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Erotika
Per Amore Di Zia · Cap. 4
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Capitolo 4 di 6 25 min di lettura

Quando non tutto il male viene per nuocere

L'intimità della zia Manuela viene allo scoperto, Davide e Luca vengono subito aggiornati delle novità e oramai la situazione sembra prendere una piega del tutto inaspettata...

Forbidden_Fantasy
5 mesi fa · 1.1k letture · 0

La sveglia suonò di colpo. Mi svegliai di soprassalto. Guardai l’ora, erano le sette di mattina. Mi alzai di corsa, misi su il caffè. Andai in bagno a sciacquarmi la faccia. Il caffè salì e spensi il gas. Bevvi il caffè e mangiai qualche biscotto mentre mi chiesi se era stato tutto un sogno. Continuai a ripetermi di smetterla con quei pensieri, andai in bagno a lavarmi i denti ma non ce la facevo a far finta di niente, ero ancora eccitato. Dopo essermi vestito di corsa, presi le chiavi della macchina ed uscii per andare a lavoro. Mentre ero in macchina cercai di distrarmi con la radio, basta pensare a quel sogno, era appena iniziata una nuova giornata. Avevo dormito poco ed ero confuso, non fu proprio semplicissimo prendere il ritmo e far passare la giornata lavorativa, se ne accorsero anche i miei colleghi e mi fecero un sacco di battute sulla notte in bianco che credevano avessi passato con qualche ragazza. Per fortuna che le loro battute mi aiutarono a passare il tempo, accettai passivamente le loro frecciatine senza replicare troppo. Non potevo di certo ammettere che avevo passato al notte a sognare mia Zia che si masturbava insieme ai miei due migliori amici che la coprivano di sperma bollente...

Finito il turno mi sbrigai per tornarne a casa per pranzo, mentre ero fermo al semaforo suonò il telefono. Zia voleva chiedermi se volevo pranzare da lei, accettai e le dissi che sarei arrivato a casa tra una decina di minuti. Parcheggiai la macchina, passai al volo a casa a rinfrescarmi ed andai a bussare alla porta di Zia. Lei mi aprì e me la trovai davanti con addosso un vestitino in cotone rosso a poua bianchi, dei sandali con la zeppa marroni e i capelli appena racconti dietro la testa... il vestito la stringeva, i fianchi non erano contenuti, la scollatura stava quasi per cedere e si vedeva chiaramente che non portava il reggiseno sotto. Nonostante fosse stretto metteva in mostra alla perfezione tutte le sue forme ed ovviamente quei sandali la slanciavano, valorizzandole le cosce e il suo meraviglioso culo. Rimasi qualche secondo a fissarla, fu dura non sbavare... Non potevo credere che dopo i sogni di quella notte, adesso mi si presentava davanti in questo modo. Sentii subito una contrazione all’addome  che scendeva verso il cazzo, come se stessi per venirmi nelle mutande.

Salutai Zia con un bacio sulla guancia ed entrai in casa. Aveva preparato un bel pranzetto estivo a base di insalata di riso, apparecchiando il tavolo in giardino sotto la tenda. Ci sedemmo e lei mi servì.

“Che buona questa insalata Zia, con questo caldo ci vuole proprio...” le dissi.

“Si hai ragione, un bel pranzo leggero e rinfrescante. Poi ho bisogno di stare un po’ leggera, tra poco c’è la prova costume...”.

“Ma che dici Zia, non ne hai bisogno, stai benissimo!”

“Si si certo, lo dici tu... Guarda che con gli anni bisogna stare sempre più attenti, altrimenti non torni più indietro.” mentre lo diceva si sistemava la scollatura.

“Sei sicura che lo fai per te e non per qualcun altro?” azzardai.

“Che vuoi dire?”

“Non è che lo fai per il tuo caro Roberto? Ti tieni in forma per lui per caso?”

“Ma che dici! Lascia stare Roberto guarda... Non tocchiamo questo tasto che è meglio.” dovevo essermi perso qualcosa.

“Perché? Che è successo? Che cosa ha combinato?” le chiesi.

“No non ha fatto nulla di grave tranquillo, però non penso ci rivedremo più.”.

“Ma scusa perché? Che è successo?”.

“Diciamo che mentre eravamo a casa da soli, in un momento intimo, lui ha avuto, come dire... un paio di inconvenienti.”

“No dai non ci posso credere!” iniziai a ridere “Non dirmi che ha problemi di erezione!”.

“Ebbene si, e non solo quello. Poi è praticamente... venuto subito.” non riuscivo a crederci. Non la smettevo di ridere. Quel viscido di Roberto oltre che mezzo impotente, durava pure poco! Cercai di riprendermi, poi mi scusai con Zia e le spiegai che non ridevo per lei, ma per la situazione in generale. Soprattutto ridevo di Roberto.

“Vabbè Zia, prova a vedere il lato positivo: te lo sei subito tolto dai piedi. Poi ti dirò, a me non è mai piaciuto, fin da subito non mi ha fatto una bella impressione.” continuai a mangiare l’insalata di riso.

“Geloso che non sei altro!” disse Zia alzandosi “Hai ragione, meglio che si sia tolto subito dai piedi da solo. Vado a prendere un’altra bottiglia d’acqua.” mi diede un bacio sulla guancia e andò in cucina. Finito il pranzo andai a sedermi sul divano e accesi la televisione, Zia mi portò il caffè e si sedette con me. Dopo pochi minuti se ne andò in cucina a lavare i piatti ed approfittai della situazione per dare un’occhiata alla penna con la webcam che avevo nascosto sul mobile in salotto. Era ancora lì. Zia per fortuna non se n’era accorta. Presi la penna e la misi in tasca, volevo provare a cambiarle posizione, in salone ero riuscito a vedere abbastanza ma all’improvviso arrivò l’idea: se fossi riuscito a piazzarla nella sua camera avrei visto molto di più! Sentii Zia chiudere l’acqua del lavandino, tornai a sedere sul divano, quando lei tornò in salone feci finta di niente.

“Tesoro scusa, vado un attimo in bagno. Se vuoi altro serviti da solo, tanto sai dov’è il frigo.” disse.

“Ok va bene.” appena sentii chiudersi la porta del bagno mi alzai e andai verso la sua stanza, per fortuna non era vicino al bagno quindi non mi avrebbe sentito. Iniziai a guardarmi intorno, cercavo un punto dove piazzare la webcam, un punto che fosse ben nascosto. Trovai un angolo sopra l’armadio dove Zia aveva riposto alcuni trolley, presi la sedia vicino al letto, ci salì sopra e arrivai in alto per incastrare la penna tra le valige, non si vedeva per niente. Scesi di corsa e misi a posto la sedia. Zia era ancora in bagno, aprì l’applicazione sul telefono e vidi che la visuale era buona, puntava dritta sul letto e si vedeva buona parte della stanza. Sicuramente avrei visto Zia mentre si spogliava e dormiva. Prima di tornare in salone notai che per terra erano cadute delle mutandine, uno slip nero in cotone e pizzo, molto appariscente e che sicuramente addosso a Zia avrebbe lasciato intravedere molto... Non ci pensai due volte e me lo misi subito in tasca. Tornai in salone e appena mi sedetti Zia uscì dal bagno. Feci finta di niente, ero stato fortunato...

Tornai a casa dopo una mezz’oretta, faceva molto caldo, chiusi tutte le finestre e accesi l’aria condizionata. Mi spogliai e mi sdraiai sul letto con in mano le mutandine di Zia, erano il trofeo della giornata... proprio un bel ricordino quello che avevo preso. Le guardai bene, erano stupende, dentro avevano anche una bella striscia bianca, le annusai subito e venni investito dall’odore pungente che ancora conservavano. Con una mano le tenni sul viso e con l’altra mi afferrai il cazzo che già iniziava ad essere duro. Iniziai a masturbarmi, quanto era buono l’odore di Zia! La immaginavo con addosso quelle mutandine, il pizzo frontale sicuramente avrebbe lasciato intravedere la sua bella figa pelosa, al pensiero il mio cazzo diventava sempre più duro. Annusavo più che potevo mentre la cappella si inumidiva sempre di più e si gonfiava. Mi spogliai completamente e misi le mutandine sopra il cazzo, strofinandole per bene, quanto avrei voluto riempirle di sborra per poi restituirgliele...

Già immaginavo come sarebbe stato bello se lei avesse indossato il mio sperma sopra quei fantastici slip da troia. All’improvviso mi sedetti sul letto, feci scivolare le mutandine lungo le gambe e le indossai. L’eccitazione era troppo forte, mi tremarono le gambe appena le feci calzare e notai che mi stavano, anche se un po’ larghe. Era passato tanto tempo dall’ultima volta che avevo fatto una cosa del genere (l’ultima volta andavo ancora a scuola...), aprii un’anta dell’armadio dove c’era uno specchio e mi guardai, tutto nudo con addosso solo gli slip di pizzo. Il cazzo era proprio sul punto di esplodere dentro le mutandine, ma la mia immagine allo specchio mi eccitava troppo... In quel momento non riuscii a resistere, mi bastò appena strofinare il pizzo contro la mia cappella già bella che dura ed umida perché lo sperma bollente iniziasse a bagnare e poi passare oltre il pizzo, colando e bagnando tutto lo slip. Mi sembrava di non aver mai goduto così tanto. Mi guardavo allo specchio con quelle mutandine addosso, pensando a quanto sarebbe stato eccitante tornare in casa di zia per rimettere quelle mutandine al loro posto e fargliele trovare tutte belle sborrate, magari con un bel bigliettino anonimo con una bella dichiarazione d’amore. Una dichiarazione spontanea che esprimesse tutti miei adorati sentimenti per una vacca come lei, sperando solo che non capisse mai chi era l’autore della sborrata. Sarebbe stata solo la prima di tante e tante altre sborrate amorose.

Prima di andare avanti…

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