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Erotika
Per Amore Di Zia · Cap. 5
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Capitolo 5 di 6 34 min di lettura

Prendiamoci tutto!

La cara zia Manuela è completamente all'oscuro di ciò che sta succedendo. La fantasia si suo nipote e dei suoi amici, oramai, inizia a non avere più limiti... ma dovranno fare attenzione perchè certe decisioni una volta prese, non consentono più di tornare indietro.

Forbidden_Fantasy
5 mesi fa · 988 letture · 0

“In questi giorni cercherò di capire il dosaggio dei sonniferi, andrò a trovarla e cercherò di fare una prova in qualche modo” infatti il giorno dopo ero a casa sua e lei era di buon umore, le avevano dato dei giorni di ferie (giusti per la settimana di ferragosto) ma ovviamente lei non sapeva dove andare.

“Forse è meglio così, mi farà bene un po’ di riposo, me ne starò tranquilla a casetta.”.

“Oh zia lo sai che se vuoi c’è sempre la mia piscina, devi solo chiedere.” lei come al solito mi sorrise. “Piuttosto, come va con le gocce?”.

“Va molto meglio tesoro, dormo benissimo con il mio solito dosaggio, ci sto attenta perché alcuni giorni fa mi sono scappate delle gocce in più ed ho dormito per quasi quattordici ore! Menomale che il giorno dopo non lavoravo guarda...” questa si che era una cosa interessante.

“Cavolo zia! Ma quante gocce in più hai messo?”.

“Bhè il dosaggio consigliato è di cinque, io per sbaglio ne ho messe quasi il doppio... lo so, non è proprio una normale svista, ma è successo. La prossima volta ci starò più attenta.” era proprio quello che volevo sentire... mi alzai con la scusa di andare in bagno, appena chiusi la porta alle mie spalle, iniziai subito a guardare nell’armadietto accanto il lavandino. Cercai tra tutte quelle creme e cosmetici che riempivano i ripiani finchè non trovai il flacone del sonnifero. Sentivo zia in cucina che sistemava le tazzine nella credenza, guardai l’etichetta sul flacone con il dosaggio consigliato ed iniziai subito a pensare a come poterglielo dare per fare la prova. Dovevo trovare il modo di mettere le gocce in una bottiglia d’acqua...

“Tesoro vuoi fermarti a cena?” la sentii dalla cucina. Misi subito a posto il flacone e tirai lo sciacquone.

“Volentieri zia, ma è già ora di cena?” le risposi uscendo dal bagno.

“Eh si, si è fatto tardi. Preparo una cosetta veloce e fresca, ho un po’ di melone in frigo, ti va?” risposi di si. Le diedi una mano ad apparecchiare la tavola e mentre lei se ne stava in cucina a tagliare il melone, tornai velocemente in bagno per prendere il sonnifero e tornai a tavola con il flacone in tasca. Mi ricordai che zia beveva solo acqua naturale, così presi una bottiglia naturale (quasi finita) per lei ed una frizzante per me. Zia arrivò con un vassoio pieno di prosciutto e melone e ci sedemmo a tavola. Mentre mangiavamo, non perdevo di vista il suo bicchiere, cercavo di capire a quando sarebbe stato il momento giusto per darle il sonnifero... Zia vuotò la bottiglia d’acqua e mi alzai subito per andare a prenderne una piena in cucina. Feci tutto in fretta. Aprii la bottiglia ed aggiunsi le cinque gocce sperando che avrebbero fatto presto effetto. Tornai al tavolo e le versai l’acqua. Iniziai a sparecchiare la tavola mentre zia continuava a bere acqua quasi senza sosta e mentre mi raccontava di cosa avrebbe fatto il giorno dopo. Annuivo e la stavo a sentire mentre cercavo di capire se le stesse venendo sonno quando improvvisamente iniziò a sbadigliare. Stava funzionando.

Continuammo a chiacchierare ancora un po’, mi accorsi che la bottiglia d’acqua era quasi finita. Zia si alzò per andare in bagno e ne approfittai per mettere un altro paio di gocce nel suo bicchiere. Quando tornò, faceva fatica a tenere gli occhi aperti.

“Tesoro scusa ma sono molto stanca, non so cosa mi sia preso...” disse.

“Non preoccuparti zia, anche io sono un po’ stanco in effetti. Ti lascio riposare.”.

“Forse questa sera non ho nemmeno bisogno delle gocce... sento che mi si chiudono gli occhi.” sbadigliò.

“Bhè, è una buona notizia questa!” la salutai baciandola sulla guancia mentre sentivo il cazzo che iniziava a svegliarsi nei miei pantaloncini.

Me ne andai mentre lei vuotava il suo bicchiere e tornai a casa sicuro che sarebbe crollata subito. Mi sdraiai sul divano ad aspettare. Cercai di non toccarmi, sapevo che non avrei resistito e mi sarei segato, rovinando tutto, sprecando tutto il mio sperma che invece volevo conservare per zia. Controllai il telefono per vedere com’era la situazione in camera di zia e vidi che si era messa a letto già da qualche ora. Era quasi mezzanotte. Riguardai con attenzione la registrazione e vidi che zia aveva preso qualche altra goccia di sonnifero, non tante a giudicare da quanto tempo aveva tenuto il contagocce sul bicchiere, anzi, poche. Si era spogliata completamente, era uscita dalla camera, era tornata con addosso una t-shirt lunga quasi fino alle ginocchia e poi si era buttata sul letto. Stava dormendo da un paio d’ore. Immaginai che doveva già dormire profondamente, tutte quelle gocce avranno già fatto effetto! pensai mentre guardavo il telefono e vedevo zia dormire come un sasso, girandosi ogni tanto sul fianco. Andavo su e giù per il salotto e non staccavo gli occhi dallo schermo, fissavo l’immagine di zia sul letto quando improvvisamente vidi l’ora, erano quasi le due del mattino, un’altra volta.

Mi decisi ad andare.

Uscii di casa e velocemente arrivai davanti la porta di zia. Continuavo a guardare il telefono per essere sicuro che non si alzasse dal letto e poi entrai in casa, silenzioso e furtivo. Anche se lo avevo già fatto, avevo il cuore a mille ad ogni passo che facevo verso la stanza di zia. Sentii ancora una volta il suo respiro pesante finchè non arrivai sulla porta. Anche questa volta zia si era dimenticata di spegnere la lampada sul comodino e se ne stava lì, sdraiata con il viso rivolto al soffitto. La prima cosa che vidi furono i suoi capezzoli. La loro forma veniva fuori da sotto la maglietta, erano grandi, duri... immaginai come fossero sotto quella maglietta ed iniziai a tirar giù i pantaloncini. Il mio cazzo venne fuori subito, puntava verso di lei. Iniziai a segarmi mentre guardavo ogni centimetro del suo corpo, dai piedi fino al viso semi coperto dai capelli. Immaginavo di sborrare ovunque, sborravo su ogni parte di lei... Sborravo quei piedi che mi facevano impazzire e poi continuavo senza sosta. Mi stavo segando più forte che potevo, sentivo la cappella gonfiarsi tra le mie dita. Sputai tutta la saliva che avevo sul palmo della mano e mi lubrificai il cazzo, gli unici suoni in quella stanza erano il respiro pesante di zia e la mia mano che scorreva lungo il mio cazzo bagnato. Avrei tanto voluto avvicinarmi a lei e poggiare il cazzo sul suo viso, bagnarla tutta e segami fino a sborrarle le guance e le labbra. Mi avvicinai ancora, arrivai con il cazzo a pochi centimetri dal suo corpo, mancava poco che non glielo poggiassi addosso... Continuava a dormire mentre io me lo stavo segando senza sosta. Con lo sguardo scesi in basso, le sue cosce erano appena divaricate, sempre grosse, sode e carnose. Erano meglio così nude e crude che con le calze che di solito portava in inverno e autunno. Non resistetti e mi misi in ginocchio, annusai la sua pelle, con il viso a pochi centimetri dalle sue cosce finchè non arrivai ai piedi. Inspirai forte e l’odore dei piedi mi arrivò fino al cervello, stavo impazzendo, l’autocontrollo stava diventando quasi impossibile. La lingua veniva fuori da sola, sfiorai appena la pianta del piede, giusto per sentire il sapore salato dei suoi piedi sulla punta della lingua. Avrei voluto succhiare quelle dita smaltate. Mentre passavo da un piede all’altro all’improvviso i miei occhi andarono proprio in mezzo alle cosce, mancava qualcosa... Mi alzai e delicatamente tirai verso l’alto la maglietta. Non riuscivo a credere ai miei occhi quando mi trovai davanti il pube peloso completamente scoperto.

Puttana che non sei altro! Dormi senza mutande! Lo sapevi che sarei venuto a segarmi eh! pensai mentre guardavo la sua figa pelosa. Il pelo era ben curato, folto e corto, appena qualche pelo bianco che compariva in mezzo a quel mare scuro. Avvicinai la faccia a quel paradiso e il suo odore mi colpì subito. Iniziai a tremare dall’eccitazione, non mi ero mai spinto così oltre. Presi subito il telefono e scattai qualche foto alla figa pelosa. Tornai ad annusarla, era esattamente come l’odore che sentivo nelle mutandine, ma molto più forte e più vivo. Volevo leccarla, volevo bagnarla tutta e poi affondare la lingua ed il cazzo lì dentro.

Dio mio ero in paradiso. La mia mano non si fermava mezzo secondo. Sentivo le prime gocce di sperma venir fuori mentre con la lingua sfiorai appena i peli della figa di zia. Era incredibile come il suo respiro fosse rimasto regolare da quando ero lì, dormiva come un sasso. Non resistetti alla tentazione e la accarezzai, con le dita sentii chiaramente l‘attrito dei peli e le labbra della figa, appena umide nel mezzo. Annusai il dito medio e mi sembrò di avere la sua figa sul naso, così odorosa e pungente. Con la lingua leccai il polpastrello, assaporandola ancora di più. Notai un paio di mutandine nere in bella vista proprio sulla sedia accanto al letto, le presi immediatamente e le annusai, sentivo lo stesso odore. In pochi secondi me le avvolsi attorno al cazzo e continuai a segarmi fino a raggiungere il limite. Riuscii appena a prendere il telefono per riprendere tutta la scena. La figa pelosa di zia Manuela in bella vista e poi il mio cazzo tra le sue mutandine che spruzzava sperma senza sosta. La crema bianca veniva fuori dal tessuto e mi riempiva la mano mentre non sapevo più cosa riprendere con il telefono. E zia, in tutto questo, dormiva profondamente. Il mio respiro quasi si sincronizzò con il suo, rimasi pochi istanti lì a riprendermi dopo la sborrata. Mi alzai velocemente e cercai di ricompormi, misi le mutandine in tasca e me ne andai verso la porta. Venni fuori in pochi secondi, attraversai di nuovo la strada deserta e mi chiusi la porta di casa alle spalle. Il cuore mi batteva forte, avevo avuto la conferma che il sonnifero funzionava davvero. Dalla tasca tirai fuori le mutandine, un altro pezzo per la mia collezione, le aprii e mi trovai davanti tutto il mio sperma raccolto lì dentro. Tutto lo slip era un solo ed unico grumo bianco. Andai a sedermi sul divano, ancora con gli slip in mano, mandai il video appena girato a Davide e Luca, subito dopo una bella foto delle mutandine sborrate.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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