“Questa sera dovete venire a casa mia. Ci sono novità!” dissi ad entrambi per telefono e quella sera, davanti ad una pizza gli raccontati della visita notturna a casa di zia.
“Non ci credo che lo hai fatto.” disse Davide.
“Non ti sto raccontando cazzate, è per questo che vi ho fatto venire qui.” presi il telefono, iniziai a mostrare le foto ed i video della notte scorsa.
“Cavolo ma fai sul serio!” Luca non ci credeva mentre scorreva con il dito sullo schermo del mio cellulare. “Sei proprio un cazzo di pervertito!” detto da lui stava iniziando a suonare quasi come un complimento.
“Si ok va bene, ti sei fatto una sega sul culo di tua zia mentre dormiva, ma ci hai fatti venire qui solo per farci vedere queste foto? Insomma, sarebbe questa la novità?” mi chiede Davide.
“Bhè non proprio, vi ho chiesto di venire qui per mostravi le foto ed i video, ma anche per dirvi che i sonniferi, come potete vedere dal video, funzionano per bene... insomma, lei era completamente incosciente!”.
“Ok, e quindi? Insomma, si ok, è eccitate, forte! Ma che cosa vuoi fare adesso?”.
“Stavo pensando che... si, insomma, potremmo organizzare qualcosa.” risposi.
“Organizzare? Ma che stai dicendo? Non farai sul serio...”.
“E invece sono serissimo. Dai ammettetelo, la cosa vi eccita quando eccita me. Non vedete l’ora..” rimasero in silenzio, non si aspettavano una proposta del genere. “Una volta sola. Se ci organizziamo e facciamo le cose per bene ci divertiremo sul serio. Tanto zia sarà K.O. per via dei sonniferi. Non si accorgerà di nulla, nemmeno che glielo stiamo infilando nella figa!”
“Ma che dici!? Come fa a non accorgersene? Insomma, quanto sono forti questi sonniferi per non farle nemmeno sentire un cazzo che se la sta scopando!?”.
“Davide ha ragione, va a finire che si sveglia, è impossibile che i sonniferi siano così forti. Poi che le diciamo se si sveglia eh? Si metterà ad urlare, va a finire che ci denuncia! Hai idea di che casino scoppierà poi..?!” Luca aveva ragione, ma in quel momento la mia mente era come un fiume in piena, senza accorgermene, avevo già tutto il progetto pronto...
“Hai ragione Luca, ma questo non succederà se riusciamo ad aumentarle la dose e a legarla per farla stare buona.” appena lo dissi mi vennero i brividi...
“Non ci credo che tu stia dicendo sul serio. Davvero la vuoi legare? Ma hai idea di cosa significa?” erano sempre più increduli.
“Ragazzi io non voglio farle del male, voglio solo approfittare di un momento di relax, se così lo possiamo definire, e poi da quanto so, non è che vi vada così tanto bene ultimamente... Da quanto è che non vi fate una bella scopata eh? Vedrete che non se ne accorgerà, dobbiamo solo progettare per bene un piano di azione.” mi guardavano con lo sguardo perso nel vuoto. Non si sarebbero mai aspettati una proposta del genere.
“Ok. Senti... alla fine è tua zia. Se per te va bene, va bene per me.” Davide fu il primo a parlare.
“In effetti... basta che non ci facciamo riconoscere. Se proprio ci tieni a farci scopare tua zia, va bene anche per me!” anche Luca diede l’ok.
“Perfetto ragazzi! Allora lasciatemi indagare ancora un po’ e poi vi dirò come potremmo agire.”.
Quella sera prendemmo una decisione che avrebbe cambiato per sempre le nostre vite. Forse nessuno di noi tre realizzò per davvero cosa avremmo fatto di lì a poche settimane, quando l’estate raggiunge il suo picco. C’è da dire che comunque, per quanto sbagliato potesse essere ciò che avremmo fatto a zia Manuela, il caso o forse la fortuna, fu dalla nostra parte, permettendoci di usarla a nostro piacimento senza però lasciare tracce troppo evidenti e senza ferirla nell’animo.
Le visite a casa di zia diventarono sempre più frequenti, spesso la invitavo a casa mia per pranzo o per cena più di quanto facessi prima. Mi domandava sempre come mai preferissi “perdere” il mio tempo con lei piuttosto che andarmene fuori per qualche giorno con i miei amici o con qualche amichetta. Non facevo altro che ripeterle di essere al verde, oltre a non avere poi tutta questa fortuna con le ragazze, quindi non se ne parlava proprio di ferie, vacanze o viaggi in compagnia. Ma soprattutto, e cosa più importante, ero preoccupato per lei. Le faceva piacere che le chiedessi come aveva dormito, come andavano le giornate al lavoro e come si sentisse. In un certo senso, le stavo facendo del bene, nonostante la mia ambizione fosse un’altra. Oramai mi confidava tutto, anche i dettagli sulle prescrizioni del suo medico, soprattutto sui sonniferi.
“Prendo una dose abbastanza leggera, è un sonnifero molto potente. Di solito nei casi gravi, non è il mio caso per fortuna, i medici prescrivono anche fino a quindici gocce, io per fortuna me la cavo con cinque o sei gocce e dormo benissimo. Dormo così profondamente che quando mi sveglio è come se fossi rinata. Pensa che ieri sera dormivo così profondamente che non ho neanche sentito che uno dei cassetti del mobile accanto al letto è crollato! Anzi, se puoi passare a dargli un’occhiata uno di questi giorni...” mi disse una sera mentre era a cena da me.
“Addirittura? Certo zia non preoccuparti, passo in settimana a vedere se riesco a sistemarlo. Però volevo chiederti, che succede se magari una volta ti sbagli con il contagocce e ne casca qualcuna in più nel bicchiere d’acqua?” domandai incuriosito “Lo so che sicuramente ci starai attenta, però se dovesse capitare? Hai detto che è un sonnifero forte...”.
“Bhè il medico mi ha detto di fare attenzione al dosaggio, comunque se dovessero scapparmi una o due gocce in più non fa niente, semplicemente dormo di più diciamo... Io comunque ci sto attenta, per fortuna non è roba che crea dipendenza o cose simili.” ecco finalmente una cosa interessante... “Nel dubbio, metto sempre più di una sveglia per essere sicura di svegliarmi!” aggiunse con una bella risata alla fine.
Quella sera raccolsi molte più informazioni di quanto sperassi. Il giorno dopo chiamai di nuovo Davide e Luca per aggiornarli sulle novità.
“Ho capito come fare per essere sicuri che non si svegli!” gli raccontai dell’episodio del cassetto crollato e dei dettagli sul dosaggio. “Basterà farle prendere qualche goccia in più, vedrete che non se ne accorgerà e crederà di dormire come al solito. Le daremo poco meno della dose massima, vedrete che dormirà come un sasso!”.
“Sei sicuro? Dici che non sentirà nemmeno che la stiamo toccando? Insomma non penso che avremmo modo di essere troppo delicati quando inizieremo a scoparla e ci prenderà l’eccitazione...” Davide aveva ragione.
“Si, per questo dobbiamo legarla e fare in modo che stia ferma per poterla scopare per bene senza toccarla troppo.” risposi.
“Dovremmo cercare di farla addormentare in modo da poterla mettere a pecora e legarla quel tanto che basta per farla stare buona e immobile. Sarebbe perfetto così!” Luca ebbe un colpo di genio, né io né Davide ci avevamo pensato.
“Potremmo mettere il sonnifero in una bottiglia d’acqua. Se riuscissimo a fargliela bere durante il pranzo o la cena sarebbe perfetto. Lei si addormenterebbe dopo aver mangiato e se siamo fortunati sarebbe ancora seduta al tavolo della sala da pranzo. Potremmo legarla lì, che ne dite?” annuirono entrambi. “So quali sono i suoi orari, cena sempre alla stessa ora perché è molto abitudinaria.”.
“Quindi vuoi farla addormentare dopo cena? In effetti di notte sarebbe tutto molto più tranquillo...”
“Ma se per caso dovesse svegliarsi come facciamo? Non penserete mica di andare lì con il viso scoperto? Se ci riconosce sono cazzi! Toccherà mettere dei passamontagna o delle maschere, e poi non possiamo lasciarla legata al tavolo, dobbiamo capire come legarla senza lasciarle troppi segni addosso, soprattutto se si sveglia toccherà lasciarla libera per evitare che si metta a urlare più di quanto non possa già fare e toccherà correre via il più veloce possibile.” Luca stava pensando proprio a tutto.
“Non vi preoccupate, in cucina c’è una porta finestra che da sul giardino. Vi basterà correre fuori e scavalcare la recinzione per scappare in strada, se sarete veloci potrete arrivare al campo che sta in fondo alla via. Lì vi potrete nascondere in mezzo all’erba, tanto il campo non è illuminato, poi se andate dritti arriverete alla strada che passa dietro casa mia. Non preoccupatevi, tanto non ci sono case in quel tratto. Da lì potrete tornare a piedi verso casa mia, vi farei entrare dalla finestra della camera da letto così sareste al sicuro.” il piano che avevo proposto sembrò perfetto a tutti e tre.
“E se dovesse passare qualche macchina? Se tua zia si mette ad urlare ed attira l’attenzione?” Davide aveva ragione, non potevo dargli torto, erano ipotesi da tenere in considerazione.
“Vabbè ragazzi, cerchiamo di pensarci su tutti insieme e vedrete che troveremo una soluzione a tutto. Del resto mica dobbiamo farlo stasera, abbiamo ancora tempo per organizzare bene la cosa.” iniziammo a progettare tutto, passammo tutta la serata a rivedere ogni singolo dettaglio finchè, completamente stanchi, non decidemmo di rimandare tutto al giorno successivo. Quando tornarono a casa mia, avevamo tutti e tre le idee moto più chiare su come procedere. La notte aveva portato consiglio a tutti noi e questa volta fu tutto più chiaro. Decidemmo di agire a notte fonda, eravamo vicini alla settimana di ferragosto, tutte le case in zona erano praticamente vuote (anche il paese vicino si era quasi svuotato) e la notte non passavano macchine. In caso di pericolo, la corsa nel campo di fronte casa di zia sarebbe stata la miglior fuga possibile. Avrebbero solo dovuto fare attenzione a nascondersi per bene tra l’erba alta fino a raggiungere la strada asfaltata e correre fino a casa mia, come avevo già detto la sera prima.
