Per Amore Di Zia

Capitolo 5 - Prendiamoci tutto!

La cara zia Manuela è completamente all'oscuro di ciò che sta succedendo. La fantasia si suo nipote e dei suoi amici, oramai, inizia a non avere più limiti... ma dovranno fare attenzione perchè certe decisioni una volta prese, non consentono più di tornare indietro.

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Non riuscivo a darmi pace, un pomeriggio dopo essere tornato a casa dal lavoro mi spogliai per la sega quotidiana, presi il telefono ed iniziai a sfogliare le foto di zia, ma qualcosa si muoveva dentro di me. Tolsi le foto e aprii la pagina di internet, provai a cercare le parole cuckold, fuck my aunt, incest-cuckold. Qualsiasi cosa mi venisse in mente riguardo la mia nuova perversione, ed ecco che mi si spalancò un mondo. Trovai un’infinità di foto e di siti dedicati a questa perversione, internet sembrava essere pieno di depravati come me che spiavano la propria zia e speravano di farla fottere per bene da qualche loro amico o di vederla umiliata e degradata come la peggior puttana della terra. Non ero da solo. Trovai un forum dedicato al mondo cuckold dove la gente postava foto e video, c’era un ragazzo che come me spiava la propria zia, aveva iniziato a postare le sue foto (oscurando il volto per sicurezza) e dopo diverse risposte positive ai suoi post aveva anche iniziato a mostrare l’intimo e alcuni vestiti della zia, riscuotendo ancora più successo. Tutto il forum sembrava entusiasta di quella vacca messa in mostra, riceveva insulti e complimenti di ogni tipo. Il nipote aveva poi confessato di entrare spesso in casa della zia di nascosto per segarsi mentre indossava le sue scarpe o si travestiva con i suoi vestiti e lo mostrava a tutti con delle foto che scattava quando si trovava in casa della zia. Notai subito che quando indossava le mutandine della zia, se ne stava con il cazzo duro, proprio come me. Fu un attimo, andai a prendere le mutandine che avevo rubato e le indossai. Ora si che ci siamo! pensai. Iniziai ad accarezzarmi il cazzo coperto dal pizzo degli slip, mentre pensavo a zia che veniva scopata da Davide e Luca, magari in una doppia penetrazione. La scena era fantastica, mi apparve subito davanti gli occhi. La scopavano senza pietà, stringendo i suoi fianchi grassi... credeva di poter prendere il sole in pace nel mio giardino, e invece avrebbe dovuto pagare, pagare con la figa e con il culo per stare da me e usare la mia piscina. Il fatto che fossimo all’aperto rendeva tutto più eccitante, se per caso qualcuno fosse passato di lì e ci avesse visto... avrebbero pensato che lei era una puttana, ed io invece? Io che me ne stavo in disparte a guardarli con il cazzo tra le mani, masturbandomi forte... avrebbero pensato che ero un porco. Un depravato, un guardone, chissà se avrebbero pensato a qualche legame tra me e quella troia che stava prendendo un cazzo nel culo ed uno nella figa. Più ci pensavo e più godevo.

Si ragazzi, scopatemi la zia! Bravi così, apritele il culo! Non riuscivo a pensare ad altro, ed ecco subito le contrazioni. Ecco le prime gocce e gli schizzi di sperma che venivano fuori da sotto il pizzo delle mutandine, eppure mi stavo appena accarezzando il cazzo... quella fu la prima volta che ebbi un orgasmo pensando veramente a quanto sarebbe stato bello assistere ai miei amici che scopavano zia Manuela. Quel pensiero iniziò a prendere posto nella mia mente, non aveva nessuna intenzione di andarsene ed io non riuscivo a scacciarlo. L’idea di assistere, di guardare senza far niente se non toccarmi e guastarmi tutto quello che le facevano mi faceva impazzire. Dimenticai presto tutto quello che c’era stato fino a quel momento ed ecco che quando non guardavo le foto di zia, tornavo su quel forum cuckold per scoprire nuove storie, cercare qualcuno come me, oppure semplicemente, guardavo dei porno a tema cuckold immaginando che la protagonista fosse zia Manuela con Davide o Luca come il bull di turno.

Fu difficile tenere queste fantasie solo per me, con Davide e Luca oramai non avevamo più segreti, avevamo varcato una certa soglia da quando avevamo iniziato a masturbarci su zia Manuela, anche  se molto probabilmente entrambi intuirono che il metterla in mostra mi piaceva e mi eccitava. Nonostante questo, non se ne approfittarono mai e non vollero mai cercare di convincermi a fare qualcosa che non volevo per godere sulle mie spalle.

“E così la zietta è stressata in questo periodo? Poverina, chissà quanto le farebbe bene una bella dose di cazzo! Scommetto non pensa ad altro...” mi disse Davide mentre eravamo seduti sul mio divano.

“Pensa che se sbarcasse su internet per vendere le foto del suo culo, con quei soldi potrebbe risolvere tutti i suoi problemi!” Luca non riusciva a togliersi dalla testa quella fantasia. Era passato più di un mese da quando se n’era uscito con quella storia, l’estate stava per finire ma lui ci pensava ancora.

“Dai smettila con questa storia di internet, sei peggio di un disco rotto.” Davide cercò di fargli capire una volta per tutte che stava esagerando “E poi, di nuovo, ti pare che li mette “in vendita” sua zia?”.

“E tu che ne sai? Hai visto che roba ci ha inviato l’altra volta? Si è segato in giardino su sua zia che dormiva e non ha esitato a farcelo vedere, è un vero pervertito!”.

“Si hai ragione, ma l’ho fatto solo perché mi fido di voi e so che non farete girare quella roba... vero?” li squadrai severo ed entrambi mi promisero ancora una volta di non far uscire quelle foto e quei video dai loro cellulari. “Comunque stavo pensando, zia mi ha detto che ultimamente è stressata e il medico le ha prescritto dei sonniferi.”.

“Addirittura? Deve stare proprio male per arrivare a tanto, addirittura i sonniferi...” disse Davide.

“Si infatti, però pensateci bene, lei addormentata dai sonniferi, ma ci pensate!? Sarebbe completamente indifesa, potremmo fare quello che vogliamo con lei...” dissi.

“Ma stai dicendo sul serio?” Luca mi guardava incredulo “Cioè, vorresti abusare di lei mentre è addormentata? Dimmi che scherzi...”.

“Sarebbe una bella fantasia non credi..?” non avevo il coraggio di rispondere di si.

“Cavolo sei un vero pervertito! Ma del resto è tua zia, se la cosa ti eccita...” esclamò Davide.

“In realtà è qualche giorno che ci penso, è una fantasia che mi è venuta in mente di recente. Lì per lì quando lei me lo ha detto non ci ho pensato... però ammetto che è molto eccitante non trovate?”.

“Oh si, cavolo se è eccitante! Tu che ne pensi Davide?”.

“Sono d’accordo, l’idea stuzzica parecchio anche me.”.

“Ci terrai aggiornati vero? Sono troppo curioso di sapere come andrà a finire!”.

“Si Luca non preoccuparti, come al solito vi terrò aggiornati.” la serata finì abbastanza presto. Davide e Luca se ne tornarono a casa e mi lasciarono da solo a pensare a quello che non ero riuscito ad ammettere al 100% con loro. Tutta quella situazione mi stava letteralmente trasformando, avevo chiaramente iniziato a guardare mia zia in un modo diverso ma forse non volevo ammetterlo, lasciavo trapelare dei piccoli segnali che loro, a volte, sembravano cogliere ma non riuscivo a capire che cosa davvero pensassero di tutta questa storia.

Intanto continuavo a spiare zia con molta più attenzione, cercavo di passare a trovarla appena ne avevo l’occasione, anche solo per un caffè, a lei faceva piacere anche se delle volte la incrociavo quando doveva correre al lavoro e non aveva tempo per me. Dopo Roberto non aveva conosciuto nessuno, o almeno non avevo visto nessun’altro frequentare casa sua. Non mi parlava di nessun “amico”, solo di lavoro e lavoro e lavoro... ecco perché aveva deciso di comprare quel dildo, per rilassarsi nei momenti di solitudine. Il troppo lavoro iniziava a pesare sulle spalle di zia Manuela, un pomeriggio mentre stavamo bevendo un caffè nella sua cucina, si lascò andare ad uno sfogo pesante.

“Vedi... devo riempire il frigorifero di post it per ricordami gli impegni della settimana! Non ricordo più niente. L’insonnia è terribile, il corpo senza dormire impazzisce. Non mi ricordo più niente, per davvero mi perdo in un bicchiere d’acqua..!” indicò il frigorifero che oramai era diventato una vera e propria bacheca.

“Mi dispiace tanto zia, però se sei arrivata questo punto forse è meglio ricorrere ad un aiuto concreto, una specie di terapia d’urto. Il dottore saprà ciò che fa, vedrai che con un po’ di riposo andrà meglio.” cercai di consolarla. Vederla così abbattuta mi faceva star male, dopotutto le volevo bene ma questa storia dei sonniferi accendeva ancora di più le mie fantasie. Iniziai a chiederle informazioni su questi sonniferi, ma lei ancora non ne sapeva niente perché sarebbe passata dal medico il giorno successivo a ritirare la prescrizione. Ovviamente appena tornò a casa dallo studio medico, non persi tempo e la passai a trovare ancora per sapere come era andata.

“Mi ha prescritto dei sonniferi, da prendere in dosaggi leggeri perché a quanto pare sono molto forti... Poi mi ha anche detto di prendere alcuni integratori, dice che servono per rafforzare l’organismo in generale.” fece una pausa, quel giorno si era preparata solo per lei una tisana, non l’avevo mai vista berne una in vita mia. “Onestamente non so che pensare, non mi sarei mai immaginata di dover prendere dei sonniferi in vita mia...” cercai di farle vedere il lato positivo, sicuramente recuperando un po’ di sonno le cose sarebbero migliorate, si sarebbe sentita subito meglio, anche gli integratori l’avrebbero aiutata a recuperare le forze. Si sarebbe sicuramente rimessa in poche settimane. Quando tornai a casa, iniziai a riflettere, in quei giorni pensai parecchio alla situazione di zia. Quando non ero a lavoro, me ne stavo seduto sul divano a meditare il da farsi. Era ovvio che con zia in queste condizioni, avrei potuto tranquillamente spingermi un po’ più in là... tentare qualcosa di nuovo. Ma che cosa? La webcam non era ancora stata scoperta, anzi mi permetteva di tenerla d’occhio, anche se per ora grazie a l’uso dei sonniferi non vedevo più nessuno spettacolo con il dildo... Zia sembrava essere tornata ai mesi del trasferimento, in cui la sue gambe restavano chiuse, ma almeno si stava riprendendo, anche se molto lentamente.

“Il sonnifero mi fa dormire come un sasso, anche se quando mi sveglio sono un po’ frastornata, però effettivamente sto dormendo di più e sento la differenza rispetto a prima.”.

“Bhè sono contento che stia funzionando zia, vedrai che non ci vorrà tanto... già ti vedo molto meglio rispetto alla scorsa settimana!” le dissi cercando di tirarle su il morale.

“Grazie tesoro, davvero mi trovi meglio? Io mi sento sempre più stonata, sarà il sonnifero... Credimi, non ho mai dormito così in vita mia, devono essere proprio delle bombe quelle gocce!” bastarono queste parole per riaccendere la mia fantasia...

“Dici davvero zia? Dormi così profondamente..?”.

“Si davvero, devi credermi! Non mi sveglierebbero nemmeno le cannonate. Per fortuna domani non lavoro e posso dormire fino a tardi.”.

“Ma dai zia! Anche io domani non lavoro, penso proprio che farò come te!” cercai di sdrammatizzare e di trattenermi dall’eccitazione, ma non pensai ad altro per tutto il pomeriggio. Quando tornai a casa, trovai sul telefono i messaggi di Davide e Luca. Non davo loro aggiornamenti da più di una settimana. Cercai di prendere tempo, rispondendogli che stavo ancora sondando il terreno. Quella sera ricontrollai tutti i filmati dell’ultima settimana, vidi come zia Manuela si preparava per andare a letto. Per svegliarsi aveva bisogno di tre sveglie sul cellulare, suonata la terza si alzava lentamente e se ne andava in cucina per iniziare la sua giornata. Dopo la cena passai in rassegna ancora una volta i suoi preziosi video, mentre me ne stavo sdraiato sul letto, nudo e con il cazzo duro tra le mani. Senza rendermene conto si fece tardi, erano quasi le due del mattino. Non mi sarei mai addormentato, troppa eccitazione tutta insieme e quel cazzo pulsante tra le gambe poi... Controllai ancora una volta la telecamera, zia dormiva come un sasso, ma notai che aveva dimenticato la luce accesa. Misi velocemente su le mutande, mi affacciai in giardino e notai la finestra illuminata. Si era davvero dimenticata di spegnerla. La sua immagine sullo schermo del cellulare era ferma e immobile sul letto. Rimasi nella penombra del giardino per qualche minuto e poi tornai in camera. Mi vestii di corsa, i primi calzoncini e la prima maglietta che trovai, presi le chiavi di casa di zia e le misi in tasca. In pochi secondi ero fuori casa e camminavo lentamente verso la sua porta cercando di non fare rumore. Aprii delicatamente il cancello e poi arrivai alla porta di casa. Nonostante zia mi avesse detto che quei sonniferi la facevano dormire come un sasso, avevo paura che potesse sentire qualcosa. Credo di averci messo quasi cinque minuti per aprire e richiudere la porta di casa lentamente, senza farmi sentire... Mi ritrovai nell’ingresso della casa. L’appartamento era al buio, solo la luce della camera da letto che usciva appena nel corridoio. Iniziai a camminare lentamente, avevo il cuore in gola, ad ogni passo che facevo mi domandavo cosa sarebbe potuto succedere se avessi trovato zia sveglia...

Come mi sarei giustificato con lei? Che scusa avrei potuto trovare per essere lì nel cuore della notte, con un’erezione assurda nei calzoncini in bella vista?

Mi avvicinai sempre di più alla porta della camera da letto, facevo una lunga sosta dopo ogni passo per ascoltare con attenzione se la casa fosse per davvero immersa nel silenzio, finchè non sentii il suono del respiro pesante di zia. Allora stava dormendo per davvero! Lentamente mi affacciai e la trovai sdraiata a pancia in giù, la faccia affondava nel cuscino, coperta in parte dai suoi capelli.

Doveva essersi mossa nel sonno perché la trovai scoperta (quando ero a casa avevo visto che si era coperta con il lenzuolo). Se ne stava lì con addosso solo una maglietta a maniche corte, decisamente troppo grande per lei, le cosce ed i piedi nudi... Rimasi immobile, fissando ogni centimetro del suo corpo mentre nei pantaloncini il mio cazzo pulsava dalla voglia. Il suo respiro era regolare, dormiva profondamente. Il lenzuolo copriva appena una delle sue gambe, lentamente mi avvicinai per scansarlo. Zia non si mosse neanche di un millimetro. Appena liberai completamente le sue gambe rimasi a guardarla, ancora non riuscivo a credere che fosse lì davanti a me. Provai a tirar su la maglietta e mi ritrovai in bella vista il suo culone grosso, le mutande erano sparite in mezzo alle chiappe lasciandole all’aria, in bella vista per me. Iniziai a tremare mentre mi mordevo le labbra dall’eccitazione. Presi subito il telefono e scattai dei fantastici primi piani del suo culo burroso, facendo poi attenzione a non riprendere del tutto la sua faccia quando la fotografavo per intero. Dopo una ventina di scatti mi tolsi i pantaloni per prendermi il cazzo tra le mani. Lo sguardo fisso sul suo culo mentre pompavo senza sosta. Avevo paura di fare rumore, mi guardavo costantemente intorno per vedere se rischiavo di urtare o far cadere qualsiasi cosa... Mi inginocchiai ai piedi del letto. Erano lì davanti a me, eccoli lì i suoi piedi...Avevo voglia di replicare quel pomeriggio in piscina ma quella sera avevo la consapevolezza che il sonnifero mi avrebbe aiutato. Appoggiai il mento sul materasso, avevo il naso a pochi centimetri dalle sue dita quando iniziai a respirare il loro profumo. Sentivo chiaramente la mia cappella che stava per esplodere mentre osservavo quelle dita e tutta la forma delle sue piante. Arrivai a pochissimi centimetri da loro, il mio viso per poco non li toccò. La voglia di tirar fuori la lingua mi stava uccidendo ma avevo paura di svegliarla, cosi dovetti trattenermi ancora una volta. Mi alzai di nuovo per cambiare la visuale, volevo godermi il suo culo e cercai di accucciarmi accanto al letto per mettere il muso a pochi centimetri dalle sue chiappe. Il suo odore pungente mi entrò subito nel naso, bastò un attimo... Sentivo il calore della sua pelle, vedevo il cotone degli slip che spariva nel mezzo, nascondendo l’ano che avrei tanto voluto divorare con la mia lingua per poi affondarci il cazzo fino in fondo. Provai a muovere le mutandine, volevo scoprirla il più possibile, volevo ammirare ancora una volta il suo ano, volevo vedere per bene la sua forma... Sollevai appena le mutandine, zia rimase immobile, le scostai con tutta le delicatezza del mondo e mi ritrovai davanti il buco. Era lì, perfetto, tondo, non troppo stretto e nemmeno troppo largo. I solchi attorno alla sua rosa anale erano ancora ben visibili, accentuando ancora di più la sua forma rotonda, rendendolo quasi più grande di quanto fosse.

Quel buco andava leccato a tutti i costi!

Mi avvicinai, il respiro di zia era sempre pesante e regolare, il mio viso stava per toccare il centro ma mi fermai prima di affondare lì in mezzo. Scattai altre foto all’ano, lo ripresi chiaramente per mostrarlo a Davide e Luca mentre me ne stavo lì con il cazzo in tiro. Le prime gocce di sperma iniziarono ad uscire dalla mia cappella pulsante e non riuscii a resistere. Il telefono stava ancora riprendendo quando iniziai a schizzare. Schizzai così forte che lo sperma finì tutto sull’altro lato del letto, qualche goccia andò a sparire in mezzo alle gambe di zia Manuela. Il caso volle che quasi niente le finì addosso. Quasi cinque schizzi enormi, cinque sborrate piene... Non si mosse, non fece un verso... immobile e addormentata come quando ero entrato. Non riuscivo a credere ai miei occhi. Fermai la registrazione, mi rivestii in fretta e sparii nel corridoio in silenzio. Lentamente andai alla porta d’ingresso, aprii facendo attenzione e richiusi la porta facendo scattare delicatamente la serratura con la chiave. Non c’era nessuno per strada, il deserto. Me ne tornai in fretta a casa. Chiusi la porta alle mie spalle come se non fosse successo niente e mi buttai sul letto.

Aprii gli occhi tardi, erano quasi le undici di mattina e non mi ero minimamente mosso nel sonno. Per un attimo mi ero completamente dimenticato di cosa fosse successo poche ore prima e quando mi alzai e trovai il telefono sul letto mi ricordai improvvisamente tutto quanto. Guardai fuori dalla finestra, le finestre della casa di zia erano aperte, tutto sembrava normale. Andai in cucina a preparare il caffè, nell’attesta riguardai le foto che avevo scattato durante la notte. Mangiai i biscotti guardando il lungo video che avevo girato, lì sul momento non mi ero reso conto di quanto durasse, quasi dieci minuti di primi piani del culo e dei piedi di zia Manuela mentre mi segavo il cazzo voglioso. Nel momento esatto della sborrata mi ricordai delle gocce di sperma che erano finite anche tra le sue gambe.

Per un attimo mi prese il panico.

Se ne sarà accorta quando si è svegliata? Avrà visto delle macchie sul letto questa mattina? E se rifacendo il letto avrà sentito l’odore pungente di sperma...?

Aprii subito l’applicazione per controllare la telecamera. Guardai tutta la ripresa della mattinata con il cuore in gola ma alla fine vidi che zia si era alzata senza accorgersi di niente. Aveva rifatto il letto come al solito e non aveva notato nulla di strano tra le lenzuola. Non persi tempo a chiamare Davide e Luca.

“Questa sera dovete venire a casa mia. Ci sono novità!” dissi ad entrambi per telefono e quella sera, davanti ad una pizza gli raccontati della visita notturna a casa di zia.

“Non ci credo che lo hai fatto.” disse Davide.

“Non ti sto raccontando cazzate, è per questo che vi ho fatto venire qui.” presi il telefono, iniziai a mostrare le foto ed i video della notte scorsa.

“Cavolo ma fai sul serio!” Luca non ci credeva mentre scorreva con il dito sullo schermo del mio cellulare. “Sei proprio un cazzo di pervertito!” detto da lui stava iniziando a suonare quasi come un complimento.

“Si ok va bene, ti sei fatto una sega sul culo di tua zia mentre dormiva, ma ci hai fatti venire qui solo per farci vedere queste foto? Insomma, sarebbe questa la novità?” mi chiede Davide.

“Bhè non proprio, vi ho chiesto di venire qui per mostravi le foto ed i video, ma anche per dirvi che i sonniferi, come potete vedere dal video, funzionano per bene... insomma, lei era completamente incosciente!”.

“Ok, e quindi? Insomma, si ok, è eccitate, forte! Ma che cosa vuoi fare adesso?”.

“Stavo pensando che... si, insomma, potremmo organizzare qualcosa.” risposi.

“Organizzare? Ma che stai dicendo? Non farai sul serio...”.

“E invece sono serissimo. Dai ammettetelo, la cosa vi eccita quando eccita me. Non vedete l’ora..” rimasero in silenzio, non si aspettavano una proposta del genere. “Una volta sola. Se ci organizziamo e facciamo le cose per bene ci divertiremo sul serio. Tanto zia sarà K.O. per via dei sonniferi. Non si accorgerà di nulla, nemmeno che glielo stiamo infilando nella figa!”

“Ma che dici!? Come fa a non accorgersene? Insomma, quanto sono forti questi sonniferi per non farle nemmeno sentire un cazzo che se la sta scopando!?”.

“Davide ha ragione, va a finire che si sveglia, è impossibile che i sonniferi siano così forti. Poi che le diciamo se si sveglia eh? Si metterà ad urlare, va a finire che ci denuncia! Hai idea di che casino scoppierà poi..?!” Luca aveva ragione, ma in quel momento la mia mente era come un fiume in piena, senza accorgermene, avevo già tutto il progetto pronto...

“Hai ragione Luca, ma questo non succederà se riusciamo ad aumentarle la dose e a legarla per farla stare buona.” appena lo dissi mi vennero i brividi...

“Non ci credo che tu stia dicendo sul serio. Davvero la vuoi legare? Ma hai idea di cosa significa?” erano sempre più increduli.

“Ragazzi io non voglio farle del male, voglio solo approfittare di un momento di relax, se così lo possiamo definire, e poi da quanto so, non è che vi vada così tanto bene ultimamente... Da quanto è che non vi fate una bella scopata eh? Vedrete che non se ne accorgerà, dobbiamo solo progettare per bene un piano di azione.” mi guardavano con lo sguardo perso nel vuoto. Non si sarebbero mai aspettati una proposta del genere.

“Ok. Senti... alla fine è tua zia. Se per te va bene, va bene per me.” Davide fu il primo a parlare.

“In effetti... basta che non ci facciamo riconoscere. Se proprio ci tieni a farci scopare tua zia, va bene anche per me!” anche Luca diede l’ok.

“Perfetto ragazzi! Allora lasciatemi indagare ancora un po’ e poi vi dirò come potremmo agire.”.

Quella sera prendemmo una decisione che avrebbe cambiato per sempre le nostre vite. Forse nessuno di noi tre realizzò per davvero cosa avremmo fatto di lì a poche settimane, quando l’estate raggiunge il suo picco. C’è da dire che comunque, per quanto sbagliato potesse essere ciò che avremmo fatto a zia Manuela, il caso o forse la fortuna, fu dalla nostra parte, permettendoci di usarla a nostro piacimento senza però lasciare tracce troppo evidenti e senza ferirla nell’animo.

Le visite a casa di zia diventarono sempre più frequenti, spesso la invitavo a casa mia per pranzo o per cena più di quanto facessi prima. Mi domandava sempre come mai preferissi “perdere” il mio tempo con lei piuttosto che andarmene fuori per qualche giorno con i miei amici o con qualche amichetta. Non facevo altro che ripeterle di essere al verde, oltre a non avere poi tutta questa fortuna con le ragazze, quindi non se ne parlava proprio di ferie, vacanze o viaggi in compagnia. Ma soprattutto, e cosa più importante, ero preoccupato per lei. Le faceva piacere che le chiedessi come aveva dormito, come andavano le giornate al lavoro e come si sentisse. In un certo senso, le stavo facendo del bene, nonostante la mia ambizione fosse un’altra. Oramai mi confidava tutto, anche i dettagli sulle prescrizioni del suo medico, soprattutto sui sonniferi.

“Prendo una dose abbastanza leggera, è un sonnifero molto potente. Di solito nei casi gravi, non è il mio caso per fortuna, i medici prescrivono anche fino a quindici gocce, io per fortuna me la cavo con cinque o sei gocce e dormo benissimo. Dormo così profondamente che quando mi sveglio è come se fossi rinata. Pensa che ieri sera dormivo così profondamente che non ho neanche sentito che uno dei cassetti del mobile accanto al letto è crollato! Anzi, se puoi passare a dargli un’occhiata uno di questi giorni...” mi disse una sera mentre era a cena da me.

“Addirittura? Certo zia non preoccuparti, passo in settimana a vedere se riesco a sistemarlo. Però volevo chiederti, che succede se magari una volta ti sbagli con il contagocce e ne casca qualcuna in più nel bicchiere d’acqua?” domandai incuriosito “Lo so che sicuramente ci starai attenta, però se dovesse capitare? Hai detto che è un sonnifero forte...”.

“Bhè il medico mi ha detto di fare attenzione al dosaggio, comunque se dovessero scapparmi una o due gocce in più non fa niente, semplicemente dormo di più diciamo... Io comunque ci sto attenta, per fortuna non è roba che crea dipendenza o cose simili.” ecco finalmente una cosa interessante... “Nel dubbio, metto sempre più di una sveglia per essere sicura di svegliarmi!” aggiunse con una bella risata alla fine.

Quella sera raccolsi molte più informazioni di quanto sperassi. Il giorno dopo chiamai di nuovo Davide e Luca per aggiornarli sulle novità.

“Ho capito come fare per essere sicuri che non si svegli!” gli raccontai dell’episodio del cassetto crollato e dei dettagli sul dosaggio. “Basterà farle prendere qualche goccia in più, vedrete che non se ne accorgerà e crederà di dormire come al solito. Le daremo poco meno della dose massima, vedrete che dormirà come un sasso!”.

“Sei sicuro? Dici che non sentirà nemmeno che la stiamo toccando? Insomma non penso che avremmo modo di essere troppo delicati quando inizieremo a scoparla e ci prenderà l’eccitazione...” Davide aveva ragione.

“Si, per questo dobbiamo legarla e fare in modo che stia ferma per poterla scopare per bene senza toccarla troppo.” risposi.

“Dovremmo cercare di farla addormentare in modo da poterla mettere a pecora e legarla quel tanto che basta per farla stare buona e immobile. Sarebbe perfetto così!” Luca ebbe un colpo di genio, né io né Davide ci avevamo pensato.

“Potremmo mettere il sonnifero in una bottiglia d’acqua. Se riuscissimo a fargliela bere durante il pranzo o la cena sarebbe perfetto. Lei si addormenterebbe dopo aver mangiato e se siamo fortunati sarebbe ancora seduta al tavolo della sala da pranzo. Potremmo legarla lì, che ne dite?” annuirono entrambi. “So quali sono i suoi orari, cena sempre alla stessa ora perché è molto abitudinaria.”.

“Quindi vuoi farla addormentare dopo cena? In effetti di notte sarebbe tutto molto più tranquillo...”

“Ma se per caso dovesse svegliarsi come facciamo? Non penserete mica di andare lì con il viso scoperto? Se ci riconosce sono cazzi! Toccherà mettere dei passamontagna o delle maschere, e poi non possiamo lasciarla legata al tavolo, dobbiamo capire come legarla senza lasciarle troppi segni addosso, soprattutto se si sveglia toccherà lasciarla libera per evitare che si metta a urlare più di quanto non possa già fare e toccherà correre via il più veloce possibile.” Luca stava pensando proprio a tutto.

“Non vi preoccupate, in cucina c’è una porta finestra che da sul giardino. Vi basterà correre fuori e scavalcare la recinzione per scappare in strada, se sarete veloci potrete arrivare al campo che sta in fondo alla via. Lì vi potrete nascondere in mezzo all’erba, tanto il campo non è illuminato, poi se andate dritti arriverete alla strada che passa dietro casa mia. Non preoccupatevi, tanto non ci sono case in quel tratto. Da lì potrete tornare a piedi verso casa mia, vi farei entrare dalla finestra della camera da letto così sareste al sicuro.” il piano che avevo proposto sembrò perfetto a tutti e tre.

“E se dovesse passare qualche macchina? Se tua zia si mette ad urlare ed attira l’attenzione?” Davide aveva ragione, non potevo dargli torto, erano ipotesi da tenere in considerazione.

“Vabbè ragazzi, cerchiamo di pensarci su tutti insieme e vedrete che troveremo una soluzione a tutto. Del resto mica dobbiamo farlo stasera, abbiamo ancora tempo per organizzare bene la cosa.” iniziammo a progettare tutto, passammo tutta la serata a rivedere ogni singolo dettaglio finchè, completamente stanchi, non decidemmo di rimandare tutto al giorno successivo. Quando tornarono a casa mia, avevamo tutti e tre le idee moto più chiare su come procedere. La notte aveva portato consiglio a tutti noi e questa volta fu tutto più chiaro. Decidemmo di agire a notte fonda, eravamo vicini alla settimana di ferragosto, tutte le case in zona erano praticamente vuote (anche il paese vicino si era quasi svuotato) e la notte non passavano macchine. In caso di pericolo, la corsa nel campo di fronte casa di zia sarebbe stata la miglior fuga possibile. Avrebbero solo dovuto fare attenzione a nascondersi per bene tra l’erba alta fino a raggiungere la strada asfaltata e correre fino a casa mia, come avevo già detto la sera prima.

“In questi giorni cercherò di capire il dosaggio dei sonniferi, andrò a trovarla e cercherò di fare una prova in qualche modo” infatti il giorno dopo ero a casa sua e lei era di buon umore, le avevano dato dei giorni di ferie (giusti per la settimana di ferragosto) ma ovviamente lei non sapeva dove andare.

“Forse è meglio così, mi farà bene un po’ di riposo, me ne starò tranquilla a casetta.”.

“Oh zia lo sai che se vuoi c’è sempre la mia piscina, devi solo chiedere.” lei come al solito mi sorrise. “Piuttosto, come va con le gocce?”.

“Va molto meglio tesoro, dormo benissimo con il mio solito dosaggio, ci sto attenta perché alcuni giorni fa mi sono scappate delle gocce in più ed ho dormito per quasi quattordici ore! Menomale che il giorno dopo non lavoravo guarda...” questa si che era una cosa interessante.

“Cavolo zia! Ma quante gocce in più hai messo?”.

“Bhè il dosaggio consigliato è di cinque, io per sbaglio ne ho messe quasi il doppio... lo so, non è proprio una normale svista, ma è successo. La prossima volta ci starò più attenta.” era proprio quello che volevo sentire... mi alzai con la scusa di andare in bagno, appena chiusi la porta alle mie spalle, iniziai subito a guardare nell’armadietto accanto il lavandino. Cercai tra tutte quelle creme e cosmetici che riempivano i ripiani finchè non trovai il flacone del sonnifero. Sentivo zia in cucina che sistemava le tazzine nella credenza, guardai l’etichetta sul flacone con il dosaggio consigliato ed iniziai subito a pensare a come poterglielo dare per fare la prova. Dovevo trovare il modo di mettere le gocce in una bottiglia d’acqua...

“Tesoro vuoi fermarti a cena?” la sentii dalla cucina. Misi subito a posto il flacone e tirai lo sciacquone.

“Volentieri zia, ma è già ora di cena?” le risposi uscendo dal bagno.

“Eh si, si è fatto tardi. Preparo una cosetta veloce e fresca, ho un po’ di melone in frigo, ti va?” risposi di si. Le diedi una mano ad apparecchiare la tavola e mentre lei se ne stava in cucina a tagliare il melone, tornai velocemente in bagno per prendere il sonnifero e tornai a tavola con il flacone in tasca. Mi ricordai che zia beveva solo acqua naturale, così presi una bottiglia naturale (quasi finita) per lei ed una frizzante per me. Zia arrivò con un vassoio pieno di prosciutto e melone e ci sedemmo a tavola. Mentre mangiavamo, non perdevo di vista il suo bicchiere, cercavo di capire a quando sarebbe stato il momento giusto per darle il sonnifero... Zia vuotò la bottiglia d’acqua e mi alzai subito per andare a prenderne una piena in cucina. Feci tutto in fretta. Aprii la bottiglia ed aggiunsi le cinque gocce sperando che avrebbero fatto presto effetto. Tornai al tavolo e le versai l’acqua. Iniziai a sparecchiare la tavola mentre zia continuava a bere acqua quasi senza sosta e mentre mi raccontava di cosa avrebbe fatto il giorno dopo. Annuivo e la stavo a sentire mentre cercavo di capire se le stesse venendo sonno quando improvvisamente iniziò a sbadigliare. Stava funzionando.

Continuammo a chiacchierare ancora un po’, mi accorsi che la bottiglia d’acqua era quasi finita. Zia si alzò per andare in bagno e ne approfittai per mettere un altro paio di gocce nel suo bicchiere. Quando tornò, faceva fatica a tenere gli occhi aperti.

“Tesoro scusa ma sono molto stanca, non so cosa mi sia preso...” disse.

“Non preoccuparti zia, anche io sono un po’ stanco in effetti. Ti lascio riposare.”.

“Forse questa sera non ho nemmeno bisogno delle gocce... sento che mi si chiudono gli occhi.” sbadigliò.

“Bhè, è una buona notizia questa!” la salutai baciandola sulla guancia mentre sentivo il cazzo che iniziava a svegliarsi nei miei pantaloncini.

Me ne andai mentre lei vuotava il suo bicchiere e tornai a casa sicuro che sarebbe crollata subito. Mi sdraiai sul divano ad aspettare. Cercai di non toccarmi, sapevo che non avrei resistito e mi sarei segato, rovinando tutto, sprecando tutto il mio sperma che invece volevo conservare per zia. Controllai il telefono per vedere com’era la situazione in camera di zia e vidi che si era messa a letto già da qualche ora. Era quasi mezzanotte. Riguardai con attenzione la registrazione e vidi che zia aveva preso qualche altra goccia di sonnifero, non tante a giudicare da quanto tempo aveva tenuto il contagocce sul bicchiere, anzi, poche. Si era spogliata completamente, era uscita dalla camera, era tornata con addosso una t-shirt lunga quasi fino alle ginocchia e poi si era buttata sul letto. Stava dormendo da un paio d’ore. Immaginai che doveva già dormire profondamente, tutte quelle gocce avranno già fatto effetto! pensai mentre guardavo il telefono e vedevo zia dormire come un sasso, girandosi ogni tanto sul fianco. Andavo su e giù per il salotto e non staccavo gli occhi dallo schermo, fissavo l’immagine di zia sul letto quando improvvisamente vidi l’ora, erano quasi le due del mattino, un’altra volta.

Mi decisi ad andare.

Uscii di casa e velocemente arrivai davanti la porta di zia. Continuavo a guardare il telefono per essere sicuro che non si alzasse dal letto e poi entrai in casa, silenzioso e furtivo. Anche se lo avevo già fatto, avevo il cuore a mille ad ogni passo che facevo verso la stanza di zia. Sentii ancora una volta il suo respiro pesante finchè non arrivai sulla porta. Anche questa volta zia si era dimenticata di spegnere la lampada sul comodino e se ne stava lì, sdraiata con il viso rivolto al soffitto. La prima cosa che vidi furono i suoi capezzoli. La loro forma veniva fuori da sotto la maglietta, erano grandi, duri... immaginai come fossero sotto quella maglietta ed iniziai a tirar giù i pantaloncini. Il mio cazzo venne fuori subito, puntava verso di lei. Iniziai a segarmi mentre guardavo ogni centimetro del suo corpo, dai piedi fino al viso semi coperto dai capelli. Immaginavo di sborrare ovunque, sborravo su ogni parte di lei... Sborravo quei piedi che mi facevano impazzire e poi continuavo senza sosta. Mi stavo segando più forte che potevo, sentivo la cappella gonfiarsi tra le mie dita. Sputai tutta la saliva che avevo sul palmo della mano e mi lubrificai il cazzo, gli unici suoni in quella stanza erano il respiro pesante di zia e la mia mano che scorreva lungo il mio cazzo bagnato. Avrei tanto voluto avvicinarmi a lei e poggiare il cazzo sul suo viso, bagnarla tutta e segami fino a sborrarle le guance e le labbra. Mi avvicinai ancora, arrivai con il cazzo a pochi centimetri dal suo corpo, mancava poco che non glielo poggiassi addosso... Continuava a dormire mentre io me lo stavo segando senza sosta. Con lo sguardo scesi in basso, le sue cosce erano appena divaricate, sempre grosse, sode e carnose. Erano meglio così nude e crude che con le calze che di solito portava in inverno e autunno. Non resistetti e mi misi in ginocchio, annusai la sua pelle, con il viso a pochi centimetri dalle sue cosce finchè non arrivai ai piedi. Inspirai forte e l’odore dei piedi mi arrivò fino al cervello, stavo impazzendo, l’autocontrollo stava diventando quasi impossibile. La lingua veniva fuori da sola, sfiorai appena la pianta del piede, giusto per sentire il sapore salato dei suoi piedi sulla punta della lingua. Avrei voluto succhiare quelle dita smaltate. Mentre passavo da un piede all’altro all’improvviso i miei occhi andarono proprio in mezzo alle cosce, mancava qualcosa... Mi alzai e delicatamente tirai verso l’alto la maglietta. Non riuscivo a credere ai miei occhi quando mi trovai davanti il pube peloso completamente scoperto.

Puttana che non sei altro! Dormi senza mutande! Lo sapevi che sarei venuto a segarmi eh! pensai mentre guardavo la sua figa pelosa. Il pelo era ben curato, folto e corto, appena qualche pelo bianco che compariva in mezzo a quel mare scuro. Avvicinai la faccia a quel paradiso e il suo odore mi colpì subito. Iniziai a tremare dall’eccitazione, non mi ero mai spinto così oltre. Presi subito il telefono e scattai qualche foto alla figa pelosa. Tornai ad annusarla, era esattamente come l’odore che sentivo nelle mutandine, ma molto più forte e più vivo. Volevo leccarla, volevo bagnarla tutta e poi affondare la lingua ed il cazzo lì dentro.

Dio mio ero in paradiso. La mia mano non si fermava mezzo secondo. Sentivo le prime gocce di sperma venir fuori mentre con la lingua sfiorai appena i peli della figa di zia. Era incredibile come il suo respiro fosse rimasto regolare da quando ero lì, dormiva come un sasso. Non resistetti alla tentazione e la accarezzai, con le dita sentii chiaramente l‘attrito dei peli e le labbra della figa, appena umide nel mezzo. Annusai il dito medio e mi sembrò di avere la sua figa sul naso, così odorosa e pungente. Con la lingua leccai il polpastrello, assaporandola ancora di più. Notai un paio di mutandine nere in bella vista proprio sulla sedia accanto al letto, le presi immediatamente e le annusai, sentivo lo stesso odore. In pochi secondi me le avvolsi attorno al cazzo e continuai a segarmi fino a raggiungere il limite. Riuscii appena a prendere il telefono per riprendere tutta la scena. La figa pelosa di zia Manuela in bella vista e poi il mio cazzo tra le sue mutandine che spruzzava sperma senza sosta. La crema bianca veniva fuori dal tessuto e mi riempiva la mano mentre non sapevo più cosa riprendere con il telefono. E zia, in tutto questo, dormiva profondamente. Il mio respiro quasi si sincronizzò con il suo, rimasi pochi istanti lì a riprendermi dopo la sborrata. Mi alzai velocemente e cercai di ricompormi, misi le mutandine in tasca e me ne andai verso la porta. Venni fuori in pochi secondi, attraversai di nuovo la strada deserta e mi chiusi la porta di casa alle spalle. Il cuore mi batteva forte, avevo avuto la conferma che il sonnifero funzionava davvero. Dalla tasca tirai fuori le mutandine, un altro pezzo per la mia collezione, le aprii e mi trovai davanti tutto il mio sperma raccolto lì dentro. Tutto lo slip era un solo ed unico grumo bianco. Andai a sedermi sul divano, ancora con gli slip in mano, mandai il video appena girato a Davide e Luca, subito dopo una bella foto delle mutandine sborrate.

Ancora non ci credo che la troia mi aspettava senza mutande. Spero vi piaccia pelosa...

Lo scrissi senza pensarci. Rimasi a guardare lo schermo finchè l’invio del video non fu completato. L’adrenalina stava già calando, iniziavo a sentire la stanchezza e la voglia di dormire quando sentii il telefono vibrare. Davide e Luca avevano risposto ai miei messaggi. Non ci credevano nemmeno loro. Gli chiesi se adesso erano convinti a farlo, la riposta arrivò subito: Lo faremo.

Il giorno dopo andai al lavoro assonnato, avevo la testa assente e quando finalmente me ne tornai a casa mi buttai sul letto per riposare un po’, quando mi svegliai andai a farmi una doccia per cercare di riprendermi del tutto. Ero talmente eccitato che non riuscivo a smettere di pensare alla scena dell’altra sera. L’acqua fredda della doccia non bastava per smorzare l’erezione costante. Rimasi sotto l’acqua per un bel po’. Continuavo a pensare alla scena in camera da letto, la figa pelosa e le tettone di zia Manuela nascoste sotto quella maglietta. Mi stava facendo male il cazzo per via di tutte quelle seghe e sborrate continue, mi sentivo debole, non avevo più un goccio di sperma nelle palle. Dovevo cercare di non pensarci. Mi chiusi l’accappatoio con il cazzo che spuntava di fuori. Andai sul divano ed accesi la televisione per guardare qualcosa e distrarmi. Presi il telefono in mano per scorrere sui social, qualsiasi cosa era buona per farmi smettere di pensare a zia e al nostro piano, all’improvviso mi arrivò una notifica di Amazon, nuovi acquisti consigliati in base agli ultimi ordini. Non ci feci caso, finchè non comparve in offerta una action cam. Il prezzo sorprendentemente basso mi fece aprire l’inserzione e vidi che si trattava di un kit intero con tanto di imbracatura da petto e altri supporti per la telecamera.

Non ci pensai su due volte. Era esattamente quello che ci voleva! Con quelle avremmo ripreso per bene ogni singolo momento, ogni dettaglio..! Arrivò provvidenziale come un fulmine.

L’offerta prevedeva una coppia di action cam. Le acquistai subito senza pensarci. Approfittai e comprai anche tre passamontagna, un set di corde ed una maschera da bondage. Ora si che avevamo tutto il necessario. Il giorno dopo arrivò tutto, puntuale e preciso. Ero appena tornato dal lavoro quando presi il pacco, aprii per controllare tutto. Le action cam funzionavano perfettamente, le provai subito con l’imbragatura, la qualità video era ottima. Il set da bondage aveva anche una guida per eseguire i nodi in maniera corretta e sicura, mi ci volle poco per imparare a farli in maniera corretta, apposta per non lasciare che le corde segnassero la pelle e che per qualsiasi emergenza o problema durante i giochi, si riuscisse a sciogliere i nodi evitando brutte sorprese.

Chiamai Davide e Luca per dirgli di venire da me la sera stessa dopo cena. Gli mostri gli acquisti fatti per l’occasione e loro rimasero sbalorditi dall’idea che avevo avuto.

“Certo che hai pensato proprio a tutto eh! Te la vuoi proprio godere questa scopata.”.

“Esatto ragazzi. Vedrete che se tutto andrà bene, verrà fuori un bel video. Sarà il porno migliore che avrete mai visto fidatevi di me!” dissi.

“Cioè, tu vuoi davvero girare un porno con tua zia? Sul serio?! Cazzo non pensavo fossi così depravato!” mi disse Luca.

“Quante volte hai immaginato di essere in un porno eh?” gli chiesi “Adesso ne hai l’occasione. E poi sarà una cosa che rimarrà tra di noi, non la vedrà nessun’altro.”.

“Effettivamente è una cosa che io ho sempre sognato di fare...” ammise Davide. “Certo non avrei ma immaginato che un giorno l’avrei fatta con voi due! Però ammetto che la cosa mi eccita molto, spero solo che andrà tutto bene...”.

“Andrà tutto benissimo ragazzi non preoccupatevi, l’altra sera ho avuto la conferma che il sonnifero funziona, l’ho anche toccata e non si è accorta di niente. Dobbiamo solo cercare di farla addormentare in sala da pranzo e poi legarla per bene, vedrete che la scoperemo come una vacca in calore!”.

“Sai se è già in menopausa per caso?” mi chiese Davide.

“Non saprei, perché?”.

“Perché volevo sapere se dovremmo usare i preservativi o no, io non li uso mai... certo se non c’è il rischio che resti in cinta  potremmo riempire per bene quella figa come merita, non credete?”.

“Direi che è meglio usarli per non lasciare alcuna traccia...” intervenne Luca, mi aveva tolto le parole di bocca.

“Credevo ti avrebbe fatto piacere sborrarle nella figa, non dirmi che non ci hai mai pensato?”.

“Si che mi farebbe piacere Davide, ma non possiamo permetterci di rischiare così tanto, se qualcosa va storto con il nostro sperma potrebbero rintracciarci, e poi se mia zia non è in menopausa che facciamo? Troppo rischioso, non se ne parla!”.

“Ok ok, certo capisco, mi dispiace perché credo che a tutti piaccia l’idea di farcirle la figa di sborra ma effettivamente avete ragione. Anzi, i preservativi li porto io!” ammise Davide.

“Dai sarà per la prossima volta.” Luca mi diede un colpo sulla spalla “Tu continua a tenerla d’occhio finchè non scopri che sarà effettivamente in menopausa, così ci organizzeremo per andarla a trovare di nuovo e ripulire tutto per bene!” ci mettemmo a ridere tutti e tre, effettivamente, se tutto sarebbe andato per il verso giusto, ripetere l’esperienza sarebbe stata un’ottima idea. Ripassammo ancora una volta il piano, rivedemmo tutto nei minimi dettagli.

“Allora per voi va bene farlo domani sera?” chiesi.

“Domani sera? Sei sicuro? Così presto?”.

“Si. Domani dopo il lavoro passerò da lei per vedere come sta, cercherò di capire se posso fermarmi a cena da lei anche questa volta e se ci riuscirò, vi avviserò per darvi a conferma. Voi in ogni caso tenetevi liberi per domani sera.”.

“Ok, basta che ci fai sapere in tempo quello che dobbiamo fare. Che dici, veniamo qui a casa tua?” mi disse Davide.

“Si, venite qui da me e io poi andrò a casa di zia, mi raccomando, vestitevi in maniera comoda e anonima... non si sa mai.”.

“Io non vedo l’ora ragazzi..!” Luca era su di giri “Sono anni che voglio scopami quel puttanone di tua zia!”.

“Lo vogliamo tutti Luca!”.

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