Avevo da poco compiuto 27 anni e, insieme a quel traguardo, me ne ero andato di casa per andare a vivere da solo in una deliziosa casetta in un paese alle porte della capitale che ero riuscito, con una buona dose di fortuna ed un pò di risparmi, a comprare con un mutuo concessomi inaspettatamente. Certo era una piccola villetta bifamiliare in campagna, abbastanza isolata, ma come si dice, era pur sempre casa. Casa mia.
Non molto lontano, anzi direi quasi accanto, si trovava un piccolo complesso di appartamenti costruiti da poco come la mia villetta, ma la sfortuna volle che il costruttore sparì dalla circolazione per "motivi fiscali" e l'intera palazzina se la prese la banca, per poi vendere gli appartamenti all'asta sperando di lucrarci il più possibile sopra. Fu proprio uno di questi appartamenti che venne comprato da mia zia Manuela, la mia zia preferita.
Zia Manuela aveva divorziato da poco, il suo matrimonio (durato quasi trent'anni) finì perché mio zio, arrivato alla soglia dei 60 anni, aveva iniziato a soffrire pesantemente di una crisi di mezza età e credendo di poter ingannare il tempo che passava, si iscrisse in palestra e conobbe una ragazza con trent'anni in meno di lui che gli fece perdere la testa. Facendolo sentire molto più giovane del dovuto, lo convinse a lasciare la zia Manuela che si ritrovò sola a 55 anni dopo essere stata tradita per una puttanella più giovane di lei. Una scena da film insomma. All'inizio zia soffrì parecchio per questa storia, ma da donna forte quale è sempre stata, si mise subito sulla difensiva, riboccandosi le maniche e dandosi da fare per ottenere quanto più poteva dalla causa di divorzio e cercare di ricominciare una nuova vita senza più quel "porco" (come lo chiamava lei) di mio zio. Dopo mesi e mesi di lavoro da parte degli avvocati, arrivarono all'accordo che le permise di ricominciare da capo: venduta la casa che aveva comprato con mio zio (non avendo avuto figli non c'erano affidamenti di mezzo) e con la sua parte di ricavato e qualche risparmio arrivò a comprare la casa vicino alla mia. Quando lo venni a sapere ne fui molto felice, sia per lei ovviamente, ma anche per me... Perché la zia Manuela è sempre stata la mia preferita, fin da piccolo. Era con lei che andavo in vacanza al mare da piccolo, con lei avevo iniziato a guardare le donne e soprattutto con lei avevo scoperto la masturbazione. A lei erano dedicate le mie prime seghe fatte al bagno di nascosto, mentre ripensavo a lei sdraiata sul lettino a prendere il sole di schiena senza il reggiseno del bikini. Erano le sue mutandine e le sue calze che rubavo di nascosto per segarmi quando restavo a casa da solo durante le vacanze ed i litri di sperma che avevo prodotto in quasi 12 anni di vita sessuale, erano tutti dedicati a lei. Tutto per la bellissima Zia Manuela.
L'ultimo giorno del trasloco, un lunedì mattina, me la trovai sul vialetto di casa che bussava alla mia porta, quando la aprii mi ritrovai davanti a me la Zia con il suo metro e sessanta, i suoi capelli castani lunghi fino alle spalle, i suoi occhi marroni che mi fissavano da dietro le lenti degli occhiali da vista. Il suo delizioso corpo era coperto da un tallieur scuro ed un cappottino lungo fino alle ginocchia che però lasciava scoperta la metà inferiore delle sue belle gambe sode e morbide, un bellissimo paio di décolleté nere la tenevano in piedi e la slanciavano con quei 12 cm di tacco.
Sorridevo solo a guardarla dallo spioncino.
"Ciao Zia! Come stai? Mamma mi aveva detto che ti saresti trasferita qui in zona." le dissi.
"Tesoro mio ciao! Si e mi auguro che questo trasferimento sia definitivo. Volevo passare per un saluto, ti disturbo per caso?" l'avevo già divorata con uno sguardo soltanto.
"Ma che disturbo zia, entra pure, mi fa molto piacere lo sai!" le feci segno di entrare in casa e lei con il suono dei suoi tacchi entrò dentro.
"Posso offrirti qualcosa? Un caffè?"
"Si tesoro mio grazie, un caffè lo prendo volentieri." le feci strada verso il salotto e le dissi di accomodarsi. Lei posò la borsa sul divano, si tolse il cappottino poggiandolo sul bracciolo e si slacciò la giacca del tallieur.
"Però! Vedo che ti sei sistemato bene eh..!" disse guardandosi rapidamente intorno, io intanto in cucina avevo messo su il caffè e stavo tornando da lei in salotto quando la trovai che camminava assorta, guardandosi intorno e togliendosi distrattamente la giacca del tallieur per poi restare in camicia... Una semplice camicetta bianca che la fasciava alla perfezione ma che non riusciva a nascondere i suoi fianchi morbidi, con i suoi rotolini di carne che le giravano lungo la vita e l'addome, le maniglie dell'amore che in lei ho sempre trovato deliziose ed eccitanti. Mentre poco più su, alcuni bottoni slacciati lasciavano ammirare una scollatura da urlo, una quarta di reggiseno che avrebbe fatto invidia a tante mie amichette e salendo ancora, quel suo bel visino rotondo, con quegli enormi occhi marroni protetti dagli occhiali da vista. Le sue labbra che ancora ricordavano quanto in gioventù fossero state carnose, tinte da un rossetto rosso fuoco. Nonostante si vedesse che oramai i segni dell'età iniziavano a farsi vedere sul suo corpo, Zia Manuela restava una donna splendida che avrebbe ancora fatto perdere la testa a tantissimi uomini.
A quella vista rimasi per un secondo in estasi, lo ammetto, già la spogliavo con gli occhi e immaginavo i suoi deliziosi fianchi di burro, il suo bellissimo culone morbido e le sue cosce sode... Zia non era proprio quella che si definisce "una milf da film porno", aveva diversi chili in più, le maniglie dell'amore, le cosce erano abbastanza grosse e il suo bellissimo culone era decisamente provato dall'età nonostante tenesse ancora una forma eccezionale, ma a me piaceva così com’era... Mi era sempre piaciuta.
"Zia il caffè è quasi pronto." dissi timidamente.
"Ah si, arrivo!" mi rispose sorridendo e seguendomi verso la cucina. La feci accomodare al tavolo e lei accavallò le gambe tirando un po' su la gonna, mostrando le sue bellissime gambe. Le versai il caffè.
"Vuoi anche un biscotto zia, posso offrirti altro?"
"No grazie tesoro sono a posto così, cerco di tenere un po' la linea. Sai com’è..."
"Ma che dici zia, stai benissimo! Sei una donna splendida!" le dissi sorridendo.
"Ma che dici tu! Non hai idea di quanta fatica faccio per entrare in questa camicia, tra poco saltano i bottoni!" si accarezzò la pancia.
"Ma no zia! Qualche chilo in più ci sta sempre bene, nei punti giusti..!" feci un occhiolino ammiccante.
"Ma lo sai che sei proprio un provolone tu? Lo prendo come un complimento..." mi sorrise e mi diede uno schiaffetto sul braccio. Bevemmo il caffè e lei mi raccontò della nuova casa, mi fece altri complimenti per la mia e non escluse qualche parola contro quel porco del suo ex marito. Finito di bere il caffè, Zia mi disse che aveva parecchie cose da fare a casa, doveva ancora sistemare buona parte della roba per cercare di renderla una casa decente in cui vivere, mi disse. Mi offrii di aiutarla nei giorni seguenti, quel lunedì avevo preso impegni e mi dispiacque molto non poterla aiutare, ma nei giorni seguenti ero libero e le dissi che poteva contare su di me.
"Grazie tesoro mio, sicuramente con il tuo aiuto ci metterò pochissimo ad ambientarmi qui. Mi fa molto piacere che saremmo vicini di casa sai..." mi abbracciò e sentì contro di me le sue tettone che premevano strette nel reggiseno e nella camicetta. Riprese le sue cose e l'accompagnai alla porta, dicendole che sarebbe potuta venire a trovarmi quando voleva.
