Il giorno dopo andai al lavoro ma non riuscii a resistere, chiesi un permesso per uscire con qualche ora di anticipo. Appena arrivai a casa chiamai Davide e Luca per dirgli che potevano venire da me quando volevano, neanche a farlo apposta, in meno di un’ora erano a casa mia. Tutti e due avevano indossato dei pantaloncini grigi da corsa ed una t-shirt bianca.
“Che ne dici? Più anonimi di così...” scherzò Davide.
“Siete perfetti. Ora datemi qualche minuto che provo a sentire zia per telefono. Speriamo risponda subito.” presi il cellulare e chiamai zia, dopo un paio di squilli rispose subito.
“Ciao zia! Come va tutto bene?”.
“Oh tesoro mio, si va tutto bene. Tu come stai? Come mai questa chiamata?”.
“Tutto bene zia grazie. Oh niente volevo sapere se eri a casa oggi pomeriggio, sai oggi al lavoro sono riuscito ad uscire prima del solito e mentre tornavo a casa mi è venuto in mente che alla fine non ti ho più sistemato quel cassetto che era crollato...”.
“Oh hai ragione, alla fine non te l’ho più fatto vedere. Comunque si, sono a casa oggi pomeriggio.” perfetto, stava andando tutto bene.
“Ok, allora dimmi tu quando posso passare.”.
“Ora sono in giro per delle commissioni, devo passare a fare un po’ di spesa e poi torno a casa. Che ne dici se vieni da me verso le cinque? Ma vuoi fermarti a cena da me?” perfetto, mi aveva anche invitato a cena!
“Ehm, magari zia, sai purtroppo ho il frigo vuoto. Sempre se non ti disturbo eh..!”.
“Ma no tesoro tu non mi disturbi mai, e poi dopo il lavoretto che mi farai mi sembra il minimo offrirti la cena. Hai qualche richiesta particolare?”.
“No zia, mi va bene tutto tranquilla! Allora ci vediamo alle cinque.” feci un occhiolino a Davide e Luca per fargli capire che era filato tutto liscio. “Vedrai che ti farò un lavoretto con i fiocchi!” attaccai il telefono ed esultai felice. “Perfetto ragazzi, tra poco vado a casa sua, le sistemerò un cassetto dell’armadio e poi mi fermerò a cena da lei, voi tenetevi pronti e preparate tutta la roba che ci servirà.” Davide aveva già con se una sacca dove mettemmo tutto il necessario. Aspettammo sul divano, guardando una rassegna sportiva per passare il tempo, finchè ad un certo punto non sentii la macchina di zia parcheggiare lungo la strada. Mi alzai ed andai a vedere, era in perfetto orario, erano le cinque meno un quarto.
“Ottimo ragazzi, tra poco vado da lei.” dissi mentre guardavo furtivamente dalla finestra del salone. Passati quei quindici minuti andai verso la porta. “Ok, speriamo che vada tutto bene. Vado.” uscii di casa e andai a bussare alla sua porta come se niente fosse. Venne ad aprirmi quasi subito.
“Eccomi qui zia. Allora, dov’è questo cassetto da sistemare!” entrai tutto contento in casa, dopo averla abbracciata e baciata come solito, mi portò in camera da letto e mi fece vedere il cassetto. Non era nulla di grave, ma ovviamente cercai di prendere più tempo possibile per arrivare all’ora di cena. “Oh, accidenti è proprio venuto giù tutto, qui il mobile rischia di crollare zia!”.
“Dici davvero? Pensavo fosse una cosetta da niente... Aspetta che libero subito il mobile così puoi sistemarlo.” iniziò a tirar fuori tutta la roba e a metterla in ordine sul letto.
“Hai una cassetta degli attrezzi zia? Oppure devo andare a casa a prendere la mia?”.
“Oh guarda in corridoio, nello sportello in basso a destra c’è qualche attrezzo.” andai a vedere ma erano solo un paio di cacciaviti ed un metro. Le dissi che sarei andato a prendere la mia cassetta mentre lei svuotava il mobile. Tornai da lei con la cassetta, tutti i vestiti erano in bella vista sul letto, diedi un’occhiata veloce ma probabilmente zia aveva sistemato tutto l’intimo in maniera da nasconderlo sotto gli altri vestiti, meglio così, almeno non mi sarei distratto troppo.
“Va bene zia, vediamo cosa si può fare...” iniziai a dare una rapida occhiata al mobile cercando di capire come risolvere il problema, lei se ne stava in piedi dietro di me in silenzio.
“Tesoro ti dispiace se vado a farmi una doccia mentre tu sistemi il mobile? Questo caldo mi sta uccidendo...” mi disse.
“Fai pure zia, non preoccuparti.” risposi facendo finta di niente, in realtà appena disse la parola doccia mi venne subito in mente la scena di zia che si spogliava e che entrava in doccia. Faceva davvero caldo quel giorno e il pensiero dell’acqua fresca che bagnava quel corpo morbido e sodo che tra poche ore avremmo usato a nostro piacimento per godere come dei veri maiali era una goduria. L’acqua che bagnava quelle tette grosse e calanti, i peli della figa che si bagnavano e gocciolavano facendola sembrare vogliosa di essere scopata come una puttana di prima categoria... Dio che visione stupenda! Cercai di non pensarci, avevo del lavoro da fare e dovevo fingere che fosse tutto apposto. Mentre sentivo l’acqua scorrere cercai di capire dove fosse il problema con il cassetto che sembrava non volere entrare nelle guide. Alla fine trovai il problema e sistemai la guida con qualche vite, incollai l’angolo del cassetto che si era aperto con la botta data sul pavimento ed aspettai che la colla asciugò. Dopo una ventina di minuti sentii zia chiudere il rubinetto e venir fuori dalla doccia. Venne in camera con i capelli avvolti in un asciugamano e con un telo da mare attorno al corpo, ben stretto attorno al seno e con le spalle scoperte.
“Allora, come procedono i lavori qui?” mi chiese zia.
“Benissimo, si era solo staccata una guida e il cassetto è venuto giù per il peso dei vestiti, si era aperto un po’ sull’angolo che ha colpito il pavimento quando è caduto ma l’ho incollato. Aspettiamo che la colla si asciughi e poi penso che sarà come nuovo.”.
“Sei fantastico tesoro!” venne a darmi un bacio sulla guancia e mi abbracciò “Non so come farei senza di te!” sentii il calore del suo corpo ed il profumo del suo bagnoschiuma alla ciliegia, quell’odore e la sua pelle morbida e calda bastarono a farmi eccitare ancora più di quanto non lo fossi già. Iniziai a sudare, non bastava il caldo... “Se mi fai cambiare al volo poi vado a prepararti un caffè, che ne dici tesoro?” le lasciai la stanza libera ed andai ad aspettarla in cucina. Venne subito fuori con addosso il suo solito vestito rosso a pouas, il seno sempre bello stretto e in bella vista che sembrava volere venir fuori a tutti i costi. Andò in bagno ad asciugarsi i capelli, approfittai del momento per avvisare Davide e Luca.
“Ho sistemato il cassetto, va tutto bene.” scrissi. Zia venne fuori dal bagno e mise la moka sui fornelli, mi versò il caffè e poi mi chiese come mai secondo me il cassetto era crollato.
“Forse un difetto di fabbrica, il mobile non mi sembrava solidissimo...” dissi mentre giravo lo zucchero. Chiacchierammo come al solito, cercavo di farle più domande possibili per distrarla e perdere tempo. Mentre chiacchierava accavallava le gambe, mettendo in mostra le cosce e costringendomi a guardare da tutt’altra parte. Quella fessura sul lato della coscia e quei lievi segni di cellulite mi facevano impazzire. Lei non se ne accorgeva ma ad ogni movimento che faceva con le gambe, il vestito veniva sempre più su lasciando le cosce scoperte. Era una tortura...
“Dici che la colla si sarà asciugata?” mi chiese.
“Penso di si, è passata mezz’ora. Andiamo a vedere.” andammo in camera da letto e sistemai il cassetto, scorreva alla perfezione. “Perfetto zia, vuoi che ti dia una mano a rimettere i vestiti al loro posto?”.
“No non preoccuparti, ci penso io dopo cena a sistemare tutto. Che ne dici se ci facciamo un aperitivo per festeggiare?”.
“Sono d’accordo!” tornammo in cucina e zia versò due bottigliette di ginger in due calici per brindare insieme. Dopo il brindisi andai in bagno con la scusa di lavarmi le mani e presi il flacone di sonnifero mentre zia stava apparecchiando e mettendo in tavola la cena, questa volta composta da un’insalata mista ed una pasta fredda. Le dissi che sarei andato a prendere l’acqua in cucina e velocemente smezzai una bottiglia di naturale, mettendo dieci gocce di sonnifero in un’altra bottiglia, piena per metà, nel frigorifero. Prima di sedermi mandai un altro messaggio a Davide e Luca, tutto stava procedendo secondo i piani ed era solo questione di ore. Iniziammo a mangiare, divorai la pasta fredda, ero talmente nervoso e teso che avevo più fame del solito, zia se ne accorse ma fu felice del fatto che vuotai il piatto, lo prese come un complimento. Tra una chiacchiera e l’altra, zia iniziò a bere e vuotò la bottiglia, feci lo stesso anche io per buttare giù tutta la pasta fredda ed alla fine mi alzai per andare a prendere la bottiglia d’acqua speciale.
