Diventò una nuova abitudine, oramai mi masturbavo solo con le mutandine di Zia addosso, riempiendole con tutto lo sperma che avevo. Davide e Luca, nonostante mi chiedessero ogni giorno se c’erano delle novità riguardo la Zia Manuela, questa cosa non la vennero mai a sapere.
Un giorno proprio mente stavo controllando le registrazioni della telecamera, bussarono alla mia porta e mi trovai sulla soglia Zia Manuela. Era venuta a chiedermi se potevo spiegarle come si usa Amazon.
“Zia davvero non sai come si usa?” mi rispose che in tutti quegli anni, sempre e solo zio si era occupato degli acquisti online, anche se magari comprava delle cose per lei.
“Ho pensato che potrebbe servirmi visto che ora vivo da sola, non si sa mai. Meglio saperle le cose non credi?” le risposi che aveva ragione ed iniziai a spiegarle tutto quello che doveva sapere per cercare ed acquistare ciò che più le piaceva. Non fu facile però spiegarle tutto e soprattutto non perdere il filo del discorso mentre mi ritrovavo le sue tette davanti gli occhi, nascoste appena da una t-shirt bianca quasi trasparente. Zia almeno aveva messo il reggiseno sotto, un reggiseno nero ma che comunque non sembrava avere un sostegno, visto che il peso delle sue tette gravava nelle coppe che sembravano destinate a finire per terra nonostante le bretelle. Inoltre i calzoncini che aveva indossato non erano abbastanza lunghi da coprire del tutto le sue cosce, lo spacco laterale nella sua carne morbida e burrosa sembrava chiamarmi. Riuscii a spiegarle tutto, e soprattutto riuscii a tenere a bada l’erezione. Dopo averle creato il profilo Amazon e dopo aver inserito tutti i suoi dati, mi salutò con il solito bacio sulla guancia e se ne tornò a casa.
Una settimana dopo, mi accorsi che zia aveva fatto il suo primo acquisto online. Una mattina vidi il corriere lasciare un pacco davanti casa sua, avevo la mattinata libera e appena se ne andò, uscii rapidamente per raccogliere il pacco che aveva lasciato in mezzo alla strada. Non era né grande né piccolo, non provai nemmeno ad immaginare cosa potesse contenere. Cercai di farlo passare attraverso le sbarre del cancello per farglielo trovare al sicuro nel vialetto di casa. Avvisai Zia dicendo che ero uscito per fare la spesa e al ritorno lo avevo trovato lì incustodito. Il pomeriggio andai a lavorare e quando tornai a casa, mi misi subito a controllare la telecamera per vedere se per caso Zia aveva aperto il pacco in camera da letto. Mentre scorrevo il cursore per mandare avanti la registrazione, ecco che la vidi entrare in camera con il pacco in mano. La vidi aprire la scatola, tirò fuori un’altra scatola più piccola. Non riuscivo a capire cosa potesse essere quando all’improvviso le mani di zia tirarono fuori dalla confezione un dildo.
Un dildo...
Un cazzo finto!
Non riuscivo a crederci. Non era possibile.
Aveva comprato un dildo online ed ora se ne stava seduta sul suo letto a passarselo tra le mani, guardandolo incuriosita e al tempo stesso soddisfatta. Tirò fuori le batterie dalla confezione, svitò il fondo del cazzo di gomma e lo preparò all’uso. Iniziò a girare il fondo e vidi che tra le sue mani il dildo iniziava a vibrare. Sembrò quasi scandalizzata, si coprì la bocca con la mano mentre guardava il cazzo vibrante nella sua mano ma dopo pochi secondi si alzò in piedi, si spogliò completamente, restando con solo i sandali ai piedi e si sdraiò sul letto a gambe aperte mentre iniziò a passare lentamente il dildo vibrante tra le sue cosce. Appena arrivò nel mezzo iniziò a tremare, la gamba alzata mi copriva la visuale, facendomi incazzare... Speravo che Zia abbassasse la gamba il prima possibile, non potevo certo perdermi quello spettacolo! E proprio quando arrivò nel mezzo, la gamba sparì. Allargò per bene le cosce, toccandosi il mucchietto peloso con la mano e spingendo il dildo sempre di più dentro a figa. La scena era sfocata, ma lo vedevo chiaramente. La mano libera si muoveva sul pube, toccava quei bellissimi peli e stuzzicava il clitoride mentre il dildo si muoveva dentro e fuori. Inarcava la schiena, evidentemente gli effetti delle vibrazioni iniziavano a farsi sentire... Dio mio quanto avrei voluto essere lì! Davanti a me già vedevo la sua figa bagnarsi sempre di più mentre le vibrazioni le facevano tremare il clitoride, la sentivo gemere, ansimava e ne chiedeva ancora, sempre di più. Ancora e poi ancora. Non si doveva fermare. Sentivo l’odore dei suoi umori, già solo quello era abbastanza per convincermi a dargliene di più... E poi si lasciò andare. Alla fine venne liberandosi completamente, senza che io potessi sentire nulla. Rimase sul letto, immobile e con il dildo sulle lenzuola in mezzo alle sue gambe, che gran bel lago che ci sarà stato su quel letto... Dopo qualche minuto si alzò lentamente e sparì dalla visuale, pensai che molto probabilmente era andata al bagno a lavare la sua figa fradicia. Tornò in camera solo per rivestirsi e poi se ne andò.
Rimandai subito indietro il video, guardai quella scena per due, tre volte di seguito senza toccarmi, lasciando che il piacere e la voglia salissero lentamente finchè non mi ritrovai con il cazzo duro, tosto e a rischio di esplosione. Stavo per liberarlo dalle mutande, ma non lo feci. Con il cuore a mille presi il telefono e chiamai Davide.
“Davide, è urgente. Tu e Luca dovete venire da me... Subito. Dillo anche a Luca. No dovete venire qui adesso!” chiusi la chiamata ed andai ad aspettare l’arrivo di Davide e Luca sul divano, fu difficile resistere alla tentazione di farmi una sega, ma sapevo che non avrei dovuto cedere prima di aver condiviso con loro la nuova scoperta, del resto glielo avevo promesso. Ci misero poco ad arrivare, appena entrarono, senza dire nulla, li feci sedere sul divano e gli mostrai il video sul telefono. Rimasero a bocca aperta, anche loro non riuscivano a crederci.
“Quel pacco gliel’ho messo io in giardino, il corriere lo aveva lasciato per strada! Pensate se non lo avessi visto cosa ci saremmo persi!” dissi dopo avergli raccontato tutta la storia dell’account Amazon e di come avevo visto casualmente il corriere quella mattina.
“Se ha comprato un dildo evidentemente muore dalla voglia, si vede che non ha nessuno che glielo da...” Luca aveva capito tutto.
“Si, la zietta starà morendo dalla voglia. Sicuro che nessuno se la scopa?”.
“Ha avuto una mezza storia con un suo collega ma niente di che, da quanto ho capito non è andata bene...” rimasi vago.
“Ottimo, allora tocca tenerla d’occhio. Se siamo fortunati sai quante scene come queste ci regalerà la Zia!”.
“Salva tutti i video eh! Così facciamo una bella raccolta. Hai pensato a cosa farci poi?” non capivo cosa intendesse dire Luca. “Si, voglio dire, già i video sono in bianco e nero e senza audio, la risoluzione non è il massimo, se oscuri per bene il viso sai come potrebbero andar forte su internet!”.
“Ma sei scemo! Non se ne parla! Figurati se metto mia Zia su qualche sito porno..!” risposi.
“Ehi però scusa, pensaci un attimo... Non si vedrebbe praticamente nulla se non quello che serve, non la riconoscerebbe nessuno. E poi lo sai meglio di me che la roba amatoriale ora va di moda, potresti guadagnarci qualcosa...”.
“Assolutamente no! Non se ne parla.” in realtà l’idea di mettere online quei video e di vendere mia Zia alla portata di tutti mi eccitava da morire, ma non riuscivo ad ammetterlo con loro...
“Dai Luca, ha ragione. Alla fine è sempre sua Zia, come pensi possa fare una cosa del genere...” Davide sembrava l’unico ad avere ancora i piedi per terra mentre Luca si toccava continuamente i pantaloni per sistemarsi il cazzo che cresceva sempre di più ed io viaggiavo con la mente al solo pensiero di Zia Manuela nuda online, vista e sborrata da chiunque.
“Sentite, questo video, così come tutti quelli che riuscirò a salvare in futuro, dovranno rimanere tra di noi. Vi ho promesso di tenervi aggiornati e lo faccio perché mi fido di voi, chiaro?” annuirono entrambi.
“Ok, ora che ci hai fatto vedere il video... ti dispiace se facciamo come l’altra volta? Mi hai fatto venire una voglia...” Luca si alzò in piedi mostrando i pantaloni gonfi.
“Ok va bene, ma vai in bagno..!” gli diedi il telefono e sparì subito. Tornò dopo qualche minuto, doveva essere davvero eccitato per averci messo così poco.
“Dio mio che sborrata...”.
“Ci hai messo poco eh?”.
