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Erotika
Per Amore Di Zia · Cap. 2
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Capitolo 2 di 6 20 min di lettura

Con un occhio sempre aperto

Con la zia come vicina di casa la quotidianità cambia e le vecchie fantasie lasciano il posto a quelle nuove.

Forbidden_Fantasy
5 mesi fa · 1.4k letture · 0

Mi svegliai tutto sudato e con un'erezione da paura. Non riuscii nemmeno ad andare in bagno a pisciare per quanto era duro. Feci colazione in fretta e cercai di liberarmi del bisogno fisiologico nonostante l'erezione. Mi affacciai alla finestra per vedere se la Zia era uscita, fortunatamente no. Non persi tempo e mi vestì in fretta per andare a bussare alla sua porta, volevo chiederle se aveva voglia di rinfrescarsi in piscina. Io di certo morivo dalla voglia di vederla in costume.

Attraversati la strada e bussai alla porta, avevo ancora il cazzo dritto nei pantaloncini e cercai di nasconderlo. Zia aprì quasi subito, me la trovai davanti con un bellissimo vestito di cotone verde e delle espadrillas nere con la zeppa piuttosto alte. I capelli raccolti le mettevano il viso in mostra, era decisamente uno spettacolo nella sua semplicità.

"Buongiorno Zia!".

"Buongiorno tesoro, a cosa devo il piacere?".

"Ecco, volevo chiederti se oggi ti andava di replicare in piscina, visto che fa caldo, pensavo ti facesse piacere rinfrescarti un po’. Io ho anche la giornata libera... Ma vedo che sei già vestita, stavi uscendo?" effettivamente era già tutta in tiro, sperai che non avesse altri programmi.

"Oh mi farebbe tanto piacere tesoro, ma purtroppo ho già preso impegni." appena finì la frase, dalla cucina uscì un uomo "Oh Roberto vieni, ti presento mio nipote." Roberto era un suo collega di lavoro. "Sai, abbiamo scoperto che Roberto vive qui vicino, così abbiamo deciso di andare a farci una passeggiata in paese e fare colazione, giusto per passare la mattinata in compagnia." Roberto era il classico uomo di mezza età brizzolato, non sembrava avere un bel fisico ma nell'insieme era un bell'uomo all'aspetto. Elegante e curato. Pensai che probabilmente aveva fatto colpo su Zia Manuela perché era gentile ed educato, oltre che di bella presenza diciamo. Mi salutò e si presentò con gentilezza ma il suo sorriso mi trasmise un certo senso di “viscido”, nonostante tutto.

"Bene, allora non vi rubo altro tempo, buona passeggiata!" tagliai corto e li salutai sorridente. Avevo capito che Zia aveva altri progetti, chissà cosa voleva fare o aveva già fatto con il caro Roberto... Tornai a casa mia e li vidi andar via a piedi l’uno accanto all'altra. Improvvisamente il cazzo nei pantaloni si era calmato. Tutto merito di Roberto... Passai la mattinata a sistemare la casa ma non riuscivo a non pensare a quei due in giro per il paese. Chissà se prima di bussare alla porta Roberto già si era dato da fare con Zia, era un dubbio che non mi lasciava. Mangiai un insalata al volo e mentre mi stavo preparando per buttarmi in piscina, dalla finestra vidi Zia e Roberto che tornavano a casa, lui le teneva il braccio attorno la spalla. Zia apri la porta, entrarono e poi vidi tutte le finestre chiudersi. Subito pensai a Roberto che si metteva comodo togliendosi i pantaloni davanti a Zia Manuela che si lasciava toccare da quel vecchio porco... Mi venivano i brividi solo a pensarci. Sicuramente lui non vedeva l'ora. Entrai in piscina e rimasi a guardare la casa di Zia sperando di sentire qualche rumore o qualsiasi altra cosa che mi permettesse di capire cosa stava succedendo lì dentro ma alla fine l'unico rumore che sentivo era il sottofondo delle cicale che cantavano a causa del caldo. Rimasi a bagno per diverse ore, finchè non uscii dopo aver visto le mie mani lessate. Tornai in casa ma tenevo sempre un occhio alla finestra che dava sulla casa di Zia. Era più forte di me, non potevo farci niente. Nel tardo pomeriggio, quando il sole aveva iniziato a calare, vidi le finestre aprirsi una dopo l’altra. Roberto uscì di casa e andò via da solo, mentre Zia si fece vedere dopo una decina di minuti abbondanti. Era uscita in giardino in accappatoio, che teneva ben chiuso e con i capelli bagnati. Si era sicuramente fatta una doccia, immaginai, dopo tutto il movimento che avevano fatto.

“E bravo Roberto...” pensai.

Passai la serata sul divano con una birra fredda a guardare un bel porno dove una matura si faceva ripassare per bene da un paio di operai, uno giovane e atletico, l'altro invece, abbastanza brizzolato e più in là con gli anni. Il giovane la prendeva da dietro e le infilava il cazzo tutto dritto nella figa pelosa mentre il vecchio le prendeva la testa e se lo faceva succhiare per bene. Pensai che Roberto molto probabilmente aveva ricevuto lo stesso trattamento.

Avrà goduto per bene il vecchio porco! Sperai solo che fosse venuto subito rovinando tutto e mandando all'aria i piani che aveva. Maledetto. Lo odiai tantissimo. Tirai fuori il cazzo e iniziai a segarmi guardando il giovane operaio che arrivava da dietro, mentre la bella matura, tutta sudata, saltava sul cazzo del vecchio. Lui le puntava la cappella verso il buco del culo. La vacca matura capì subito ad allargò per bene il culone per fare spazio e lasciarlo entrare. Ora il giovane la pompava a dovere e la vacca non saltava più come prima sul cazzo del vecchio, se la stava inculando per bene... Le piantava il cazzo nel culo fino in fondo, entrando ed uscendo con colpi rapidi e forti. Non poteva più muoversi la troia, iniziava a sentire il ritmo del giovane cazzo mentre iniziava ad ansimare, ed ecco che io sborravo a fiumi pensando a come avrei fatto la stessa cosa con Zia per farle scordare il cazzo di Roberto. Venni tantissimo, era tutto il giorno che il mio cazzo rischiava di scoppiare e solo adesso lo liberavo. Mi ripulii in cucina e poi tornai a sdraiarmi sul divano. La sega mi aveva svuotato per bene, ero così stanco che mi addormentai.

Il giorno dopo per fortuna avrei lavorato nel pomeriggio, mi svegliai tutto sudato e ancora stremato dalla sega della sera prima. Andai sotto la doccia e appena uscito, sentii il campanello della porta. Andai ad aprire ancora in accappatoio, era Zia.

"Buongiorno tesoro, scusa ti disturbo?".

"Ma no Zia, dimmi pure, che c'è?".

"Scusami tanto, ma io devo andare a lavoro e ho un problema con il condizionatore a casa, me lo hanno montato da poco ma sembra che non funzioni bene. Non è che puoi passare a dare un'occhiata più tardi? Ti lascio anche le chiavi se puoi...".

"Ma si Zia, non c'è problema, oggi lavoro nel pomeriggio, finisco di asciugarmi e passo a controllare. Lasciami pure le chiavi.".

"Grazie tesoro. Ecco le chiavi." mi salutò e andò via. Indossava le stesse espadrillas del giorno prima. Guardai il suo bel culone dondolare fino alla macchina e poi la guardai allontanarsi.

Tornai in bagno ad asciugarmi i capelli, misi un paio di pantaloncini ed una maglietta e poi andai a casa di Zia.

Aprii la porta ed entrai, la casa era abbastanza simile alla mia, solo un po' più piccola. Faceva tanto caldo, andai in cucina a cercare dell'acqua fresca. Aprì il frigorifero e trovai una bottiglia di prosecco mezza vuota.

"Hai capito Roberto... Ieri l’hai fatta anche bere eh!" presi una bottiglia d'acqua e bevvi un sorso. Mi girai e iniziai a guardarmi intorno. Non ero mai stato nella nuova casa di Zia, e così iniziai ad esplorare il nuovo ambiente. Trovai subito la camera da letto, il letto rifatto e tutto il resto in ordine. Zia ci teneva all'ordine e si vedeva da come era rifatto il letto. Dietro la maniglia della porta trovai appesi due reggiseni, uno bianco e uno nero. Presi il nero e lo annusai, l'odore di Zia era unico in tutti i sensi. Pensai bene di mettermi a mio agio e senza perdere tempo, mi tosi la maglietta e i pantaloncini, rimanendo in mutande. Avevo la mattinata libera del resto...

Continuai con l'esplorazione di casa, tenendo in mano il reggiseno di Zia. Poco dopo trovai il bagno, la cesta dei panni usati era proprio accanto la porta e ovviamente non esitai un secondo. Aprii la cesta e subito vidi un paio di slip bianchi. Li presi in mano e li guardai bene, avevano un segno scuro proprio lì in mezzo, li rimisi nella cesta e continuai a cercare. Era un peccato che fosse estate, niente calze o body... Avrei tanto voluto trovarne un paio. All'improvviso saltarono fuori degli slip neri di pizzo, il davanti tutto in pizzo lavorato, con un fantasia a fiori e il retro completamente trasparente. Le osservai bene.

"E brava Zia. Scommetto che le hai indossate per Roberto queste!" dissi tra me e me.

Le guardai bene, controllai se nel mezzo avessero qualche segno ma sembravano quasi come nuove. Le avvicinai al naso e improvvisamente un esplosione di odori mi colpì. Sentivo il sudore, un po' di urina e quell’odore inconfondibile di salato e dolce mischiato. Guardai meglio e vidi che nel mezzo c'era un alone bianco, appena accennato ma visibile. Continuai ad annusare, mi sedetti sul water per mettermi comodo. Oramai inebriato dall'odore, tirai fuori la lingua ed iniziai a leccare le mutande. Un sapore forte e salato mi riempi la bocca. Leccai ancora, e poi ancora e ancora...

Prima di andare avanti…

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