Capitolo 6 - Un sogno che si realizza
Finalmente è arrivato il momento! Tutto è stato studiato e calcolato nei minimi dettagli, se il piano riuscirà, finalmente i nostri tre amici realizzeranno uno dei loro più grandi sogni.
6 giorni fa
Il giorno dopo andai al lavoro ma non riuscii a resistere, chiesi un permesso per uscire con qualche ora di anticipo. Appena arrivai a casa chiamai Davide e Luca per dirgli che potevano venire da me quando volevano, neanche a farlo apposta, in meno di un’ora erano a casa mia. Tutti e due avevano indossato dei pantaloncini grigi da corsa ed una t-shirt bianca.
“Che ne dici? Più anonimi di così...” scherzò Davide.
“Siete perfetti. Ora datemi qualche minuto che provo a sentire zia per telefono. Speriamo risponda subito.” presi il cellulare e chiamai zia, dopo un paio di squilli rispose subito.
“Ciao zia! Come va tutto bene?”.
“Oh tesoro mio, si va tutto bene. Tu come stai? Come mai questa chiamata?”.
“Tutto bene zia grazie. Oh niente volevo sapere se eri a casa oggi pomeriggio, sai oggi al lavoro sono riuscito ad uscire prima del solito e mentre tornavo a casa mi è venuto in mente che alla fine non ti ho più sistemato quel cassetto che era crollato...”.
“Oh hai ragione, alla fine non te l’ho più fatto vedere. Comunque si, sono a casa oggi pomeriggio.” perfetto, stava andando tutto bene.
“Ok, allora dimmi tu quando posso passare.”.
“Ora sono in giro per delle commissioni, devo passare a fare un po’ di spesa e poi torno a casa. Che ne dici se vieni da me verso le cinque? Ma vuoi fermarti a cena da me?” perfetto, mi aveva anche invitato a cena!
“Ehm, magari zia, sai purtroppo ho il frigo vuoto. Sempre se non ti disturbo eh..!”.
“Ma no tesoro tu non mi disturbi mai, e poi dopo il lavoretto che mi farai mi sembra il minimo offrirti la cena. Hai qualche richiesta particolare?”.
“No zia, mi va bene tutto tranquilla! Allora ci vediamo alle cinque.” feci un occhiolino a Davide e Luca per fargli capire che era filato tutto liscio. “Vedrai che ti farò un lavoretto con i fiocchi!” attaccai il telefono ed esultai felice. “Perfetto ragazzi, tra poco vado a casa sua, le sistemerò un cassetto dell’armadio e poi mi fermerò a cena da lei, voi tenetevi pronti e preparate tutta la roba che ci servirà.” Davide aveva già con se una sacca dove mettemmo tutto il necessario. Aspettammo sul divano, guardando una rassegna sportiva per passare il tempo, finchè ad un certo punto non sentii la macchina di zia parcheggiare lungo la strada. Mi alzai ed andai a vedere, era in perfetto orario, erano le cinque meno un quarto.
“Ottimo ragazzi, tra poco vado da lei.” dissi mentre guardavo furtivamente dalla finestra del salone. Passati quei quindici minuti andai verso la porta. “Ok, speriamo che vada tutto bene. Vado.” uscii di casa e andai a bussare alla sua porta come se niente fosse. Venne ad aprirmi quasi subito.
“Eccomi qui zia. Allora, dov’è questo cassetto da sistemare!” entrai tutto contento in casa, dopo averla abbracciata e baciata come solito, mi portò in camera da letto e mi fece vedere il cassetto. Non era nulla di grave, ma ovviamente cercai di prendere più tempo possibile per arrivare all’ora di cena. “Oh, accidenti è proprio venuto giù tutto, qui il mobile rischia di crollare zia!”.
“Dici davvero? Pensavo fosse una cosetta da niente... Aspetta che libero subito il mobile così puoi sistemarlo.” iniziò a tirar fuori tutta la roba e a metterla in ordine sul letto.
“Hai una cassetta degli attrezzi zia? Oppure devo andare a casa a prendere la mia?”.
“Oh guarda in corridoio, nello sportello in basso a destra c’è qualche attrezzo.” andai a vedere ma erano solo un paio di cacciaviti ed un metro. Le dissi che sarei andato a prendere la mia cassetta mentre lei svuotava il mobile. Tornai da lei con la cassetta, tutti i vestiti erano in bella vista sul letto, diedi un’occhiata veloce ma probabilmente zia aveva sistemato tutto l’intimo in maniera da nasconderlo sotto gli altri vestiti, meglio così, almeno non mi sarei distratto troppo.
“Va bene zia, vediamo cosa si può fare...” iniziai a dare una rapida occhiata al mobile cercando di capire come risolvere il problema, lei se ne stava in piedi dietro di me in silenzio.
“Tesoro ti dispiace se vado a farmi una doccia mentre tu sistemi il mobile? Questo caldo mi sta uccidendo...” mi disse.
“Fai pure zia, non preoccuparti.” risposi facendo finta di niente, in realtà appena disse la parola doccia mi venne subito in mente la scena di zia che si spogliava e che entrava in doccia. Faceva davvero caldo quel giorno e il pensiero dell’acqua fresca che bagnava quel corpo morbido e sodo che tra poche ore avremmo usato a nostro piacimento per godere come dei veri maiali era una goduria. L’acqua che bagnava quelle tette grosse e calanti, i peli della figa che si bagnavano e gocciolavano facendola sembrare vogliosa di essere scopata come una puttana di prima categoria... Dio che visione stupenda! Cercai di non pensarci, avevo del lavoro da fare e dovevo fingere che fosse tutto apposto. Mentre sentivo l’acqua scorrere cercai di capire dove fosse il problema con il cassetto che sembrava non volere entrare nelle guide. Alla fine trovai il problema e sistemai la guida con qualche vite, incollai l’angolo del cassetto che si era aperto con la botta data sul pavimento ed aspettai che la colla asciugò. Dopo una ventina di minuti sentii zia chiudere il rubinetto e venir fuori dalla doccia. Venne in camera con i capelli avvolti in un asciugamano e con un telo da mare attorno al corpo, ben stretto attorno al seno e con le spalle scoperte.
“Allora, come procedono i lavori qui?” mi chiese zia.
“Benissimo, si era solo staccata una guida e il cassetto è venuto giù per il peso dei vestiti, si era aperto un po’ sull’angolo che ha colpito il pavimento quando è caduto ma l’ho incollato. Aspettiamo che la colla si asciughi e poi penso che sarà come nuovo.”.
“Sei fantastico tesoro!” venne a darmi un bacio sulla guancia e mi abbracciò “Non so come farei senza di te!” sentii il calore del suo corpo ed il profumo del suo bagnoschiuma alla ciliegia, quell’odore e la sua pelle morbida e calda bastarono a farmi eccitare ancora più di quanto non lo fossi già. Iniziai a sudare, non bastava il caldo... “Se mi fai cambiare al volo poi vado a prepararti un caffè, che ne dici tesoro?” le lasciai la stanza libera ed andai ad aspettarla in cucina. Venne subito fuori con addosso il suo solito vestito rosso a pouas, il seno sempre bello stretto e in bella vista che sembrava volere venir fuori a tutti i costi. Andò in bagno ad asciugarsi i capelli, approfittai del momento per avvisare Davide e Luca.
“Ho sistemato il cassetto, va tutto bene.” scrissi. Zia venne fuori dal bagno e mise la moka sui fornelli, mi versò il caffè e poi mi chiese come mai secondo me il cassetto era crollato.
“Forse un difetto di fabbrica, il mobile non mi sembrava solidissimo...” dissi mentre giravo lo zucchero. Chiacchierammo come al solito, cercavo di farle più domande possibili per distrarla e perdere tempo. Mentre chiacchierava accavallava le gambe, mettendo in mostra le cosce e costringendomi a guardare da tutt’altra parte. Quella fessura sul lato della coscia e quei lievi segni di cellulite mi facevano impazzire. Lei non se ne accorgeva ma ad ogni movimento che faceva con le gambe, il vestito veniva sempre più su lasciando le cosce scoperte. Era una tortura...
“Dici che la colla si sarà asciugata?” mi chiese.
“Penso di si, è passata mezz’ora. Andiamo a vedere.” andammo in camera da letto e sistemai il cassetto, scorreva alla perfezione. “Perfetto zia, vuoi che ti dia una mano a rimettere i vestiti al loro posto?”.
“No non preoccuparti, ci penso io dopo cena a sistemare tutto. Che ne dici se ci facciamo un aperitivo per festeggiare?”.
“Sono d’accordo!” tornammo in cucina e zia versò due bottigliette di ginger in due calici per brindare insieme. Dopo il brindisi andai in bagno con la scusa di lavarmi le mani e presi il flacone di sonnifero mentre zia stava apparecchiando e mettendo in tavola la cena, questa volta composta da un’insalata mista ed una pasta fredda. Le dissi che sarei andato a prendere l’acqua in cucina e velocemente smezzai una bottiglia di naturale, mettendo dieci gocce di sonnifero in un’altra bottiglia, piena per metà, nel frigorifero. Prima di sedermi mandai un altro messaggio a Davide e Luca, tutto stava procedendo secondo i piani ed era solo questione di ore. Iniziammo a mangiare, divorai la pasta fredda, ero talmente nervoso e teso che avevo più fame del solito, zia se ne accorse ma fu felice del fatto che vuotai il piatto, lo prese come un complimento. Tra una chiacchiera e l’altra, zia iniziò a bere e vuotò la bottiglia, feci lo stesso anche io per buttare giù tutta la pasta fredda ed alla fine mi alzai per andare a prendere la bottiglia d’acqua speciale.
Riempii subito il suo bicchiere.
“Con questo caldo ci vuole proprio.” disse mentre beveva. “Forse dovrei bere di più sai, credo che con questo caldo bevo troppa poca acqua. Ieri ho sentito in tv che dovremmo bere quasi due litri di acqua al giorno...”.
“Oh zia tranquilla, ho preso apposta la bottiglia!” dissi scherzando mentre buttava giù tutto il bicchiere... Gliene versai ancora mentre me la immaginavo che iniziava a sbadigliare. Continuavo a parlare, cercando di distrarla il più possibile per non farle badare a quante volte le riempissi il bicchiere. Lei intanto beveva, beveva e beveva ancora... Brava zia, bevi tutto! pensai mentre la vedevo sorseggiare la sua acqua speciale. I suoi occhi diventavano sempre più pesanti, vedevo che iniziava a tenerli aperti a fatica mentre parlavo senza sosta sperando che non si accorgesse di nulla. Lei cercava di partecipare al discorso, avevo iniziato a parlarle dei paesi che mi sarebbe piaciuto visitare, lei iniziò a farmi domande su domande: perché proprio in quel posto, quanto costava il viaggio, che cosa si mangia in quel paese e tutto il resto... iniziava a sbadigliare e a tenersi il mento con la mano mentre teneva il gomito poggiato sul tavolo e le palpebre diventavano sempre più pesanti. Mi alzai per sparecchiare, versai altra acqua nei nostri bicchieri, nonostante tutta quella che avevo bevuto stavo sudando come un animale, il caldo afoso e l’eccitazione non mi davano tregua. Zia continuava a sorseggiare la sua acqua, riuscii a convincerla a non muovere un dito e a lasciarmi sparecchiare tutta la tavola mentre lei se ne stava seduta con il sonnifero che faceva effetto, si era bevuta quasi tutta la bottiglia ed oragli effetti iniziavano ad essere evidenti. Lavai i piatti, ogni tanto cercavo di buttare un occhio verso la tavola per vedere a che punto fosse zia, la testa iniziava a pesarle e mi sembrò che i suoi occhi iniziassero a cedere, finalmente. Me la presi comoda, lavai tutti i piatti per bene e poi tornai da lei, dicendole che sarei andato al bagno. Rimisi il sonnifero al suo posto ed aspettai che il tutto facesse effetto. Rimasi in piedi, in silenzio mentre i minuti passavano ed io stavo con le orecchie tese per cercare di sentire ogni possibile rumore dalla sala da pranzo. Il silenzio riempiva tutto, sentivo solo il mio respiro sempre più accelerato per l’eccitazione e quasi avevo paura che fosse troppo forte. Per un momento, andai in apnea. Non faceva certo del bene alla mia erezione... Avevo paura di venire, lì, subito e sul posto. Avrei potuto sborrarmi nei pantaloni all’istante. Controllai l’ora sul telefono, erano passati dieci minuti. Aprii lentamente la porta e mi affacciai per provare a vedere se c’era del movimento. Il silenzio era ancora una volta totale quando venni fuori lentamente, un passo alla volta e avvicinandomi alla sala da pranzo iniziai a sentire il respiro pesante di zia. Rimasi ancora in attesa per qualche minuto e poi mi affacciai. Si era addormentata seduta al tavolo, come avevo previsto, il suo bicchiere era vuoto e lei dormiva con la testa chinata in avanti. Non riuscivo a crederci.
Mi avvicinai, il respiro era regolare e pesante come al solito. Tolsi il bicchiere da tavolo, lo portai in cucina e liberai del tutto la tavola da pranzo. Rimasi a fissarla mentre dormiva con la testa che quasi affondava nella scollatura mentre finalmente mandavo il messaggio fatidico a Davide e Luca.
“Si è addormentata, è fatta. Venite qui tra quindici minuti.” premetti invio sperando che un altro quarto d’ora fosse sufficiente a farla cadere ancora più in profondità nel mondo de sogni. Andai alla porta ad aspettarli e appena li vidi arrivare dallo spioncino aprii subito il cancello e poi la porta di casa. Li feci entrare velocemente, dicendogli di non fiatare.
“Aspettate qui, non entrate in sala da pranzo.” andai a controllare ancora una volta, zia era sempre nella stessa posizione. Tornai velocemente da loro e gli dissi di tirar fuori le maschere. “Mettiamocele subito, non togliamocele per nessun motivo mi raccomando.” avevamo tutti e tre il viso sudato e incappucciarci non fu semplice. Entrammo in silenzio nella stanza e velocemente circondammo il tavolo. Davide iniziò a tirar fuori le corde mentre io e Luca cercammo di far sdraiare zia sul tavolo. Avevo sempre paura che potesse svegliarsi da un momento all’altro. Rimase addormentata quando finimmo di stenderla e di aprirle le braccia. Davide mi passò le corde, iniziai lentamente a legarle i polsi, la corda era morbidissima e scorreva da sola... feci passare le corde sotto il tavolo, attorno alla grossa gamba centrare e le bloccai le braccia. Intanto Davide e Luca stavano indossando le pettorine e sistemando le action cam mentre io mi occupavo delle sue gambe. Presi delicatamente le sue caviglie per far passare le corde e bloccarle. I suoi fantastici piedi chiusi nei sandali con la zeppa ora stavano fermi e in tiro grazie alle corde. Mentre finivo di chiudere il nodo non resistetti a guardarle sotto il vestito... le sue cosce grosse erano lì sotto ad aspettarmi, con quelle mutandine bianche che proprio nel mezzo coprivano il suo pelo folto e profumato. Presi subito la maschera, gliela misi sul viso facendo molta attenzione e strinsi le cinghie facendo attenzione a non tirarle i capelli (non fu per niente facile) e guardai il suoi viso con quelle strisce di pelle che le coprivano gli occhi e la bocca lasciando scoperto solo il naso. Lasciai appena più lenta la cinghia che serviva a coprire la bocca, avevo paura che la maschera potesse chiudere e stringere troppo la sua bocca e farle accumulare la saliva. Restammo tutti e tre esterefatti. Zia Manuela in quella posizione era proprio come l’avevamo sempre sognata. Assolutamente perfetta.
“Siete pronti con le action cam?” annuirono entrambi. “Bene, allora toglietevi le mutande e mettetevi questi, mi raccomando fate attenzione che non si rompano...” gli passai i preservativi e in pochi secondi eravamo tutti e tre nudi, i cazzi in tiro ed incappucciati. Davide e Luca accesero le action cam e premettero il tasto rosso.
Potevamo iniziare.
Iniziarono a girare intorno al tavolo, riprendendo per intero zia Manuela, dopo un paio di giri Luca andò dritto verso il suo viso mascherato mentre iniziava a masturbarsi il cazzo già incappucciato e pronto a fotterla. Davide invece iniziava già ad andare dalla parte opposta. Appena si avvicinò al suo culo arrivai giusto in tempo per alzare delicatamente la gonna del vestito lasciando scoperto il culo di zia, appena velato da un paio di slip bianchi di seta con un bordo di pizzo bianco. Le mutandine erano appena rientrate nel mezzo delle sue chiappe e già era tutto bello che in mostra... iniziai ad accarezzare la pelle, segnata dalla cellulite, calda e morbida, mi stava facendo sbavare. Appena tirai le mutandine verso l’alto le chiappe quasi scoppiarono di fuori, anche Davide allungò la mano per toccarle, appena strinse un po’ di carne, saltò fuori anche una delle sue labbra vaginali. Vidi Davide accarezzare delicatamente i peli e non riuscii a resistere, allungai la mano e liberai l’altro labbro della figa mentre l’action cam di Davide faceva un bel primo piano alla figa stretta negli slip banchi. Feci segno a Luca di andare in cucina, imitando il gesto delle forbici, e lui tornò dopo pochi secondi con un paio di forbici che usai subito per liberarla dalle mutandine, finalmente i suoi buchi erano allo scoperto.
Presi delicatamente le sue chiappe e le aprii. Dall’alto vidi la rosa del suo ano ed i peli della figa che sporgevano insieme alle labbra carnose. Davide stava sbavando, non credeva ai suoi occhi. Gli feci un cenno e lui immediatamente si alzò in piedi, puntò subito il cazzo contro la figa pelosa, sputando sulla sua mano, bagnò la cappella per entrare delicatamente dentro zia e lei non fece una piega mentre il cazzo le entrava dentro delicatamente... appena prese il ritmo, Luca ed io ci avvicinammo per poggiare i nostri cazzi sulle chiappe di zia mentre Davide continuava a stantuffarla come meritava ma appena dopo qualche minuto uscì fuori e Luca prese il suo posto. Il mio cazzo stava sempre lì, appoggiato contro quel culo di burro. Vidi chiaramente i grumi del succo vaginale di zia sul preservativo di Davide mentre dava dei leggeri colpi con il cazzo sulla chiappa di zia. Iniziammo a segarci andando a ritmo con Luca, dovetti rallentare quasi subito perché rischiavo di venire ma per fortuna Luca uscì dalla figa dopo pochi secondi, stavamo rischiando entrambi, nello stesso identico momento di sborrare. In quei pochi secondi decisi che guardare solamente non mi sarebbe bastato. Non riuscivo a resistere, adesso finalmente la sua figa era lì davanti a me... O adesso o mai più..! Al diavolo tutte quelle stronzate cuck.
Infilai lentamente il cazzo nella figa pelosa, godendomi ogni singolo centimetro che affondava. Non riuscivo a crederci. Era assurdo vederla così immobile ed incosciente mentre affondavo dentro di lei, era esattamente ciò che avevo sempre sognato. Iniziai a muovermi più veloce mentre Davide prese la action cam in mano per cercare fare un bel primo piano sul mio cazzo che apriva quella figa succosa (aveva appena iniziano a bagnarsi per bene) mentre le mie mani tenevano ben aperte le chiappe, avrei tanto voluto iniziare a sbatterla per vedere quel culo tremare ad ogni colpo ma invece continuai ad andare piano mentre Luca, dalla parte opposta del tavolo, mi incitava a continuare.
Se ne stava con il cazzo dritto davanti al viso di zia Manuela, fingeva di sbatterglielo proprio sulla bocca quando si tolse il profilattico e lo poggiò sulla spalla di zia. Davide intanto riprendeva tutto con la action cam in mano mentre con l’altra teneva in tiro il suo cazzo masturbandosi. Gli feci cenno di venire da me e riagganciò subito l’action cam sul supporto per liberarsi le mani. Tirai fuori il cazzo dalla figa di zia e gli lasciai il posto. Vidi l’apertura vaginale, si vedeva chiaramente il nostro passaggio in quella figa e la cosa mi rendeva orgoglioso. Davide afferrò il culo grasso di zia e tappò immediatamente il buco con il suo cazzo. Decisi di fare come Luca, mi sfilai il profilattico e lo poggiai sulla schiena di zia, poco distante da quello di Luca e ne misi subito un altro. Davide fece lo stesso quando decise di prendersi una pausa, il suo lo poggiò proprio sul culo di zia e ne prese uno nuovo da indossare. Proprio in quel momento tornai a metterlo dentro, non volevo lasciare nemmeno un attimo di tregua a quel buco fantastico, Davide e Luca evidentemente pensarono la stessa cosa visto che vennero entrambi accanto a me, puntavano i cazzi pronti a darmi il cambio ma non riuscirono ad aspettare il loro turno... appena il mio scivolava fuori dalla figa bagnata, entravano per riempirla e poi uscivano fuori per farmelo mettere dentro ancora ed ancora. Iniziammo a scoparla alternandoci, un affondo per uno, spingendo contro quel culo grasso che sembrava volerci rimbalzare fuori dalla figa dei nostri sogni.
In quel momento, l’unico suono che sentivamo era il viscido e succoso scorrere dentro e fuori.
Con quasi venti centimetri di cazzo ciascuno, Davide e Luca l’aprivano molto più di me e sicuramente a zia avrebbero fatto piacere, forse più dei miei sedici centimetri, ma personalmente la cosa non mi dava fastidio. Entravo ed uscivo da quella figa consapevole del fatto che contribuivo a scoparla come meritava (inoltre pensare che a turno le stavamo infilando dentro più di mezzo metro di cazzo mi eccitava da morire) e dopo ogni turno, sfilavamo il profilattico per poggiarlo addosso al suo corpo addormentato. Il numero dei preservativi usati aumentava sempre di più, come se lei fosse lì, legata e imbavagliata con i buchi aperti apposta per quello, ogni preservativo era una scopata, un cazzo che si era svuotato dentro di lei e poi aveva lasciato il segno come una tacca su un bastone. Se avessimo continuato così sarebbe stata coperta di preservativi usati e grondanti il suo ed il nostro succo sessuale. Lasciai la figa a Davide e Luca per un attimo, mi inginocchiai per cercare di strusciare il cazzo sul piede destro di zia, le dita smaltate di rosso uscivano fuori dalla fascia di cotone sul fronte del sandalo e mi stavano chiamando da quando le avevo legato i piedi. Sarebbe stato bello sborrare in quel momento, tutto il mio sperma che copriva quelle unghie rosse perfette, ma ci rinunciai e strusciai appena la cappella sulle sue dita mentre mi segavo e godevo come un maiale. Non resistetti e diedi un bel bacio a quel piede perfetto mentre Davide e Luca continuavano a sfondare la figa di zia. Quando tornai in piedi e vidi come era ridotta quasi non riuscivo a crederci.
In quel momento le stavamo dando la prima vera tregua, era circa mezz’ora che la stavamo scopando, vedemmo chiaramente in che stato era la figa di zia Manuela... riuscii ad infilare l’indice e il medio sovrapposti insieme senza problemi, le labbra della figa avevano ceduto e le pareti interne erano all’aria aperta (un bel contrasto con il buco del culo ancora bello chiuso, perfetto nella sua forma a rosa che se ne stava tranquillo sopra la figa), riuscivamo a vedere l’utero in fondo al tunnel... Facemmo immediatamente un bel primo piano mentre mettevo le mie dita dentro, facendo attenzione a non toccarla troppo. Grumi di succo vaginale mi restavano attaccati ai polpastrelli che ripulivo ogni volta con la lingua, gustandomi tutto il sapore unico di zia. Anche Davide e Luca non resistettero a provarlo, iniziarono a mettere le dita dentro di lei, tirando fuori tutto quello che potevano per leccarsi le dita unte dei suoi umori. Era una vera soddisfazione vederli godere così tanto. Ero riuscito ad organizzare una gran bella serata, peccato che zia non fosse in grado di rendersi conto di cosa stava succedendo! Riprendemmo subito a scoparla appena ci accorgemmo che la figa iniziava a richiudersi lentamente.
“Una figa come questa deve stare sempre ben aperta per far vedere quanto è accogliente!” pensai mentre mi inginocchiai davanti a lei, avvicinai il viso alla figa. La mia bocca era spalancata nonostante il buco nel passamontagna non mi permettesse di aprirla per bene. Poggiai appena la faccia contro quel buco sfondato, affondando tra le labbra umide e succose. Sentii il calore su tutto il viso, il tessuto del passamontagna completamente bagnato dai suoi umori ed ilsu odore che m si era impresso sul viso. Appena mi staccai la prima cosa che feci fu leccarmi le labbra, assaporando ancora una volta tutta la sua essenza... Lasciai subito il posto a Davide che riprese a fotterla mentre io stavo ancora a leccarmi i baffi. Era incredibile come nessuno di noi parlava, neanche una sola parola, nemmeno di godimento, ci bastava comunicare con lo sguardo per intenderci e metterci d’accoro su cosa fare.
Sapevo benissimo che tutti e tre stavano morendo dalla voglia di iniziare a scopare l’ano, era il nostro unico vero rimpianto, già mi stavo immaginando come avrebbe iniziato ad urlare quella troia per il primo cazzo che le entrava nel culo... Davide ci fece un cenno, capimmo che non gli restava molto quando prese i fianchi con entrambe le mani ed iniziò a pompare più forte. Gli bastarono pochi secondi e poi tirò subito fuori il cazzo, iniziò a masturbarsi contro la figa fradicia di zia finchè non si fermò di colpo, tenendo il cazzo dritto con la cappella fuori dalla sua mano mentre il lattice si gonfiava per tutti gli schizzi di sperma che esplodevano dentro quel profilattico facendolo diventare un vero e proprio serbatoio di sperma. Quando finì di sborrare, la punta era piena, il cazzo aveva appena iniziato a cedere verso il basso quando se lo sfilò, lo chiuse con un nodo e lo mise sul culo della cara zietta. Lasciai il posto a Luca, quasi lo stesso identico copione, anche se forse durò qualche minuto in più, ma non ci volle tanto perché anche lui schizzasse e gonfiasse quel preservativo con la sua sborra. Non si dovette nemmeno segare, finì di caricarsi mentre scopava zia e quando uscì fuori, sborrò subito. Anche lui, senza farselo dire, se lo sfilò e lo poggiò accanto a quello di Davide, proprio in quel momento presi il suo posto e iniziai il mio round finale. Presi zia per i fianchi come aveva fatto Davide ed iniziai a pompare, andai in apnea mentre muovevo il cazzo dentro la mia zietta adorata immaginando di stare usando il buco che si trovava appena più sopra e che mi guardava ancora tutto chiuso ed intatto.
Era stata proprio una bella serata quella, avevo realizzato uno dei miei sogni più grandi, ero riuscito a condividere con i miei migliori amici una delle mie fantasie più segrete e ne andavo fiero. Ero fiero e contento di essere un depravato che aveva scopato e fatto scopare la sua amata zia dai suoi amici. Amavo vederla coperta di preservativi usati e di sentire il suono della sua figa bagnata che cedeva ad ogni colpo mentre il mio cazzo la apriva sempre di più, colpo dopo colpo, solo qualche mese prima avrei pagato per vedere una scena del genere e invece adesso quella stessa scena avremmo potuto rivederla ogni volta che ne avremmo avuto voglia.
Si, ero un maiale, un vero pervertito e mi piaceva. Mi piaceva, avevo fatto la cosa giusta!
Continuai a ripetermelo mentre trattenevo il fiato e sentivo lo sperma montare nelle mie palle, pronto per la grande schizzata finale. Appena sentii una goccia di sudore o di succo vaginale colarmi lungo le palle, facendomi venire un brivido lungo tutta la schiena, non resistetti ed esplosi tutta la mia sborra mentre ero ancora dentro di lei. Mi fermai subito, rimasi paralizzato da quella sborrata, tutti quelli schizzi (che non riuscii nemmeno a contare per l’emozione) forse furono i più forti e soddisfacenti della mia vita. Tirai fuori il cazzo che venne fuori per primo, seguito dal profilattico che si era quasi del tutto srotolato dal mio cazzo e piantato nella figa di zia. Afferrai con le dita l’elastico che ancora mi stingeva il cazzo e tirai tutto fuori. La punta piena di sperma andava verso il pavimento, avevo riempito quasi cinque centimetri di sperma bollente, denso e bianco. Mi sfilai il lattice dal cazzo e orgogliosamente lo annodai e lo andai a mettere al suo posto, proprio su quel fantastico culo. Dio mio che orgasmo..!
Tutti e tre guardammo quel bel quadro soddisfatti. I ragazzi girarono intorno a zia, per finire di riprenderla per bene, facendo vedere tutti i profilattici che avevamo usato e gettato sul suo corpo. L’avevamo marchiata come una nostra proprietà, e ne eravamo felici. Chiudemmo con un bel primo piano sui nostri tre profilattici carichi di sperma e fermammo le riprese.
Dopo esserci complimentati a vicenda, iniziammo a ripulire tutta la scena. Nonostante l’adrenalina ancora in corpo, la paura di essere scoperti era ancora forte. Ci rivestimmo di corsa, a Luca toccò l’ingrato compito di recuperare tutti i preservativi e di buttarli in un sacchetto della spazzatura che mise subito nel suo zaino mentre io scioglievo i nodi e passavo le corde a Davide. Quando dovetti togliere la maschera dal viso di zia ebbi davvero paura che si svegliasse... ma la fortuna volle aiutarmi ancora una volta. Delicatamente alzammo zia dal tavolo e la adagiammo sulla sedia, sperando che una volta sveglia pensasse di essersi addormentata durante la nostra cenetta. Mandai Davide e Luca alla porta mentre andai a rimettere a posto le forbici in cucina. Come ultima cosa, raccolsi dal pavimento le mutande tagliate e me le misi in tasca, un altro fantastico ricordo di quella sera.
Lentamente andai a spegnere la luce e raggiunsi la porta. Uscimmo velocemente, chiudendo la serratura e facendola scattare lentamente. Era notte fonda, non si sentiva neanche un rumore nella campagna attorno la casa e corremmo velocemente verso il mio portone, andandoci a rifugiare in casa mia, al riparo dalla notte. Una volta dentro, ci togliemmo le maschere e a turno ci rinfrescammo con una doccia gelata, che almeno per me, non fu sufficiente a calmare l’erezione ancora attiva. L’adrenalina ancora in corpo fu sufficiente a permetterci di sdraiarci tutti e tre sul divano, poi, quando aprimmo gli occhi, vedemmo che il sole splendeva e l’orologio segnava mezzogiorno. Guardai subito il telefono, chissà che cosa mi aspettavo di trovare tra i messaggi e le notifiche, ma non c’era nulla. Tornai a dormire, Davide e Luca non si erano nemmeno mossi, solo dopo un paio d’ore ci svegliammo tutti e tre. Facemmo colazione con tutta calma, mentre guardavamo le riprese della notte precedente tramite le action cam collegate al mio televisore. Era tutto perfetto.
“Mamma mia ragazzi, guardate che roba! Se le montiamo come si deve viene fuori un bel porno.” disse Luca.
“Hai ragione Luca, non ho mai montato un video in vita mia ma penso che con questo ci proverò sul serio!” gli riposi.
“Ti prego, passacelo. Rimarrà tra di noi te lo prometto..!” Davide forse era più emozionato di Luca, anche se poi Luca non resistette dal fare la stessa richiesta.
“Calma ragazzi, almeno intanto fatemi capire come fare per montarlo!” non fu facile ma riuscii a prometterglielo. Se ne andarono dopo aver finito di vedere tutte e due le versioni del video e, poco dopo che furono usciti, mi chiamò zia.
“Buongiorno tesoro. Come stai?”.
“Zia buongiorno, sto benone, e tu invece? Come va oggi?”.
“Sto bene anche se mi sono svegliata poco fa e sono un po’ stordita, non so cosa mi sia successo... Credo di essermi addormentata ieri sera mentre eravamo seduti al tavolo, è vero?” mi chiese un po’ imbarazzata.
“Già zia, proprio così. Ieri sera ad un certo punto dopo la cena ti sei addormentata, ho visto che dormivi per bene e ho pensato di dare una sistemata alla tavola e lasciarti riposare.” iniziavo a temere che potesse aver capto che qualcosa non andava, sicuramente si era resa conto di non avere le mutande...
“Sei stato gentilissimo tesoro, ma mi dispiace di essere crollata così. Non avevo nemmeno preso le mie gocce, per la prima volta ho dormito così tanto senza sonniferi...”.
“Bhè è una buona cosa no? Sarà sicuramente un miglioramento.” cercai di svagare.
“Si, in effetti ho dormito molto bene anche se non in maniera comoda, sono rimasta seduta tutta la notte e forse è anche per quello che sono un po’ frastornata, ma non ho preso le gocce. Se anche questa notte dormirò così bene nei prossimi giorni vado dal dottore e gli chiedo se posso smetterla con il sonnifero.” tirai un sospiro di sollievo.
“Meno male! Allora spero proprio che questa notte ti farai un bel sonno zia! Hai visto che si è risolto tutto per il meglio!”.
“Si avevi ragione tesoro, grazie, è anche merito tuo se sto meglio. Grazie per il supporto.”.
“Figurati zia, lo sai che ti voglio tanto bene e farei qualsiasi cosa per te...” nei giorni successivi venni a sapere che il medico smise di prescriverle i sonniferi, consigliandole comunque di stare a riposo.
L’estate finì presto. L’arrivo di settembre e dell’autunno ci fecero tornare alla nostra solita normalità e tutti riprendemmo i nostri soliti ritmi quotidiani. L’estate e le giornate passate a spiare zia Manuela sembravano lontane, le riprese fatte con la videocamera nascosta e il video della nostra scopata (finalmente ero riuscito a fare un montaggio fantastico, un vero porno amatoriale!) sembravano dei ricordi così lontani... Non ero più entrato di nascosto in casa di zia dopo quella sera di agosto, finchè lei non dovette partire per un funerale alla fine di settembre (una parente lontana che io non avevo mai conosciuto se n’era andata improvvisamente). Fu allora che decisi di entrare nuovamente in casa sua per togliere la telecamera da sopra l’armadio nella camera da letto. In un certo senso ne avevo avuto abbastanza. Sentivo che avevo realizzato le mie fantasie dopo aver collezionato ore ed ore di riprese, averla vista giocare con quel fantastico dildo ed averla usata insieme ai miei amici, oltretutto lei non sembrava né sospettare e nemmeno essersi accorta di niente. Quando avevo voglia, non facevo altro che riguardare i suoi video e masturbarmi con le sue mutandine che avevo tenuto per me (un vero e proprio tesoro che conservo ancora oggi)
Quando arrivò l’inverno zia si era ripresa del tutto, iniziò a riprendere in mano la sua vita sociale, era molto più solare e sempre di buon umore. Sempre con il sorriso e piena di entusiasmo.
Iniziò anche a frequentare un certo Gianfranco. Fu una sua amica a presentarglielo ed iniziarono a fare coppia fissa. Gianfranco mi piaceva dopotutto, a differenza di Roberto, per di più vedevo zia felice quindi non potevo che essere felice per lei. Ogni volta che vedevo Gianfranco entrare in casa di zia, qualcosa dentro di me mi diceva che avevo fatto male a togliere la telecamera nascosta. Avrei potuto spiarli e vedere in che modo Gianfranco usava il corpo di zia, ma ogni volta mi ripetevo che per quante volte Gianfranco potesse scopare zia a mia insaputa, Davide, Luca ed io eravamo comunque arrivati prima di lui.
A me restavano solo i filmati e le sue mutandine ma comunque noi avevamo scopato e fatto nostra quella figa deliziosa che probabilmente adesso lui si gustava in esclusiva sentendosi fortunato, Era un dato di fatto e nessuno avrebbe potuto cambiarlo.
Non avrebbe mai saputo nulla di tutto quello che noi tre avevamo fatto per amore di zia Manuela.
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