Capitolo 4 - Quando non tutto il male viene per nuocere
L'intimità della zia Manuela viene allo scoperto, Davide e Luca vengono subito aggiornati delle novità e oramai la situazione sembra prendere una piega del tutto inaspettata...
6 giorni fa
La sveglia suonò di colpo. Mi svegliai di soprassalto. Guardai l’ora, erano le sette di mattina. Mi alzai di corsa, misi su il caffè. Andai in bagno a sciacquarmi la faccia. Il caffè salì e spensi il gas. Bevvi il caffè e mangiai qualche biscotto mentre mi chiesi se era stato tutto un sogno. Continuai a ripetermi di smetterla con quei pensieri, andai in bagno a lavarmi i denti ma non ce la facevo a far finta di niente, ero ancora eccitato. Dopo essermi vestito di corsa, presi le chiavi della macchina ed uscii per andare a lavoro. Mentre ero in macchina cercai di distrarmi con la radio, basta pensare a quel sogno, era appena iniziata una nuova giornata. Avevo dormito poco ed ero confuso, non fu proprio semplicissimo prendere il ritmo e far passare la giornata lavorativa, se ne accorsero anche i miei colleghi e mi fecero un sacco di battute sulla notte in bianco che credevano avessi passato con qualche ragazza. Per fortuna che le loro battute mi aiutarono a passare il tempo, accettai passivamente le loro frecciatine senza replicare troppo. Non potevo di certo ammettere che avevo passato al notte a sognare mia Zia che si masturbava insieme ai miei due migliori amici che la coprivano di sperma bollente...
Finito il turno mi sbrigai per tornarne a casa per pranzo, mentre ero fermo al semaforo suonò il telefono. Zia voleva chiedermi se volevo pranzare da lei, accettai e le dissi che sarei arrivato a casa tra una decina di minuti. Parcheggiai la macchina, passai al volo a casa a rinfrescarmi ed andai a bussare alla porta di Zia. Lei mi aprì e me la trovai davanti con addosso un vestitino in cotone rosso a poua bianchi, dei sandali con la zeppa marroni e i capelli appena racconti dietro la testa... il vestito la stringeva, i fianchi non erano contenuti, la scollatura stava quasi per cedere e si vedeva chiaramente che non portava il reggiseno sotto. Nonostante fosse stretto metteva in mostra alla perfezione tutte le sue forme ed ovviamente quei sandali la slanciavano, valorizzandole le cosce e il suo meraviglioso culo. Rimasi qualche secondo a fissarla, fu dura non sbavare... Non potevo credere che dopo i sogni di quella notte, adesso mi si presentava davanti in questo modo. Sentii subito una contrazione all’addome che scendeva verso il cazzo, come se stessi per venirmi nelle mutande.
Salutai Zia con un bacio sulla guancia ed entrai in casa. Aveva preparato un bel pranzetto estivo a base di insalata di riso, apparecchiando il tavolo in giardino sotto la tenda. Ci sedemmo e lei mi servì.
“Che buona questa insalata Zia, con questo caldo ci vuole proprio...” le dissi.
“Si hai ragione, un bel pranzo leggero e rinfrescante. Poi ho bisogno di stare un po’ leggera, tra poco c’è la prova costume...”.
“Ma che dici Zia, non ne hai bisogno, stai benissimo!”
“Si si certo, lo dici tu... Guarda che con gli anni bisogna stare sempre più attenti, altrimenti non torni più indietro.” mentre lo diceva si sistemava la scollatura.
“Sei sicura che lo fai per te e non per qualcun altro?” azzardai.
“Che vuoi dire?”
“Non è che lo fai per il tuo caro Roberto? Ti tieni in forma per lui per caso?”
“Ma che dici! Lascia stare Roberto guarda... Non tocchiamo questo tasto che è meglio.” dovevo essermi perso qualcosa.
“Perché? Che è successo? Che cosa ha combinato?” le chiesi.
“No non ha fatto nulla di grave tranquillo, però non penso ci rivedremo più.”.
“Ma scusa perché? Che è successo?”.
“Diciamo che mentre eravamo a casa da soli, in un momento intimo, lui ha avuto, come dire... un paio di inconvenienti.”
“No dai non ci posso credere!” iniziai a ridere “Non dirmi che ha problemi di erezione!”.
“Ebbene si, e non solo quello. Poi è praticamente... venuto subito.” non riuscivo a crederci. Non la smettevo di ridere. Quel viscido di Roberto oltre che mezzo impotente, durava pure poco! Cercai di riprendermi, poi mi scusai con Zia e le spiegai che non ridevo per lei, ma per la situazione in generale. Soprattutto ridevo di Roberto.
“Vabbè Zia, prova a vedere il lato positivo: te lo sei subito tolto dai piedi. Poi ti dirò, a me non è mai piaciuto, fin da subito non mi ha fatto una bella impressione.” continuai a mangiare l’insalata di riso.
“Geloso che non sei altro!” disse Zia alzandosi “Hai ragione, meglio che si sia tolto subito dai piedi da solo. Vado a prendere un’altra bottiglia d’acqua.” mi diede un bacio sulla guancia e andò in cucina. Finito il pranzo andai a sedermi sul divano e accesi la televisione, Zia mi portò il caffè e si sedette con me. Dopo pochi minuti se ne andò in cucina a lavare i piatti ed approfittai della situazione per dare un’occhiata alla penna con la webcam che avevo nascosto sul mobile in salotto. Era ancora lì. Zia per fortuna non se n’era accorta. Presi la penna e la misi in tasca, volevo provare a cambiarle posizione, in salone ero riuscito a vedere abbastanza ma all’improvviso arrivò l’idea: se fossi riuscito a piazzarla nella sua camera avrei visto molto di più! Sentii Zia chiudere l’acqua del lavandino, tornai a sedere sul divano, quando lei tornò in salone feci finta di niente.
“Tesoro scusa, vado un attimo in bagno. Se vuoi altro serviti da solo, tanto sai dov’è il frigo.” disse.
“Ok va bene.” appena sentii chiudersi la porta del bagno mi alzai e andai verso la sua stanza, per fortuna non era vicino al bagno quindi non mi avrebbe sentito. Iniziai a guardarmi intorno, cercavo un punto dove piazzare la webcam, un punto che fosse ben nascosto. Trovai un angolo sopra l’armadio dove Zia aveva riposto alcuni trolley, presi la sedia vicino al letto, ci salì sopra e arrivai in alto per incastrare la penna tra le valige, non si vedeva per niente. Scesi di corsa e misi a posto la sedia. Zia era ancora in bagno, aprì l’applicazione sul telefono e vidi che la visuale era buona, puntava dritta sul letto e si vedeva buona parte della stanza. Sicuramente avrei visto Zia mentre si spogliava e dormiva. Prima di tornare in salone notai che per terra erano cadute delle mutandine, uno slip nero in cotone e pizzo, molto appariscente e che sicuramente addosso a Zia avrebbe lasciato intravedere molto... Non ci pensai due volte e me lo misi subito in tasca. Tornai in salone e appena mi sedetti Zia uscì dal bagno. Feci finta di niente, ero stato fortunato...
Tornai a casa dopo una mezz’oretta, faceva molto caldo, chiusi tutte le finestre e accesi l’aria condizionata. Mi spogliai e mi sdraiai sul letto con in mano le mutandine di Zia, erano il trofeo della giornata... proprio un bel ricordino quello che avevo preso. Le guardai bene, erano stupende, dentro avevano anche una bella striscia bianca, le annusai subito e venni investito dall’odore pungente che ancora conservavano. Con una mano le tenni sul viso e con l’altra mi afferrai il cazzo che già iniziava ad essere duro. Iniziai a masturbarmi, quanto era buono l’odore di Zia! La immaginavo con addosso quelle mutandine, il pizzo frontale sicuramente avrebbe lasciato intravedere la sua bella figa pelosa, al pensiero il mio cazzo diventava sempre più duro. Annusavo più che potevo mentre la cappella si inumidiva sempre di più e si gonfiava. Mi spogliai completamente e misi le mutandine sopra il cazzo, strofinandole per bene, quanto avrei voluto riempirle di sborra per poi restituirgliele...
Già immaginavo come sarebbe stato bello se lei avesse indossato il mio sperma sopra quei fantastici slip da troia. All’improvviso mi sedetti sul letto, feci scivolare le mutandine lungo le gambe e le indossai. L’eccitazione era troppo forte, mi tremarono le gambe appena le feci calzare e notai che mi stavano, anche se un po’ larghe. Era passato tanto tempo dall’ultima volta che avevo fatto una cosa del genere (l’ultima volta andavo ancora a scuola...), aprii un’anta dell’armadio dove c’era uno specchio e mi guardai, tutto nudo con addosso solo gli slip di pizzo. Il cazzo era proprio sul punto di esplodere dentro le mutandine, ma la mia immagine allo specchio mi eccitava troppo... In quel momento non riuscii a resistere, mi bastò appena strofinare il pizzo contro la mia cappella già bella che dura ed umida perché lo sperma bollente iniziasse a bagnare e poi passare oltre il pizzo, colando e bagnando tutto lo slip. Mi sembrava di non aver mai goduto così tanto. Mi guardavo allo specchio con quelle mutandine addosso, pensando a quanto sarebbe stato eccitante tornare in casa di zia per rimettere quelle mutandine al loro posto e fargliele trovare tutte belle sborrate, magari con un bel bigliettino anonimo con una bella dichiarazione d’amore. Una dichiarazione spontanea che esprimesse tutti miei adorati sentimenti per una vacca come lei, sperando solo che non capisse mai chi era l’autore della sborrata. Sarebbe stata solo la prima di tante e tante altre sborrate amorose.
Diventò una nuova abitudine, oramai mi masturbavo solo con le mutandine di Zia addosso, riempiendole con tutto lo sperma che avevo. Davide e Luca, nonostante mi chiedessero ogni giorno se c’erano delle novità riguardo la Zia Manuela, questa cosa non la vennero mai a sapere.
Un giorno proprio mente stavo controllando le registrazioni della telecamera, bussarono alla mia porta e mi trovai sulla soglia Zia Manuela. Era venuta a chiedermi se potevo spiegarle come si usa Amazon.
“Zia davvero non sai come si usa?” mi rispose che in tutti quegli anni, sempre e solo zio si era occupato degli acquisti online, anche se magari comprava delle cose per lei.
“Ho pensato che potrebbe servirmi visto che ora vivo da sola, non si sa mai. Meglio saperle le cose non credi?” le risposi che aveva ragione ed iniziai a spiegarle tutto quello che doveva sapere per cercare ed acquistare ciò che più le piaceva. Non fu facile però spiegarle tutto e soprattutto non perdere il filo del discorso mentre mi ritrovavo le sue tette davanti gli occhi, nascoste appena da una t-shirt bianca quasi trasparente. Zia almeno aveva messo il reggiseno sotto, un reggiseno nero ma che comunque non sembrava avere un sostegno, visto che il peso delle sue tette gravava nelle coppe che sembravano destinate a finire per terra nonostante le bretelle. Inoltre i calzoncini che aveva indossato non erano abbastanza lunghi da coprire del tutto le sue cosce, lo spacco laterale nella sua carne morbida e burrosa sembrava chiamarmi. Riuscii a spiegarle tutto, e soprattutto riuscii a tenere a bada l’erezione. Dopo averle creato il profilo Amazon e dopo aver inserito tutti i suoi dati, mi salutò con il solito bacio sulla guancia e se ne tornò a casa.
Una settimana dopo, mi accorsi che zia aveva fatto il suo primo acquisto online. Una mattina vidi il corriere lasciare un pacco davanti casa sua, avevo la mattinata libera e appena se ne andò, uscii rapidamente per raccogliere il pacco che aveva lasciato in mezzo alla strada. Non era né grande né piccolo, non provai nemmeno ad immaginare cosa potesse contenere. Cercai di farlo passare attraverso le sbarre del cancello per farglielo trovare al sicuro nel vialetto di casa. Avvisai Zia dicendo che ero uscito per fare la spesa e al ritorno lo avevo trovato lì incustodito. Il pomeriggio andai a lavorare e quando tornai a casa, mi misi subito a controllare la telecamera per vedere se per caso Zia aveva aperto il pacco in camera da letto. Mentre scorrevo il cursore per mandare avanti la registrazione, ecco che la vidi entrare in camera con il pacco in mano. La vidi aprire la scatola, tirò fuori un’altra scatola più piccola. Non riuscivo a capire cosa potesse essere quando all’improvviso le mani di zia tirarono fuori dalla confezione un dildo.
Un dildo...
Un cazzo finto!
Non riuscivo a crederci. Non era possibile.
Aveva comprato un dildo online ed ora se ne stava seduta sul suo letto a passarselo tra le mani, guardandolo incuriosita e al tempo stesso soddisfatta. Tirò fuori le batterie dalla confezione, svitò il fondo del cazzo di gomma e lo preparò all’uso. Iniziò a girare il fondo e vidi che tra le sue mani il dildo iniziava a vibrare. Sembrò quasi scandalizzata, si coprì la bocca con la mano mentre guardava il cazzo vibrante nella sua mano ma dopo pochi secondi si alzò in piedi, si spogliò completamente, restando con solo i sandali ai piedi e si sdraiò sul letto a gambe aperte mentre iniziò a passare lentamente il dildo vibrante tra le sue cosce. Appena arrivò nel mezzo iniziò a tremare, la gamba alzata mi copriva la visuale, facendomi incazzare... Speravo che Zia abbassasse la gamba il prima possibile, non potevo certo perdermi quello spettacolo! E proprio quando arrivò nel mezzo, la gamba sparì. Allargò per bene le cosce, toccandosi il mucchietto peloso con la mano e spingendo il dildo sempre di più dentro a figa. La scena era sfocata, ma lo vedevo chiaramente. La mano libera si muoveva sul pube, toccava quei bellissimi peli e stuzzicava il clitoride mentre il dildo si muoveva dentro e fuori. Inarcava la schiena, evidentemente gli effetti delle vibrazioni iniziavano a farsi sentire... Dio mio quanto avrei voluto essere lì! Davanti a me già vedevo la sua figa bagnarsi sempre di più mentre le vibrazioni le facevano tremare il clitoride, la sentivo gemere, ansimava e ne chiedeva ancora, sempre di più. Ancora e poi ancora. Non si doveva fermare. Sentivo l’odore dei suoi umori, già solo quello era abbastanza per convincermi a dargliene di più... E poi si lasciò andare. Alla fine venne liberandosi completamente, senza che io potessi sentire nulla. Rimase sul letto, immobile e con il dildo sulle lenzuola in mezzo alle sue gambe, che gran bel lago che ci sarà stato su quel letto... Dopo qualche minuto si alzò lentamente e sparì dalla visuale, pensai che molto probabilmente era andata al bagno a lavare la sua figa fradicia. Tornò in camera solo per rivestirsi e poi se ne andò.
Rimandai subito indietro il video, guardai quella scena per due, tre volte di seguito senza toccarmi, lasciando che il piacere e la voglia salissero lentamente finchè non mi ritrovai con il cazzo duro, tosto e a rischio di esplosione. Stavo per liberarlo dalle mutande, ma non lo feci. Con il cuore a mille presi il telefono e chiamai Davide.
“Davide, è urgente. Tu e Luca dovete venire da me... Subito. Dillo anche a Luca. No dovete venire qui adesso!” chiusi la chiamata ed andai ad aspettare l’arrivo di Davide e Luca sul divano, fu difficile resistere alla tentazione di farmi una sega, ma sapevo che non avrei dovuto cedere prima di aver condiviso con loro la nuova scoperta, del resto glielo avevo promesso. Ci misero poco ad arrivare, appena entrarono, senza dire nulla, li feci sedere sul divano e gli mostrai il video sul telefono. Rimasero a bocca aperta, anche loro non riuscivano a crederci.
“Quel pacco gliel’ho messo io in giardino, il corriere lo aveva lasciato per strada! Pensate se non lo avessi visto cosa ci saremmo persi!” dissi dopo avergli raccontato tutta la storia dell’account Amazon e di come avevo visto casualmente il corriere quella mattina.
“Se ha comprato un dildo evidentemente muore dalla voglia, si vede che non ha nessuno che glielo da...” Luca aveva capito tutto.
“Si, la zietta starà morendo dalla voglia. Sicuro che nessuno se la scopa?”.
“Ha avuto una mezza storia con un suo collega ma niente di che, da quanto ho capito non è andata bene...” rimasi vago.
“Ottimo, allora tocca tenerla d’occhio. Se siamo fortunati sai quante scene come queste ci regalerà la Zia!”.
“Salva tutti i video eh! Così facciamo una bella raccolta. Hai pensato a cosa farci poi?” non capivo cosa intendesse dire Luca. “Si, voglio dire, già i video sono in bianco e nero e senza audio, la risoluzione non è il massimo, se oscuri per bene il viso sai come potrebbero andar forte su internet!”.
“Ma sei scemo! Non se ne parla! Figurati se metto mia Zia su qualche sito porno..!” risposi.
“Ehi però scusa, pensaci un attimo... Non si vedrebbe praticamente nulla se non quello che serve, non la riconoscerebbe nessuno. E poi lo sai meglio di me che la roba amatoriale ora va di moda, potresti guadagnarci qualcosa...”.
“Assolutamente no! Non se ne parla.” in realtà l’idea di mettere online quei video e di vendere mia Zia alla portata di tutti mi eccitava da morire, ma non riuscivo ad ammetterlo con loro...
“Dai Luca, ha ragione. Alla fine è sempre sua Zia, come pensi possa fare una cosa del genere...” Davide sembrava l’unico ad avere ancora i piedi per terra mentre Luca si toccava continuamente i pantaloni per sistemarsi il cazzo che cresceva sempre di più ed io viaggiavo con la mente al solo pensiero di Zia Manuela nuda online, vista e sborrata da chiunque.
“Sentite, questo video, così come tutti quelli che riuscirò a salvare in futuro, dovranno rimanere tra di noi. Vi ho promesso di tenervi aggiornati e lo faccio perché mi fido di voi, chiaro?” annuirono entrambi.
“Ok, ora che ci hai fatto vedere il video... ti dispiace se facciamo come l’altra volta? Mi hai fatto venire una voglia...” Luca si alzò in piedi mostrando i pantaloni gonfi.
“Ok va bene, ma vai in bagno..!” gli diedi il telefono e sparì subito. Tornò dopo qualche minuto, doveva essere davvero eccitato per averci messo così poco.
“Dio mio che sborrata...”.
“Ci hai messo poco eh?”.
“Si, ero troppo eccitato scusatemi.”.
“Bhè, allora adesso tocca a me.” Davide senza dire altro prese il mio telefono ed andò in bagno per tornare anche lui dopo pochi minuti. In tutto questo, io ero l’unico con ancora il cazzo duro nei pantaloni. Quando tornò mi chiese che cosa avessi in mente di fare con tutta questa storia, sembrava piuttosto serio.
“Bhè, voglio godermela il più possibile. Perché voi che fareste al posto mio?”.
“Hai ragione, non posso darti torto, però non pensi che restare qui a segarsi di nascosto non sia il massimo... Insomma, potresti provare a fare di più.”.
“Già che la sto condividendo con voi è tanto non credi? Comunque non preoccuparti, ho già qualche idea.”. Dopo quella sera, Davide e Luca iniziarono a chiedermi giornalmente aggiornamenti su Zia Manuela. Diventò presto un’ossessione per tutti e tre, a momenti mi sembrava che forse per loro fosse anche più forte.
Nel giro di qualche settimana riuscimmo a collezionare parecchi video, quasi tutti momenti intimi di Zia dove era possibile vederla mentre si spogliava, si vestiva oppure passava le sue creme su tutto quel bellissimo corpo... e poi ovviamente c’erano i momenti in cui giocava con il dildo. Quasi ogni due giorni usava il dildo per tenere aperta ed allenata quella bella figona pelosa prima di andare a dormire. Vuoi andare a letto bella calda zietta mia! pensavo ogni volta che vedevo una delle sue scene con quel cazzo finto tra le gambe. Una volta a settimana Davide e Luca venivano a casa mia per vedere i nuovi video e rivedere i vecchi, ed ogni volta era sempre più eccitante. Giorno dopo giorno, i nostri incontri iniziarono a diventare delle vere e proprie masturbazioni di gruppo. Eliminammo anche il passaggio dal bagno, non ci vergognavamo minimamente a tirar fuori i nostri cazzi duri dai pantaloni mentre sullo schermo del mio salone guardavamo zia Manuela. Nonostante questo passo avanti, non mostrai mai a Davide e Luca le mutandine di zia che tenevo nascoste in camera mia, quelle continuavano ad essere solo ed unicamente mie.
L’estate andava avanti, scivolava via, sborrata dopo sborrata. Nei week end a volte zia veniva a fare un tuffo in piscina, a prendere il sole e a mostrarmi le sue forme. Di nascosto scattai qualche foto con il telefono mentre zia era in acqua o mentre era sdraiata a prendere il sole. Le mandavo a Davide e Luca per fargli vedere cosa si stavano perdendo, quando preferivano andare al mare insieme a qualche loro amichetta sperando di rimediare un pompino a fine giornata. Una domenica mattina fotografai zia mentre era sdraiata sul mio lettino al sole, subito dopo essersi incremata per bene, gli slip del bikini nero andavano a sparire tra i suoi fianchi ed in mezzo alle sue cosce mentre il reggiseno conteneva le sue tettone a fatica. Era pronta per essere montata. “Andate pure al mare, io mi godo questa bella troia!” scrissi per accompagnare la foto. Inutile dire che entrambi rosicarono tantissimo di non essere lì a godersi quello spettacolo insieme a me.
Entrai in piscina e rimasi in acqua per una decina di minuti, zia continuava a rimanere immobile, sdraiata al sole mentre io la fissavo con un’erezione crescente sotto l’acqua. Allentò il laccio del bikini dietro il collo, facendolo sparire sotto le ascelle per cercare di abbronzarsi in maniera uniforme sul petto. Le coppe del bikini sembravano scivolare via mentre lei cercava di sistemare il reggiseno. Vidi una parte di areola del capezzolo venir fuori. Sperai con tutto me stesso che saltasse fuori anche il resto ma non vidi nient’altro. Rimasi quasi a bocca aperta, vedere le sue tette dal vivo era decisamente meglio che vederle in video! La mia mano andò dritta nel costume a sistemare il cazzo che iniziava a crescere sempre di più. Zia cercava di restare immobile sotto al sole, vedevo sul suo viso le gocce di sudore, bastò che alcuni capelli le si attaccassero al viso sudato per farle alzare la mano per scostarli, ed ecco che una delle coppe del bikini cedette facendo uscire fuori una tetta. Grossa, morbida e succosa. Sembrava che mi chiedesse di essere succhiata... Il capezzolo grande e scuro se ne stava lì a guardarmi mentre mi eccitavo sempre di più. Mi sarei segato in quel momento, dentro l’acqua mentre lei se ne stava sdraiata con gli occhi chiusi come se niente fosse. Allungai la mano per prendere il telefono vicino all’asciugamano, lo sguardo fisso su zia, sperando che non aprisse gli occhi. Aprii la fotocamera ed iniziai a scattare, zoom sul seno, eccolo lì... preso! Dopo un paio di scatti lanciai il telefono sull’asciugamano, velocemente e in silenzio. Gli occhi di zia erano ancora chiusi quando la vidi muoversi. Finsi di bagnarmi il viso ma tra le dita delle mani sulla faccia la vidi che si sistemava il costume dopo essersi accorta della tetta che le era uscita fuori. Feci finta di niente, nuotando avanti e indietro nella piscina per uscire dopo qualche minuto, presi subito l’asciugamano per nascondere l’erezione ma per fortuna zia aveva chiuso di nuovo gli occhi.
“Zia vado a prendere del tè freddo, tu vuoi qualcosa da bere?” le chiesi dopo essermi coperto per bene con l’asciugamano.
“Oh si tesoro, un po’ di te fresco va benissimo. Grazie.”.
“Ok, torno subito allora.”.
“Prima che vai in cucina puoi farmi un favore? Mi metti un po’ di crema sulla schiena? Volevo provare a prendere un po’ di sole anche dietro...” si alzò per cambiare posizione e appena mi avvicinai mi passò la crema solare. Spalmai tutta la schiena, passando la mano sotto l’elastico del bikini. Immaginai di toccare quella schiena mentre era davanti a me a pecorina mentre mi dava quel culone di burro... Ci misi poco, ero talmente eccitato che spalmai tutta a crema velocemente.
Andai in cucina a prendere il tè, riempii una caraffa e presi due bicchieri prendendomela comoda per cercare di far calmare l’erezione nel costume. Tornai in giardino e la trovai sdraiata sul lettino a pancia in giù.
“Scusa se ci ho messo un po’ zia ma non trovavo la caraffa...” non mi rispose. Mi avvicinai al lettino e la vidi con gli occhi chiusi, sentii il respiro pesante. Si era addormentata. Posai delicatamente la caraffa ed i bicchieri sul tavolino davanti al lettino e mi versai il tè. Bevvi lentamente mentre guardavo il suo corpo disteso al sole. Guardai le cosce, grosse e ancora parecchio sode per la sua età. I segni della cellulite si notavano, ma in tutto quell’insieme erano perfetti. Lo slip nero conteneva il suo culo, grosso e schiacciato sul lettino dalla gravità, metteva ancora più in evidenza i suoi fianchi larghi, grassi ed abbondanti, morbidi... Aveva slacciato completamente il reggiseno lasciando la schiena completamente nuda al sole. Mi avvicinai ancora e sentì ancora più forte il su respiro, stava proprio dormendo. Andai ai piedi de lettino e mi inginocchiai, arrivai ad avere i suoi piedi a pochi centimetri dal mio viso, vidi quelle piante morbide e curve, con qualche callo ma ancora perfettamente toniche. Quei piedi mi stavano facendo impazzire, il loro odore era fantastico. Risalendo guardai i suoi polpacci e le cosce. Grosse, burrose e sudate fino in cima al suo culo. Avrei voluto morderla e leccarla. Lo slip era leggermente sparito in mezzo a quelle chiappe da urlo, lasciandole all’aria come se fosse un tanga. Non resistetti a quella visione. Presi immediatamente il telefono e scattai altre foto. La ripresi per intero con il culo all’aria, ripresi i piedi, le cosce, diversi primi piani del culo... nel mentre il suo respiro era sempre più pesante e regolare, ero tranquillo e sicuro che non si sarebbe svegliata. Bevvi un altro sorso di tè e continuai a godermi lo spettacolo... mi guardai intorno, oltre la ringhiera del giardino, per strada non c’era nessuno, non si sentiva nemmeno una macchina. Tornai davanti ai suoi bellissimi piedini e non resistetti a tirar fuori il cazzo. Iniziai a masturbarmi davanti alle sue piante mentre immaginavo quanto sarebbe stato bello passare la mia cappella tra la pelle arricciata. Con il telefono pronto in mano, scattai altre foto del mio cazzo davanti alle sue piante, andai più su, direttamente sul culo e mi segai puntando la cappella proprio in mezzo alle chiappe. Il suo respiro era sempre regolare, non si sarebbe svegliata per niente al mondo mentre io ero sopra di lei a segarmi sul suo culo. Continuai a scattare e a riprendere il mio cazzo sopra quel culo da urlo. Davide e Luca sarebbero morti d’invidia... Tornai ad annusare i piedi, mentre mi segavo ed ero eccitato come un maiale... Non riuscivo a crederci. Volli esagerare, tornai con il viso a pochi centimetri dal culo e con delicatezza provai a scostare leggermente lo slip. Avevo paura che zia avrebbe potuto sentire la mia mano su di lei, ma non fu così. Scostai leggermente lo slip e lo vidi, vidi quel buco stupendo, rotondo, vidi le pieghe regolari e simmetriche della pelle attorno all’ano, non tanto stretto nel mezzo... pensai che quasi sicuramente, in passato, zia doveva aver lasciato che zio usasse quel buco... Dio mio che cosa meravigliosa avevo davanti. Scattai subito una foto a quella meraviglia e poi avvicinai il viso per respirare a pieni polmoni il suo odore. L’odore del culo di zia mi arrivò fino a cervello, mandandomi in estasi. Dovetti trattenermi dall’affondare la lingua lì dentro.
Delicatamente lasciai la mutandina e tornai giù, in basso, ai suoi piedi. Ero così eccitato che il mio cazzo stava già colando da solo. Presi il telefono e mi ripresi la mano che menava il cazzo duro e pulsante di sperma davanti a quelle piante dei piedi. In pochi secondi schizzò velocissima una sborrata assurda, dovetti fare attenzione, non sborrai direttamente sui piedi, avevo paura che sentendo qualcosa sulle piante si sarebbe potuta svegliare, così sborrai sul prato sotto il lettino. Ripresi tutta la scena, terminai lasciando il cazzo grondante davanti le sue dita. Rimasi qualche secondo con il fiatone, guardando soddisfatto la scena, poi mi alzai e mi ricomposi velocemente. Finii di bere il tè freddo e senza fare troppo rumore tornai in piscina, lasciando che l’acqua lavasse via le gocce di sperma che mi erano finite sul costume. Fissai per tutto il tempo zia Manuela, dormiva come un sasso.
Si svegliò dopo quasi un’ora, guardandosi intorno confusa.
“Oh, lo sapevo... mi sono addormentata vero?” mi chiese.
“Si zia, ti sei fatta un’ora di sonno. Complimenti!”.
“Questa notte non ho chiuso occhio, sapevo che sarebbe finita così.” si stiracchiò sul lettino “In questi giorni sono molto sfasata, non sto dormendo per niente bene...”.
“Come mai zia? C’è qualcosa che non va?” le chiesi.
“Ma no, va tutto bene, è solo un periodo un po’ stressante.”.
“Sei sicura? Guarda che a me puoi dirlo se c’è qualcosa che non va.” venni fuori dalla piscina e mi avvicinai al lettino.
“Non c’è nulla che non vada, è solo un periodo un po’... così così. Al lavoro siamo un po’ a corto di personale e quindi mi tocca spesso fare degli straordinari, anche perché le spese della nuova casa comunque si sono fatte sentire... Insomma, mi tocca tirare un po’ la cinghia finchè non si sistema tutto, ma non è nulla di grave tesoro, non preoccuparti.” si riallacciò il reggiseno e si alzò per prendere un bicchiere di tè.
“Zia, se sei in difficoltà, insomma... lo sai che basta chiedere. Non farti problemi.”.
“No tesoro, ti ringrazio ma non ho bisogno del tuo aiuto, almeno per ora non mi serve... ma grazie lo stesso. Lo apprezzo veramente tanto tesoro mio.” si avvicinò per darmi un bacio. Approfittai del momento per abbracciarla, sentendo di nuovo le sue tette contro di me, immaginai mentre premevano... magari uscendo appena dal reggiseno. “Sono anche stata dal medico in questi giorni. Ti ricordi che ti avevo parlato di quei tranquillanti che mi aveva prescritto il medico? Bhè qualche giorno fa mi ha dovuta far passare dai tranquillanti ai sonniferi perché non stavano facendo effetto... Io ero un po’ contraria, ma che devo fare, del resto il medico è lui!”.
“Bhè zia, credo saprà quel che fa. Mi dispiace che sia dovuto ricorrere a tanto, ma vedrai che passerà questo brutto momento. Per qualsiasi cosa comunque, io ci sono.”.
“Oh tesoro, già che mi dici così va tutto molto meglio! Ora scusami, potresti mettermi ancora un po’ di crema sulla schiena? Non vorrei scottarmi, già che mi sono addormentata al sole...” le misi di nuovo la crema spalmandola lungo tutta la schiena, senza riuscire a togliermi dalla testa la scena di prima. Era sempre lì davanti a me, sdraiata con la schiena nuda ed i piedi in vista. Mi stava facendo eccitare ancora, fu molto difficile arrivare alla fine del pomeriggio nascondendo l’eccitazione. Quando zia se ne tornò a casa, mandai subito le foto ed i video a Davide e Luca. Erano senza parole. Come immaginavo, non riuscivano a credere ai loro occhi. Raccontai loro tutto il pomeriggio, senza perdere un dettaglio. Iniziarono ad insulare zia, chiamandola troia, dicendo tutto quello che avrebbero voluto fare con quel culo grasso fatto apposta per svuotare cazzi e coglioni...
“Al posto tuo avrei scopato e riempito di sborra quel culo!” mi scrisse Davide, e aveva ragione... lo avrei fatto... lo avrei fatto cazzo!
“Non pensi che sarebbe uno sborratoio perfetto se fosse sempre messa in quella posizione?” mi scrisse subito dopo Luca. Mentre leggevo immaginavo che lui si stesse già segando, magari era già venuto... entrambi mi stavano facendo esplodere il telefono con i loro messaggi, e tutto questo non faceva che eccitarmi ancora di più. Mi resi conto che gli avevo mandato quelle foto e quei video senza pensarci un secondo, sotto sotto sapevo che era rischioso farle girare ma era più forte di me. Mi buttai sul divano ed iniziai a segarmi, rileggendo i messaggi di Davide e Luca, riguardando continuamente quelle foto e quei video... Dio mio quanto era bello che la stessero guardando come me in quel momento! Godevo al pensiero che si stessero segando per lei, eravamo tutti e tre accomunati dalla stessa cosa: avremmo sborrato per zia Manuela. Lasciai il telefono un secondo per concentrarmi sulla sega, mi comparve davanti l’immagine dei piedi di zia... Non riuscivo a togliermeli dalla testa, il loro odore, il colore... Quanto avrei voluto leccarli! In quel momento mi vibrò il telefono, era un altro messaggio di Luca.
“Sei proprio un porco comunque, ti stavi segando sui piedi di tua zia, sei un cazzo di pervertito!”.
Aveva ragione. Stavo diventando un vero depravato, non riuscivo a pensare ad altro che non fosse zia nuda in mezzo ai nostri cazzi, lo sperma ovunque, solo e soltanto per lei. Sarebbe stato fantastico vederla succhiare i cazzi di Davide e Luca, mentre loro due affondavano nella sua bocca fino a soffocarla. Mi comparve la scena davanti, zia sul lettino con Davide e Luca che se ne stavano ai lati della sua testa con i cazzi in tiro per farglieli ingoiare uno dopo l’altro mentre io le prendevo i piedi e ci infilavo in mezzo il mio cazzo, scopandoli senza sosta finchè non sborravo tra le sue dita smaltate. I loro cazzi coprivano il suo viso e alla fine, una maschera di sborra bollente le copriva la faccia... Sborrai subito al solo pensiero. Tanta e calda, tutta addosso. La mia cappella era rossa, quasi esplodeva, lo sperma colava e mi bagnava le palle, l’addome... rimasi fermo, immobile a guardare lo sperma che mi era uscito. Ero soddisfatto di quella sborrata. Da mesi oramai ogni singola goccia di sperma che schizzavo era tutta per zia Manuela. Ripensai subito alla scena che avevo visto e mi resi conto di come, oramai, riuscivo ad eccitarmi solo in quel modo. Era vero che sognavo di scoparla, ma il solo pensiero di vederla succhiare i cazzi dei miei amici mi mandava in estasi... possibile che stavo diventando come uno di quei cuckold che godono nel vedere la propria moglie scopata da altri?
Esistevano i cuckold della propria zia? Che razza di perversione era questa? Non era il semplice incesto, era di più.
Iniziai presto a farmi prendere dalla cosa, non mi bastava più masturbarmi davanti alle foto e i video di zia, dovevo per forza immaginare cosa avrebbe fatto con Davide e Luca, come loro due mi avrebbero aiutato a scoparla, ma se solo mi toglievo dall’equazione e lasciavo loro due a fottere zia, allora la cosa mi piaceva di più. Essere cuckold della propria zia. Era un ruolo che iniziava a piacermi...
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