 mesi fa · 1.1k letture · 0

“Si, ero troppo eccitato scusatemi.”.

“Bhè, allora adesso tocca a me.” Davide senza dire altro prese il mio telefono ed andò in bagno per tornare anche lui dopo pochi minuti. In tutto questo, io ero l’unico con ancora il cazzo duro nei pantaloni. Quando tornò mi chiese che cosa avessi in mente di fare con tutta questa storia, sembrava piuttosto serio.

“Bhè, voglio godermela il più possibile. Perché voi che fareste al posto mio?”.

“Hai ragione, non posso darti torto, però non pensi che restare qui a segarsi di nascosto non sia il massimo... Insomma, potresti provare a fare di più.”.

“Già che la sto condividendo con voi è tanto non credi? Comunque non preoccuparti, ho già qualche idea.”. Dopo quella sera, Davide e Luca iniziarono a chiedermi giornalmente aggiornamenti su Zia Manuela. Diventò presto un’ossessione per tutti e tre, a momenti mi sembrava che forse per loro fosse anche più forte.

Nel giro di qualche settimana riuscimmo a collezionare parecchi video, quasi tutti momenti intimi di Zia dove era possibile vederla mentre si spogliava, si vestiva oppure passava le sue creme su tutto quel bellissimo corpo... e poi ovviamente c’erano i momenti in cui giocava con il dildo. Quasi ogni due giorni usava il dildo per tenere aperta ed allenata quella bella figona pelosa prima di andare a dormire. Vuoi andare a letto bella calda zietta mia! pensavo ogni volta che vedevo una delle sue scene con quel cazzo finto tra le gambe. Una volta a settimana Davide e Luca venivano a casa mia per vedere i nuovi video e rivedere i vecchi, ed ogni volta era sempre più eccitante. Giorno dopo giorno, i nostri incontri iniziarono a diventare delle vere e proprie masturbazioni di gruppo. Eliminammo anche il passaggio dal bagno, non ci vergognavamo minimamente a tirar fuori i nostri cazzi duri dai pantaloni mentre sullo schermo del mio salone guardavamo zia Manuela. Nonostante questo passo avanti, non mostrai mai a Davide e Luca le mutandine di zia che tenevo nascoste in camera mia, quelle continuavano ad essere solo ed unicamente mie.

L’estate andava avanti, scivolava via, sborrata dopo sborrata. Nei week end a volte zia veniva a fare un tuffo in piscina, a prendere il sole e a mostrarmi le sue forme. Di nascosto scattai qualche foto con il telefono mentre zia era in acqua o mentre era sdraiata a prendere il sole. Le mandavo a Davide e Luca per fargli vedere cosa si stavano perdendo, quando preferivano andare al mare insieme a qualche loro amichetta sperando di rimediare un pompino a fine giornata. Una domenica mattina fotografai zia mentre era sdraiata sul mio lettino al sole, subito dopo essersi incremata per bene, gli slip del bikini nero andavano a sparire tra i suoi fianchi ed in mezzo alle sue cosce mentre il reggiseno conteneva le sue tettone a fatica. Era pronta per essere montata. “Andate pure al mare, io mi godo questa bella troia!” scrissi per accompagnare la foto. Inutile dire che entrambi rosicarono tantissimo di non essere lì a godersi quello spettacolo insieme a me.

Entrai in piscina e rimasi in acqua per una decina di minuti, zia continuava a rimanere immobile, sdraiata al sole mentre io la fissavo con un’erezione crescente sotto l’acqua. Allentò il laccio del bikini dietro il collo, facendolo sparire sotto le ascelle per cercare di abbronzarsi in maniera uniforme sul petto. Le coppe del bikini sembravano scivolare via mentre lei cercava di sistemare il reggiseno. Vidi una parte di areola del capezzolo venir fuori. Sperai con tutto me stesso che saltasse fuori anche il resto ma non vidi nient’altro. Rimasi quasi a bocca aperta, vedere le sue tette dal vivo era decisamente meglio che vederle in video! La mia mano andò dritta nel costume a sistemare il cazzo che iniziava a crescere sempre di più. Zia cercava di restare immobile sotto al sole, vedevo sul suo viso le gocce di sudore, bastò che alcuni capelli le si attaccassero al viso sudato per farle alzare la mano per scostarli, ed ecco che una delle coppe del bikini cedette facendo uscire fuori una tetta. Grossa, morbida e succosa. Sembrava che mi chiedesse di essere succhiata... Il capezzolo grande e scuro se ne stava lì a guardarmi mentre mi eccitavo sempre di più. Mi sarei segato in quel momento, dentro l’acqua mentre lei se ne stava sdraiata con gli occhi chiusi come se niente fosse. Allungai la mano per prendere il telefono vicino all’asciugamano, lo sguardo fisso su zia, sperando che non aprisse gli occhi. Aprii la fotocamera ed iniziai a scattare, zoom sul seno, eccolo lì... preso! Dopo un paio di scatti lanciai il telefono sull’asciugamano, velocemente e in silenzio. Gli occhi di zia erano ancora chiusi quando la vidi muoversi. Finsi di bagnarmi il viso ma tra le dita delle mani sulla faccia la vidi che si sistemava il costume dopo essersi accorta della tetta che le era uscita fuori. Feci finta di niente, nuotando avanti e indietro nella piscina per uscire dopo qualche minuto, presi subito l’asciugamano per nascondere l’erezione ma per fortuna zia aveva chiuso di nuovo gli occhi.

“Zia vado a prendere del tè freddo, tu vuoi qualcosa da bere?” le chiesi dopo essermi coperto per bene con l’asciugamano.

“Oh si tesoro, un po’ di te fresco va benissimo. Grazie.”.

“Ok, torno subito allora.”.

“Prima che vai in cucina puoi farmi un favore? Mi metti un po’ di crema sulla schiena? Volevo provare a prendere un po’ di sole anche dietro...” si alzò per cambiare posizione e appena mi avvicinai mi passò la crema solare. Spalmai tutta la schiena, passando la mano sotto l’elastico del bikini. Immaginai di toccare quella schiena mentre era davanti a me a pecorina mentre mi dava quel culone di burro... Ci misi poco, ero talmente eccitato che spalmai tutta a crema velocemente.

Andai in cucina a prendere il tè, riempii una caraffa e presi due bicchieri prendendomela comoda per cercare di far calmare l’erezione nel costume. Tornai in giardino e la trovai sdraiata sul lettino a pancia in giù.

“Scusa se ci ho messo un po’ zia ma non trovavo la caraffa...” non mi rispose. Mi avvicinai al lettino e la vidi con gli occhi chiusi, sentii il respiro pesante. Si era addormentata. Posai delicatamente la caraffa ed i bicchieri sul tavolino davanti al lettino e mi versai il tè. Bevvi lentamente mentre guardavo il suo corpo disteso al sole. Guardai le cosce, grosse e ancora parecchio sode per la sua età. I segni della cellulite si notavano, ma in tutto quell’insieme erano perfetti. Lo slip nero conteneva il suo culo, grosso e schiacciato sul lettino dalla gravità, metteva ancora più in evidenza i suoi fianchi larghi, grassi ed abbondanti, morbidi... Aveva slacciato completamente il reggiseno lasciando la schiena completamente nuda al sole. Mi avvicinai ancora e sentì ancora più forte il su respiro, stava proprio dormendo. Andai ai piedi de lettino e mi inginocchiai, arrivai ad avere i suoi piedi a pochi centimetri dal mio viso, vidi quelle piante morbide e curve, con qualche callo ma ancora perfettamente toniche. Quei piedi mi stavano facendo impazzire, il loro odore era fantastico. Risalendo guardai i suoi polpacci e le cosce. Grosse, burrose e sudate fino in cima al suo culo. Avrei voluto morderla e leccarla. Lo slip era leggermente sparito in mezzo a quelle chiappe da urlo, lasciandole all’aria come se fosse un tanga. Non resistetti a quella visione. Presi immediatamente il telefono e scattai altre foto. La ripresi per intero con il culo all’aria, ripresi i piedi, le cosce, diversi primi piani del culo... nel mentre il suo respiro era sempre più pesante e regolare, ero tranquillo e sicuro che non si sarebbe svegliata. Bevvi un altro sorso di tè e continuai a godermi lo spettacolo... mi guardai intorno, oltre la ringhiera del giardino, per strada non c’era nessuno, non si sentiva nemmeno una macchina. Tornai davanti ai suoi bellissimi piedini e non resistetti a tirar fuori il cazzo. Iniziai a masturbarmi davanti alle sue piante mentre immaginavo quanto sarebbe stato bello passare la mia cappella tra la pelle arricciata. Con il telefono pronto in mano, scattai altre foto del mio cazzo davanti alle sue piante, andai più su, direttamente sul culo e mi segai puntando la cappella proprio in mezzo alle chiappe. Il suo respiro era sempre regolare, non si sarebbe svegliata per niente al mondo mentre io ero sopra di lei a segarmi sul suo culo. Continuai a scattare e a riprendere il mio cazzo sopra quel culo da urlo. Davide e Luca sarebbero morti d’invidia... Tornai ad annusare i piedi, mentre mi segavo ed ero eccitato come un maiale... Non riuscivo a crederci. Volli esagerare, tornai con il viso a pochi centimetri dal culo e con delicatezza provai a scostare leggermente lo slip. Avevo paura che zia avrebbe potuto sentire la mia mano su di lei, ma non fu così. Scostai leggermente lo slip e lo vidi, vidi quel buco stupendo, rotondo, vidi le pieghe regolari e simmetriche della pelle attorno all’ano, non tanto stretto nel mezzo... pensai che quasi sicuramente, in passato, zia doveva aver lasciato che zio usasse quel buco... Dio mio che cosa meravigliosa avevo davanti. Scattai subito una foto a quella meraviglia e poi avvicinai il viso per respirare a pieni polmoni il suo odore. L’odore del culo di zia mi arrivò fino a cervello, mandandomi in estasi. Dovetti trattenermi dall’affondare la lingua lì dentro.

Prima di andare avanti…

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